Stupore e tremori

Di

Editore: Voland

3.9
(3766)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 120 | Formato: Copertina morbida e spillati | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese , Chi tradizionale , Portoghese , Tedesco , Spagnolo , Lettone , Olandese , Catalano , Polacco

Isbn-10: 8886586957 | Isbn-13: 9788886586955 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Biancamaria Bruno

Disponibile anche come: Paperback , Altri , eBook

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Umorismo

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Descrizione del libro
La giovane Amélie è al suo primo impiego alla Yumimoto, una delle 'aziende più grandi dell'universo'. Suo diretto superiore è Fubuki Mori, donna imperturbabile che prova piacere nell'umiliare la sua sottoposta. Inizia così la vertiginosa caduta di Amélie, presto declassata a guardiana delle toilette. Ma la discesa agli inferi è resa meno amara dalla contemplazione della bella e orgogliosa Fubuki...
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  • 3

    Un anno di lavoro in Giappone in una multinazionale

    Primo libro della Nothomb che leggo.

    L'autrice ci narra un anno di lavoro che ha compiuto a Tokyo in una multinazionale giapponese, la Yumimoto. Lei parla sia francese (è belga) sia giapponese (è nat ...continua

    Primo libro della Nothomb che leggo.

    L'autrice ci narra un anno di lavoro che ha compiuto a Tokyo in una multinazionale giapponese, la Yumimoto. Lei parla sia francese (è belga) sia giapponese (è nata e ha vissuto in Giappone). Cerca di rendersi utile ma viene presto denunciata alla sua responsabile, Fubuki Mori, per non aver rispettato la gerarchia senza essersene resa conto. E da quel momento in poi le verranno affidati diversi incarichi che non riuscirà mai a portare a compimento. Così ella subirà una lenta e umiliante retrocessione fino a fare la guardiana dei cessi. Ma non si perde d'animo e non cede alla tentazione del licenziamento e lavorerà fino alla scadenza del contratto come farebbe un giapponese per non perdere il senso dell'onore.

    Storia autobiografica che ironizza e critica la cultura lavorativa della civiltà giapponese che scaturisce dallo stupore e smarrimento per un sistema che schiaccia ogni individualità nel nome del formalismo gerarchico.

    ha scritto il 

  • 3

    Auto ironia e una dose di caparbietà per questo romanzo autobiografico. Una bella rivincita per la nostra autrice che così simpaticamente mi ha tenuto compagnia raccontando il suo travagliato anno di ...continua

    Auto ironia e una dose di caparbietà per questo romanzo autobiografico. Una bella rivincita per la nostra autrice che così simpaticamente mi ha tenuto compagnia raccontando il suo travagliato anno di lavoro in una grande compagnia Giapponese.

    ha scritto il 

  • 4

    Dopo 'né di Adamo, né di Eva' che racconta il lato privato del periodo passato dall'autrice in Giappone, questo libro racconta invece la sua esperienza lavorativa all'interno di in una tipica grande a ...continua

    Dopo 'né di Adamo, né di Eva' che racconta il lato privato del periodo passato dall'autrice in Giappone, questo libro racconta invece la sua esperienza lavorativa all'interno di in una tipica grande azienda. Rigore, dedizione e devozione sono solo alcune delle caratteristiche principi che si sa, ogni buon giapponese deve avere per far parte dell'ingessatissimo mondo nipponico. Le stesse che non fanno parte di lei e che nonostante gli sforzi, non riuscirà ad acquisire e che regalano a noi preziose chicche letterarie difficili da scordare.

    ha scritto il 

  • 4

    E' il primo libro della Nothomb che leggo, e devo dire che mi è piaciuto. La lettura è scorrevole, ed essendo lungo (corto)118 pagine si finisce velocemente.
    Il motivo principale per cui l'ho letto è ...continua

    E' il primo libro della Nothomb che leggo, e devo dire che mi è piaciuto. La lettura è scorrevole, ed essendo lungo (corto)118 pagine si finisce velocemente.
    Il motivo principale per cui l'ho letto è l'ambientazione giapponese (essendo io una fanatica del Giappone). Non sono rimasta particolarmente sorpresa dalle disavventure della protagonista (anche se, sicuramente, un pizzico esagerate), visto che il tutto mi è stato confermato più volte da altre letture e testimonianze dirette.
    E' un libro leggero e divertente (anche se, in certi momenti, il comportamento di Amélie è davvero irritante) e permette di di capire alcuni aspetti della cultura giapponese.
    Consigliato.

    ha scritto il 

  • 4

    È il divertente resoconto di un’impiegata occidentale in un’azienda giapponese. Amélie è encomiabile sia per come ne sbagli una dopo l'altra, sia per come riesce a scherzarci su.

    ha scritto il 

  • 3

    lettura davvero veloce (solo che questo caldo mi uccide e sono crollata come una pera sul libro ieri sera!!!), questo libriccino racchiude la storia a tratti surreale di un anno di vita dell'autrice i ...continua

    lettura davvero veloce (solo che questo caldo mi uccide e sono crollata come una pera sul libro ieri sera!!!), questo libriccino racchiude la storia a tratti surreale di un anno di vita dell'autrice in Giappone come dipendente di una grande azienda.. Il mondo occidentale e giapponese, con le loro diverse mentalità/abitudini/concezione del lavoro, si "scontrano" e sono ben rappresentati da Amélie Nothomb e la bellissima Fubuki.

    Ora sono curiosissima di leggere "Igiene dell'assassino"..

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Amélie Nothomb rappresenta, con questo racconto scritto al passato e in prima persona, la volontà di una donna europea di integrarsi nella cultura e nelle modalità di funzionamento di un’azienda nippo ...continua

    Amélie Nothomb rappresenta, con questo racconto scritto al passato e in prima persona, la volontà di una donna europea di integrarsi nella cultura e nelle modalità di funzionamento di un’azienda nipponica. L'A., quindi, descrive l’esperienza dell’eroina come il fallimento clamoroso del suo tentativo di integrarsi in un’azienda giapponese. La struttura del libro segue le varie fasi della discesa sociale di Amélie durante un anno di vita professionale: passa dal ruolo di traduttrice stagista a quello di “signora Pipì” (addetta ai gabinetti). Stupore e tremori si interroga sulla visione che un’eroina belga, che parla correntemente il nipponico, ha della società giapponese interna all’impresa (in particolare il suo rapporto con la gerarchia) e della condizione della donna in quel paese (i dogmi relativi all’educazione, il legame esistente tra perfezione estrema e idea di suicidio, il modo di concepire l’amore e il matrimonio).

    ha scritto il 

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