Slow economy

Rinascere con saggezza

Di

Editore: A. Mondadori (Piccola Biblioteca Oscar)

3.3
(358)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 196 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8804601183 | Isbn-13: 9788804601180 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: Affari & Economia , Non-narrativa , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
Federico Rampini ci racconta, in un viaggio attraverso tre continenti e decine di città, quale forma sta per prendere il nostro futuro. Abbiamo di fronte a noi una lenta e inesorabile rivoluzione verde che ci porterà a produrre e a consumare in modo più consapevole; si percepisce nei comportamenti dei governanti e degli elettori il desiderio di un "Neo-socialismo" che spinga gli stati ad assumere iniziative politiche più ponderate e attente alla qualità dei servizi, del welfare e della vita in generale. Insomma, secondo Rampini si va profilando la rivoluzione tranquilla della "Slow Economy": un nuovo modello di sviluppo dove la crescita a ogni costo non sarà più la prima preoccupazione delle nostre società. Un modello di sviluppo in cui, come in una sorta di "Slow food" esteso a ogni aspetto della vita, ritroveremo tutti insieme un nuovo (e antico nello stesso tempo) equilibrio con il nostro ambiente lavorativo, naturale e sociale.

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  • 0

    Piacevole ma (quasi) del tutto inutile

    Ho finito di leggere “Slow Economy” di Federico Rampini e ne sono rimasto un po' deluso.

    Rampini sa intrattenere il lettore, è elegante e piacevole, ma la sensazione è che dentro l'elegante confezione ...continua

    Ho finito di leggere “Slow Economy” di Federico Rampini e ne sono rimasto un po' deluso.

    Rampini sa intrattenere il lettore, è elegante e piacevole, ma la sensazione è che dentro l'elegante confezione ci sia se non il vuoto, perlomeno molto poco.

    Forse avevo troppe aspettative, perché 2 degli ultimi 3 libri sono stati saggi voluminosi, molto propositivi e molto istruttivi quali “Il Capitale nel XXI secolo” e “Una rivoluzione ci salverà”, ma l'impressione è che Slow Economy non mantenga le promesse dell'ottima introduzione.

    Infatti al di là dell'ottima introduzione, della discreta conclusione e di qualche personaggio interessante (come John Muir, Martino Martini e Beat Richner) e di qualche passaggio illuminante (sulla storia della Cina, sulla storia della Muraglia Cinese o sulle differenze di costumi fra occidentali e uomini dell'ex Celeste Impero, elenco commissionato da Rampini alla sua segretaria cinese) , l'impressione generale è di un lavoro troppo frammentario che scade nell'aneddotica.

    Forse sono troppo “invaghito” del saggio a tesi, ma trovo alquanto sconfortante un saggio che di tesi ne ha una molto vaga: la slow economy che dovremmo apprendere dall'Oriente, ma che non si capisce bene in cosa consista perché non è spiegata se non vagamente nell'introduzione e nel primo capitolo.

    Insomma si tratta di un saggio che descrive senza proporre qualcosa di concreto e senza unitarietà a parte il sottilissimo fil rouge del titolo (“la slow economy”) che spesso sparisce o si contraddice nella descrizione dell'impetuoso sviluppo capitalista della Cina (e in parte dell'India e del Vietnam).

    Di questo libro rimane poco: l'ammirazione di Rampini per l'India e per la gentilezza dei vietnamiti, la posizione più critica sulla Cina, che però è meno idealizzata anche perché meglio conosciuta dall'inviato di Repubblica (che però non manca di proporci squarci della storia del Vietnam e dell'India).

    Insomma questo libro contiene abbastanza per passare alcuni giorni in piacevole lettura, ma forse un po' troppo poco per chi come me voglia imparare qualcosa sull'edificazione di un Mondo Migliore e di un'Economia Migliore.

    ha scritto il 

  • 5

    Qualcosa è andato storto nell’incessante corsa alla crescita a tutti i costi, al “sempre di più”, al “sempre meno caro”, purtroppo, al “sempre più scadente”. Abbiamo vissuto anni di intensa attività e ...continua

    Qualcosa è andato storto nell’incessante corsa alla crescita a tutti i costi, al “sempre di più”, al “sempre meno caro”, purtroppo, al “sempre più scadente”. Abbiamo vissuto anni di intensa attività economica, di cambiamenti economici e sociali, adesso è il tempo di fermarsi e riflettere.
    La globalizzazione, tra tanti mali, ha avuto il pregio di avvicinare mondi diversi. Le distanze tra Oriente e Occidente si accorciano, c’è chi studia i modelli che hanno funzionato meglio, per imitarli e superarli, e chi ha bisogno di ritrovare modelli antichi, fatti di frugalità, modestia e valori più umani. Solo l’interazione tra due mondi potrà rilanciare un’economia diretta verso la stagnazione, se sapremo fare le scelte più giuste potremo migliorarci, ricordandoci che migliorare è più che “avere di più”.
    Frugalità e modestia… ma di che scrive uno dei miei giornalisti preferiti? Potrei dire che mentre lui guarda a Oriente, presentandoci un’affascinante percorso tra una moltitudine di paesi ed esperienze vissute in prima persona, io rivivo azioni impresse nella mia memoria dai racconti dei nonni. Gesti perduti, che un tempo si facevano in ogni casa e che oggi possiamo rivitalizzare in modo consapevole e creativo.
    Non ho letto un libro di economia, neanche un libro di viaggi, forse un flusso ordinato di riflessioni basate su dati, eventi e l’osservazione diretta.
    “Slow economy” non ha una definizione. È un concetto che prende forma una pagina dopo l’altra, che si comprende arrivando fino alla 192esima pagina, accompagnati dalla forza dell’evidente passione dell’autore per la storia e l’analisi dei fatti e dei luoghi. Slow economy è una condizione da creare, a partire da gesti quotidiani fino alle grandi decisioni politiche. Rampini non ci dice esattamente cosa sarà il futuro, ci dice cosa potrebbe essere, a seconda delle scelte che si faranno: immobilismo, crescita lenta, sperimentazione, intuizione, crescita virtuosa.
    Sono certo che necessariamente sarà cambiamento, il testo mi convince che tanto vale fare un cambiamento positivo valorizzando le diversità, perché è proprio dall’interazione di culture diverse che nasceranno le soluzioni migliori.
    [09.05.2010]

    ha scritto il 

  • 4

    Luoghi e storie in cui occidente e oriente si sono lasciati contagiare reciprocamente: avvincente viaggio nella memoria e nel futuro, alla ricerca di un modello di sviluppo si spera sostenibile. ...continua

    Luoghi e storie in cui occidente e oriente si sono lasciati contagiare reciprocamente: avvincente viaggio nella memoria e nel futuro, alla ricerca di un modello di sviluppo si spera sostenibile.

    ha scritto il 

  • 2

    una stella in meno perchè il titolo è assoltamente ingannevole, non si fa così!

    Mi aspettavo che parlasse di decrescita, invece tranne che nei primi capitol si parla di altro. Per carità tutto molto interessante, chiaro, scritto bene, nel Rampini-stile, però non era questo che mi ...continua

    Mi aspettavo che parlasse di decrescita, invece tranne che nei primi capitol si parla di altro. Per carità tutto molto interessante, chiaro, scritto bene, nel Rampini-stile, però non era questo che mi aspettavo. Il libro è in realtà una raccolta di articoli sull'economia e la cultura dell'oriente, del Vietnam, della Cina e dell' India, oltre che degli Stati Uniti. Interessanti, ma anche forse un po' superati.

    ha scritto il 

  • 4

    Molto interessante,un viaggio affascinante e ricco di spunti su personaggi ed eventi storici che talvolta tendiamo a dimenticare. Purtroppo il titolo suggerisce altre aspettative:il discorso sulla slo ...continua

    Molto interessante,un viaggio affascinante e ricco di spunti su personaggi ed eventi storici che talvolta tendiamo a dimenticare. Purtroppo il titolo suggerisce altre aspettative:il discorso sulla slow economy viene solo accennato all'inizio e alla fine del libro.il resto è un'indagine socio-economico-politica principalmente sulla Cina e l'India.Per la serie non si finisce mai di imparare,lo consiglio comunque.

    ha scritto il 

  • 2

    ”Il nostro ottimismo vi contagerà”, un incentivo forte per affrontare tutte le avversità del momento e per guardare ad un futuro di equa condivisione, niente male anche per 'noi occidentali', se solo ...continua

    ”Il nostro ottimismo vi contagerà”, un incentivo forte per affrontare tutte le avversità del momento e per guardare ad un futuro di equa condivisione, niente male anche per 'noi occidentali', se solo riuscissimo a pensare come coloro che, credendo ancora in valori importanti, non vogliono darsi per vinti ed affrontano il futuro con coraggio e partecipazione, una lezione di 'saggezza orientale' per tutti noi che, azzerando i nostri valori etici e culturali, trascuriamo proprio questo aspetto dell’esistenza.
    Forse questa ventata positiva è il miglior viatico per affrontare il grande tema della 'Slow Economy' così ben analizzato da Rampini, un osservatore privilegiato, visto il suo lungo peregrinare, si fa per dire, dall' occidente all'oriente dopo aver lasciato l'Europa, lavorando in aree con culture più o meno recenti e in quelle con storie millenarie, non per nulla egli afferma: ”E così questo libro nasce come un viaggio nella memoria e nel futuro”.
    Modestia, umiltà, ottimismo, allegria e qualche 'parvenza' di libertà sono valori che possono ottenere risultati ben diversi da quelli raggiunti dall’arroganza, dalla presunzione e dall'egoismo che hanno dato rilevanza a beni materiali, impoverendo lo spirito oltre che il portafoglio, trascurando la cultura del vivere facendo tesoro delle conquiste lente e rispettose di un’economia che non dà nulla per nulla.
    È la ‘cultura del Cheap’ quella che, necessariamente, deve essere riscoperta dopo che per secoli è stata sacrificata in nome dello sviluppo ad ogni costo, trascurando quello ‘sviluppo sostenibile’ anzi ‘ecosostenibile’ che ora viene tanto corteggiato per restituire valore alla ‘qualità’ più che alla ‘quantità’, progetto altamente utopistico, se si considerano le attuali politiche economiche e la mancanza di decisioni condivise per il raggiungimento di un bene comune e universale.
    Le barriere culturali possono e devono essere superate soprattutto da quelle "nuove generazioni poliglotte esposte alla circolazione di idee e informazioni" per le quali il messaggio della Slow Economy puó rivelarsi un'attraente e fruttuosa modalità di recupero e di trasmissione dei valori essenziali del vivere, del crescere e del progredire nel rispetto di tutte le culture.

    " Imparare l'utile dall'Occidente, l'essenza dalla Cina".

    ha scritto il 

  • 4

    Una visione dell'Oriente

    Un libro ricco che permette una visione diversa dell'Oriente e delle dinamiche economiche globali.
    La scrittura di Federico Rampini è poi qualcosa che da sola ti arricchisce.

    ha scritto il 

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