Stranger in a Strange Land

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Publisher: New English Library Ltd

4.1
(1146)

Language: English | Number of Pages: 400 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Chi simplified , French , German , Spanish , Dutch , Japanese , Polish , Czech

Isbn-10: 0450004031 | Isbn-13: 9780450004032 | Publish date: 

Also available as: Mass Market Paperback , Hardcover , School & Library Binding , Audio CD , Audio Cassette , Others , Library Binding , Leather Bound , eBook

Category: Fiction & Literature , Religion & Spirituality , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
The story of Valentine Michael Smith, the first man from Mars to visit Earth, and his gradual humanisation - the perfect foil for Heinlein's views of Western culture.
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  • 4

    Il senso morale dell'umanità

    Valentine Michael Smith è nato durante la prima missione umana su Marte ed è l'unico sopravvissuto alla spedizione. È stato cresciuto dai marziani per venti anni, e quando torna sulla terra è completa ...continue

    Valentine Michael Smith è nato durante la prima missione umana su Marte ed è l'unico sopravvissuto alla spedizione. È stato cresciuto dai marziani per venti anni, e quando torna sulla terra è completamente inconsapevole di ciò che lo aspetta. Non sa cosa siano le donne, non conosce le culture terrestri o il concetto di religione. Il suo ritorno è carico di conseguenze: è l'erede di un gigantesco impero finanziario, oltre che il padrone di Marte. Sotto la protezione dell'irascibile Jubal Harshaw, un eccentrico quanto simpatico miliardario, Michael scopre ed esplora il senso morale degli esseri umani, fonda una sua chiesa, predicando l'amore libero e diffondendo le capacità psichiche imparate dai marziani...

    Mamma mia, che romanzo straordinario! C'è tutto ciò che circonda ognuno di noi, anzi, l'umanità intera... Heinlein, con il pretesto geniale dell'unico superstite umano che viene allevato e cresciuto con la mentalità marziana che poi si ritrova fra noi, ci "costringe" a meditare su come agiamo, su come ragioniamo, su come, in sostanza, vediamo il mondo e le persone, come interagiamo con essi. Valentine apprende a mano a mano le reazioni e le abitudini e i comportamenti degli esseri umani, li assimila, e tenta di dare loro un senso "marziano"! Heinlein ci pennella una terribile critica su politica, economia, potere, amore, religione, eccetera eccetera di noi esseri umani, riuscendo a scuoterci dal torpore che spesso ci ingabbia nei nostri punti di vista e spronandoci ad abbracciare la nostra storia che si compie qui, adesso, per migliorare e per migliorarci. Si affrontano anche le tematiche della morale umana come, ad esempio, fin dove ci si può spingere per amore (ma non aggiungo altro altrimenti vi rovino il finale). Un romanzo che non è un semplice romanzo, ma credo non si possa inquadrare neanche solo nel genere fantascientifico, bensì oserei dire in un genere "universale". Consigliatissimo, anche se, vi avviso, è abbastanza lunghetto (quasi 800 pagine) ma ne vale davvero la pena di divorarlo. Parola di appassionato di fantascienza e narrativa in generale!!!

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  • 0

    Beh, che dire, è inutile che ci provi, a me la fantascienza non piace proprio, anche se questo è diverso e l'idea di un uomo che vede per la prima volta quello che c'è sulla terra e tenti di capire us ...continue

    Beh, che dire, è inutile che ci provi, a me la fantascienza non piace proprio, anche se questo è diverso e l'idea di un uomo che vede per la prima volta quello che c'è sulla terra e tenti di capire usi, costumi, politica ecc. mi pareva un buon inizio, però... gna fò. Comunque strano rendersi conto che 60 anni fa, nonostante ci fossero già i primi computer, i futurologi non siano riusciti a pensare a quella che è stata l'effettiva evoluzione dei "cervelli elettronici". Hanno pensato alle macchine volanti, al teletrasporto (probabilmente cose cui non si arriverà) e non ad un computer o un telefono portatile (non voglio arrivare addirittura ad un computer e telefono portatile). Col senno di adesso pare ridicolo che i personaggi si spostino su auto volanti ma per comunicare devono usare un (video)telefono comunque collegato alla rete telefonica e cercare una cabina quando sono fuori casa. Si era avvicinato di più Giulio Verne 150 anni fa.

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  • 4

    Una rilettura che non mi ha dato lo stesso gusto

    Originale, certo. Volevo rileggerlo da diverso tempo, ma la rilettura ha deluso un pochino i miei ricordi. Un pk' troppo filosofico, sebbene riconosca che fa riflettere. Jubal è sempre il mio preferit ...continue

    Originale, certo. Volevo rileggerlo da diverso tempo, ma la rilettura ha deluso un pochino i miei ricordi. Un pk' troppo filosofico, sebbene riconosca che fa riflettere. Jubal è sempre il mio preferito, e il suo dolce cinismo è solo copertura di un grande animo. A qualcuno potrebbe sembrare discinto, troppo disinvolto. In realtà se si cerca di entrare nello spirito di intendere cosa voglia dire "grokkare", allora si coglie l'intendimento dell'autore, e la sua denuncia di un mondo che non vuole l'amore sulla terra. Da leggere .

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  • 0

    Didn't grok it in fullness

    Nell' edizione italiana sono stati apportati alcuni ritocchi al testo originale, per non offendere il comune sentimento religioso (n. d. t.). Ora mi tocca cercare un'altra edizione.

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  • 3

    This is supposed to be an influential and controversial sci-fi novel. I guess in the 60s it would've been one, since the concepts were probably quite shocking to people at that time. I'm okay with the ...continue

    This is supposed to be an influential and controversial sci-fi novel. I guess in the 60s it would've been one, since the concepts were probably quite shocking to people at that time. I'm okay with the premise and the message (though it's still a bit hazy what the message is really about), but the way Robert Heinlein pads the book with inconsequential bantering between characters is really off-putting. It's mildly humorous, but when it just goes on and on I'm shouting inwardly, "Can we just MOVE ON??"

    I'm sorry to say it, but I won't be reading any of his other works soon.

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  • 3

    Del 1961.
    Parte come un divertente libro di fantascienza. Poi diventa "il mondo ideale secondo Heinlein". Ogni tanto didascalico, ripetitivo e prevedibile (= noiosino), ma affascinante e vitalistico.
    ...continue

    Del 1961.
    Parte come un divertente libro di fantascienza. Poi diventa "il mondo ideale secondo Heinlein". Ogni tanto didascalico, ripetitivo e prevedibile (= noiosino), ma affascinante e vitalistico.
    Bisogna anche pensare che nel 1961 ancora non c'erano stati i figli dei fiori e questo lo rende oggi forse più noioso di allora, ma anche più incredibilmente profetico.

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  • 2

    Di bello c'e' solo il titolo, per il resto una lunga serie di chiacchiere puerilmente filosofeggianti che rendono la lettura una noia mortale.
    Il fatto che questo sia uno dei "capolavori" della fantas ...continue

    Di bello c'e' solo il titolo, per il resto una lunga serie di chiacchiere puerilmente filosofeggianti che rendono la lettura una noia mortale.
    Il fatto che questo sia uno dei "capolavori" della fantascienza della seconda meta' del XX secolo la dice lunga sulla qualita' della produzione di genere dell'epoca.

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  • 4

    Gustoso

    Gustosissimo romanzo fantascientifico, la cui forza primaria risiede nel punto di vista originale e alieno di un protagonista marziano catapultato sulla Terra, situazione che offre a Heinlein un'inter ...continue

    Gustosissimo romanzo fantascientifico, la cui forza primaria risiede nel punto di vista originale e alieno di un protagonista marziano catapultato sulla Terra, situazione che offre a Heinlein un'interessante angolazione per affrontare tematiche quali sesso, proprietà, religione e Dio.
    Tra tutti i personaggi, Jubal è quello che vince il premio per la personalità più eclettica e dirompente.

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  • 5

    Splendido romanzo di Heinlein. Lungo, articolato, corposo, per quanto semplice di trama, ma affascinante, per quanto a tratti tenda a perdersi e divagare (soprattutto nella seconda metà dove le aggiun ...continue

    Splendido romanzo di Heinlein. Lungo, articolato, corposo, per quanto semplice di trama, ma affascinante, per quanto a tratti tenda a perdersi e divagare (soprattutto nella seconda metà dove le aggiunte della versione estesa a volte non arricchiscono particolarmente la storia o le riflessioni). Decisamente non per tutti i palati: denso di riflessioni sulla società civile, la filosofia, la religione e l'etica-morale. Consigliato a chi ama l'autore e la buona fantascienza, sconsigliato a chi muore davanti aun libro prevalentemente impostato sul dialogo e la speculazione-riflessione.

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