Stranger in a Strange Land

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Publisher: Rebound by Sagebrush

4.1
(1142)

Language: English | Number of Pages: 448 | Format: School & Library Binding | In other languages: (other languages) Italian , Chi simplified , French , German , Spanish , Dutch , Japanese , Polish , Czech

Isbn-10: 0808520873 | Isbn-13: 9780808520870 | Publish date: 

Also available as: Mass Market Paperback , Hardcover , Paperback , Audio CD , Audio Cassette , Others , Library Binding , Leather Bound , eBook

Category: Fiction & Literature , Religion & Spirituality , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
This is the epic saga of an earthling, Valentine Michael Smith, born and educated on Mars, who arrives on our planet with many psi powers, including the ability to take control of the minds of others—and complete innocence regarding the mores of man.
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  • 0

    Beh, che dire, è inutile che ci provi, a me la fantascienza non piace proprio, anche se questo è diverso e l'idea di un uomo che vede per la prima volta quello che c'è sulla terra e tenti di capire us ...continue

    Beh, che dire, è inutile che ci provi, a me la fantascienza non piace proprio, anche se questo è diverso e l'idea di un uomo che vede per la prima volta quello che c'è sulla terra e tenti di capire usi, costumi, politica ecc. mi pareva un buon inizio, però... gna fò. Comunque strano rendersi conto che 60 anni fa, nonostante ci fossero già i primi computer i futurologi non siano riusciti a pensare a quella che è' stata l'effettiva evoluzione dei "cervelli elettronici" hanno pensato alle macchine volanti, al teletrasporto (probabilmente cose cui non si arriverà) e non ad un computer portatile. Col senno di adesso pare ridicolo che i personaggi si spostino su auto volanti ma per comunicare devono usare un (video)telefono e cercare una cabina quando sono fuori. Si era avvicinato di più Giulio Verne 150 anni fa.

    said on 

  • 4

    Una rilettura che non mi ha dato lo stesso gusto

    Originale, certo. Volevo rileggerlo da diverso tempo, ma la rilettura ha deluso un pochino i miei ricordi. Un pk' troppo filosofico, sebbene riconosca che fa riflettere. Jubal è sempre il mio preferit ...continue

    Originale, certo. Volevo rileggerlo da diverso tempo, ma la rilettura ha deluso un pochino i miei ricordi. Un pk' troppo filosofico, sebbene riconosca che fa riflettere. Jubal è sempre il mio preferito, e il suo dolce cinismo è solo copertura di un grande animo. A qualcuno potrebbe sembrare discinto, troppo disinvolto. In realtà se si cerca di entrare nello spirito di intendere cosa voglia dire "grokkare", allora si coglie l'intendimento dell'autore, e la sua denuncia di un mondo che non vuole l'amore sulla terra. Da leggere .

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  • 0

    Didn't grok it in fullness

    Nell' edizione italiana sono stati apportati alcuni ritocchi al testo originale, per non offendere il comune sentimento religioso (n. d. t.). Ora mi tocca cercare un'altra edizione.

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  • 3

    This is supposed to be an influential and controversial sci-fi novel. I guess in the 60s it would've been one, since the concepts were probably quite shocking to people at that time. I'm okay with the ...continue

    This is supposed to be an influential and controversial sci-fi novel. I guess in the 60s it would've been one, since the concepts were probably quite shocking to people at that time. I'm okay with the premise and the message (though it's still a bit hazy what the message is really about), but the way Robert Heinlein pads the book with inconsequential bantering between characters is really off-putting. It's mildly humorous, but when it just goes on and on I'm shouting inwardly, "Can we just MOVE ON??"

    I'm sorry to say it, but I won't be reading any of his other works soon.

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  • 3

    Del 1961.
    Parte come un divertente libro di fantascienza. Poi diventa "il mondo ideale secondo Heinlein". Ogni tanto didascalico, ripetitivo e prevedibile (= noiosino), ma affascinante e vitalistico.
    ...continue

    Del 1961.
    Parte come un divertente libro di fantascienza. Poi diventa "il mondo ideale secondo Heinlein". Ogni tanto didascalico, ripetitivo e prevedibile (= noiosino), ma affascinante e vitalistico.
    Bisogna anche pensare che nel 1961 ancora non c'erano stati i figli dei fiori e questo lo rende oggi forse più noioso di allora, ma anche più incredibilmente profetico.

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  • 2

    Di bello c'e' solo il titolo, per il resto una lunga serie di chiacchiere puerilmente filosofeggianti che rendono la lettura una noia mortale.
    Il fatto che questo sia uno dei "capolavori" della fantas ...continue

    Di bello c'e' solo il titolo, per il resto una lunga serie di chiacchiere puerilmente filosofeggianti che rendono la lettura una noia mortale.
    Il fatto che questo sia uno dei "capolavori" della fantascienza della seconda meta' del XX secolo la dice lunga sulla qualita' della produzione di genere dell'epoca.

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  • 4

    Gustoso

    Gustosissimo romanzo fantascientifico, la cui forza primaria risiede nel punto di vista originale e alieno di un protagonista marziano catapultato sulla Terra, situazione che offre a Heinlein un'inter ...continue

    Gustosissimo romanzo fantascientifico, la cui forza primaria risiede nel punto di vista originale e alieno di un protagonista marziano catapultato sulla Terra, situazione che offre a Heinlein un'interessante angolazione per affrontare tematiche quali sesso, proprietà, religione e Dio.
    Tra tutti i personaggi, Jubal è quello che vince il premio per la personalità più eclettica e dirompente.

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  • 5

    Splendido romanzo di Heinlein. Lungo, articolato, corposo, per quanto semplice di trama, ma affascinante, per quanto a tratti tenda a perdersi e divagare (soprattutto nella seconda metà dove le aggiun ...continue

    Splendido romanzo di Heinlein. Lungo, articolato, corposo, per quanto semplice di trama, ma affascinante, per quanto a tratti tenda a perdersi e divagare (soprattutto nella seconda metà dove le aggiunte della versione estesa a volte non arricchiscono particolarmente la storia o le riflessioni). Decisamente non per tutti i palati: denso di riflessioni sulla società civile, la filosofia, la religione e l'etica-morale. Consigliato a chi ama l'autore e la buona fantascienza, sconsigliato a chi muore davanti aun libro prevalentemente impostato sul dialogo e la speculazione-riflessione.

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  • 5

    Il romanzo, corposissimo, è un grande inno alla libertà e alla comprensione fra le persone. E' un manifesto contro i totalitarismi e i fanatismi religiosi, e al contempo esalta il divino a ogni pagina ...continue

    Il romanzo, corposissimo, è un grande inno alla libertà e alla comprensione fra le persone. E' un manifesto contro i totalitarismi e i fanatismi religiosi, e al contempo esalta il divino a ogni pagina. E' anche la proclamazione della libertà sessuale e del libero amore, benché sottotraccia vi sia un'ombra dei tempi in cui è stato scritto.
    La prima e l'ultima parte sono molto intense, in maniera diversa: la prima è un susseguirsi di colpi di scena, avventure e azione; la seconda è un climax spirituale, segnato da alcuni dialoghi fondamentali. Nel mezzo ogni tanto Heinlein, come Omero, sonnecchia, ma nel complesso tutte le 700 pagine si fanno leggere con grande piacere.
    Non voglio dire di più, per non spoilerare. Capisco però perché Francesco Dimitri considera questo un libro fondamentale. E adoro Jubal Harshaw in ogni singola pagina, sia quando mi fa ridere che quando mi fa piangere.
    Un capolavoro, sono felicissimo di averlo letto.

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