Storia della danza

Di

Editore: Net

4.4
(13)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri

Isbn-10: 8851523398 | Isbn-13: 9788851523398 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1ª ed.

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Storia

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Descrizione del libro
Per Curt Sachs, la danza "è la madre di tutte le arti. Musica e poesia si determinano nel tempo, le arti figurative e l'architettura nello spazio: la danza vive ugualmente nel tempo e nello spazio". Il suo testo è una classificazione di tutti gli aspetti della danza intesa come espressione primaria comune agli esseri umani di ogni epoca e luogo. Dalle danze preistoriche legate ai temi della fertilità, della guarigione, della caccia, della guerra e dei misteri astrali, alla grande trasformazione del XIX secolo con la civiltà industriale e la rivoluzionaria introduzione del valzer, fino ad arrivare all'esplosione di danze americane del Novecento (l'"età del tango"), attraverso un lavoro di classificazione prezioso e competente, l'autore si preoccupa di cogliere gli elementi di comparazione tra le varie culture (con un'attenzione particolare alle civiltà orientali). Oltre a quella artistico-espressiva, fondamentale è anche la funzione sociale della danza, che pure, nel corso dei secoli, non ha mancato di destare l'interesse e le preoccupazioni di moralisti e politici.
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  • 5

    Chi non partecipa alla danza non sa ciò che avverrà

    Molti anni fa avevo letto un pessimo libro di musicologia, “La musica cristiana dalle origini al gregoriano”, di Solange Corbin. Iin realtà, più che parlare di musica questo libro polemizzava contro q ...continua

    Molti anni fa avevo letto un pessimo libro di musicologia, “La musica cristiana dalle origini al gregoriano”, di Solange Corbin. Iin realtà, più che parlare di musica questo libro polemizzava contro qualsiasi visione del cristianesimo che non fosse quella canonica, fatta di preghiera e di severità. Orrore, orrore, c’è persino chi pensa che i cristiani delle origini onorassero il Signore con canti, danze gioiose e festanti, facendo “capriole come pecore al pascolo”. Per convalidare la sua tesi, la Corbin additava al ludibrio una preghiera eucaristica tratta dagli atti apocrifi di Giovanni, confrontandola con quella più canonica contenuta nella “Didachè”. Il buffo è che non pareva accorgersi di quanto il paragone fosse perdente, dato che la profondità e la potenza della preghiera cosiddetta apocrifa era di gran lunga superiore a quella canonica, nient’altro che la solita glorificazione di Dio e di Cristo. Al contrario, l’altra si concludeva con le parole: “Chi non partecipa alla danza non sa ciò che avverrà. Amen”.

    Bella sorpresa è stata trovare queste parole poste in epigrafe della Storia della danza di Kurt Sachs, in una traduzione un po’ diversa: “Chi non danza, ignora quel che accade”.

    Sachs è stato un grandissimo musicologo ed etnoantropologo. I suoi studi sulla nascita della musica e sulla musica presso le popolazioni antiche e primitive hanno fatto storia. In questo voluminoso libro, Sachs si occupa della danza, come forma espressiva e cultuale propria dell’umanità fin dai tempi più antichi. Egli riesce a mettere in correlazione importanti temi antropologici, come i riti della fertilità, con le danze che li esprimevano, di cui rintraccia caratteri che in vario modo sono trasmutati fino in epoca più recente. A fianco di queste tematiche vengono affrontati, con dovizia di particolari (a volte piuttosto incomprensibili, ma è una questione di lontananza da un certo tipo di lessico e di simbologie - probabilmente a un danzatore professionista tutto questo apparirebbe chiarissimo) gli aspetti più strettamente tecnici e storici. Interessante è scoprire che comunque nella cultura cristiana, contro le certezze della Corbin, connotazioni coreutiche nella devozione popolare ma anche in alcuni culti geograficamente determinati sono sopravvissute fino all’epoca della Controriforma, e che è stato solo con questa che gli spazi del sacro e del profano, della devozione e del divertimento sono stati nettamente separati. Si parla anche delle danze di corte e di società e della loro parentela con quelle della cultura popolare - ben note a chi ha frequentato uno dei numerosi corsi di danze popolari europee che da alcuni anni vanno tanto di moda - con l quali vi era sempre un movimento di scambio bidirezionale (il popolo copiava la nobiltà e la nobiltà copiava il popolo). Curiosamente, Sachs si rifiuta di esaminare la danza coreografata che trova spazio nelle rappresentazioni festive e teatrali dal Cinquecento in poi, il cosiddetto balletto, in quanto la considera troppo artificiosa, troppo lontana dalla reale espressività umana, e quindi estranea al suo campo di indagine. Conoscevamo già, peraltro, la strettissima correlazione tra poesia e musica corrente fino al Rinascimento inoltrato, di cui si è progressivamente persa memoria (sarebbe così offensivo pensare alla Commedia di Dante cantata invece che declamata?). Ora, grazie a questo libro, scopriamo che la stessa correlazione coinvolge anche la danza: musica, poesia e danza erano pressappoco la stessa cosa in tempi ben oltre che antichi.

    Lo studioso, peraltro, non perde mai di vista quelli che sono i temi antropologici primari: il corteggiamento ritualizzato, i riti della fecondità, della terra e del cielo, nonché la dimensione “estatica” che è il motore primo della danza. Così il voluminoso trattato si conclude: “...Questa danza dà viva espressione a quanto fu il segreto ardente desiderio dell’umanità fin dalll’origine: vincere la gravità, tutto ciò che è pesante e che opprime, trasformare il corpo in anima, elevare la creatura al creatore, perdersi nell’infinito, nel divino. Chi conosce la forza della danza vive in Dio”.

    Cos’è che ti sfugge, Solange Corbin?

    ha scritto il 

  • 5

    La danza è la madre delle arti. Musica e poesia si determinano nel tempo, le arti figurative e l'architettura nello spazio: la danza vive ugualmente nel tempo e nello spazio. In essa creatore e creazi ...continua

    La danza è la madre delle arti. Musica e poesia si determinano nel tempo, le arti figurative e l'architettura nello spazio: la danza vive ugualmente nel tempo e nello spazio. In essa creatore e creazione,opera e artista, fanno tutt'uno

    ha scritto il