Splendori e miserie del gioco del calcio

Di

Editore: Sperling & Kupfer (Continente desaparecido)

4.0
(220)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 252 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8820024292 | Isbn-13: 9788820024291 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Pier Paolo Marchetti

Disponibile anche come: eBook , Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Sport, Attività all\'aperto & Avventura

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  • 3

    Calcio e politica

    Eduardo Galeano, scrittore e giornalista uruguaiano di saggi storici e politici, dedica quest’opera alla sua grande passione: il calcio. Il libro è suddiviso in capitoli brevi, corredati da simpatiche ...continua

    Eduardo Galeano, scrittore e giornalista uruguaiano di saggi storici e politici, dedica quest’opera alla sua grande passione: il calcio. Il libro è suddiviso in capitoli brevi, corredati da simpatiche illustrazioni dell’autore, e racconta episodi noti, come le origini del gioco nell’antica Cina, che avevo appreso dagli album di figurine nell’infanzia, e altri meno conosciuti, come che il termine “segnare” derivi dalle tacche incise a ogni gol sui pali delle porte nell’Inghilterra vittoriana. Galeano ricorda anche i giocatori, alcuni molto famosi, altri sconosciuti, come il mulatto di origine tedesca che segnò più gol di Pelé, il portiere caduto in disgrazia che si uccise di notte in mezzo al campo deserto, il cileno che inventò la rovesciata e morì in uno scontro con un avversario. E’ una storia in ottica sudamericana, e uruguagia in particolare, con uno sguardo alla politica, che spesso sfrutta il calcio come propaganda di regimi dittatoriali. E’ un racconto di parte, con qualche imprecisione storica: l’autore non nasconde le sue idee di sinistra e la sua antipatia per gli Stati Uniti. Con un linguaggio divertente e brioso, venato di piacevole ironia, Galeano ripercorre in poche parole, insieme alla storia del calcio, quella di un secolo nel mondo. Attraverso guerre e rivoluzioni, lo sport riesce a divertire e a superare barriere razziali e sociali. E’ difficile scrivere di sport in modo coinvolgente ma Galeano ci riesce, e il libro diventa più interessante quando descrive fatti di cui possiamo avere memoria. Dispiace però l’acredine politica fuori luogo e l’eccesso di polemica contro gli aspetti economici del calcio. Il tormentone sulla discriminazione dei neri e dei poveri e sulla caduta di Castro diventa un’arringa faziosa e ossessiva da predicatore, noiosa, pedante e ripetitiva. Purtroppo pessimo e dissonante il titolo italiano: avrei preferito la traduzione del titolo originale, “El fùtbol a sol y sombra”, “Il calcio a luci e ombre”.

    ha scritto il 

  • 3

    Raccontare lo sport può diventare poesia ...

    "Le pagine che seguono sono dedicate a quei ragazzi che un giorno, anni fa, incontrai in Calella de la Costa. Tornavano da una partita di calcio e cantavano: vinciamo, perdiamo, ma ci divertiamo".

    Que ...continua

    "Le pagine che seguono sono dedicate a quei ragazzi che un giorno, anni fa, incontrai in Calella de la Costa. Tornavano da una partita di calcio e cantavano: vinciamo, perdiamo, ma ci divertiamo".

    Questo non è propriamente un romanzo, ma piuttosto la raccolta di una serie di aneddoti sul mondo del calcio che messi insieme ne compongono la storia bellissima di quello che per molti (non per me) è il più bel gioco del mondo. Galeano sa raccontare, come altri grandi scrittori sudamericani che sanno avvolgere in un clima quasi magico le storie che tramandano. Un libro che si legge volentieri, fatto di brevi capitoli, nel quale si trovano belle storie di calcio, spesso sconosciute ma descritte in modo poetico e coinvolto; ben immerse in un mondo che, come un pallone continua ad andare per la sua strada (il tormentone della Cia e Fidel Castro, che si ripete come contesto ogni quattro anni ai Mondiali di calcio è tanto esilarente quanto preoccupante) ... come quel pallone che continua a rotolare da più di un secolo tra i piedi di funamboli di qualsiasi luogo del globo terrestre

    ha scritto il 

  • 4

    "Come spiegherebbe a un bambino cos'è la felicità?
    Non glielo spiegherei, gli darei un pallone per farlo giocare".

    Tante microstorie a formarne una unica: quella dell'amore per il calcio gioco e non p ...continua

    "Come spiegherebbe a un bambino cos'è la felicità?
    Non glielo spiegherei, gli darei un pallone per farlo giocare".

    Tante microstorie a formarne una unica: quella dell'amore per il calcio gioco e non per il calcio business.
    Fonti ufficiali, comunque, dicono che Fidel Castro cadrà tra qualche ora :-)

    ha scritto il 

  • 5

    Pagina 274

    "Un giornalista chiese alla teologa tedesca Dorothee Solle:
    «Come spiegherebbe a un bambino che cos'è la felicità?»
    «Non glielo spiegherei», rispose, «gli darei un pallone per farlo giocare.»" ...continua

    "Un giornalista chiese alla teologa tedesca Dorothee Solle:
    «Come spiegherebbe a un bambino che cos'è la felicità?»
    «Non glielo spiegherei», rispose, «gli darei un pallone per farlo giocare.»"

    ha scritto il 

  • 4

    un condensato di passione

    Aneddoti, racconti sul mondo del calcio, che ci fanno scoprire atleti mai conosciuti e ci fanno rivivere le gesta di quelli che abbiamo conosciuto e amato. Un libro pieno anche di denuncia, di come il ...continua

    Aneddoti, racconti sul mondo del calcio, che ci fanno scoprire atleti mai conosciuti e ci fanno rivivere le gesta di quelli che abbiamo conosciuto e amato. Un libro pieno anche di denuncia, di come il gioco più bello del mondo sia finito nelle mani senza scrupoli di tecnocratie venditori. Ma è un libro anche pieno di poesia, di ironia , nel quale trasuda l'amore e la passione in ogni riga. Molto bello. Piacerebbe anche a chi non ama il calcio.

    ha scritto il 

  • 3

    Galeano ripassa la storia del calcio, con un particolare occhio a quello sudamericano e uruguagio considerata la sua origine e i suoi natali. Ma non è un male, anzi: tutto sommato possiamo dire che il ...continua

    Galeano ripassa la storia del calcio, con un particolare occhio a quello sudamericano e uruguagio considerata la sua origine e i suoi natali. Ma non è un male, anzi: tutto sommato possiamo dire che il calcio sarà pure nato in Inghilterra, ma è stato svezzato nell’America Latina, tra le pampas e le spiagge di Rio. Se dico calcio, vi viene in mente la nebbia di Londra ? Macchè, a chi ama il calcio questa parola fa venire voglia di carnevale, samba e veronica. Perché il calcio, per chi lo ama è soprattutto divertimento e felicità
    Ma Galeano sa benissimo che oggi il calcio è soprattutto industria, e quindi si sofferma anche sugli aspetti più desolanti e sporchi del calcio che hanno tolto quasi tutta la sincerità e la spensieratezza a quello che quasi tutti consideriamo il gioco più bello del mondo.
    Non ha la poesia di Soriano, gli manca l’arguzia e il sarcasmo di Brera, a volte sembra eccessivamente didascalico come un archivista incallito, eppure il libro è importante sia per i personaggi e i fatti che vengono narrati, il più delle volte sconosciuti al grosso pubblico europeo, ed anche per l’intercalare degli avvenimenti storici, politici e di cronaca che ogni quattro anni, ovvero in concomitanza dei mondiali calcistici, si susseguono e hanno inciso, bene o male, anche sulle nostre vite e sul nostro modo di vedere il mondo.
    Che molto spesso, purtroppo, non è divertimento e felicità, e non è samba né carnevale.

    ha scritto il 

  • 1

    Noioso

    Sono un malato di calcio e ho appreso qualche nuovo aneddoto, per il resto il libro si perde in un amarcord stucchevole di un calcio antico (che va di moda di questi tempi), come se fosse l'eldorado a ...continua

    Sono un malato di calcio e ho appreso qualche nuovo aneddoto, per il resto il libro si perde in un amarcord stucchevole di un calcio antico (che va di moda di questi tempi), come se fosse l'eldorado a confronto con la modernità, considerazioni sociali estremamente forzate, quasi esclusivo riferimento ai mondiali di calcio. Spesso noioso. I grandi scrittori sudamericani visionari, innamorati del calcio alla Soriano, o alla Bolaño, per intenderci, sono tutt'altra pasta.

    ha scritto il 

  • 4

    Libro di brevi e semplici aneddoti pallonari scritto con la semplicità elementare e la chiarezza tipica dei grandi autori.

    Sbaglia chi vede nelle righe di Galeano solo una critica al calcio moderno, s ...continua

    Libro di brevi e semplici aneddoti pallonari scritto con la semplicità elementare e la chiarezza tipica dei grandi autori.

    Sbaglia chi vede nelle righe di Galeano solo una critica al calcio moderno, sempre meno spettacolare e sempre più schiavo di interessi finanziari.

    L'autore uruguagio se la prende soprattutto con i padroni del vapore, ma senza perdere di vista la bellezza del gioco e la magia di tante storie dei suoi protagonisti.

    Perché il calcio offre a molti una possibilità di riscatto: a chi non è dotato fisicamente la chanche di farla in barba a chi ha il fisico scolpito, a chi passa un'intera settimana da sfruttato novanta minuti in cui evadere dalla quotidianità.

    Gli aneddoti privilegiano la storia sudamericana, ma il libro è una sorta di storia per istantanee dei mondiali di calcio sino a Sudafrica 2010.

    Con una piccola grande verità: la magia del football, in barba a moralisti e detrattori, è tutta nella gioia dei bambini quando prendono a calci un pallone.

    ha scritto il 

  • 4

    splendori e miserie, tante miserie per carità ma in fin dei conti non bisogna mai dimenticare che in "questo regno della lealtà umana esercitata all' aria aperta" un nero e uno zingaro si contendono ...continua

    splendori e miserie, tante miserie per carità ma in fin dei conti non bisogna mai dimenticare che in "questo regno della lealtà umana esercitata all' aria aperta" un nero e uno zingaro si contendono la corona del re...da leggere assolutamente per tutti quelli come me che hanno una fede pallonara .

    ha scritto il 

  • 5

    splendido

    mi dispiace per Soriano e Brera ma questo è il più bel libro sul mondo del calcio mai scritto. Piccoli capitoletti, quasi aforismi che leggi tutto in fiato, in un lasso temporale di 150 anni. i capito ...continua

    mi dispiace per Soriano e Brera ma questo è il più bel libro sul mondo del calcio mai scritto. Piccoli capitoletti, quasi aforismi che leggi tutto in fiato, in un lasso temporale di 150 anni. i capitoli in cui descrive per ciascun campionato del mondo quello che è successo in quell'anno sono poi da incorniciare. e tutto in un ottica non eurocentrica. meno male poi che esiste youtube per poter rivedere (dopo averli letti e immaginati) le azioni e i gol descritti

    ha scritto il 

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