Sul buon uso della lentezza

Di

Editore: Pratiche

3.2
(76)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 224 | Formato: Altri

Isbn-10: 8873806449 | Isbn-13: 9788873806448 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: C. Bongiovanni

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Non-narrativa , Filosofia , Da consultazione

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Descrizione del libro
Mostrandoci come i piccoli gesti quotidiani e la virtù della calma possanoarricchire e migliorare i rapporti tra le persone, Pierre Sansot ci presentala lentezza come scelta di vita. Una vita che scorre come un lungo fiumetranquillo, un percorso senza sforzi o accelerazioni eccessive, in cui ognigiorno e ogni istante sono assaporati fino in fondo.
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  • 3

    Quanto è saggio praticare la lentezza

    "I lenti una volta non godevano di buona fama. Venivano giudicati impacciati, maldestri, anche se eseguivano gesti difficili. Tutti li ritenevano goffi, anche quando procedevano con una certa grazia n ...continua

    "I lenti una volta non godevano di buona fama. Venivano giudicati impacciati, maldestri, anche se eseguivano gesti difficili. Tutti li ritenevano goffi, anche quando procedevano con una certa grazia nel camminare".

    Direi che nemmeno oggi i lenti godano di buona stampa e lo dice a malincuore uno che la lentezza la pratica poco ma la porta in ogni caso in palmo di mano. Non a caso, tra l'altro, uno dei libri che da sempre mi è tra i più cari è La scoperta della lentezza di Nadolny Sten, splendido romanzo su John Franklin, grande esploratore e navigatore nella sua lentezza.

    A questo concetto, che può diventare virtù e stile di vita, rende però un buon servizio un libro del saggista Pierre Sansot, uscito per Il Saggiatore. Copertina eloquente, titolo ancora di più - Sul buon uso della lentezza - per non dire del sottotitolo: Il ritmo giusto della lentezza.

    L'autore è un filosofo e antropologo francese, cosa che faceva prospettare un qualche rischio di astruseria. Invece no, perché il libro scorre bene, divaga il giusto, va al punto senza puntarci mai direttamente.

    Nei vari capitoli si tratta dell'andare a spasso - che non significa fermare il tempo, ma adattarlo a noi senza lasciare che ci metta fretta - così come della noia che fa bene - quella in cui ci si stira voluttuosamente, per cui si sbadiglia di piacere, tutti felici di non avere nulla da fare, di rimandare a più tardi le cose che non sono urgenti.

    Si parla della vita di provincia, del buon vino che ha tempo dietro e che con il giusto tempo va assaporato, dell'arte del poco, che non è cosa da poco, perché per alcuni è la condizione che permette di tirare fuori una particolare creatività. E si arriva alle idee di una cultura dolce, facoltativa, silenziosa, per non dire di un'urbanistica ritardataria.

    Un libro che non spalanca nuovi mondi, ma che permettere di vivere più comodamente nel nostro mondo. Da leggere, vabbene lo dico, con piacevole lentezza.

    ha scritto il 

  • 3

    E' un buo libro, da gustare con calma e rileggere a tratti.
    Nulla di nuovo o sconvolgente, ma il piacere di trovare confermate attitudini e piaceri che sembrano scomparsi e che, con l'età, tornano gus ...continua

    E' un buo libro, da gustare con calma e rileggere a tratti.
    Nulla di nuovo o sconvolgente, ma il piacere di trovare confermate attitudini e piaceri che sembrano scomparsi e che, con l'età, tornano gustosi :)
    Un invito alla vita di provincia, certo, ma anche un invito a scoprire angoli e mmenti "lenti" anche nelle città più grandi e vivaci.

    ha scritto il 

  • 0

    io oltre la lentezza farei anche un elogio a due componenti che secondo me possono dare il giusto "equilibrio" all'esistenza che si spalanca al futuro e queste sono libertà e leggerezza con accezione ...continua

    io oltre la lentezza farei anche un elogio a due componenti che secondo me possono dare il giusto "equilibrio" all'esistenza che si spalanca al futuro e queste sono libertà e leggerezza con accezione diversa da quella principale è la mia teoria delle tre ELLE

    ha scritto il 

  • 2

    Da un po’ di tempo mi sto interessando a ste fregnacce del downshifting e compagnia cantando.

    Sarà il tarlo di uno che ha tanto tempo ed anche il lusso di sprecarlo, fatto sta che mi sono incuriosit ...continua

    Da un po’ di tempo mi sto interessando a ste fregnacce del downshifting e compagnia cantando.

    Sarà il tarlo di uno che ha tanto tempo ed anche il lusso di sprecarlo, fatto sta che mi sono incuriosito a questo titolo del filosofo e antropologo francese Pierre Sansot.

    Il libro è vecchiotto (è uscito nel 2003), ma il prezzo ultra scontato mi ha spinto a comprarlo.

    Boh, non mi ha mica convinto molto.

    Il saggio mi è sembrato poco chiaro, mal strutturato, sembra ripetere sempre le stesse cose senza per questo renderle più chiare e comprensibili.

    Chi lo sa, forse mi sta sfuggendo uno dei messaggi fondamentali e cioè che è possibile anche sprecare tempo senza sentirsi in colpa: si può serenamente dedicare parte del proprio tempo libero a saggi non particolarmente interessanti e brillanti.

    ha scritto il 

  • 0

    Il buon Pierre

    Non è uno di quei titoloni che fanno tanto libreria intellettuale, non è uno dei saggisti più noti al pubblico italiano. Considerato che siamo nell'epoca dell'iperproduttività, del "fast", dell'usa e ...continua

    Non è uno di quei titoloni che fanno tanto libreria intellettuale, non è uno dei saggisti più noti al pubblico italiano. Considerato che siamo nell'epoca dell'iperproduttività, del "fast", dell'usa e getta, varrebbe la pena spendere qualche ora con le illuminanti riflessioni di Sansot. Anche perché non è uno di quegli autori che le fanno cascare dall'alto, ma più semplicemente uno che tenta di far coincidere la teoria con la pratica. Una boccata d'aria.

    ha scritto il 

  • 4

    La lentezza, il contrario dello stress della vita moderna. Saper valorizzare e riconquistare questo spazio, riconoscerne il valore, ridare valore al tempo e al vivere.
    Distribuiti nel libro si possono ...continua

    La lentezza, il contrario dello stress della vita moderna. Saper valorizzare e riconquistare questo spazio, riconoscerne il valore, ridare valore al tempo e al vivere.
    Distribuiti nel libro si possono apprezzare numerose valutazioni relative al tema, non sempre è scorrevole. Ho provato con una seconda rilettura, credo sia quel tipo di libri da consultazione, talvolta da meditare, da cogliere piano piano, al momento giusto toglie nuovi veli.
    Alcuni capitoli: Andare a spasso, Ascoltare, Una noia di qualità, Sognare, Aspettare, La provincia, Scrivere, La saggezza del vino, Moderato Cantabile.

    ha scritto il 

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