Spiriti

Di

Editore: Feltrinelli

3.8
(2624)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 307 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Francese

Isbn-10: 8807816806 | Isbn-13: 9788807816802 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo , Fantascienza & Fantasy

Ti piace Spiriti?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
Una legione di spiriti diabolici, malvagi, virtuosi, paranoici e sexy contro il conformismo del Megaconcerto di Beneficenza e la violenza dei signori della guerra. Non si sa chi vincerà, ma come dice Stan Hakaleimekalahani "ci sarà gran piagnanza e gran ridanza".
Ordina per
  • 3

    “La giustizia è una bella parola quando nasce, ma per strada perde calore e forza, diventa fredda e crudele. La giustizia è come il corallo. Sott'acqua è rosso fuoco, in terra muore e si scolora.”

    Con questo romanzo ironico e dissacrante Benni ci fa sorridere con una punta di amarezza sulla nostra società.
    Lo scenario da lui palesato è disastroso, siamo tutti sull'orlo di un precipizio, in mano ...continua

    Con questo romanzo ironico e dissacrante Benni ci fa sorridere con una punta di amarezza sulla nostra società.
    Lo scenario da lui palesato è disastroso, siamo tutti sull'orlo di un precipizio, in mano a politici che si fanno gli affari loro, a papponi attaccati solo ai soldi, al consumismo che ci sta fagocitando, alla televisione che sta creando dei finti miti ai quali aggrapparsi(mi riferisco soprattutto ai giovanissimi).
    Ormai siamo in mano a un solo dio, il denaro, è siamo pronti ad ammazzare e a lasciarci ammazzare in suo nome.
    Un romanzo che a molti può sembrare pessimista, per me purtroppo è solo realista.

    “Per ribellarsi occorrono sogni che bruciano anche da svegli, occorre il dolore dell'ingiustizia, la febbre che toglie all'uomo la malattia della paura, dell'avidità, del servilismo. Per ribellarsi bisogna saper guardare oltre i muri, oltre il mare, oltre le misure del . La miseria dell'uomo incendia la terra ovunque, ma è un fuoco sterile, che cancella e impoverisce. E' un fuoco che odia ciò che lo genera, è cenere senza storia. Saper bruciare solo ciò da cui poi nascerà erba nuova, ecco la vera ribellione. Ecco come vendicherai tuo padre.”

    ha scritto il 

  • 4

    In un mondo che sembra la versione grottesca e un po' surreale di 1984 di Orwell ci si prepara per il grande concerto per festeggiare l'anniversario della grande guerra. Così grandi potenze poliche, e ...continua

    In un mondo che sembra la versione grottesca e un po' surreale di 1984 di Orwell ci si prepara per il grande concerto per festeggiare l'anniversario della grande guerra. Così grandi potenze poliche, economiche, militari ed un pizzico di celebrità si prodigano per organizzare e far andare tutto per il meglio. Ma gli antichi spiriti della terra sono scontenti.
    Si scatenano così forze primordiali e dei nostri tempi per combattere l'ennesimo scempio dell'umanità.
    Chi vincerà?
    Leggetelo ;)

    Un gran bel romanzo, anche se è intriso di un po' di tristezza e di riflessioni per questi tempi che stiamo vivendo.

    ha scritto il 

  • 3

    Ho fatto un po' fatica a portare a termine questo romanzo, ed è la prima volta che mi succede con un libro del mio amato Benni. Molto scorrevole nella parte iniziale, l'ho trovato invece piuttosto con ...continua

    Ho fatto un po' fatica a portare a termine questo romanzo, ed è la prima volta che mi succede con un libro del mio amato Benni. Molto scorrevole nella parte iniziale, l'ho trovato invece piuttosto confuso e intricato nella sezione centrale, a causa principalmente dell'innumerevole quantità di personaggi che continuano ad aggiungersi alla storia. Si risolleva poi fortunatamente nei potenti capitoli finali.
    Penso che si tratti soprattutto di un romanzo dal grandissimo potenziale non sfruttato. Molti temi sono solo accennati e non approfonditi, su tutti il rapporto tra spiriti e umani.
    Lo stile di Benni è comunque sempre inconfondibile: ammaliante, ironico, dissacrante, e ho apprezzato molto la continua e molto poco sottile critica alla società moderna nel suo complesso (politica, spettacolo, consumismo, finte manifestazioni di pace)

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Che grande avventura (un pò incasinata)

    Premetto che Benni è uno dei miei autori preferiti e che ho rivalutato quest'opera durante la lettura.
    Scritto a ridosso degli anni 2000, nonostante questo lo trovo attualissimo (ed è un gran pregio p ...continua

    Premetto che Benni è uno dei miei autori preferiti e che ho rivalutato quest'opera durante la lettura.
    Scritto a ridosso degli anni 2000, nonostante questo lo trovo attualissimo (ed è un gran pregio per un libro).
    Dissacrante e smaliziato, l'unica "pecca" sono i tantissimi (troppi) personaggi in cui riscontro che altri lettori e recensori han fatto fatica a districarsi.
    Critica alla tv, ai mass-media, alle nuove rockstar, Benni ne ha un pò per tutti anche su reali capi politici dell'epoca (Clinton, Berlusconi, Rutelli....). Tutta l'organizzazione del megaconcerto di beneficenza è un pretesto di "pace" fatta dagli stessi politici che hanno voluto la guerra e qui troviamo personaggi geniali come Rik il re del rock e Elvis Presley (quello vero).
    Divertente dall'inizio alla fine, e con un finale aperto a poche interpretazioni ma d'effetto, per lo meno per la mia opinione.

    Continuerò e seguire Benni fino alla morte in ogni sua opera ;)

    ha scritto il 

  • 4

    un potenziale enorme in questo libro... ma forse, come già scritto da altri, non sufficientemente approfondito. Si poteva per lo meno "spiegare" meglio l'interazione uomini/spiriti e creare meno dicot ...continua

    un potenziale enorme in questo libro... ma forse, come già scritto da altri, non sufficientemente approfondito. Si poteva per lo meno "spiegare" meglio l'interazione uomini/spiriti e creare meno dicotomia fissa tra le parti bene/male.
    Districarsi tra i mille nomi non è stato facile e, rispetto ad altri libri di Benni, qui era assai più facile perdersi.
    Spettacolare il fatto che la rappresentazione dell'Italia (e non solo) sia ancora perfettamente attuale nonostante siano trascorsi alcuni anni.
    Una critica alla società moderna come sempre in Benni, qui direi più cattiva che altrove.
    In ogni caso Benni è Benni... e resta un gran bel libro

    ha scritto il 

  • 5

    Mentre lo leggi...

    ... pensi " Benni : bravo però delle volte esagera"
    Invece ti invischia in queste storie surreali, dove fa a pezzi l'attualità, il presente, la patetica caricatura di ciò che siamo diventati in una co ...continua

    ... pensi " Benni : bravo però delle volte esagera"
    Invece ti invischia in queste storie surreali, dove fa a pezzi l'attualità, il presente, la patetica caricatura di ciò che siamo diventati in una competizione con l'anacronismo , la mitologia, la fiaba.
    Tutto con una forza evocativa potente e grave ma al tempo stesso lieve e poetica.
    Buono il ritmo e ricco, al solito, il suo cast di personaggi oltre il limite del paradosso e della bizzarria.
    Si fa leggere, avvince, piace.
    Cosa altro si può chiedere ad un libro ???

    ha scritto il 

  • 4

    "Non hai imparato nulla, Hacarus. Ero vicino a te sui carri assiri, ai monasteri di Valamo, sulle barricate di Parigi, nei laboratori di Dachau. E ogni volta eri più crudele, e sconfitto.

    E ditemi voi ...continua

    "Non hai imparato nulla, Hacarus. Ero vicino a te sui carri assiri, ai monasteri di Valamo, sulle barricate di Parigi, nei laboratori di Dachau. E ogni volta eri più crudele, e sconfitto.

    E ditemi voi se non è un omaggio a Quasimodo:

    "Uomo del mio tempo"

    Sei ancora quello della pietra e della fionda,
    uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,
    con le ali maligne, le meridiane di morte,
    t’ho visto – dentro il carro di fuoco, alle forche,
    alle ruote di tortura. T’ho visto: eri tu,
    con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio,
    senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,
    come sempre, come uccisero i padri, come uccisero
    gli animali che ti videro per la prima volta.
    E questo sangue odora come nel giorno
    Quando il fratello disse all’altro fratello:
    «Andiamo ai campi». E quell’eco fredda, tenace,
    è giunta fino a te, dentro la tua giornata.
    Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue
    Salite dalla terra, dimenticate i padri:
    le loro tombe affondano nella cenere,
    gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.

    ha scritto il 

  • 3

    Non è un caso che io usi l'avverbio finalmente. E' un libro dalle grandissime potenzialità, ricorda alcune delle migliori produzioni di Neil Gaiman. Il problema è che queste potenzialità rimangono tut ...continua

    Non è un caso che io usi l'avverbio finalmente. E' un libro dalle grandissime potenzialità, ricorda alcune delle migliori produzioni di Neil Gaiman. Il problema è che queste potenzialità rimangono tutte nelle aspettative di chi lo legge. Molto, molto bella l'idea dell'interazione tra uomini e divinità come possiamo leggere in libri tipo "American Gods" o "I ragazzi di Anansie". Peccato che in questo caso l'idea rimanga in fieri e che alla base del libro non ci sia uno studio approfondito come nel caso delle opere di Gaiman. Si ha la netta sensazione che il libro sia troppo fanciullesco, si poteva fare molto di più ma si è scelto, per facilità di stesura, di lasciarlo essenziale, stringato all'osso. Ne risente la forza dei personaggi e il coinvolgimento da parte del lettore. Anche i temi portanti del romanzo sono piuttosto deboli e scontati, l'impero consumista statunitense che viene identificato con il male assoluto, la natura violata da affaristi senza scrupoli, la situazione politica italiana in mano a ciarlatani telegenici (su questo aspetto molti di voi potrebbero essere d'accordo). Insomma c'è la continua ricerca di una netta dicotomia fra bene e male, c'è una visione fanciullesca del mondo che è o bianco o nero, senza sfumature e sinceramente da uno scrittore come Benni ci si potrebbe aspettare di più. O almeno io mi aspettavo di più. Adesso almeno mi rendo conto del perchè non avessi più aperto un suo libro da quando avevo 15 anni. A farmi rivalutare in parte il libro c'è il cammeo finale di un grandissimo della musica rock anni 60 che spacca ancora i culi come un tempo! Certo non basta a renderlo una bella opera.

    ha scritto il 

  • 2

    Un libro pieno di fantasia (forse un po' troppa) e piena di personaggi strani. Sinceramente è uno dei libri che meno mi è piaciuto di Stefano Benni, molto ironico e delle volte divertente , ma troppo ...continua

    Un libro pieno di fantasia (forse un po' troppa) e piena di personaggi strani. Sinceramente è uno dei libri che meno mi è piaciuto di Stefano Benni, molto ironico e delle volte divertente , ma troppo lungo e strano.

    ha scritto il 

Ordina per