Sposati e sii sottomessa

Pratica estrema per donne senza paura

Di

Editore: Vallecchi

3.5
(189)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 280 | Formato: Copertina morbida e spillati | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: 8884272149 | Isbn-13: 9788884272140 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook , Paperback

Genere: Intrattenimento , Famiglia, Sesso & Relazioni , Religione & Spiritualità

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Descrizione del libro
Sposare un uomo, che appartiene irrimediabilmente a un'altra razza, e vivere con lui, è un'impresa. Ma è un'avventura meravigliosa. E la sfida dell'impegno, di giocarsi tutto, di accogliere e accompagnare nuove vite. Una sfida che si può affrontare solo se ognuno fa la sua parte. L'uomo deve incarnare la guida, la regola, l'autorevolezza. La donna deve uscire dalla logica dell'emancipazione e riabbracciare con gioia il ruolo dell'accoglienza e del servizio. Sta alle donne, è scritto dentro di loro, accogliere la vita, e continuare a farlo ogni giorno. Anche quando la visione della camera dei figli dopo un pomeriggio di gioco fa venire voglia di prendere a testate la loro scrivania. In questa raccolta di lettere originali ed esilaranti Costanza Miriano scrive di amore, matrimonio e famiglia in uno stile inedito: se fosse per lei produrrebbe delle encicliche, ma siccome non è il Papa mescola i padri della Chiesa e lo smalto Chanel, la teologia e "Il grande Lebowski", sostenendo con ferrea convinzione la dottrina cristiana del matrimonio senza perdere d'occhio l'ultima borsa di Dior. D'altra parte, come scriveva Chesterton, "non c'è niente di più eccitante dell'ortodossia".
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  • 4

    Sarebbero 5 stelline, perché il suo stile è eccezionale e scrive a prova di idiota, ma su alcune piccolissime cose non mi sono trovata d'accordo... forse perché sono single (e Dio solo sa quanto vorre ...continua

    Sarebbero 5 stelline, perché il suo stile è eccezionale e scrive a prova di idiota, ma su alcune piccolissime cose non mi sono trovata d'accordo... forse perché sono single (e Dio solo sa quanto vorrei avere una famiglia mia) e l'unica idea di famiglia è quella dei miei, che quest'anno hanno festeggiato i 35 anni di matrimonio =D

    ha scritto il 

  • 1

    Fastidiosissime (finte) lettere ad amici e amiche dove la nostra sciorina le peggio beghinerie spacciandole per saggezza. Risposta ad ogni domanda? Sposarsi (e in chiesa) e fare figli. Mai lamentarsi ...continua

    Fastidiosissime (finte) lettere ad amici e amiche dove la nostra sciorina le peggio beghinerie spacciandole per saggezza. Risposta ad ogni domanda? Sposarsi (e in chiesa) e fare figli. Mai lamentarsi quando si è stanche (ma lei ha la tata, eh?), fidarsi delle scelte del marito (e far sempre decidere lui, che ne sa, mentre il ruolo della donna è, appunto, essergli sottomessa). Sotto la simpatia alla Littizzetto c'è veramente uno scorpione, una donna che è contro le donne e che intima loro di stare al loro posto, volontariamente perché fa bene.
    Che poi, secondo me, l'autrice ci prende un po' per il culo perché dalle sue avventure e dalla sua vita (vedi blog) non mi pare così sottomessa e dedita solo alla figliolanza. Il che comunque è un bene, d'accordo moglie e madre ma anche PERSONA, se non fosse che nel suo libro questa cosa non esiste e che lei consiglia tutt'altro.
    Si spera, poi, che i suoi figli non vengano su razzisti (colgo un sottile malcontento verso la multiculturalità) o, orrore, si scoprano omosessuali. Non oso immaginare! Lei spera bene (i maschi fanno i maschi, sono orsi come il padre e le bimbe sono principesse rosa) ma chi lo sa... non tutti i gay sono effeminati né tutte le lesbiche mascoline.
    Nota a margine: i bimbi riconoscono solo l'autorità paterna. Perché giustamente l'uomo deve solo farsi obbedire (tenerezza e giochi al parco con i pupi?Anatema!) e la madre... bè, si può benissimo non ascoltarla.
    Un plauso da parte di tutte le mamme eh, con buona pace pure di quelle single!
    BECERISSIMO!!!

    ha scritto il 

  • 2

    O sei madre o non sei nulla. (Mi ha suggerito un contro-libro ma non scriverò il titolo qui)

    Ho messo una stellina in più giusto perché non posso dire che la Miriano non sa scrivere, per quanto mi possa apparire un personaggio detestabile, si fa comprendere benissimo ed è lineare nel suo pen ...continua

    Ho messo una stellina in più giusto perché non posso dire che la Miriano non sa scrivere, per quanto mi possa apparire un personaggio detestabile, si fa comprendere benissimo ed è lineare nel suo pensiero. Apprezzo il fatto che sia una lettrice di Philip Roth, ma questo purtroppo non basta per entrare nel mio pantheon personale di donne di cui ho stima.
    Consiglio a tutte le femministe di leggere questo libro, perché se è diventato un successo editoriale, il problema esiste e bisogna studiarlo.
    Costanza Miriano può sembrare una donna cattolica medievale, in realtà è più contemporanea di quanto possa sembrare, ed è questo che si sottovaluta sia nel suo personaggio, sia nei suoi scritti. Penso che la vedremo più spesso in tv d'ora in avanti.
    A me il libro non è piaciuto perché non mi piace la sua convinzione e assolutezza nell'interpretare il pensiero della donna. Il fatto che lei sia così sicura di poter scrivere che le donne hanno un ruolo per cui sono nate, ovvero quello di mogli e madri, che sono state create per accogliere, che per loro è una cosa innata mi sembra più che falso. Non si può assolutamente circoscrivere la donna in un solo ruolo, peraltro sarà fantastico per lei e per le amiche di cui parla nel libro, ma non per le migliaia di donne che non hanno possibilità di scelta. Chiaramente ciò che scrive è condizionato dalla sua fede imprescindibile nel cattolicesimo, che certamente non ha mai aiutato le donne a scegliere. Personalmente non penso che la maternità sia una cosa terribile, ma nemmeno così scontata. Consigliare alle amiche di sposarsi e fare figli perché è questo che fa stare bene una vera donna è una menzogna bella e buona. Il genere femminile ha così tante sfumature che racchiuderle in ruolo è davvero accidentato e pericoloso, anche sussurrare che le donne che scelgono la carriera sono frustate perché non è consono al loro ruolo naturale suona così terribilmente falso. Però sembra che ci sia una parte di donne che sostenga questa tesi, che ha bisogno dei suoi consigli per sentirsi meglio. Ci sono delle cose condivisibili nel libro, quando lei scrive che la maggior parte delle donne non sogna di strappare un posto in un consiglio d'amministrazione ad un uomo dice il vero, penso che la maggior parte delle ragazze che conosco si accontenta di molto poco, ma questo non vuol dire che bisogna sminuire chi sceglie di oltrepassare. Questa paura di modificare il "ruolo per cui siamo nate" mi sembra infondata ed eccessiva, i tempi sono cambiati anche per noi, cerchiamo di adattarci e si adattano anche gli uomini. Gli uomini poi, in questo libro, sembrano solo un contorno, perché è la donna che deve accogliere, che si deve preoccupare dei figli, "gli uomini non sono dei baby-sitter!". Cara Costanza, sono genitori quanto lo siamo noi, ti ricordo che i figli si fanno in due, o è un passaggio che hai saltato? Un uomo che cambia i pannolini o che prepara la pappa ai figli è per te così demascolinizzante? Anche questa presunta saggezza da capofamiglia che hanno solo gli uomini, suona così assurda che davvero non so come si possa partorirla, figuriamoci scriverla! Il grande dramma è proprio questo: quello che lei scrive, non è superato, è più che mai attuale! Per questo i cattolici, parlo di quelli fondamentalisti, hanno un'ossessione patetica per la teoria del gender. La fluidità non è ammessa, solo rigidità. Rigidità di cui abbiamo visto i danni significativi.

    ha scritto il 

  • 1

    La qui presente stronzetta (non io, per una volta) aggancia le sue furberie ad alcune problematiche reali, il che rende codesto libro più insidioso di quanto si creda.
    Può darsi che nel prossimo futur ...continua

    La qui presente stronzetta (non io, per una volta) aggancia le sue furberie ad alcune problematiche reali, il che rende codesto libro più insidioso di quanto si creda.
    Può darsi che nel prossimo futuro dedichi un pochino del mio tempo a smontarlo, ma non prima di essermi ripresa dalla scottatura prodotta dall'esposizione a tanta insopportabile "solarità".

    ha scritto il 

  • 3

    Il libro riporta l'opinone dell'autrice sul rapporto marito moglie e nella seconda parte sui figli e la loro educazione. E appunto un'opinone, non un trattato sociologico. Chi legge questo libro diffi ...continua

    Il libro riporta l'opinone dell'autrice sul rapporto marito moglie e nella seconda parte sui figli e la loro educazione. E appunto un'opinone, non un trattato sociologico. Chi legge questo libro difficilmente cambierà la propia idea ma tutti troveranno conferme nelle proprie opinioni sia che siano concordi o avverse a quelle dell'autrice. In ogni caso certamente non è un libro oscurantista, bigotto e maschilista come viene comunemente descritto da chi lo osteggia ideologicamente e falsamente. Il titolo riporta le parole di S. Paolo riguardo le mogli, ma S. Paolo prosegue parlando anche dei mariti. La sottomissione non è incondizionata ma è un invito ad aver fiducia nel proprio marito, fiducia che deve essere ricambiata dal marito, entrambi impegnati nel costruire una famiglia.
    Come dice la stessa autrice l'essere sottomesse di cui si parla è nell'ottica del dono libero e spontaneo di un rapporto sano e condiviso, non nella logica del potere e della forza come è stato per molti secoli e molte culutre. Vale la pena leggerlo, qualuqne sia la propria idea fa comunque riflettere.

    ha scritto il 

  • 2

    Come la volpe con l'uva

    Questo libro mi ha fatto arrabbiare praticamente a pagine alterne. Per tutto il tempo sono stata basita dalla constatazione che possano ancora esistere donne giovani e istruite che pensano che la donn ...continua

    Questo libro mi ha fatto arrabbiare praticamente a pagine alterne. Per tutto il tempo sono stata basita dalla constatazione che possano ancora esistere donne giovani e istruite che pensano che la donna sia nata per servire ed essere sottomessa (anche se l'accezione che ne dà l'autrice non è così terribile come vorrebbe il senso comune). Credo inoltre profondamente nella necessità di uno stato laico, che tuteli la libertà di scelta di chi non è cattolico (ricordandomi soprattutto che il libero arbitrio è uno dei doni più grandi che Dio ci abbia dato), contrariamente a quanto sostiene l'autrice in vari passaggi del libro.
    Fatta questa lunga premessa, però devo ammettere una cosa: sono una zitella incallita, a volte triste e arrabbiata, come descritto nei primi capitoli del libro. Quindi se è vero che questo libro mi ha fatto proprio arrabbiare, non posso non chiedermi se la mia reazione sia un po' paragonabile a quella della volpe con l'uva...

    ha scritto il 

  • 1

    Stancante e ripetitivo alla nausea

    Mi ero incuriosita sentendone parlare prima in televisione (con immensa polemica per le idee reazionarie della scrittrice) e poi leggendo critiche più morbide che spiegavano il lato sarcastico dell'op ...continua

    Mi ero incuriosita sentendone parlare prima in televisione (con immensa polemica per le idee reazionarie della scrittrice) e poi leggendo critiche più morbide che spiegavano il lato sarcastico dell'opera.
    Sono partita perciò con entusiasmo alla volta delle idee di Costanza e.... Bam. Tutto un continuo Dio di qua e Dio di là (sarà che non sono cattolica, ma davvero... Un'esagerazione), sottomissione di qua e sottomissione di là (d'accordo, non la sottomissione della quale siamo abituati sentir parlare, ma di fatto poco cambia se intesa così a largo spettro), stereotipi su qualsiasi cosa (perché è vero che maschi e femmine sono diversi e non lo si può non riconoscere, ma non tutti gli uomini sono buzzurri idioti come li dipinge lei e non tutte le donne sono adatte a diventare madri né ad essere mogli. E non è il matrimonio a sancire l'amore, personalmente voglio sposarmi, ma sono fidanzata da più di cinque anni e non mi sento inferiore a quello che sarei essendo moglie né reputo lui inferiore a quello che sarebbe essendo marito).
    Insomma, mi aspettavo un libro ironico, non infarcito di banalità e ripetizioni solo per allungare la minestra.
    Noia noia e ancora noia.
    Peccato, perché sarebbe potuto essere un libro interessante se scritto con spirito differente.

    ha scritto il