Storia di neve

Di

Editore: A. Mondadori (Scrittori italiani e stranieri)

3.7
(1126)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 817 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8804581115 | Isbn-13: 9788804581116 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Neve Corona Menin, l'unica bambina nata nel gelido inverno del 1920, è una creatura speciale. Tutti lo capiscono quando, con il semplice tocco della sua mano, alcuni compaesani in punto di morte guariscono miracolosamente. In effetti Neve altro non è che la parte buona della strega Melissa - guardiana di un raccapricciante inferno di ghiaccio -, tornata sulla Terra per riparare i torti commessi in vita. Il padre di Neve però non tarda a vedere in questo dono misterioso un'occasione per arricchirsi e organizza insieme ad altri cinici compari una serie di finti miracoli, che attirano schiere di malati pronti a pagare pur di ottenere la grazia dalla piccola santa e innescano una spirale inarrestabile di ricatti, violenza e delitti...
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  • 2

    Favola squallor

    L'idea delle spoglie di quella bimba chiusa come una reliquia liquida in una bottiglia sopra il camino non è niente male. L'idea di collegare le vicende dei vari romanzi a Erto con dei fili conduttori ...continua

    L'idea delle spoglie di quella bimba chiusa come una reliquia liquida in una bottiglia sopra il camino non è niente male. L'idea di collegare le vicende dei vari romanzi a Erto con dei fili conduttori un po' come fa King con Derry nel Maine, anche questa è una buona trovata. Ma forse più che trovata è pura emulazione, quella stessa che mescola, come fa il re, la fiaba alla realtà, il sogno con l'incubo. Però, uno che legge Corona vorrebbe trovare quelle storie che sanno d'antico, quelle favolette tramandate che raccontavano i vecchi nelle osterie, quelle che favellavano di uomini appena tumulati di una epoca morta da poco e ancora calda, storie di sofferenze, storie di disgrazie, ma anche di umanità, di un mondo dove le cose si facevano ancora con le mani, dove i rapporti si costruivano con le azioni, i moniti di una vecchio saggio di un'altra epoca. Questo dovrebbe essere Corona, questo è l'unico attendibile e credibile, ma in questo "storia di Neve" ce n'è assai poco. Truculenza, quella si ce n'è in abbondanza, quella truculenza stile "squallor" che mescola la sessualità con il sangue, quella violenza splatter che ha l'unico scopo di schifare, come chi inchioda in autostrada all'altezza di un incidente per vedere se riesce a scorgere qualche corpo maciullato. Peccato, perché quella bambina che della neve non aveva solo il nome poteva dire di più se non fosse stata relegata a semplice comparsa in quel susseguirsi di "copamenti", "pantegani piranha", "ciavamenti bestiali", evirazioni, ecc.ecc. che occupano quasi la totalità
    della trama di questo romanzo. Poi l'abbiamo capito che lo "scultorittore" di Erto è convinto che chi cerca di arricchirsi deve calpestare la gente che lo circonda, i soldi si fanno contando le vittime sulla strada che porta a farli, ma alla fine arrivano i conti da pagare e quelli non si pagano con la valuta tanto caparbiamente ottenuta, il padre di Neve dovrebbe insegnare. Magari fosse vero, e si arriva sempre alla vicenda del Vajont, anche seppur quella dimostra che proprio così non è, caro Mauro.

    ha scritto il 

  • 3

    il futuro è un tempo che spaventa, in quel tempo dorme l'ignoto ( p.30 )
    ma la primavera, quell'anno, stentava a mettere fuori il naso. era come se avesse perso la strada e non la trovasse più. girava ...continua

    il futuro è un tempo che spaventa, in quel tempo dorme l'ignoto ( p.30 )
    ma la primavera, quell'anno, stentava a mettere fuori il naso. era come se avesse perso la strada e non la trovasse più. girava in qua e in là con la sua gerla di fiori, nella valle congelata, nei boschi congelati, senza mai trovare la via ( p.57 )
    dio non esiste e se esiste non sta certo in chiesa ( p.201 )
    qui giace il sole ( p.216 )
    chiuse gli occhi, fece un lungo respiro e ammutolì, come morto ( p.236 )
    lui era il sole, lei la neve.: il sole e la neve si vogliono bene per questo si consumano ( p.254 )
    era piccola e magra, con due gambe storte che con tre si poteva fare una ruota ( p.259 )
    non mi interessa se mi fanno fuori, siamo in tanti sulla terra ( p.317 )
    della scomunica non avevano paura, non sapevano nemmeno cosa fosse ( p.323 )
    con le chiacchiere non si va avanti ( p.451 )
    doveva star su con le orecchie, controllare le cosa da fuori ma sempre con un piede dentro ( p.454 )
    la gente non perdona le debolezze degli altri, perdona solo le sue ( p.477 )
    non sforzarti a vivere se ti accorgi che non hai fortuna; se non hai fortuna taci e lascia che vada come va. se la slitta fila non occorre spingerla, se non va è inutile spingerla ( p.544 )
    niente di ciò che è bello si ferma ( p.580 )
    che farabutti gli uomini, monterebbero anche la morte, basta che abbia la figa ( p.601 )
    cadendo dalla mensola, il pezzo d'oro fece un rumore strano sulle lastre di pietra. non cantò argentino come quando cade ferro, acciaio o un vetro che, essendo anime povere, quando toccano cantano ( p.602 )
    sapeva che il tempo sarebbe venuto a sistemare le cose e aveva paura; il tempo nel sistemare le cosa fa giustizia: per questo aveva paura ( p.604 )
    allora tutti guardarono il monsignore come si guarda una malattia ( p.685 )

    ha scritto il 

  • 3

    Parecchie cose si possono dire di Corona e una è che, senza dubbio, sa scrivere.
    Il suo stile naif, che rende perfettamente la vita semplice e grezzamente bucolica della montagna ertana, è caratterizz ...continua

    Parecchie cose si possono dire di Corona e una è che, senza dubbio, sa scrivere.
    Il suo stile naif, che rende perfettamente la vita semplice e grezzamente bucolica della montagna ertana, è caratterizzato da scelte lessicali non banali che sanno evocare immagini efficaci e costruire bellissime similitudini, trovando un calibrato equilibrio tra una concretezza ai limiti della brutalità e una ruvida toccante poesia.

    In questa lunga saga però, Corona si fa prendere la mano e, per i miei gusti, esagera un po' coi contenuti. Se queste 700 e passa pagine sono volutamente una raccolta di cupe leggende che sublimano la Erto di Storia di Neve ad una rappresentazione estremizzata di superstizione popolare e figure mitologiche, il dilungarsi del libro porta ad eccessive ripetizioni e a una esagerata esasperazione della vena horror e splatter dei racconti.

    ha scritto il 

  • 5

    bellissima favola

    E' stato il primo libro che ho letto di Corona: ne sono rimasto estasiato. La storia è avvincente, anche perchè sono tante storie legate dal filo conduttore della protagonista, Neve. Molto belli anche ...continua

    E' stato il primo libro che ho letto di Corona: ne sono rimasto estasiato. La storia è avvincente, anche perchè sono tante storie legate dal filo conduttore della protagonista, Neve. Molto belli anche i commenti dell'autore all'inizio e alla fine dei quaderni. E' una bellissima favola come non ne leggevo da anni!

    ha scritto il 

  • 2

    La mia esperienza con questo autore si conclude qui. La storia di base è interessante ed avvincente, ma raccontata in un modo che non mi è affatto piaciuto, per di più un racconto inutilmente prolisso ...continua

    La mia esperienza con questo autore si conclude qui. La storia di base è interessante ed avvincente, ma raccontata in un modo che non mi è affatto piaciuto, per di più un racconto inutilmente prolisso.

    ha scritto il 

  • 4

    La sensazione, in questo libro cruento ed intenso, è di trovare delle risposte, al male che gli uomini, noi uomini, possiamo fare agli altri e a noi stessi, nel coltivare rancori e vendette.

    Trovo, n ...continua

    La sensazione, in questo libro cruento ed intenso, è di trovare delle risposte, al male che gli uomini, noi uomini, possiamo fare agli altri e a noi stessi, nel coltivare rancori e vendette.

    Trovo, non cercandolo e non immaginando di trovarlo, il mio nuovo progetto, di volermi impegnare ogni giorno a lasciar andare.
    Far scorrere via paura e risentimento, non importa quanta ragione ci sia.
    Non c’è nulla di più bello da guadagnare che la mia pace, l’assenza da queste emozioni che erodono, bucano, svuotano.
    Indeboliscono, allontanano da ciò di cui voglio occuparmi: stare bene.

    Ed intanto questo libro aggiunge una nuova certezza: di aver trovato un nuovo compagno, affidabile e forte da cui rifugiarmi a farmi raccontare storie, per giorni intere e notti.

    ha scritto il 

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