Stella

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Verleger: btb Verlag

4.1
(7355)

Language: Deutsch | Number of Seiten: 316 | Format: Paperback | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) Portuguese , English , Italian , French , Spanish , Catalan , Dutch

Isbn-10: 3442722713 | Isbn-13: 9783442722716 | Publish date: 

Translator: Brigitte Walitzek

Auch verfügbar als: Others

Category: Crime , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Buchbeschreibung
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  • 5

    Recensione "pura" e semplice.

    Questo è uno dei thriller psicologici più profondi e macabri degli ultimi anni e che ha anche riscosso un successo internazionale che ha dato vita anche ad un’opera cinematografica ma che purtroppo no ...weiter

    Questo è uno dei thriller psicologici più profondi e macabri degli ultimi anni e che ha anche riscosso un successo internazionale che ha dato vita anche ad un’opera cinematografica ma che purtroppo non ha avuto affatto la stessa intensità e profondità del romanzo.
    In questo libro entriamo nel limbo e negli inferi della mente di due personaggi principali che vengono raccontati attraverso la freddissima analisi dello psichiatra che ne racconta gli avvenimenti dall’inizio fino al macabro finale dove troviamo nelle sue ultime righe forse la vera follia di tutto il libro.
    Scritto magistralmente dallo scrittore inglese Patrick McGrath questo libro ci porta essenzialmente alla scoperta e alla descrizione dello sviluppo di un amore ossessivo e auto-distruttivo da parte di Stella, la protagonista, che pur di sfuggire dall’avversione che ha verso il marito (un odio molto celato ma presente) si innamora di un artista uxoricida molto violento ma carico di fascino che incontra in un manicomio criminale: Edgar Stark. Con quest’uomo Stella avrà una relazione amorosa basata essenzialmente sugli istinti primari della carne, fatta essenzialmente di sesso con dei retroscena ai limiti della morbosità che saranno magistralmente analizzati dallo psichiatra che ha in cura Stella.
    Ma a chi appartiene la vera follia in tutto questo romanzo? Vedremo la protagonista completamente persa ed avvolta nel suo mondo interiore alla ricerca disperata di un amore fondamentalmente illusorio e inesistente se non dentro di lei che la porterà a compiere un atto oltremodo peggiore di quello del semplice tradimento. Ma alla fine Stella tradirà anche l’amore per la personalità e l’ego abnorme di Edgar Stark e successivamente ancora vedremo come prima di ogni altra persona presente nel libro tradirà essenzialmente se stessa attraverso un atto tragico che compirà su stessa.
    Giungeremo così attraverso labirinti di macabre ossessioni ad un epilogo finale in cui non ci potrà essere nessun punto di ritorno per ogni protagonista incontrato lungo la lettura del libro e soprattutto per lei che vedremo tornare nel luogo da dove forse era venuta e da dove forse aveva preso il nome e cioè nel buio più profondo e oscuro della notte.
    Ma tutto il romanzo ci lascia un interrogativo fondamentale: tutta questa “follia” è davvero all’interno della mente di Stella e di Edgar, oppure è altrove e cioè nella mente di chi gestisce tutte le marionette del circo? Lo psichiatra che narra la storia è davvero un medico sano, responsabile e completamente adattato al mondo oppure anche lui nasconde qualcosa? Cosa si cela in quelle sue ultime righe macabre e oscure che chiudono il libro?
    Finito di leggerlo non potrete non porvi domande e restare affascinati dai labirinti che la mente di ogni uomo e donna può nascondere e celare al mondo della luce.

    gesagt am 

  • *** Dieser Kommentar enthält Spoiler! ***

    5

    Recensione n. 2

    Ad una seconda lettura il mio parere nei confronti dei personaggi è cambiato. I folli sono tre e a loro modo vivono la propria follia a seconda del mondo in cui vivono. Stella vuole cambiare il suo e ...weiter

    Ad una seconda lettura il mio parere nei confronti dei personaggi è cambiato. I folli sono tre e a loro modo vivono la propria follia a seconda del mondo in cui vivono. Stella vuole cambiare il suo e vivere in quello di Edgar e finisce di perdere completamente la testa. Vedevo in lei all'inizio un personaggio quasi romantico, adesso mi accorgo che non lo è stato affatto. Il suo era un amore veramente morboso e malato nei confronti di un uomo che non ha neanche mai davvero conosciuto, ha amato l'idea dell'amore che poteva incarnare l'artista Edgar e questa arte che si incarnava in quest'uomo per lei rappresentava nient'altro che la fuga dal marito che è l'unica cosa che davvero desidera: in realtà Stella non ha mai amato Stark, ma ciò che lui poteva rappresentare: la libertà, la fuga, un altro mondo. A riprova di questo c'è il fatto che lo tradisce con il suo migliore amico: Nick. Questa illusione la porta a lasciare morire anche il figlio: Charlie. Ma il vero paziente si scopre alla fine ed è lo psichiatra di Stella. Lui è un vero psicopatico che ha manipolato e considerato di sua proprietà sia Stella che Edgar insieme come due esemplari dell'umanità che lui ha posseduto pienamente nella sua vera follia personale.

    gesagt am 

  • 5

    una storia di passione devastante, una passiono vera folle , che bene o male tutti noi abbiamo vissuto con la sola differenza che lei ha preso, al momento del bivio,la strada della follia. é forse sta ...weiter

    una storia di passione devastante, una passiono vera folle , che bene o male tutti noi abbiamo vissuto con la sola differenza che lei ha preso, al momento del bivio,la strada della follia. é forse stata se stessa? senza vincoli, senza "ma", "se".. Straordinario, duro, intenso, ma così vero nelle emozioni , nei sentimenti. cosi forti e travolgenti..

    gesagt am 

  • 4

    “La psichiatra”, Wulf Dorn. Il gioco dell’oca, solo meno avvincente.

    “Follia” aveva un titolo ed una copertina troppo accattivanti perché si potesse lasciarlo sullo scaffale di quella libreria. Inoltre avevamo un disperato bisogno di riconciliarci con il thriller psico ...weiter

    “Follia” aveva un titolo ed una copertina troppo accattivanti perché si potesse lasciarlo sullo scaffale di quella libreria. Inoltre avevamo un disperato bisogno di riconciliarci con il thriller psicologico, dopo la pessima esperienza de “La psichiatra” (leggi l’articolo a riguardo). Ci siamo riusciti? Si, senza alcun dubbio.

    Si tratta del nostro primo incontro con Patrick McGrath, inglese, figlio di uno medico del manicomio criminale, cresciuto a pane e psichiatria. Biografia che spiega perché riesca a muoversi a proprio agio negli ambienti descritti in questo che è il suo quarto romanzo.

    La storia in poche righe, senza anticipazioni

    La cornice è quella di una clinica psichiatrica inglese che accoglie criminali con disturbi mentali, sul finire degli anni ‘50. Un contesto che, secondo gli usi dell’epoca, si concretizza in una vera e propria comunità, nella quale i medici e le loro famiglie vivono con continuità e presenza, profondendosi in un coinvolgimento che oggi faticheremmo a comprendere e soprattutto ad accettare. Ecco così che i protagonisti della narrazione sono gli psichiatri, le loro famiglie e i malati, in un intreccio di vicende inatteso e continuamente in bilico tra razionalità e patologia.

    Io narrante psichiatra

    Il tratto stilistico caratterizzante è costituito dalla presenza di un “io narrante” particolarmente interessante: il vice-direttore della struttura ospedaliera. Il dottor Peter Cleave non è solo protagonista attivo (passivo?) delle vicende narrate. Il dottor Peter Cleave è soprattutto uno psichiatra, intento a ricostruisce a posteriori la successione degli eventi.

    Il risultato di questa combinazione è una narrazione glaciale, al limite del referto medico. Ogni comportamento di ogni protagonista è filtrato, in modo tanto involontario quanto inevitabile, dalla lente deformante del medico. Perfino le descrizioni degli ambienti e della natura dei paesaggi inglesi, ricche, dettagliate ed evocative, sembrano giacere sotto un velo di opacità che ne mette in dubbio in qualche modo la spontaneità.

    Sensazione inattesa

    La lettura ci ha restituito una sensazione del tutto inattesa di coinvolgimento e distacco allo stesso tempo. Cronaca, emozioni, analisi ed emozioni sembrano tutte raccontate utilizzando un unico registro: quello scienitifico.

    Straniante, spiazzante. E convincente, ammaliante.

    PS:
    Non vorrei rigirare il coltello nella piaga, ma herr Wulf Dorn qualche ripetizione dal suo collega inglese la potrebbe prendere senza vergogna alcuna.

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    Questa e altre recensioni su www.amityexaminer.com

    gesagt am 

  • 4

    Un bellissimo romanzo, un intenso viaggio nell'anima e nella psiche dell'uomo; una rappresentazione quasi analitica delle ossessioni, quanto esse controllino la nostra vita e quanto in là ci possano s ...weiter

    Un bellissimo romanzo, un intenso viaggio nell'anima e nella psiche dell'uomo; una rappresentazione quasi analitica delle ossessioni, quanto esse controllino la nostra vita e quanto in là ci possano spingere.
    La travagliata vicenda di una donna debole e probabilmente annoiata, frustrata dalla mancanza di passione nella proprio vita. La stessa passione dalla quale si lascerà divorare, fino a diventarne malata, e che distruggerà per sempre una famiglia.
    Davvero una bella lettura; consigliata.

    gesagt am 

  • 4

    Chi si salva ?

    La domanda che ha percorso la lettura del libro ...
    Il libro mi è piaciuto, certo.... ma delinea un'umanità che non si fa amare e non sto certo parlando dei presunti folli che al limite possono vantar ...weiter

    La domanda che ha percorso la lettura del libro ...
    Il libro mi è piaciuto, certo.... ma delinea un'umanità che non si fa amare e non sto certo parlando dei presunti folli che al limite possono vantare delle attenuanti ... ma dei personaggi apparentemente lucidi che a tratti ci appaiono algidi, o interessati o incapaci di amare se non in modo parziale o se totale malato .
    Quasi sempre trovo un personaggio a cui voler bene nei libri ... questa volta non è stato così ...ma ho voluto bene al libro ... follia ?

    gesagt am 

  • 5

    Patrick MgGrath - Follia

    Romanzo molto intenso, che spesso mi ha preso alla bocca dello stomaco, direi perfetto in quasi tutti i suoi punti e snodi principali, compreso un finale amarissimo ma che non vuole assolutamente comp ...weiter

    Romanzo molto intenso, che spesso mi ha preso alla bocca dello stomaco, direi perfetto in quasi tutti i suoi punti e snodi principali, compreso un finale amarissimo ma che non vuole assolutamente compiacere nessuno e proprio per questo è un pugno nello stomaco. Follia è la storia di Stella, moglie di uno psichiatria, che si innamora follemente di un paziente. Detto così il tutto può risultare riduttivo, ma in realtà il lavoro di MgGrath è di un'intensità che raramente ho avuto il piacere di leggere.

    Prima di tutto mi vorrei soffermare sulla figura di Stella, una donna indubbiamente complessa, vittima di un matrimonio grigio ma soprattutto legata ad un uomo che non le dà più (o forse non le ha mai dato) quelle sensazioni, quelle emozioni, quei brividi che solo certe persone sono in grado di farci provare. Alcuni lo chiamano amore, altri in modo diverso, la realtà è che ognuno di noi vorrebbe avere accanto quella persona che ci fa battere il cuore dal primo momento in cui l'abbiamo conosciuta fino all'ultimo respiro. La "colpa" (se così volgiamo chiamarla) di Stella è l'essersi innamorata di un artista senza arte né parte, un essere squallido, artista sì ma totalmente spostato. Forse sarà stato il suo ardore, il suo vigore sessuale o forse sarà stata la chimica fra i due, fatto sta che Stella rimette in discussione la propria vita, la propria famiglia, persino il proprio figlio.

    Il libro è un susseguirsi senza sosta di eventi concatenati fra loro e, oltre alla figura di Stella, assistiamo ad una carrellata di personaggi, tutti tratteggiati magistralmente, che di volta in volta assurgono al ruolo di coprotagonisti (perché l'unica vera protagonista è dall'inizio alla fine proprio Stella). Sto parlando naturalmente di Edgar, il suo amante, figura "bestiale", non mi viene altro modo per descriverlo. Bestiale nella sua carica erotica, bestiale nella sua arte, bestiale nel malmenare una donna che ha abbandonato tutto per lui. Insomma un uomo della peggior specie. Max invece, il marito di Stella, è il classico uomo insignificante, che grazie ai soldi della mamma si può permettere lusso, case e comodità. Un uomo che ha sposato prima di tutto il lavoro, un uomo che dà per scontate troppe cose, per prima sua moglie. Infine vorrei menzionare Peter, la voce narrante, quello che sorprende più di tutti, soprattutto alla fine. Ma la costante che accomuna tutti questi uomini è quella di non essere mai immuni al fascino di Stella e pure chi legge non riesce a rimanerne insensibile.

    Follia vi farà male, follia vi farà riprovare sensazioni sopite, follia vi farà gridare di dolore. In un'Inghilterra dai tratti gotici, che mi ha ricordato moltissimo Stoker, si consuma un ampio dramma, si consuma una storia che è prima di tutto un'ossessione. Talvolta l'amore è veramente qualcosa che sfugge a qualsiasi tipo di raziocinio, ma forse questo è sia il bello sia il brutto di questo sentimento. Bravo MgGrath a rappresentarne la duplicità in questo romanzo. Ovviamente molto consigliato, ma non sarà una scampagnata per i deboli di cuore.

    gesagt am 

  • 3

    Niente di eccezionale

    Non mi ha lasciato il segno questa storia, una passione tormentata ma priva di sentimento, basata esclusivamente sull'ossessione erotica e ricostruita in modo troppo analitico e psichiatrico. Ne deriv ...weiter

    Non mi ha lasciato il segno questa storia, una passione tormentata ma priva di sentimento, basata esclusivamente sull'ossessione erotica e ricostruita in modo troppo analitico e psichiatrico. Ne deriva uno stile narrativo freddo, distaccato e cupo che suscita inquietudine.

    gesagt am 

  • 2

    Ammetto di averlo letto in un momento non tranquillissimo e di aver avuto da mia madre una sorta di esasperazione della bellezza...troppi "è bellissimo, straordinario, ti lascia a bocca aperta". Ed in ...weiter

    Ammetto di averlo letto in un momento non tranquillissimo e di aver avuto da mia madre una sorta di esasperazione della bellezza...troppi "è bellissimo, straordinario, ti lascia a bocca aperta". Ed invece no. Una storia sul fallimento della vita coniugale e sullo scivolamento dell'io dinanzi alle passioni ed all'ossessione. Ben costruita! Ma quando si entra nel circolo e nel meccanismo del racconto diventa prevedibilissima...dato che Peter Cleave, il dottor Cleave, la voce narrante, prepara preventivamente tutti i colpi di scena usando tempi verbali che ti fanno capire come andrà a finire!
    Il primo libro letto di McGrath è stato Martha Peake. Quello si che è un capolavoro. Questo è carino. Stop.

    gesagt am 

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