Stagioni diverse

Di

Editore: Sperling & Kupfer

4.3
(3253)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 592 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Chi tradizionale , Inglese , Chi semplificata , Francese , Spagnolo , Olandese , Tedesco , Portoghese , Polacco , Ceco , Russo

Isbn-10: 8820006650 | Isbn-13: 9788820006655 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Bruno Amato , Paola Formenti , Maria Barbara Piccioli

Disponibile anche come: Paperback , eBook , Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 4

    L'horror che è in noi

    Crescere in una cittadina di provincia del New England o in un carcere, presenta fondamentalmente un tratto in comune: se c'è l'occasione, esce in demone che è in noi. Il male siamo noi!

    ha scritto il 

  • 4

    POCO HORROR, MOLTO KING.

    C'è poco da dire, nel senso che anche questa volta il maestro ci ha regalato tre storie incredibili e piene di emozioni. Si, non sono impazzito. Questa volta di horror, spaventoso, in stile king c'e p ...continua

    C'è poco da dire, nel senso che anche questa volta il maestro ci ha regalato tre storie incredibili e piene di emozioni. Si, non sono impazzito. Questa volta di horror, spaventoso, in stile king c'e poco. Ma nonostante tutto le novelle volano via come se niente fosse, un unica stessa storia. Belle e spaventosamente emozionanti!
    Stand by me!

    ha scritto il 

  • 5

    Stephen King

    Quattro novelle, tre delle quali eccezionali. C’è Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank: dramma carcerario che parla di conservare la dignità umana anche all'inferno. C’è Un ragazzo sveglio, psyc ...continua

    Quattro novelle, tre delle quali eccezionali. C’è Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank: dramma carcerario che parla di conservare la dignità umana anche all'inferno. C’è Un ragazzo sveglio, psychothriller tesissimo, che mette a confronto due protagonisti cattivi, in un rapporto sadico e masochista ma anche affettuoso. C’è Il corpo ovvero Stand By Me, il coming of age dei ragazzini che esistono in una dimensione parallela a quella degli adulti, che li ignorano o li torturano. Poi c’è l’ultimo racconto, quello sottotono, il gotico Il metodo di respirazione, che risente di un’introduzione esageratamente lunga e tediosa (una trentina di pagine prima che inizi la vera storia) e del paragone con tre racconti superlativi; ma anche il quarto ha un suo perché, con lo spettro del bigottismo a versare il sangue degli innocenti.

    Sono tutte storie unite da impercettibili fili conduttori tematici: in particolare, quello della violenza e quello dell’amicizia. La prevaricazione è qualcosa che tutti i personaggi incontrano lungo la loro strada accidentata, a cominciare nel peggiore dei modi dal carcere. È interessante come Un ragazzo sveglio riapplichi l’idea senza dividere i protagonisti in buoni e cattivi – mentre in Shawshank la separazione è chiara. Nel secondo racconto, le forze del male sono dentro ai personaggi principali, quelli che seguiamo dall’inizio alla fine, quelli con cui finiremo per identificarci: il nazista nascosto, ormai vecchio, derelitto e alcolizzato; e il perverso tredicenne “sano”, americanissimo e ariano, che con questa vicenda inizia una discesa nell’abisso del male; solo che è un male che il ragazzino sadico porta dentro di sé. La gerarchia tra i due è ambigua, sono carnefici e vittime reciproche, ma sono mostri e predatori rispetto al resto del mondo narrativo. Questo è il racconto che ho apprezzato di più, proprio per la corrosività della sua sfida al lettore, costretto a entrare nella mente di questi esseri fino a riconoscerli come disgustosamente umani – e quindi a riconoscere anche parti di sé nell’oscurità.

    Il corpo è lo specchio non horror di It: un’estate prepuberale di futuri adolescenti perseguitati dai bulli e vessati da genitori violenti o assenti. L’orrore c’è, e non è sovrannaturale: si trova nella violenza subita dai bambini; ma, a un livello più sotterraneo, l’orrore è anche la presa di coscienza del protagonista: se vorrà salvare se stesso, dovrà abbandonare gli altri. Tutti si ricordano la frase “Non ho mai più avuto amici, in seguito, come quelli che avevo a 12 anni”, ma assume un significato tetro, ricollegandola al vero sviluppo del racconto: i veri amici sono quelli che ti trascineranno a fondo, dice l'amico più caro al protagonista; e gli dipinge un futuro di squallore white trash, evitabile solo con l’emancipazione dal gruppo. Conclude con una nota ancora più disperata: “«Voglio andarmene in qualche posto dove nessuno mi conosce e dove non ho nessuna macchia nera addosso prima di cominciare. Ma non so se ce la faccio». «Perché?». «La gente. La gente ti trascina giù». «Chi?» chiesi io, pensando che si riferisse agli insegnanti, o a mostri adulti come Miss Simons, che aveva desiderato una gonna nuova, o magari a suo fratello Eyeball che se ne andava in giro con Ace e Billy e Charlie e gli altri, o magari a suo padre e a sua madre. Ma lui disse: «I tuoi amici, loro ti trascinano giù, Gordie. Non lo sai?» Indicò Vern e Teddy, che si erano fermati e aspettavano che li raggiungessimo. Stavano ridendo di qualcosa; Vern, anzi, era piegato in due dalle risate. «I tuoi amici. Sono come quelli che ti annegano attaccandosi alle gambe. Non puoi salvarli. Puoi solo annegare con loro»”. Questo, il cuore pulsante di Il corpo e della sua nostalgia. C’è un’amarezza di fondo sconfinata e senza speranza, che mi ha fatto molta simpatia.

    Il libro nel complesso è un’ottima lettura. La dimensione delle novelle è snella, e vanno via una dietro l’altra. Mi ha riconciliata un po’ con Stephen King, del quale avevo letto solo opere minori, o quanto meno inferiori rispetto a questa (a parte qualche altro racconto e novella, come I langolieri e Finestra segreta, giardino segreto, che avevo già apprezzato).

    ha scritto il 

  • 5

    Quattro racconti straordinari, che vanno oltre il semplice horror, esplorano emozioni, paure, desideri, perversioni. Quattro racconti che descrivono l'essere umano così com'è, senza veli o ipocrisie.
    ...continua

    Quattro racconti straordinari, che vanno oltre il semplice horror, esplorano emozioni, paure, desideri, perversioni. Quattro racconti che descrivono l'essere umano così com'è, senza veli o ipocrisie.
    Dei quattro quello che più mi ha colpito è stato "Il corpo". Ho provato profonda empatia per i personaggi, caratterizzati magnificamente a mio avviso (e farlo in un racconto breve non è per niente facile) al punto che alla fine sentivo di conoscerli tutti nel profondo.
    Quello che mi è piaciuto di meno è stato "Un ragazzo sveglio", tirato un po' troppo per le lunghe e dal finale a mio avviso deludente.
    "Il metodo di respirazione" è quel tocco di vero Horror che non poteva mancare in un libro di King, ma guai ad etichettare questa raccolta con questo genere (ci tiene lui stesso nei ringraziamenti a sottolinearlo).

    ha scritto il 

  • 4

    Tre racconti su quattro che compongono questo romanzo sono dei capolavori di mistero, ansia, angoscia e ripugnanza: sia per gli eventi sia per i personaggi che animano queste storie. King maestro asso ...continua

    Tre racconti su quattro che compongono questo romanzo sono dei capolavori di mistero, ansia, angoscia e ripugnanza: sia per gli eventi sia per i personaggi che animano queste storie. King maestro assoluto del genere, non a caso dal libro sono state riproposte le versioni cinematografiche delle storie più pruriginose. Scegliere il racconto più "bello" è cosa davvero ardua.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    這本是我大學讀的,最讓我無法忘記懷孕的她車禍屍首分離還在努力呼吸的文字敘述,當時讀的時候內心覺得震憾、至今回想寫評仍覺得鼻酸⋯。本書個人覺得給它5顆星都還太少。

    ha scritto il 

  • 5

    Non si può scappare dall’Effetto King.

    Puoi essere un lettore smaliziato, consapevole dei riferimenti letterari, cinematografici e musicali dello scrittore. Puoi analizzare lo stile e avere letto deci ...continua

    Non si può scappare dall’Effetto King.

    Puoi essere un lettore smaliziato, consapevole dei riferimenti letterari, cinematografici e musicali dello scrittore. Puoi analizzare lo stile e avere letto decine di libri tra le diverse decine di libri che ha pubblicato.
    Puoi essere lettore occasionale, distratto, in cerca di svago disimpegnato, mosso da ondivaga curiosità.
    In un caso o nell’altro non c’è scampo: l’Effetto King è in agguato.

    Effetto King Positivo: molti libri pubblicati, stile prolisso, brodo allungato, quasi sempre. La fabula è avvincente, la narrazione costruita con sapienza. Ti affezioni ai personaggi, vuoi sapere come va a finire. L’Effetto King diventa un catalizzatore del piacere della lettura, un magnete lettore-carta.
    - Mancano ancora trecento pagine?
    - Meglio, il piacere si prolunga!
    - Ha scritto molti altri libri!
    - Meno male, ho, in prospettiva, una buona scorta per l’inverno…

    Effetto King Negativo: molti libri pubblicati, stile prolisso, brodo allungato, quasi sempre. Il libro non ingrana, la tira per le lunghe, si compiace. Si intuisce dove vuole andare a parare ma non ci arriva mai. Noia, inerzia.
    - Mancano ancora trecento pagine?
    - Non finirò mai!
    - Questo libro cita un altro libro che fa parte di una saga che si ricollega ad una sua storia…
    - Non mi basterà un’era glaciale per leggerlo tutto.

    Stagioni Diverse appartiene ai libri dell’insieme Effetto King Positivo. Raccolta di quattro racconti lunghi, novelle o romanzi brevi che dir si voglia. Avvincenti, brillanti, emotivamente toccanti, ben scritti. Talmente ben scritti che i ragazzi laggiù ad Hollywood hanno tratto tre film da quattro di queste storie. Film di successo, che tanto hanno venduto e tanto si sono radicati nell’immaginario delle persone.

    Libro molto letto e conosciuto anche perché non tratta temi horror, fantascientifici o fantasy. Molti lettori sono refrattari a certa letteratura di genere. Io per fortuna non appartengo a quella categoria. Ora riparte la caccia di un altro trip da Effetto King Positivo.

    ha scritto il 

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