Suite francese

Di

Editore: Adelphi (Biblioteca, 482)

4.2
(3961)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 415 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco , Catalano , Chi tradizionale , Chi semplificata , Portoghese , Basco

Isbn-10: 884592016X | Isbn-13: 9788845920165 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Laura Frausin Guarino ; Curatore: Denise Epstein , Olivier Rubistein ; Postfazione: Myriam Anissimov

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook , Altri , Tascabile economico

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
Nei mesi che precedettero il suo arresto e la deportazione ad Auschwitz, Irène Némirovsky compose febbrilmente i primi due romanzi di una grande "sinfonia in cinque movimenti" che doveva narrare, quasi in presa diretta, il destino di una nazione, la Francia, sotto l'occupazione nazista: Tempesta in giugno (che racconta la fuga in massa dei parigini alla vigilia dell'arrivo dei tedeschi) e Dolce (il cui nucleo centrale è la passione, tanto più bruciante quanto più soffocata, che lega una "sposa di guerra" a un ufficiale tedesco). Pubblicato a sessant'anni di distanza, Suite francese è il volume che li riunisce.
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  • 5

    Chi è' il nemico ? L'invasore nazista o la debole coscienza nazionale dei francesi ?
    Nel raccontare storie di persone colpite dallo tsunami dell'invasione, il cui intreccio non sembra preoccupare trop ...continua

    Chi è' il nemico ? L'invasore nazista o la debole coscienza nazionale dei francesi ?
    Nel raccontare storie di persone colpite dallo tsunami dell'invasione, il cui intreccio non sembra preoccupare troppo l'Autrice, si propone al lettore l'idea secondo la quale una debole coesione sociale ed una flaccida struttura di valori condivisi possano aprire spazi enormi a follie collettive vestite in divisa o in tuniche di foggia varia.
    È' inquietante la lettura del libro proprio in questi giorni, nei quali percepiamo il pericolo dell' espansione di una visione integralista del mondo - odiosa ma comunque salda nelle società' in cui è' incardinata- con la consapevolezza che essa possa avere facile attecchimento e possibilità di intossicazione in organismi debilitati nella loro maggiore componente difensiva, qual'e' la coesione su forti valori di base.
    A tal punto è' stata percepita " docile e sottomessa " la società' francesce che nella seconda parte il romanzo assume una linea di fondo inquietantemente erotica, tra il feticismo (la descrizione minuziosa, ripetitiva e morbosa delle borchie, degli stivali e delle cinture delle divise verde oliva dei soldati tedeschi) e un perverso fascino verso la schiavizzazione sessuale. Queste donne dei vinti - che assumono il rango di protagoniste del romanzo - che sembrano irrimediabilmente destinate al possesso dei vincitori, senza che peraltro questi facciano mai valere i loro diritti di razzia su beni e femmine - carattere connesso a qualsiasi guerra ; come se un governo oscuro delle loro pulsioni spingesse i loro corpi verso il vincitore, non già' per bisogno d'amore inappagato, quanto pur l'irresistibile attrazione del dominatore. Per di più in una condizione nella quale gli uomini francesci si trovavano un una effettiva condizione di sottomissione, sconfitti e/o prigionieri, al nemico fascinoso e attraente.
    Significativo il passaggio nel quale l'autrice si chiede cosa avranno in corpo queste donne.
    Domanda che però' sembra falsamente ingenua, se poi si leggono nella interessante postilla le notizie sulla vita dell'autrice, specie nella maturità', e di sua madre, tra balli sfrenati per intere notti e gigolo.
    Un libro, come è' solito nelle opere della Nemerowsky, di grande sapienza sull'animo umano e sulle passioni, i cui meccanismi e le cui dinamiche (oltre che le proprie voragini morali ed etiche) vengono descritte con lucidità' impressionante.
    La grandezza di quest'opera sta nel continuo ricordare che la storia non si genera da sola ne' che il suo corso viene inesorabilmente determinato dalle elite di comando, palesi o occulte che siano ; e che ogni componente umana, se salda nei suoi valori e consapevole della propria storia e della propria identità', può resistere ad ogni processo storico e che se si decompone, non può' che generare vermi, secondo la crudele immagine che l'Autrice ci propone all'inizio dell'opera, tanto per chiarire da subito di cosa si parlerà'.

    ha scritto il 

  • 5

    il libro mi è stato regalato e questo lo rende ancora più gradito. ora avevo visto il film e come sempre non mi sono documentata sul libro. e ho fatto bene, perchè è stata una piacevole sorpresa scopr ...continua

    il libro mi è stato regalato e questo lo rende ancora più gradito. ora avevo visto il film e come sempre non mi sono documentata sul libro. e ho fatto bene, perchè è stata una piacevole sorpresa scoprire la prima parte, in cui la guerra, i nemici e il patriottismo deluso e sconfitto è stato descritto in maniera così vera e reale, con parole così semplici e allo stesso tempo poetiche, da conquistarmi fin dalla prima parola. ancor più piacevole è stato ritrovare un personaggio della prima parte nella seconda. 5 stelle.

    ha scritto il 

  • 5

    Meraviglioso!

    Pensando che è stato pubblicato postumo, ma scritto da una donna negli anni '40, è un libro di una lucidità incredibile, legge tramite le persone gli avvenimenti umani! Davvero da leggere! Gli intrecc ...continua

    Pensando che è stato pubblicato postumo, ma scritto da una donna negli anni '40, è un libro di una lucidità incredibile, legge tramite le persone gli avvenimenti umani! Davvero da leggere! Gli intrecci dei personaggi sono davvero molto ben costruito anche se non c'è stata una revisione postuma dell'autrice!

    ha scritto il 

  • 4

    "Un bel popolo siamo!”

    Romanzo incompiuto - doveva essere in cinque atti come una sinfonia, ma la scrittrice, deportata ad Auschwitz, non ebbe il tempo di finirlo – consta di due sole parti: la prima è quasi una cronaca in ...continua

    Romanzo incompiuto - doveva essere in cinque atti come una sinfonia, ma la scrittrice, deportata ad Auschwitz, non ebbe il tempo di finirlo – consta di due sole parti: la prima è quasi una cronaca in presa diretta dell'entrata dei nazisti a Parigi e il conseguente, disperato esodo dei parigini di ogni estrazione sociale, la seconda ha invece come sfondo un villaggio francese occupato dai tedeschi, ospiti non invitati nelle case degli abitanti, e l'idillio amoroso tra un ufficiale tedesco ed una donna francese.
    La prosa è fluida, arguta, elegante (si avverte chiaro l'influsso di Proust), e c'è l'urgenza di raccontare persone e cose mettendo nero su bianco idee e sensazioni proprie ed altrui, con un'analisi psicologica degna di nota.
    Non ci sono eroi, ma solo gente più o meno nobile, più o meno meschina, che si arrangia di fronte ad una guerra che mette a dura prova la forza e la dignità di tutti.
    Il lettore osserva i fatti attraverso continui cambi di prospettiva che movimentano la narrazione, anche se la mancanza di riferimenti ai crimini di guerra dei soldati della Werhmacht e i pochissimi accenni alla persecuzione degli ebrei non danno una visione del tutto esaustiva del periodo storico.
    Sembra una guerra dove i tedeschi, vincitori, prendono possesso del paese vinto senza troppo infierire:
    “I tedeschi... branco di carogne... Però, dobbiamo anche essere giusti... E' la guerra...”.
    La Francia sottomessa al nemico è fiera solo in apparenza: la sensazione generale e inconfessata della maggior parte è che in pugno alla Germania si sta al sicuro da pericoli forse maggiori.
    Del resto, la vita fa il suo corso nonostante tutto: lo si vede dal risveglio della natura a primavera e da quello dei sensi: “Nemici? Certo... Ma uomini, e giovani...”.
    La storia d'amore, anche se tutto sommato splendidamente delineata, assume a volte contorni da romanzo rosa, ma gli appunti della stessa autrice riportati alla fine del libro rendono abbastanza l'idea dei suoi piani e di un lavoro ben lontano dall'essere terminato.
    Nei capitoli che ci sono pervenuti pochi personaggi saranno capaci di conservare la propria libertà interiore, e le pagine più forti sono quelle che descrivono una quotidianità sconvolta da fatti drammatici e straordinari dove uomini e donne lottano solo per la sopravvivenza, estranei ad atti di eroismo e solidarietà:
    “...in tutti, ricchi o poveri che fossero, confusione, viltà, vanità, ignoranza! Un bel popolo siamo!”.

    ha scritto il 

  • 5

    un libro lasciato a metà è come una storia d'amore incompiuta

    Mi sono imbattuta in questo libro senza aver visto il film.

    Racconta la guerra, vista dal punto di vista dei civili e dei militari. Per la prima volta, in tanti libri che ho letto, i nazisti non veng ...continua

    Mi sono imbattuta in questo libro senza aver visto il film.

    Racconta la guerra, vista dal punto di vista dei civili e dei militari. Per la prima volta, in tanti libri che ho letto, i nazisti non vengono descritti come dei mostri (definizione semplicistica ed intellettualmente pigra) ma come dei giovani mandati al massacro esattamente come tutti gli altri.
    In questo libro viene descritta la grettezza dell'essere umano che teme per la sua vita (nella prima parte) e la dolcezza e l'amore che nascono indipendentemente da tutto (nella seconda).

    Descrizioni ricche e stile fluente. Dalle sue righe si evince anche l'amore per gli animali.
    Consigliatissimo!!!

    ha scritto il 

  • 0

    Incompleto

    Un libro delicato, che parte lentamente e che soprattutto nella seconda parte avvolge e affascina, tra personaggi che dovrebbero essere cattivi e non lo sono e viceversa. Il sottofondo della guerra, c ...continua

    Un libro delicato, che parte lentamente e che soprattutto nella seconda parte avvolge e affascina, tra personaggi che dovrebbero essere cattivi e non lo sono e viceversa. Il sottofondo della guerra, che rende tutto irreale e da' al tempo, alla ricchezza e alla morale un nuovo significato, rende tutto ancor più interessante e nuovo. Amori, onore e status da mantenere e far rispettare si intrecciano e ognuno ci stupisce con note e retrogusti inimmaginabili. Peccato siano le prime due parti di un libro che doveva averne cinque e tutto viene lasciato sospeso, lasciandoci solo lo stile di una scrittrice che ha smesso troppo presto di vivere e donarci musiche dolci. Da leggerlo sapendolo.

    ha scritto il 

  • 4

    Maggio è stato un mese povero di letture, povere in senso di numero di libri letti. Ma è stato un mese intenso, dedicato a Irene Nemirovsky, una delle mie autrici "comfort zone", di quelle che leggo n ...continua

    Maggio è stato un mese povero di letture, povere in senso di numero di libri letti. Ma è stato un mese intenso, dedicato a Irene Nemirovsky, una delle mie autrici "comfort zone", di quelle che leggo nei momenti di stanca, quando ho bisogno di qualcosa di familiare,di una scrittura fluida, senza troppi pensieri.
    Suite francese è il suo celeberrimo romanzo postumo, quello il cui manoscritto è stato conservato per anni dentro una valigia che le figlie si sono portate dietro nella loro fuga dai nazisti. E' un libro sorprendente che narra in presa diretta l'arrivo degli occupanti tedeschi in Francia, la fuga dei profughi, l'assestamento che ne seguì con una forzata convivenza con i tedeschi. Quello che sorprende della Nemirovsky, quello che ti emoziona e ti sconvolge ad ogni pagina è la lucidità con cui racconta i tragici fatti che sta vivendo, l'obiettività con cui descrive una situazione drammatica e incomprensibile che avrebbe portato lei, russa naturalizzata francese, scrittrice di successo, convertita al cattolicesimo a morire a soli 39 anni in un campo di sterminio. Non c'è alcun odio in quello che scrive, c'è solo un'immensa comprensione della tragedia umana, tragedia che nella sua sensibilità e nella sua scrittura accomuna francesi occupati e tedeschi occupanti.
    Una scrittrice complicata la Nemirowsky, divenuta celebre negli anni '20 e '30 con romanzi d'amore, melò di gran successo, ma rimasta nella storia della letteratura per questo romanzo incompiuto in cui poco si dice degli ebrei e del giudaismo, ma in cui viene fotografata tutta la tragedia di un'epoca intera, un'epoca senza vincitori alcuni.

    ha scritto il 

  • 3

    I primi due terzi del libro li ho trovati molto frastagliati.
    L'ultima parte, invece, è stata interessante: l'"umanizzazione" dei Tedeschi in quanto uomini e non solamente soldati; i punti di vista di ...continua

    I primi due terzi del libro li ho trovati molto frastagliati.
    L'ultima parte, invece, è stata interessante: l'"umanizzazione" dei Tedeschi in quanto uomini e non solamente soldati; i punti di vista differenti sull'ospitare i "Crucchi" in casa; i sentimenti che possono nascere tra due persone di fazioni opposte, e la lotta interiore per contrastarli.
    Non credevo che negli anni Quaranta in Francia esistesse ancora il feudalesimo...

    ha scritto il 

  • 3

    A mente più fredda devo dire che mi ha lasciato perplessa l'acredine, l'asprezza con cui vengono descritte le varie classi sociali francesi, borghesia, piccola nobiltà, contadini... non si salva nessu ...continua

    A mente più fredda devo dire che mi ha lasciato perplessa l'acredine, l'asprezza con cui vengono descritte le varie classi sociali francesi, borghesia, piccola nobiltà, contadini... non si salva nessuno, nessuno ne esce bene. quasi quasi sono più apprezzati gli occupatori che gli occupati. ne aveva tutte le ragioni Irene

    ha scritto il 

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