Someday This Pain Will Be Useful to You

By

Publisher: Farrar Straus Giroux

3.8
(5558)

Language: English | Number of Pages: 229 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Italian , French , German , Spanish , Catalan

Isbn-10: 0374309892 | Isbn-13: 9780374309893 | Publish date: 

Also available as: Paperback , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Teens

Do you like Someday This Pain Will Be Useful to You ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
It’s time for eighteen-year-old James Sveck to begin his freshman year at Brown. Instead, he’s surfing the real estate listings, searching for a sanctuary—a nice farmhouse in Kansas, perhaps. Although James lives in twenty-first-century Manhattan, he’s more at home in the faraway worlds of Eric Rohmer or Anthony Trollope—or his favorite writer, the obscure and tragic Denton Welch. James’s sense of dislocation is exacerbated by his willfully self-absorbed parents, a disdainful sister, his Teutonically cryptic shrink, and an increasingly vague, D-list celebrity grandmother. Compounding matters is James’s growing infatuation with a handsome male colleague at the art gallery his mother owns, where James supposedly works at his summer job but where he actually plots his escape to the prairie. In the tradition of The Catcher in the Rye and The Perks of Being a Wallflower (Booklist has hailed Cameron as “one of the best writers about middle-class youth since Salinger”), Peter Cameron paints an indelible portrait of a teenage hero holding out for a better grownup world.
Sorting by
  • 3

    Le avventure del 18enne James a New York

    James ha 18 anni e vive a New York. Finita la scuola, lavoricchia nella galleria d'arte della madre, dove non entra mai nessuno: sarebbe arduo, d'altra parte, suscitare clamore intorno a opere di tend ...continue

    James ha 18 anni e vive a New York. Finita la scuola, lavoricchia nella galleria d'arte della madre, dove non entra mai nessuno: sarebbe arduo, d'altra parte, suscitare clamore intorno a opere di tendenza come le pattumiere dell'artista giapponese che vuole restare Senza Nome. Per ingannare il tempo, e nella speranza di trovare un'alternativa all'università ("Ho passato tutta la vita con i miei coetanei e non mi piacciono granché"), James cerca in rete una casa nel Midwest dove coltivare in pace le sue attività preferite - la lettura e la solitudine -, ma per sua fortuna gli incauti agenti immobiliari gli riveleranno alcuni allarmanti inconvenienti della vita di provincia. Finché un giorno James entra in una chat di cuori solitari e, sotto falso nome, propone a John, il gestore della galleria che ne è un utente compulsivo, un appuntamento al buio...

    Primo romanzo di Cameron che leggo, mi ha subito colpito il suo stile introspettivo e ironica sulla società americana odierna, utilizzando lo sguardo di James, 18enne antiamericano per eccellenza (nel senso che non si sente come i suoi coetanei). A molti sembra un ragazzo sociopatico, che fugge dalle persone, ma in realtà James ama a modo suo, in un modo sensibile, e ciò si evince dal bellissimo rapporto che dimostra di avere con la sua cara nonna materna, Nanette.

    said on 

  • 5

    il giovane James

    Sebbene spesso accostato al giovane Holden, questo romanzo mi ha dato la sensazione di avere due caratteristiche che differiscono dal più famoso giovane annoiato. La prima è l'umanità di James: l'ho t ...continue

    Sebbene spesso accostato al giovane Holden, questo romanzo mi ha dato la sensazione di avere due caratteristiche che differiscono dal più famoso giovane annoiato. La prima è l'umanità di James: l'ho trovato molto più vicino e semplice di Holden. Più introverso e tranquillo, mi è sembrato abbastanza vicino a uno stato d'animo più credibile per un ragazzo di quell'età, stessa cosa i suoi ragionamenti.
    La seconda è la scrittura: per quanto bello e scritto bene indubbiamente questo romanzo non è scritto da Salinger. Cioè.
    Mi è venuto più facile affezionarmi a James, al suo rifiuto di dover frequentare i coetanei e le loro mode e la loro cattiveria; alla sua idea di vivere da solo, in un posto lontano, dove poter stare i casa a leggere. Il sogno di molti anobiani, mi sa.

    said on 

  • 5

    Questo è uno dei libri più belli, profondi e riflessivi che si possa avere l'onore di leggere.
    James vive a New York e, nonostante le tante persone che lo circondano, si sente solo. È solo.
    È totalmen ...continue

    Questo è uno dei libri più belli, profondi e riflessivi che si possa avere l'onore di leggere.
    James vive a New York e, nonostante le tante persone che lo circondano, si sente solo. È solo.
    È totalmente diverso dai suoi coetanei, vede il mondo, la vita, per quello che sono, non vive tra le nuvole. Questo lo rende molto più grande dei suoi 18 anni, ma, allo stesso tempo, gli proibisce di comprendere cosa fare della sua vita. Si trova in un punto morto, colmo di pensieri e tristezza. Nonostante questo non ci si deve arrendere e, accettando la propria profondità, si deve comunque andare avanti.
    Perché Nanette gli insegna che il dolore serve per renderci migliori, e lei crede che suo nipote lo diventerà.
    Alla fine del libro lasciamo un James che insegue la sua strada, anche se ancora non sa quale sia. Ma continua a camminare.
    Ecco, non si può dire altro. Per comprendere e assaporare ogni sentimento che ho provato, ogni riflessione che ho fatto, bisogna leggere questa perla.
    Magnifica lettura.

    said on 

  • 4

    «Credo che sia questo a farmi paura: la casualità di tutto. Persone che per te potrebbero essere importanti, ti passano accanto e se ne vanno. E tu fai altrettanto.»

    Una delle critiche principali che vengono mosse a questo romanzo è l'inverosimiglianza del carattere del protagonista James, come se non fosse credibile un ragazzino di diciotto anni che vive in un mo ...continue

    Una delle critiche principali che vengono mosse a questo romanzo è l'inverosimiglianza del carattere del protagonista James, come se non fosse credibile un ragazzino di diciotto anni che vive in un mondo tutto suo, nutrendo idee anticonvenzionali e fuori dagli schemi: durante la lettura, sembrava invece di avere a che fare con uno dei personaggi più realistici e profondamente veri che abbia mai incontrato nella letteratura.
    Sembra che James sia nato da una costola del suo creatore, Peter Cameron, e che ci sia stata una sorta di transfert psicoanalitico tra loro.
    Il protagonista di questo romanzo è un ragazzino solitario e taciturno immerso nella Grande Mela, spesso non visto di buon grado da coetanei e famigliari. La famiglia da cui proviene è caricaturale: i genitori separati, il padre che sembra ancora un ragazzino, la madre di ritorno dall'ennesimo viaggio di nozze fallito e la sorella cinica che intrattiene una relazione con il suo docente universitario non fanno altro che isolarlo ulteriormente; unica eccezione, la nonna, che egli reputa una delle poche persone intelligenti che abbia un ruolo determinante nella sua vita.
    James vive la propria condizione con naturalezza, senza far drammi, perché sa che fa parte della nella propria natura l’impossibilità di scendere a compromessi con la società, di fare patti in virtù di una presunta, e indefinita, felicità. Lavora nella galleria d’arte della madre, dove conosce un ragazzo che cattura il suo interesse e che finirà per ferire in un maldestro tentativo di approccio: nonostante ciò, non si definisce omosessuale, preferisce non etichettarsi, pur avendo coscienza della sua latente curiosità, che tuttavia resta solo teorica.
    Un ragazzo estremamente razionale, che analizza i propri pensieri e gli atteggiamenti altrui, che pesa ogni singola parola: «Questo è esattamente quello che provo quando parlo: quello che dico non è quello che penso ma solo quello che più gli si avvicina, con tutti i limiti e le imperfezioni del linguaggio. Quindi penso spesso che sia meglio stare zitto anziché esprimermi in modo inesatto.»
    L'espressione del pensiero, quindi, lo distorcerebbe e sarebbe causa di grandi equivoci nei rapporti interpersonali: per questo dovrebbe essere personale, e non condiviso con gli altri. Ma James è anche un sognatore, che nutre dentro di sé il desiderio di non andare all'università per evitare ulteriori contatti con gli altri ragazzi: passa il proprio tempo a leggere Rohmer e Trollope, immaginando di fuggire dall'ambiente in cui è cresciuto ma non si riconosce, e di comprare una casa con veranda nel Midwest vista su un sito immobiliare, distante dal caos newyorkese, alla ricerca di una quiete da cui sembra lontanissimo.
    James inizia ad affliggere i propri genitori – strani ma, a modo loro, sempre presenti – quando, durante una trasferta scolastica, si allontana dai compagni destando grande preoccupazione; dopo questo episodio, e dopo la non-risposta alla domanda «Sei felice?», essi decidono di mandarlo da una psichiatra, la dottoressa Adler. È proprio durante queste sedute che si può apprezzare appieno il carattere vivace e spontaneo del protagonista, che si dimostra tutt'altro che timido: la sua intelligenza fuori dal comune non può far altro che lasciare sbigottita la dottoressa, la quale non si capacita del perché le sia stata richiesta una consulenza.
    La diversità e l’indipendenza di pensiero sarebbero chiari segni di squilibrio mentale in una società che tenta di ridurre l’essere umano a una dimensione, quella di passiva rassegnazione?
    James è indubbiamente un dissidente, ma conduce la propria battaglia silenziosamente, senza arrecare danni agli altri: decide di non sottostare alle regole imposte dalla società e se ne defila: siamo di fronte a una disobbedienza civile, una ribellione non violenta ma irremovibile.
    Non c’è antipatia né altezzosità nella sua figura: è inevitabile affezionarvisi, soprattutto nel momento in cui emerge tutta la sua malinconia, dovuta a un’infanzia poco felice.
    È importante anche sottolineare la questione del tempo: la narrazione si svolge tutta nel corso di un’estate, in quei mesi fondamentali per la scelta del proprio futuro, dell’università, della piega che si vuole dare alla propria vita... Poche sono le informazioni fornite sul prima, su cosa l’ha portato a questo senso di inquietudine; poche anche quelle sul dopo, ovvero sul come si risolverà – e se si risolverà – la vicenda. Hic et nunc: c’è della filosofia esistenzialista, sottesa a questo romanzo, nell'indefinitezza di ciò che causa l’infelicità, che tuttavia è ben presente, qui e ora. James è un ragazzo chiuso in se stesso, a causa del proprio carattere, ma che tuttavia continua a cercare dei contatti con il mondo esterno, non si arrende alla convinzione di vivere in un mondo meschino e superficiale.
    Un romanzo che rapisce fin dal titolo – citazione di un passo di Ovidio «Perfer et obdura, dolor hic tibi proderit olim» – fino alla fine: non è il classico libro profondo che obbliga una lettura concentrata e priva di pause, ha il gran pregio della lievità piacevole, che non sconfina nella superficialità. Il dolore, che si incontra fin dalla copertina, non toglie spazio all’ironia e alla speranza del giovane.
    Cameron si è fatto largo con delicatezza e tenerezza, rappresentata dai sogni ingenui di James, ma anche con un’ironia che smorza i toni ogniqualvolta la malinconia prende il sopravvento.

    said on 

  • 4

    Una breve storia, un frammento di vita. Una volta dentro, e ci si è portati subito, dentro, è facile immedesimarsi oppure indovinare le radici e le forme del dolore. Una storia bella, bello il protago ...continue

    Una breve storia, un frammento di vita. Una volta dentro, e ci si è portati subito, dentro, è facile immedesimarsi oppure indovinare le radici e le forme del dolore. Una storia bella, bello il protagonista. In quelle paure possiamo trovare tutti un posto e farlo nostro. Un libro che forse non insegna nulla di nuovo ma ricorda a tutti qualcosa, con dolcezza, lievemente. Ecco, come una carezza lieve.

    said on 

  • 3

    Dalla prima lettura ho sempre amato questo libro perché mi sentivo molto vicina a James. Alla terza continuo ad amarlo perché contiene una parte di me, ma è una parte che forse è superata. James non m ...continue

    Dalla prima lettura ho sempre amato questo libro perché mi sentivo molto vicina a James. Alla terza continuo ad amarlo perché contiene una parte di me, ma è una parte che forse è superata. James non mi sembra più me, ma mi ricorda quella che ero fino a un po' di tempo fa.
    La somiglianza con Holden, invece, non la vedo più.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Ovviamente ricorda "Il giovane Holden" di Salinger...un libro molto semplice (si legge in qualche ora) ma a tratti profondo. Il momento in cui si legge è importante: potrete trovarvi sia nella stessa ...continue

    Ovviamente ricorda "Il giovane Holden" di Salinger...un libro molto semplice (si legge in qualche ora) ma a tratti profondo. Il momento in cui si legge è importante: potrete trovarvi sia nella stessa condizione di James, che invece nella "fase successiva", quella in cui si "matura" e si è meno "capricciosi" e in cui la nostra "stranezza" si cerca di adattare al mondo in cui viviamo.
    James, tra l'altro, scrive nel suo diario:
    - Il passato non determina il futuro
    - Puoi fare più di quello che pensi
    - L'amore non è mai uno spreco
    - Non smettere mai di imparare
    - Cerca la bellezza
    - Il sonno e i sogni ti purificano
    - Rispetta la sofferenza degli altri, ma non darle il potere di distruggerti
    - Abbi fede nella natura
    - Nessuno sa fare tutte le cose che sai fare tu
    - Rispetta la forza e la bellezza del tuo corpo
    - Trasforma la sconfitta in una sfida
    - Credi in ciò che ami
    - Fare del bene ti rende più forte
    - Apriti all'amore degli altri
    - Ricrea ogni giorno la tua vita
    - Tutto è in continuo cambiamento. Non c'è nulla di duraturo

    said on 

  • 3

    Uno sguardo di traverso

    Sono stato tentato di mettere un Non Classificato. Io davvero non l'ho capito ma se dicessi che non mi è piaciuto direi una falsità. Mi sfuggono molte cose, i fili interrotti, alcuni aspetti e letture ...continue

    Sono stato tentato di mettere un Non Classificato. Io davvero non l'ho capito ma se dicessi che non mi è piaciuto direi una falsità. Mi sfuggono molte cose, i fili interrotti, alcuni aspetti e letture che non riesco a condurre a unità. Per fortuna non sapevo neppure che cosa fosse e così non avevo aspettative né preconcetti. La magia del bookcrossing.

    said on 

  • 3

    Il paragone con Il giovane Holden è inevitabile: anche qui abbiamo un protagonista, James, diciottenne newyorkese alle prese con un passaggio scolastico, in questo caso l'inizio dell'università, in un ...continue

    Il paragone con Il giovane Holden è inevitabile: anche qui abbiamo un protagonista, James, diciottenne newyorkese alle prese con un passaggio scolastico, in questo caso l'inizio dell'università, in una New York empatica che è più un altro personaggio che un mero sfondo. Anche in questo caso è lui a raccontarci la sua storia, in una sorta di diario che ci schiude qualche giorno della sua vita di un luglio a Manhattan, andando anche indietro a un evento traumatico dell'inverno dello stesso anno, una "gita" premio a Washington con studenti meritevoli di tutti gli States nel corso della quale, come nella fuga newyorkese di Holden, la situazione di James è "esplosa".
    Certo, se Holden cercava di comunicare con quante più persone possibile e di lanciare ponti verso gli altri, James rifugge come la peste qualunque comunicazione e intrattiene un sereno rapporto affettivo soltanto con la nonna. James è asociale, ma nella sua misantropia troviamo tanti elementi delle nostre quotidiane relazioni con gli altri e delle nostre quotidiane difficoltà.
    Il libro è in sostanza una rassegna delle assurde e fallimentari relazioni con la madre, il padre, la sorella, il dipendente della galleria d'arte della madre e non ultime delle impossibili sedute psichiatriche in cui l'indecifrabile dottoressa cerca di strappare qualche indizio sul suo malessere a un James poco propenso a raccontarsi e a lasciare trapelare qualcosa di se stesso. Anche nelle relazioni in cui vorrebbe costruire qualcosa in fin dei conti tutto quello che riesce a fare, con i suoi approcci completamente sbagliati, è distruggere.
    In questo James è totalmente diverso da un Holden che era innamorato non solo della sua città, di Central Park e del laghetto con le anatre, ma anche della sorella, della sua famiglia e in fondo della vita. Se James è perso e incapace di avere relazioni, Holden è invece capace di farci innamorare dell'universo che lo circonda e di contagiarci con il suo sguardo. Per questo non definirei Un giorno questo dolore ti sarà utile esattamente come un romanzo di formazione, secondo me si tratta più della fotografia di un disagio, colto in alcuni, ma non necessariamente i più eclatanti né i più catartici, dei suoi sintomi.

    said on 

Sorting by
Sorting by