Snow Crash

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Publisher: Ediciones Gigamesh

4.2
(845)

Language: Español | Number of Pages: 432 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , German , French , Italian , Chi traditional , Czech , Hungarian , Polish

Isbn-10: 849620832X | Isbn-13: 9788496208322 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Mass Market Paperback

Category: Computer & Technology , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
Una novela desinhibida y rebosante de ideas que se ha convertido en el texto más popular de la ciencia ficción moderna.
En el futuro cercano, los americanos sólo destacan haciendo cuatro cosas: música, películas, programas... y repartir pizza en menos de treinta minutos. En el mundo real, Hiro Protagonista trabaja de repartidor para Pizzas Cosa Nostra Inc., pero en el Metaverso es un príncipe guerrero. Y en el Metaverso se enfrenta con algo aún más terrible que la posibilidad de llegar tarde a una entrega: el enigma de un virus que amenaza con provocar el infocalipsis.
Sólo en muy contadas ocasiones aparece un escritor que desafía cualquier tipo de comparación y cuya originalidad es capaz de redefinir nuestra forma de mirar el mundo. Neal Stephenson es uno de estos escritores, y Snow Crash la novela con la que ha revolucionado la ciencia ficción. Es una novela generosa, ágil y tremendamente divertida que ganó de inmediato el carácter de libro de culto en la red y saltó inevitablemente a las listas de best-sellers.

Snow Crash es un fantástico torbellino superrealista, un proyectil comicogrotesco disparado hacia un mañana que ya está ocurriendo. -- Thimothy Leary
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  • 5

    (虛擬科幻經典小說)

    有了網路的發明,這下世界裡的虛實彼此相互重疊,能辨別其中真偽又有幾人。
    過去不說,有古文明撐腰,因此讓後人有線索可循,在這時空錯置的年代,任何事都有可能重演,歷史演進不在人類的預期之內,不過時間所累積出來驚人能量也隨著解密的腳步更加迅速。
    網路四通八達,你想要知道的,在這裡統統都有,就怕網路駭客入侵植入病毒之害,是網路世界的我們不可承受之重。科技使人類愈加依賴,利益在此衍生出許多棘手的問題, ...continue

    有了網路的發明,這下世界裡的虛實彼此相互重疊,能辨別其中真偽又有幾人。
    過去不說,有古文明撐腰,因此讓後人有線索可循,在這時空錯置的年代,任何事都有可能重演,歷史演進不在人類的預期之內,不過時間所累積出來驚人能量也隨著解密的腳步更加迅速。
    網路四通八達,你想要知道的,在這裡統統都有,就怕網路駭客入侵植入病毒之害,是網路世界的我們不可承受之重。科技使人類愈加依賴,利益在此衍生出許多棘手的問題,有待釐清,沒有人知道這些散播病毒之人背後的動機,更大的陰謀正在蠢蠢欲動。
    在歷史之前,是甚麼樣的力量操控著這個世界,神話是唯一可以解釋的途徑,透過神人間的對話與遺留下的各種傳說,或許可解當中的謎團。
    創世之說,反觀今日科技昌盛的文明,到底有何連結?
    回歸宗教信仰之說,在這基礎之上,諸多疑點便可破除。
    救贖之說,就此崛起,力量之源在於人類存亡的關鍵中可以是更至高神聖的目的,催動人們有意識的去宣揚這樣的理念;而今網路危機四伏,多的是需要像神級般的程式涵蓋所有的誤差值,避開慘事的發生 。
    時間的空隙中人類不會是已知的存在,更多在網路流通的各種訊息之中,或許還有其他勢力正在集結準備噬整個真實世界。

    said on 

  • 2

    Se la mamma mi vedesse mentre assalgo truppe di decerebrati infetti con antenna incorporata che parlano la urlingua! Sto accanto a un tipino tosto, che di solito consegna pizze per la mafia, che impug ...continue

    Se la mamma mi vedesse mentre assalgo truppe di decerebrati infetti con antenna incorporata che parlano la urlingua! Sto accanto a un tipino tosto, che di solito consegna pizze per la mafia, che impugna un gatling computerizzato sparando migliaia di microcunei di metallo a bassa radioattività secondo modalità trituro, spezzo, polverizzo, dimezzo. Ogni tanto si fa una capatina nel metaverso, una specie di sottoscala segreto dove tutte le fantasie si avverano, e sono sicura che il reverendo Dodgson non approverebbe, non è un posto per bambine disinformatizzate. In compenso incontro anche una simpatica ragazzina, tanto tenera da far innamorare un killer aleutino e un cane atomico. Adesso sono a letto e la mamma mi sta provando la febbre perché ho delle strane macchie rosse sul viso. Dice che secondo lei ho preso la glossolalia.

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  • 5

    巧妙的設計出蘇美文化和神經語言病毒設定,並暗諷人類普遍缺乏獨立思考的能力,人云亦云,資訊就像病毒一樣在一個人腦中複製,原樣不改的傳播到下一個人腦中,就像現在電視、網路成為主流資訊傳遞的載具,而人們卻越來越只會被動接受資訊而不懂辨識、咀嚼、融會、排除。甚至宗教也被病毒入侵,變成假借上帝的名義傳播悖離仁愛的信仰......。書中幾乎每一章都有極富創意的未來式設定,看得目不暇給、大呼痛快,而當一切資訊學 ...continue

    巧妙的設計出蘇美文化和神經語言病毒設定,並暗諷人類普遍缺乏獨立思考的能力,人云亦云,資訊就像病毒一樣在一個人腦中複製,原樣不改的傳播到下一個人腦中,就像現在電視、網路成為主流資訊傳遞的載具,而人們卻越來越只會被動接受資訊而不懂辨識、咀嚼、融會、排除。甚至宗教也被病毒入侵,變成假借上帝的名義傳播悖離仁愛的信仰......。書中幾乎每一章都有極富創意的未來式設定,看得目不暇給、大呼痛快,而當一切資訊學考古學的設定在第56章獲得解釋時,更是驚訝於作者的鋪陳功力。整部小說絲絲入扣。一個高度先進卻又極度頹廢的假想未來。

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  • 2

    Pioneristico

    E' sicuramente impressionante la capacità di guardare lontano dell'autore immaginando cose che oggi fanno parte della nostra vita (internet, second life) e anche che in parte si devono ancor realizzar ...continue

    E' sicuramente impressionante la capacità di guardare lontano dell'autore immaginando cose che oggi fanno parte della nostra vita (internet, second life) e anche che in parte si devono ancor realizzare pienamente ma siamo sulla strada (virtual reality).
    Dal punto di vista narrativo però l'ho trovato piuttosto scadente, senza infamia e senza lode, la storia non è particolarmente avvincente, i personaggi non sono sufficientemente delineati nel loro carattere. Ciò che sicuramente contribuisce a tenere in piedi il libro è il particolareggiato ambiente cyberpunk che fa da contorno alla storia e dentro a cui la storia è immersa e le atmosfere noir, ma da sole queste cose sicuramente non bastano. Negli anni è comunque diventato un classico del suo genere.

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  • 2

    Fiumi di parole ♫ ♪ ♫

    Credo che mai un libro mi abbia irritato, fatto incazzare e bollire di rabbia come Snow Crash.
    Voi dovete capire una cosa: siamo nel 1992 (millenovecentonovantadue!), quando i ragazzini giocano col Se ...continue

    Credo che mai un libro mi abbia irritato, fatto incazzare e bollire di rabbia come Snow Crash.
    Voi dovete capire una cosa: siamo nel 1992 (millenovecentonovantadue!), quando i ragazzini giocano col Sega Master System e ci sono ancora i videogame cabinati nei bar, quando i telefoni cellulari hanno cominciato ad emettere i loro primi vagiti e le automobili montano autoradio estraibili.
    Capito il contesto? Ecco, arriva Stephenson e per 100 pagine ti spazza via tutto. Non puoi non pensare che questo è avanti di almeno vent'anni. Ve lo dico ancora: le prime 100 pagine sono un capolavoro. Sillabo: ca-po-la-vo-ro!!!

    C'è un'ironia devastante e un ritmo che ti trascina senza che tu possa fare opposizione. C'è un complesso di idee e intuizioni che fanno cadere la mandibola e uno stile di scrittura che, sebbene attorcigliato e ritorto, strappa ghignate e consensi a profusione.
    Ma poi, quando cominci a sentire dentro di te che questo libro lo consiglierai a tutti, avviene il disastro. Quando avverti che non riesci più a staccartene e non vedi l'ora di tornare a casa per mangiartelo vivo, l'autore vede bene di incasinare ogni cosa e mandare tutto a technozoccole.

    A circa metà libro inizi a non capirci più niente e quando introduce la torrenziale digressione sulla mitologia sumera (un indigeribile dialogo monstre di quasi 200 pagine) ti viene l'amaro sospetto che questo maledetto libro farai fatica a portarlo a termine. E' veramente un mistero come, probabilmente per la voglia di dire di più e di sembrare ancora più figo di quello che è, un autore possa buttare letteralmente nel cesso un libro maestoso e irripetibile.

    Dall'incontro con Raven in avanti la scrittura si appesantisce, svanisce il divertimento e comincia un interminabile loop di parole senza fine. Fiumi, letteralmente fiumi di parole inutili, di descrizioni e situazioni che non sono più funzionali all'incedere del racconto ma che sembrano solo specchietti e mostrine sensazionalistiche per impressionare il lettore e fargli vedere quanto l'autore è trendy di bruttum.

    Si perde tutto in un torrente inarrestabile di un nulla roteante di lucine e neologisimi stucchevoli, si perde lo sviluppo magico del Metaverso, si perde la trama, si perdono i personaggi, intrappolati in loro stessi e nel loro essere perennemente scazzati e supersicuri di sè, si perde la novità linguistica a favore di un gergo da bimbominchia ingrugnito con dialoghi in cui ci dev'essere per forza e sempre una battuta cool e smargiassa, si perde verosimiglianza in un turbine inarrestabile di nuovi personaggi, nuovi quartieri, nuove tecnologie, nuove terminologie, nuove sigle, nuove strade, nuove armi, nuove droghe, nuovo tutto. Alla fine trionfa il barocco e sparisce tutto il resto. Il romanzo diventa una risacca di palta contenente i detriti di se stesso e si arena in un finale deludente strappato via come un fogliaccio da un block notes.

    Alla fine, della magia non è rimasto niente. E non puoi fare a meno di incazzarti.

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  • 4

    Il protagonista di questo romanzo Hiro Protagonist è un fattorino dalla vita non facile che consegna pizze per un franchising molto particolare: Cosa Nostra Pizza Inc.
    Difficile lavorare quando un ri ...continue

    Il protagonista di questo romanzo Hiro Protagonist è un fattorino dalla vita non facile che consegna pizze per un franchising molto particolare: Cosa Nostra Pizza Inc.
    Difficile lavorare quando un ritardo anche di un solo secondo può costarti la vita. Oltre che fattorino Hiro è anche un hacker freelance che si diletta con la Katana, proprio come dovrebbe essere un vero Eroe.
    Ambientato in un futuro non troppo lontano, dove gli Stati Uniti ormai altro non sono che città-stato con a capo multinazionali. La trama è incentrata sulla scoperta di "Snow Crash" un nuovo tipo di virus a codifica digitale che infetta sia i computer sia gli hacker attraverso il nervo ottico e una volta infettati,con una sorta di meccanismo diabolico, possono essere tranquillamente riprigrammati, un modo semplice per controllare le persone.

    La prima parte di Snow Crash scorre veramente velocemente ed è anche divertente. Mi è piaciuta.
    I personaggi sono tutti strani e abbastanza simpatici ( un tantino stereotipati a dir il vero, ma si può sorvolare!).
    Purtroppo per andare avanti nella seconda parte ci è voluto un bulldozer che mi trainasse, che mi spostasse da una pagina all'altra verso la fine.
    Non riuscivo ad andare avanti.
    La trama rallentava e man mano diventava sempre più difficile proseguire...
    Alla fine, tirando le somme, alcune cose mi hanno fatto sorridere, e altre mi hanno fatto storcere il naso, quindi in realtà vorrei dare tre stelline e mezzo, ma ho aumentato il giudizio a quattro perché devo riconoscere che Stephenson è stato piuttosto bravo in questa sua "prima" fatica.
    Non si può, infatti, che apprezzare le sue varie intuizioni geniali e visionarie... già nei primi anni '90 scriveva di realtà virtuale, Metaverso, Avatar e affini con cognizione di causa ...per questo tanto di cappello, ma lo sviluppo di questo romanzo per me è stato troppo dispersivo e poco convincente.
    È stato un mio errore leggere questo libro subito dopo quello di Ted Chiang, ma mi sono stati consegnati insieme dalla mia bibliotecaria di fiducia (santa donna!) e quindi per forza di cose ho dovuto leggerli consecutivamente....
    Magari un giorno lo rileggerò apprezzandolo di più.

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  • 4

    "E' la mia defunta nonna" disse lei "il mio modello di riferimento" - "Perché? Era una hacker?"

    Non so perché quando penso a un libro di Neal Stephenson mi viene sempre in mente la parola “divertimento”. Stephenson scrive libri imbottiti di argomenti intimidatori come la crittografia, la filosof ...continue

    Non so perché quando penso a un libro di Neal Stephenson mi viene sempre in mente la parola “divertimento”. Stephenson scrive libri imbottiti di argomenti intimidatori come la crittografia, la filosofia naturale, gli universi paralleli o le nanotecnologie... ma alla fine uno pensa, sì è stato arduo, ma come mi sono divertito. Ciò è dovuto alla particolare configurazione mentale di N.S., che, in breve, è un genio: pochi come lui sanno dosare in maniera perfetta la forte componente concettuale delle storie (in questo caso informatica, linguistica, religione, politica...) con quella di intrattenimento, spolverando il tutto con abbondante e sapida ironia.

    I personaggi di Snow Crash si muovono con i loro avatar in un ambiente virtuale in tre dimensioni chiamato “Metaverso” e devono affrontare la minaccia di un virus informatico basato su un antico linguaggio perduto, un virus in grado di bruciare non solo i sistemi operativi dei computer ma anche la mente degli utenti collegati.

    Snow Crash non manca di contenuti complessi (contiene tra l'altro una rivisitazione del mito della Torre di Babele in chiave mistico-informatica!), ma per ritmo e atmosfere mi ha ricordato più un un fumetto (pardon, graphic novel) o un film d'azione che non il tipico cupo romanzo cyberpunk. Il confronto con Neuromante è stato inevitabile, e il risultato per me è alla pari: se Snow Crash è meno visionario e sofisticato - in una parola, meno affascinante - rispetto al romanzo di Gibson, ha però altri pregi non da poco.

    Anzitutto è comprensibile: qui entra in gioco sia la scelta di Stephenson di introdurre con gradualità i concetti tecnici, sia la sua capacità di renderli digeribili e accattivanti. Nei due spettacolari capitoli iniziali l'autore riesce a introdurre contemporaneamente i personaggi principali e il contesto geopolitico, dopodiché ci porta praticamente per mano nel Metaverso, come un provvidenziale Virgilio virtuale, spiegandoci Tutto Ciò Che Avremmo Voluto Sapere Sul Cyberspazio Ma Non Abbiamo Mai Osato Chiedere (facendo di conseguenza patetiche figuracce). Si evita quindi quel disorientamento che si prova tipicamente quando si legge di gente permanentemente collegata ad ambienti virtuali, che non si capiscono mai le implicazioni di quello che gli succede nell'uno o nell'altro mondo.

    Altro punto forte sono i protagonisti, che sembrano usciti da un cartone giapponese: lui è un hacker ganzissimo, eccellente nel programmare e nel maneggiare la spada come un samurai; ma quella veramente strepitosa è lei, la radikal courier Y.T. (una specie di pony express che usa lo skateboard al posto della bici) uno dei personaggi femminili più irresistibili mai inventati. Due tipi spavaldi e pieni di risorse, sempre con la battuta pronta anche di fronte alle situazioni più rischiose. Lontani anni luce dai tormentati personaggi di Gibson, ma di una simpatia travolgente.

    Infine la vicenda, ricca di azione e colpi di scena, è equamente distribuita tra la realtà “reale” e quella virtuale, evitando prolungate permanenze nel Metaverso, che per quanto spiegato bene, resta abbastanza claustrofobico.

    E' un libro che avrei dovuto leggere molti anni fa ma che avevo per qualche motivo ingiustamente snobbato. Quanta fatica mi avrebbe risparmiato! Per fortuna il divertimento non ha data di scadenza.

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  • 3

    Se conoscessi abbastanza bene la galassia della letteratura cyberpunk, direi che Snow crash di Neal Stephenson ne porta alle estreme conseguenze molti temi, e allo stesso tempo ne è la pietra tombale. ...continue

    Se conoscessi abbastanza bene la galassia della letteratura cyberpunk, direi che Snow crash di Neal Stephenson ne porta alle estreme conseguenze molti temi, e allo stesso tempo ne è la pietra tombale. Perché qui tutto è iperbolico, e spesso lo è tanto da divenire consapevolmente farsesco. Più che di cyberpunk si parla di ciò che molti chiamano postcyberpunk: proprio per questa consapevolezza di non portare alla luce temi nuovi, ma di muoversi su di un terreno ormai perfettamente esplorato e liberamente riorganizzato.

    Gli States non esistono più come nazione. Tutto è sotto il controllo di aziende che si organizzano sotto forma di franchise, sorta di filiali di grandi corporation (che di fatto esercitano il potere). Buona parte del romanzo si svolge nel Metaverso, sorta di versione loffia di Second Life (che ai tempi, nel lontano 1992, ovviamente non esisteva), chiaro aggiornamento del cyberspazio di gibsoniana memoria. Realtà virtuale, hacker, riorganizzazione sociale, virus informatici e non, impianti biomeccanici, turpiloquio, criminalità organizzata, adolescenza inquieta, assassini mutanti, memetica e rilettura dei miti sumerici: gli ingredienti più evidenti che il gran calderone di Snow crash mescola per dipingere l’affresco di un futuro visto come non troppo lontano. Il tutto speziato da larghe manciate di cultura pop.

    La prima parte dell’opera è sicuramente la più riuscita, purtroppo nella seconda metà avviene che l’autore senta la necessità di portare avanti una trama, e si perda un po’ di quello stralunato sense of wonder che ci aveva inizialmente incollato alla pagina. Ciononostante, Snow crash è assolutamente imperdibile. Per la grande capacità di immaginare mondi con un’inventiva ipertrofica e di tratteggiare personaggi dai caratteri interessanti e sfaccettati (con una tecnica che mi ricorda il Matt Ruff di Acqua, luce e gas e quindi Vonnegut).

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