Sotto la pelle

Di

Editore: Einaudi

3.3
(1356)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 268 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Portoghese

Isbn-10: 8806183141 | Isbn-13: 9788806183141 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: L. Lamberti

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati , Paperback , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Una macchina percorre più volte al giorno una statale deserta nelle Highlandsscozzesi. Alla guida c'è una donna, Isserley. Sembra che stia cercandoqualcosa. All'improvviso nota sul ciglio della strada un giovane robustoseduto sul suo zaino, gli fa cenno di salire a bordo. Il ragazzo la ringraziadel passaggio, non ha motivo di diffidare di una bella ragazza dall'apparenzainoffensiva. La fattoria in cui Isserley lo conduce è una base sotterranea, unlabirinto di cucine, camere frigorifere e gabbie in cui altre prede attendonodi essere macellate. Isserley appartiene a un'altra specie, che si definisceumana per distinguersi da quella dei "vodsel", la razza inferiore che riempiele strade e le città e che il suo popolo usa come cibo. I Vodsel siamo noi.
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  • 4

    Un libro riletto, questo qui. Passato a miglior destino dopo la pubblicazione del ben più fortunato "Il petalo cremisi e il bianco", in verità è il primo libro di Faber. Non scritto benissimo (colpa p ...continua

    Un libro riletto, questo qui. Passato a miglior destino dopo la pubblicazione del ben più fortunato "Il petalo cremisi e il bianco", in verità è il primo libro di Faber. Non scritto benissimo (colpa probabilmente di una traduzione barbina), è una storia pulp al contrario, disturbante, rivoltante, geniale. Poco altro da aggiungere, una delle storie che più mi ha colpito per originalità e spietatezza. La scrittura è forse l'unico tallone di Achille, ma non si dimentica.

    ha scritto il 

  • 4

    Spettacolare romanzo fantasy con morale animalista che fa riflettere e perfetto soggetto da film, purtroppo sprecato!
    La versione cinematografica (under the skin) è un non riuscito esperimento del 'li ...continua

    Spettacolare romanzo fantasy con morale animalista che fa riflettere e perfetto soggetto da film, purtroppo sprecato!
    La versione cinematografica (under the skin) è un non riuscito esperimento del 'liberamente tratto'. Tanto liberamente da tradire completamente il testo...

    ha scritto il 

  • 2

    difficile ..

    ..dare un giudizio a questo libro..i primi capitoli scorrono uguali e monotoni, capisci che c'è qualcosa di strano e macabro in quel che fa isserley ma fino ad oltre metà libro non ci è dato di sapere ...continua

    ..dare un giudizio a questo libro..i primi capitoli scorrono uguali e monotoni, capisci che c'è qualcosa di strano e macabro in quel che fa isserley ma fino ad oltre metà libro non ci è dato di sapere cos'è.
    Quando si scopre tutto quel che c'è dietro, si inizia a capire e ci si può mettere nel l'ottima di quelli che sono chiamati umani (e che non si capisce bene cosa siano e da dove vengano) e riflettere sulla condizione di chi mangia carne per vivere.
    È strano trovarsi a pensare come prede e non come cacciatori e su alcuni punti si riflette e si fa un esame di coscienza ...ma è tutto troppo romanzato...
    Finale poco in linea col resto del libro, la fine di isserley è casuale, non voluta, non c'è coscienza (se non un minimo) nel decidere di lasciare la condizione in cui si trova.
    Vale la pena leggere il libro per il paragrafo finale ..pura poesia..

    ha scritto il 

  • 3

    sotto la pelle

    Per alcuni capitoli non capirete cosa accade. Leggerete di una donna, una certa Isserley, che vaga per le strade scozzesi e carica autostoppisti maschi. Poi scoprirete che questi maschi sono narcotizz ...continua

    Per alcuni capitoli non capirete cosa accade. Leggerete di una donna, una certa Isserley, che vaga per le strade scozzesi e carica autostoppisti maschi. Poi scoprirete che questi maschi sono narcotizzati e portati in una fattoria. È difficile dire altro senza togliervi la sorpresa della scoperta, ma penso si possa dire che Isserley non è umana. È qui che Faber ci pone davanti ad uno specchio: gli uomini vengono chiamati vodsel o animali e gli alieni vengono chiamati esseri umani. Il tema del romanzo è quindi: sotto la pelle che ci rende differenti, cosa ci rende uguali? Quante volte abbiamo negato la nostra uguaglianza in nome di ideologie aliene come i soldi o la religione? Noi, che ci sentiamo in una posizione superiore e privilegiata, lo siamo veramente?

    Il punto di vista rimane quello di Isserley, eccetto che per brevi tratti dove l’autostoppista di turno ci rende partecipi della sua vita.

    Il ritmo del racconto è lento, ma la lettura scorre veloce lo stesso.

    Buona lettura!

    ha scritto il 

  • 3

    Una storia molto inquietante. Il lettore si identifica con la protagonista Isserley più che con le sue vittime vodsel. Le riflessioni della protagonista sull'inferiorità dei vodsel che la libera dei s ...continua

    Una storia molto inquietante. Il lettore si identifica con la protagonista Isserley più che con le sue vittime vodsel. Le riflessioni della protagonista sull'inferiorità dei vodsel che la libera dei sensi di colpa nei loro confronti, sono le stesse che facciamo noi nei riguardi degli animali di cui ci cibiamo. alla fine il libro ci spinge a valutare il vegetarianismo e ad apprezzare la bellezza della natura.

    ha scritto il 

  • 1

    Come racconta la 4a di copertina, ci si addentra lentamente, e cupamente, in questa storia che con fare sinuoso ti entra sotto pelle (l'assonanza non è voluta) e che impercettibilmente, ma con sicurez ...continua

    Come racconta la 4a di copertina, ci si addentra lentamente, e cupamente, in questa storia che con fare sinuoso ti entra sotto pelle (l'assonanza non è voluta) e che impercettibilmente, ma con sicurezza, fa emergere (continuo io) una noia, un senso di dejavu, una idea di perdita idiota di tempo di raro eguale.
    Non rimpiango le 61 pagine lette finora.
    Era peggio se mi piaceva.

    ha scritto il 

  • 3

    "Alla fine però i vodsel non sapevano fare nessuna delle cose proprie degli umani.

    Non potevano siuwil né mesnishtil, non avevano il concetto di slan. Nella loro brutalità, non si erano mai evoluti abbastanza da usare l'hunshur; le loro comunità erano così rudimentali che l'hississi ...continua

    Non potevano siuwil né mesnishtil, non avevano il concetto di slan. Nella loro brutalità, non si erano mai evoluti abbastanza da usare l'hunshur; le loro comunità erano così rudimentali che l'hississins non esisteva ancora; né queste creature sembravano manifestare il bisogno di un chail e neppure del chailsinn."

    Sì, bé, tutte queste parole strambe non significano niente nemmeno dopo che uno ha letto il libro, ma facevano esotico, e quindi ho scelto questo passaggio.

    Quando l'ho cominciato, non sapevo bene cosa attendermi da Sotto la pelle. Non ho visto il film, che, a quanto ho sentito, ha suscitato reazioni controverse al punto da spaccare il pubblico in schieramenti diametralmente opposti, ma dopo questa lettura il mio interesse a farlo è più che mai vivo, soprattutto perché, leggendone la trama, mi accorgo che Glazer non si è fatto scrupoli ad apportare tutte le modifiche che gli parevano, il che non mi sconvolge affatto: sono sempre stata dell'idea che cose che funzionano sulla carta non funzionano sullo schermo e viceversa, per cui sono assolutamente pro alle modifiche nelle trasposizioni, purché non sconvolgano il nucleo dell'opera -che non corrisponde strettamente a quel che accade, ma all'idea che c'è dietro. Ad ogni modo, passiamo al romanzo.

    Sempre bazzicando internet in cerca di qualche informazioni che potevo essermi lasciata sfuggire -in genere questo è il mio modus operandi post-lettura, spoiler non ne vogliamo- mi sono imbattuta, sai che novità, in Wikipedia. Qui, alla voce Sotto la pelle, si legge che il romanzo in questione "ha una connotazione cupamente satirica, toccando temi di politica vicini alle industrie, l'allevamento intensivo e il decadimento ambientale. Riflette anche su domande più esistenziali, come lo snobismo, la pietà, l'umanità e l'identità sessuale."
    Mia reazione: ma anche no.

    Dei temi sopracitati, il solo che davvero io ho riscontrato è l'allevamento intensivo, e la pietà, forse, ma appena appena di striscio. Anche questi due, tuttavia, vengono toccati con così tanta leggerezza e con una tale prevedibilità che a mio parere qualsiasi opportunità che essi avessero di sembrare profondi o "esistenziali" svanisce nel fumo alla velocità di uno schiocco di dita. Quindi, se cercate un romanzo profondo, questo non è il vostro genere.
    Si può essere ingannati dai tormenti morali che la protagonista accusa nella seconda parte del romanzo, ma anche lì, i suoi pensieri sono così poco approfonditi ed esplorati che si finisce col trovarsi davanti a un personaggio sì dilaniato dal proprio passato, sì annientato dai soprusi subiti, ma incapace di risvegliare nel lettore la vera empatia necessaria per partecipare e, dunque, capire. La sua storia è tragica e orribile, ma allora perché non aprire uno spiraglio in più sul suo passato invece che lasciare tutto in una nebulosa informe? Il presente poi forse avrebbe avuto più forza.
    Senza contare che circa a metà storia, con la comparsa del figlio del boss, la narrazione prende una piega animalista che mi ha fatto venire i brividi. Mi aspettavo solo che il rampollo in questione tentasse di convincere Isserley a diventare vegetariana. Per fortuna, anche questa tematica viene solo accarezzata e lasciata cadere nel fango.

    Intendiamoci, Sotto la pelle è un buon romanzo. Non annoia, intrattiene, sa interessare. Sostanzialmente, direi che mi è piaciuto molto; solo che l'ho trovato troppo superficiale per poter dire di averlo realmente amato.

    ha scritto il 

  • 1

    Libro sconclusionato e rivoltante. Letto su consiglio di Curarsi con i libri, ma questa volta sono stata proprio gabbata. L'idea originaria dell'autore è originale, ma a mio parere è trattata malissim ...continua

    Libro sconclusionato e rivoltante. Letto su consiglio di Curarsi con i libri, ma questa volta sono stata proprio gabbata. L'idea originaria dell'autore è originale, ma a mio parere è trattata malissimo, e lo stesso autore si perde per strada, tanto è che la fine non ha alcun senso.
    Isserley è una donna molto particolare che se va in giro di cerca di autostoppisti. Li carica, inizia a parlarci un po' e poi li addormenta, per portarli alla sua Farm, dove verranno sottoposti a strane procedure. Non svelo oltre per non rovinare la sorpresa del libro.
    L'unico plauso che si può fare all'autore è che è stato molto bravo nel creare un'atmosfera post-apocalittica nei giorni nostri.

    ha scritto il 

  • 3

    ho chiesto aiuto agli amici lettori per decidere se andare avanti oppure no, visto il mio stomaco tutto attorcigliato. Non avevo mai letto un fanta/horror e devo dire che non è stato male. Ho letto di ...continua

    ho chiesto aiuto agli amici lettori per decidere se andare avanti oppure no, visto il mio stomaco tutto attorcigliato. Non avevo mai letto un fanta/horror e devo dire che non è stato male. Ho letto di peggio purtroppo.

    ha scritto il 

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