Storia di una capinera

Di

Editore: Brancato

3.9
(2954)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: A000020319 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Religione & Spiritualità

Ti piace Storia di una capinera?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 3

    Impeccabile eppure terribilmente datato, pieno di palpiti, sospiri e svenimenti. Sono altri i capolavori di Verga. Quest'opera giovanile si può tranquillamente evitare, e magari sostituire (sullo stes ...continua

    Impeccabile eppure terribilmente datato, pieno di palpiti, sospiri e svenimenti. Sono altri i capolavori di Verga. Quest'opera giovanile si può tranquillamente evitare, e magari sostituire (sullo stesso tema) con i più antichi -eppure più moderni, e mille volte più interessanti- "La monaca" di Diderot e "Melmoth" di Maturin.

    ha scritto il 

  • 2

    Questo romanzo per me è stato un patimento. Forse ho dei problemi con la narrazione in forma epistolare.. ma già non sopporto il vittimismo in genere, nella realtà e nei libri, che espresso in prima p ...continua

    Questo romanzo per me è stato un patimento. Forse ho dei problemi con la narrazione in forma epistolare.. ma già non sopporto il vittimismo in genere, nella realtà e nei libri, che espresso in prima persona l'ho trovato estremamente irritante. Confrontandomi con una compagna di lettura che a ragione lo ritiene una grande testimonianza delle monicazioni forzate non riesco comunque a digerirlo. Anche la monaca di Monza nei Promessi sposi di Manzoni lo è ma inserita all'interno di una storia molto più complessa e affascinante.

    ha scritto il 

  • 5

    Un bellissimo classico dimenticato.

    Ogni tanto ci vuole, ritornare ai classici. Per riscoprire il piacere della lettura e capire come mai leggere ci piace così tanto.
    Questo romanzo di Verga mi ha riportato ad amare i libri, ad amare le ...continua

    Ogni tanto ci vuole, ritornare ai classici. Per riscoprire il piacere della lettura e capire come mai leggere ci piace così tanto.
    Questo romanzo di Verga mi ha riportato ad amare i libri, ad amare leggere. Perché ogni frase, ogni riga, ogni parola, trasmette un’emozione, forte.
    “Quante cose ci sono in un raggio di sole”
    La storia è quella di una giovane monaca che, dopo aver assaporato le delizie della vita, è costretta alla clausura e non può vivere. Non riesce a rinunciare a quelle emozioni, a quei semplici piaceri che le ha donato il suo breve soggiorno nelle campagne siciliane. In quel breve soggiorno ha conosciuto l’amore, lei, che così giovane è stata costretta dalla povertà a chiudersi in convento. Ha conosciuto il piacere di accarezzare un cane e guardare la luna, ascoltare il vento sulla faccia e la pioggia contro i vetri della finestra. Il piacere di un sentimento semplice come può esserlo un amore ricambiato.
    “Sapresti dirmi perché il rumore di taluni passi si senta col cuore come se il cuore udisse?”
    Verga riesce con la sua prosa (che più che prosa, è poesia) a trasmetterci le emozioni vissute da Maria, attraverso le lettere che lei stessa scrive all’amica Marianna. E a dirci come questa giovane, piano piano, scopre non solo il mondo, ma anche se stessa.
    Le emozioni belle, la scoperta della natura e dei sentimenti, e le emozioni brutte, ovvero la progressiva presa di coscienza che quei tempi non torneranno mai, che quelle quattro mura del convento saranno la sua prigione per il resto della sua vita, mentre fuori da lì tutti possono godere del sole, della luna, del volo degli uccelli… delle semplici cose della vita. E questo la porterà alla follia.
    “Ah vorrei essere tigre! Vorrei essere demonio! Vorrei strapparmi a brani queste carni! Vorrei avvelenare colla mia disperazione quest’aria! Accecare col mio lutto questo sole!”
    Leggetela, la storia di questa povera capinera chiusa in gabbia, perché vi farà riscoprire la meraviglia che può nascondersi in un libro.
    5 stelle su 5

    ha scritto il 

  • 3

    E' un romanzo breve, che fa parte della prima produzione verghiana, cioè prima che approdasse al verismo, però non può considerarsi parte della narrativa "borghese" e brillante (come Eva), quindi è un ...continua

    E' un romanzo breve, che fa parte della prima produzione verghiana, cioè prima che approdasse al verismo, però non può considerarsi parte della narrativa "borghese" e brillante (come Eva), quindi è un romanzo atipico della produzione del Nostro. Mi è piaciuto molto, e anzi sinceramente non l'ho mai trovato simile al Werther, che invece non mi è piaciuto affatto, che ho trovato stucchevole. Invece qui non c'è nulla di stucchevole, la sofferenza è dipinta con una verosimiglianza che fa male, l'angoscia sale parallelamente al delirio della protagonista, la di lei tensione amorosa è quasi insopportabile per chi legge. E il finale l'ho trovato impressionante e ricchissimo di pathos. Una bella lettura.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Tra i romanzi giovanili di Giovanni Verga, ‘Storia di una capinera’ ci racconta la storia di Maria, giovane educanda vittima di un triste destino: rinunciare all’amore per vivere una vita da reclusa i ...continua

    Tra i romanzi giovanili di Giovanni Verga, ‘Storia di una capinera’ ci racconta la storia di Maria, giovane educanda vittima di un triste destino: rinunciare all’amore per vivere una vita da reclusa in convento.

    Ma perché questo titolo? Verga ce lo spiega prima ancora di dare inizio al racconto. Il tutto nasce da una metafora: la giovane Maria è una capinera chiusa in gabbia che, anelando quotidianamente alla libertà, si lascia morire nella sua prigione.

    È la stessa Maria a raccontarci la sua triste storia attraverso una serie di lettere che invia alla sua migliore amica Marianna (considerata da molti critici il suo alter ego). Le due fanciulle, infatti, separate a causa di un’epidemia di colera, hanno lasciato momentaneamente il convento per far ritorno alle loro case. Da quel momento, Maria prende coscienza di quanto sia entusiasmante la vita al di fuori delle mura del convento. Le prime lettere della fanciulla sono un tripudio di sensazioni visive: le campagne sconfinate, i boschi, l’Etna… La bellezza della natura la travolge insieme a quel senso di libertà sconfinata mai provato prima.

    È in questo clima che Maria entra in contatto con il primo e unico amore della sua vita, Nino. Il rapporto tra i due è raccontato con grande delicatezza e tenerezza… Al giorno d’oggi non si può che sorridere dolcemente davanti all’immagine dei due ragazzi che si tengono le mani e si guardano negli occhi, senza dirsi mai, a parole, quello che provano l’uno per l’altra. Ecco il non detto. L’amore tra Nino e Maria esiste, sebbene non se ne parli, e forse tutti se ne sono accorti. Dopo quel tenero incontro alla finestra, i due ragazzi verranno separati; Maria farà ritorno al convento e il volubile Nino sposerà Giuditta, sorellastra di Maria.

    Ecco che le lettere di Maria, una volta presi i voti, cambiano di tono; si alternano momenti di pentimento a momenti di cieca passione, fino a degenerare in una sorta di follia. Come non provare pietà per questa giovane fanciulla predestinata, fin dalla morte di sua madre, alla monacazione? Nessun sentimento sincero sembra confortarla: un padre debole, una matrigna superba e una sorella capricciosa la abbandonano al suo destino, compreso il suo amato Nino, quasi un’ombra per il resto del romanzo. La voce di Maria che chiede aiuto dalla sua ‘tomba’ (così definirà il convento) agghiaccia il lettore che, purtroppo, non può far altro che assistere, impotente, alla morte di questa fragile capinera.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Una storia struggente.. Maria, la protagonista, viene portata alla pazzia da una famiglia legata alle convenzioni sociali dell'epoca e sorda ai bisogni di una giovane ragazza bisognosa solo di amore e ...continua

    Una storia struggente.. Maria, la protagonista, viene portata alla pazzia da una famiglia legata alle convenzioni sociali dell'epoca e sorda ai bisogni di una giovane ragazza bisognosa solo di amore e libertà.. Mi sono davvero immedesimata in lei e la cosa che credo sia meravigliosa è la capacità che ha Verga di descrivere le emozioni e le sensazioni provate da questa ragazza, povera capinera costretta ad una vita in gabbia. Sigh..

    ha scritto il 

  • 2

    "Quanto siamo meschini, amica mia, se non possiamo essere giudici della nostra stessa felicità."

    "Storia di una capinera" è la storia di Maria adolescente siciliana orfana di madre, che il padre, succube della nuova moglie, ha destinato ad una vita di clausura in un convento di Catania. Durante ...continua

    "Storia di una capinera" è la storia di Maria adolescente siciliana orfana di madre, che il padre, succube della nuova moglie, ha destinato ad una vita di clausura in un convento di Catania. Durante l'epidemia di colera, la famiglia insieme a Maria si rifugia, per paura del contagio, sulle pendici dell'Etna ed è qui che la ragazza conosce Nino e se ne innamora, ma non solo, capisce quanto bella possa essere la libertà come la stessa natura, i fiori, il canto degli uccelli, il rumore del ruscello che scorre, i tramonti e il sopraggiungere della notte stellata e la lucente luna, il castagneto, le lunghe corse a perdifiato con il vento nei capelli e il sole che riscalda.
    Le gioie e i dolori di Maria sono scanditi nel romanzo dagli agenti della natura, è libera con la sua famiglia alle pendici dell'Etna e l'uccellino la sveglia canticchiando ed un raggio di sole la riscalda, tutto intorno a lei è meraviglioso e splendente, va in convento, tutto è silenzioso, freddo, non è possibile vedere il cielo stellato a causa delle grate e delle severe regole della badessa, proprio per questo continuo rapportarsi con la natura il libro per il lettore risulta poetico, lirico e suggestivo.
    "Fra me e tutta questa vita che mi circonda, domani, fra poche ore, si leverà un muro insormontabile, un abisso, una parola, un voto.....Fra me e il mondo, la natura, la vita, c'è qualche cosa di più pesante di una lapide, di più muto di una tomba."
    Il romanzo è scritto sotto forma epistolare, le lettere che Maria scrive alla sua amica Marianna, raccontano tutti i suoi stati d'animo: la felicità, i turbamenti ed il delirio finale.
    Il Verga affronta il tema della monacazione forzata, pratica diffusa alla fine dell'800, quando le ragazze orfane di madre, venivano costrette ad una "non" vita all'interno del convento, private della loro libertà di vivere il mondo e di amare, un'ingiustizia che l'autore paragona alla povera piccola capinera costretta a stare in una gabbietta e che pian piano, non potendo esser libera di volare decide che è meglio morire.
    La triste vicenda di Maria, scritta da Verga, è rivolta alle lettrici che amano le narrazioni sentimentali-poetiche e sul "mistero" del cuore umano, quanta sofferenza inflitta ad una ragazza che vuole vivere liberamente la propria vita.
    Un romanzo, che ho trovato un po' lontano, rispetto ai tempi che viviamo, con una scrittura delicata, poetica e suggestiva, che racconta una storia triste e malinconica.

    ha scritto il 

  • 0

    Riflessione sul divino nella vita.

    Il desiderio d'immaginare la campagna siciliana attraverso Verga, ha ispirato la lettura di questa breve opera. Il desiderio è stato soddisfatto. Ci si aspetta d'esser sconvolti dalle vicende narrate, ...continua

    Il desiderio d'immaginare la campagna siciliana attraverso Verga, ha ispirato la lettura di questa breve opera. Il desiderio è stato soddisfatto. Ci si aspetta d'esser sconvolti dalle vicende narrate, invece non è accaduto. Il solo momento, profumato di autentico turbamento, si diffonde nel cuore del lettore allorché termina il noviziato della protagonista ed ella va in sposa a Cristo: altro non è che una morte dell'anima. ("Fra me e il mondo, la natura, la vita, c'è qualche cosa di più pesante di una lapide, di più muto di una tomba" ... "Come hanno potuto farmi discendere viva nella tomba, farmi rinunziare a tutti i beni di Dio, l'aria, la luce, la libertà, l'amore?")
    Infine, tratto magnetico della protagonista, è l'ingenuità, la purezza, che diviene impotente dinnanzi le intrinseche lusinghe della passione (ovvero, la Vita) - "Ah! Vorrei essere tigre! Vorrei essere demonio! Vorrei strapparmi a brani queste carni! Vorrei avvelenare colla mia disperazione quest'aria! Accecare col mio lutto questo sole!" -

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per
Ordina per