Summer

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Publisher: Penguin Books Ltd

3.5
(109)

Language: English | Number of Pages: 224 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Spanish , German

Isbn-10: 0140186794 | Isbn-13: 9780140186796 | Publish date:  | Edition New

Also available as: Mass Market Paperback , Hardcover , Softcover and Stapled , Library Binding , Audio CD , Audio Cassette , Others , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Book Description
A tale of forbidden sexual passion and thwarted dreams played out against the lush, summer backdrop of the Massachusetts Berkshires Edith Wharton called "Summer" her 'hot Ethan'. In their rural settings and their poor, uneducated protagonists, "Summer" (1916) and "Ethan Frome" represent a sharp departure from Wharton's familiar depictions of the urban upper class. Charity Royall lives unhappily with her hard-drinking adoptive father in an isolated village, until a visiting architect awakens her sexual passion and the hope for escape. Exploring Charity's relation to her father and her lover, Wharton delves into dark cultural territory: repressed sexuality, small-town prejudice, and, in subtle hints, incest.
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  • 4

    Se non fosse ben specificato che questo breve romanzo di Edith Wharton è ambientato in America mi verrebbe da collocarlo in quei luoghi indefiniti da fiaba o novella popolare, dove c'è un piccolo paes ...continue

    Se non fosse ben specificato che questo breve romanzo di Edith Wharton è ambientato in America mi verrebbe da collocarlo in quei luoghi indefiniti da fiaba o novella popolare, dove c'è un piccolo paese in cui si conoscono tutti e la vita scorre quieta e monotona e poi c'è il luogo oscuro e misterioso, la Montagna, a cui si guarda quasi con timore.
    Proprio dalla Montagna proviene la protagonista, Charity, che uno degli uomini più in vista del paese ha adottato da piccola e poi allevato. Annoiata dalla vita monotona che conduce in paese e seccata per le attenzioni non proprio paterne del tutore, Charity sogna di andarsene per sempre, dopo aver conservato i soldi necessari lavorando svogliatamente nella piccola biblioteca. Ma l'incontro con un giovane architetto venuto da "fuori" sconvolgerà la sua vita nel corso di una breve, intensa estate.
    Romanzo dal sapore dolceamaro, i cui protagonisti sembrano esser guidati più dal Fato che dalle proprie scelte. Lontano dall'ironia graffiante di altri romanzi della Wharton, mi ha ricordato un po' Ethan Frome (ma meno tragico). Da leggere, come tutto di questa magnifica autrice.

    said on 

  • 4

    Summer wind*

    La prima volta che sentii nominare Edith Wharton fu proprio in relazione a questo libro; entrambi erano citati in una serie tv (Everwood). Tale fu la curiosità che mi suscitò il tono entusiasta con cu ...continue

    La prima volta che sentii nominare Edith Wharton fu proprio in relazione a questo libro; entrambi erano citati in una serie tv (Everwood). Tale fu la curiosità che mi suscitò il tono entusiasta con cui ne parlavano, che decisi di annotare il nome dell’autrice così da cercare informazioni su internet (da brava lettrice onnivora, sempre alla ricerca di nuovi titoli da leggere, quale sono). Questo fu il mio primissimo incontro con la scrittrice americana e da allora fu amore sin dalla prima lettura di una sua opera.
    Al contrario dei suoi libri più conosciuti, quasi tutti ambientati nella società newyorkese, Estate è, come il più famoso Ethan Frome, ambientato in un piccolo villaggio del New England, in particolare a North Dormer, dove i vicini di casa sono un po’ impiccioni e sempre informati degli affari altrui. Il romanzo racconta la storia dei Charity Royall, giovane ragazza “portata giù” dalla montagna, un’altura oscura e misteriosa, abitata da una becera comunità di persone che vivono ai margini della civiltà. Charity, infatti, è stata adottata dall’avvocato Royall “l’uomo più in vista di North Dormer” e da sua moglie, che però morirà alcuni anni dopo.
    La giovane Charity, il cui unico svago sono le passeggiate nel verde della campagna, odia la vita monotona che conduce nel piccolo villaggio isolato di North Dormer e soprattutto fare la bibliotecaria due giorni la settimana, attività per cui non mostra passione; sogna quotidianamente di andarsene e lasciarsi tutto alle spalle. Un tranquillo e assolato pomeriggio di giugno la ragazza s’imbatte in un giovane architetto di Boston, Lucius Harney, ospite presso un’anziana parente, arrivato nel villaggio per compiere delle ricerche sull’architettura coloniale della zona. Attratti l’uno dall’altra iniziano a frequentarsi suscitando le chiacchiere dei paesani e il malcontento del signor Royall, il suo tutore, cui non va giù questa relazione.
    Una storia d’amore, quella tra i due, che si rivelerà una passione fugace e segnerà Charity per tutta la vita.

    Delicato e intenso allo stesso tempo, Estate è una delle opere meno conosciute di Edith Wharton e nel periodo in cui uscì (primi decenni del novecento) suscitò scalpore a causa della scelta della protagonista di vivere liberamente la sua passione; un romanzo coraggioso per il suo tempo, che parla apertamente della sessualità di una giovane donna senza, però, dover narrare esplicitamente scene di sesso.
    Leggendo la trama, a grandi linee sembra che il libro possa raccontare l’ennesima storia, forse già letta, di una fallen woman, ma in realtà, lo scopo dell’autrice americana è quello di raccontare e mettere in luce l’ipocrisia e la soffocante atmosfera di una società perbenista (che stavolta è rurale e non cittadina), la morsa della rigida etichetta delle convenzioni sociali, il ruolo della donna nella società, la complessità delle strutture di classe, la scoperta della propria identità.
    Questo romanzo breve ma abbastanza duro, ha come protagonista una ragazza in cui il lettore riesce ad immedesimarsi con fatica (almeno a me è successo così); non un’eroina in senso lato o una figura memorabile, ma sicuramente un personaggio vivo. Charity è una ragazza bella, forte, orgogliosa, priva di cultura, solitaria, sprezzante, indolente, vanitosa, testarda, irremovibile, ribelle e insofferente alle regole sociali, insomma sembra avere pochi pregi e molti difetti. In lei convivono le due anime di North Dormer: il lato rigido e tradizionalista del paese e il lato “selvaggio” della Montagna nativa, un impulso “atavico” che Charity deciderà pericolosamente di seguire, abbandonandosi ai suoi istinti, desideri e passioni; è proprio quest’abbandono che alla fine ci svela il significato del titolo del libro, “Estate”; che fotografa la vita stessa della protagonista, metafora dei suoi desideri, aspettative e promesse che, con il finire della stagione estiva, vedrà cadere come le foglie in autunno.
    Una protagonista ostica con cui ho fatto a pugni più volte: amata e odiata allo stesso tempo, ho simpatizzato con lei, mi sono commossa per lei, ho inveito contro di lei. Un personaggio vivo e molto avanti per il periodo in cui è ambientato il libro. Charity è una vittima della sua era, del ruolo della donna nella società d’inizio '900, che finisce preda delle due figure maschili, che non fanno una bella figura e si rivelano, alla fine, uno peggio dell’altro. Lucius, il giovane dall’avvenire brillante di cui s’innamora, è un’ipocrita che condanna dei comportamenti che compie lui stesso; la seduce e poi l’abbandona solo per non opporsi alle convenzioni sociali e al vincolo che ha contratto pubblicamente, pensando solo a proteggere il sou buon nome; l’altro personaggio maschile è l’ambiguo tutore della giovane, l’avvocato Royall, uomo di mezza età in bilico tra la perfetta integrità pubblica – poiché avvocato e quindi figura molto importante nella vita del villaggio - e la depravazione della sua condotta in privato. Un uomo disgustoso e lascivo che mi ha fatto venire i brividi di ribrezzo ogni volta che compariva sulla scena. Brrr!
    Charity ha un rapporto profondo e fisico con la natura, con gli alberi, con la terra. La Wharton, grazie ad una scrittura scorrevole e limpida, descrive anzi dipinge il paesaggio del New England e la stagione estiva che fanno da sfondo e da parte integrante della vicenda: gli odori, i colori, il lento scorrere del tempo, il calore del sole che il lettore riesce a percepire sulla propria pelle, o la sensazione di sentire l’erba tra le proprie dita; sono tutte immagini degne del miglior Hardy.
    Edith Wharton è, come sempre, non solo un’attenta osservatrice della società ma anche una grande scrutatrice dell’animo umano di cui è bravissima nel descrivere, senza mai annoiare, ogni minima sfumatura e in questo caso anche della natura; grazie ad uno stile scorrevole e brillante, all’uso della sua inconfondibile ironia, alla prosa ricca, lirica e bella, riesce a catturare e ad imprimere su carta le emozioni, i desideri e le paure di una giovane donna che si affaccia alla vita.

    Una cosa che amo particolarmente dell’autrice americana è l’amara attualità delle sue opere, ed Estate non fa obiezione. La penna della Wharton è, anche in questo caso, una penna affilata e tagliente che si trasforma in un’arma che sferra al lettore la stoccata finale nell’amarissimo epilogo, poiché la protagonista, dopo aver lottato tanto accetta il compromesso e si arrende al volere della società rinunciando ad ogni aspirazione, restando inchiodata ad una realtà che ha sempre odiato.
    Una vicenda triste e senza speranza quella raccontata in questo romanzo, che nonostante sia ambientata nella stagione estiva non impedisce al gelo di scenderti dentro.

    Senza riflettere aveva preso una decisione: mentre i suoi occhi percorrevano il cerchio delle colline, la sua mente aveva seguito lo stesso itinerario. Forse era qualcosa nel suo sangue a far della Montagna l’unica risposta alle sue domande, il rifugio sicuro da tutto ciò che la tormentava e la imprigionava. Ora la vide profilarsi contro il cielo, nell’alba piovosa, e fissandola capì che questa volta ci sarebbe andata sul serio.

    *Canzone del 1965 cantata da Frank Sinatra

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  • 4

    Un romanzo di qualità di inizio '900 con una scrittura davvero fresca e scorrevole per l'epoca.
    Una storia delicata ed intensa nel contempo, con un finale davvero dolce-amaro.

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  • 3

    La vividezza con cui Edith Wharton ritrae i colori e le sfumature dell'estate, e la sua abilità nel delineare l'intimo legame tra uomo e natura, sono degni di alcuni tra i più celebri lavori di Thomas ...continue

    La vividezza con cui Edith Wharton ritrae i colori e le sfumature dell'estate, e la sua abilità nel delineare l'intimo legame tra uomo e natura, sono degni di alcuni tra i più celebri lavori di Thomas Hardy; a fare da sfondo alla vicenda della giovane Charity, orfana dagli ignoti natali e pupilla di un rispettato avvocato, non è però il leggendario Wessex tante volte immortalato dal grande scrittore inglese, bensì la campagna del New England, e più precisamente il paesino di North Dormer: un incantevole scenario bucolico in totale antitesi coi raffinati salotti aristocratici su cui l'autrice è solita concentrarsi, ma non meno contaminato dai veleni del pregiudizio, del pettegolezzo e del falso perbenismo.
    Bibliotecaria a tempo perso, ed amante delle immersioni nella pace inviolata del bosco, Charity, come le è stato detto fin da bambina, è originaria "della Montagna": una tetra altura sovrastante il villaggio, abitata da una comunità di rozzi individui ai margini della società civile; un luogo dimenticato da Dio, dove pochi oserebbero avventurarsi, in grado di suscitare nella ragazza un misto di fascino e repulsione.
    La realtà monotona e puritana di North Dormer va stretta a Charity, che giorno dopo giorno fantastica di poter andare via e lasciarsi ogni cosa alle spalle. Tutto però cambia quando, in un tranquillo pomeriggio di giugno, ella s'imbatte inaspettatamente nel timido e serio Lucius Harney, un giovane architetto di Boston ospite presso un'anziana parente. Profondamente attratti l'uno dall'altra, i due iniziano a frequentarsi con assiduità destando le chiacchiere dei compaesani e il malcontento del signor Royall, l'ambiguo tutore di lei, che non vede di buon occhio la relazione.
    Né la ragione, né il senso delle convenienze, però, potranno niente contro i sentimenti di Charity: in lei infatti convivono e si fronteggiano le due anime contrastanti di North Dormer: da un lato il rigido tradizionalismo del paese, dall'altro l'indomita selvatichezza della Montagna natale, quell'impulso ancestrale che la ragazza sceglierà pericolosamente di assecondare, abbandonandosi così ai propri istinti e svelandoci finalmente il significato profetico di quell'"Estate": metafora della sua stessa vita, ed allegoria di tutti i desideri, le aspettative e le promesse che l'inesorabile autunno vedrà appassire troppo presto, proprio come le foglie secche, deposte ai piedi di un albero ormai spoglio.

    Sebbene a prima vista, Estate possa sembrare solo l'ennesima variazione sul tema della fallen woman, a muovere la penna tagliente e impietosa della Wharton non è il desiderio di far leva sulla coscienza sociale del lettore, ma piuttosto la volontà di mettere in luce tutta l'ipocrisia di una società che, non contenta di dominare le naturali inclinazioni dell'essere umano, s'illude di poterle addirittura annientare, e d'imbrigliare così la donna entro i rigidi canoni di una femminilità artificiale e idealizzata.
    Fedele alla famosa regola dello "Show, don't tell", tanto cara al suo amico Henry James, la scrittrice si astiene dall'esprimere apertamente giudizi sui personaggi, e limitandosi ad illustrare fatti e azioni - talvolta adottando perfino i medesimi punti di vista che in realtà deplora - lascia al lettore il compito di trarre le proprie conclusioni.
    Come da tradizione, nessuno è immune dalle stoccate di Edith Wharton: la stessa protagonista, una ragazza d'animo fondamentalmente buono, ma nel contempo sprezzante, indolente e vanitosa, si colloca tanto tra le vittime quanto tra i rappresentanti di quella comunità da cui si sente oppressa; non per questo si può evitare di dispiacersi per lei, così come non si può fare a meno di biasimare il suo immeritevole amante. Se infatti, nel caso di Charity, lo spavaldo disdegno delle norme morali è essenzialmente espressione d'ingenuità ed ignoranza, per il colto Harney, del tutto consapevole dei propri obblighi e delle relative implicazioni, tale leggerezza è da ascriversi soltanto alla noncuranza, alla viltà, agli intrinseci disvalori propri del mondo in cui è cresciuto: un mondo tacitamente regolato da quella doppia morale sessuale che condanna nella donna ciò che approva nell'uomo; che propugna la virtù ma si bea dell'altrui peccato; che ostenta pietà per la fanciulla irreparabilmente perduta, ma punta il dito verso colei che piegandosi al compromesso riesce ad eludere lo stigma sociale.

    Anche in questo libro, la Wharton, regalandoci una narrazione lieve, inappuntabile e di grande fluidità, non lesina la sua inconfondibile ironia; si tratta però, questa volta, di un'ironia particolarmente sottile, che si esprime appieno in quel finale solo apparentemente lieto, in cui si cela in verità la resa al volere della "Società", con la negazione di sé, la rinuncia ad ogni aspirazione, e l'inevitabile accettazione del compromesso.
    D'altro canto, viene spontaneo domandarsi se davvero una conclusione diversa avrebbe potuto considerarsi più auspicabile. Dubbio, questo, che implica una doverosa riflessione sulle due figure maschili della storia: si può seriamente ritenere l'uno migliore o peggiore dell'altro? L'uomo di mezza età, sempre in bilico tra la più perfetta integrità e il più deplorevole lassismo, è veramente più indegno del giovane moralista pronto ad indignarsi per quegli stessi comportamenti che, spinto dalla convenienza e dal così detto decoro, non esita a mettere in pratica lui stesso?
    Probabilmente no, perché in fondo Harney e Royall non sono altro che due facce della stessa medaglia: entrambi espressione della medesima classe di uomini che nascondono i propri misfatti dietro una facciata d'irreprensibilità; uomini il cui senso dell'onore si traduce nel rigoroso rispetto dei vincoli pubblicamente contratti, ma nel meschino disdegno di quei legami che, sebbene siano per loro stessa natura ancor più profondi e indissolubili, vengono stretti al riparo da sguardi indiscreti, e perciò non compromettono la reputazione.

    C'è sempre un'amara attualità nei messaggi che Edith Wharton affida ai suoi romanzi, ed Estate non fa eccezione; infatti, per quanto il mondo sia cambiato, per quanto una vicenda come quella di Charity non scandalizzi più nessuno, e il senso comune porti oggi i più a concordare con la visione della scrittrice americana, la vita quotidiana pullula ancora di situazioni difficili, le cui radici vanno ricercate nella debolezza o negli errori di almeno due persone... ma in cui a sopportarne le conseguenze, oggi come allora, è solo il più debole, donna o uomo che sia.

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  • 4

    Consiglio di lettura di maggio

    Estate, pubblicato nel 1917, è un romanzo breve e semplice ma che nella sua epoca fece scalpore per la scelta della protagonista di vivere liberamente la sua passione.

    Nella vasta produzione dell'autr ...continue

    Estate, pubblicato nel 1917, è un romanzo breve e semplice ma che nella sua epoca fece scalpore per la scelta della protagonista di vivere liberamente la sua passione.

    Nella vasta produzione dell'autrice americana il mio interesse si è posato su questo volume, di cui non conoscevo prima l'esistenza e trovato per caso su Bookmooch, proprio per il richiamo alla stagione che stiamo affrontando: la scena si apre infatti in un pomeriggio di giugno nella campagna assolata del New England. North Dormer, così si chiama il paesino dove si svolgono i fatti, è una di quelle lande mezze desolate, i cui paesani sono vicini di casa impiccioni e sempre a conoscenza dei fatti altrui e dove la biblioteca, la chiesa (non mancano mai!) e una montagna alle spalle di tanto verde costituiscono l'intero paesaggio.
    A dir la verità l'ambiente mi ha ricordato molto il posto in cui mi sono trasferita da poco, un paesino di 130 abitanti immerso nel nulla ma dove la campagna ha per me un suo fascino, ed è così anche per quella descritta, davvero molto bene, dalla Wharton che nei momenti descrittivi mi ha ricordato la Von arnim.

    La protagonista, Charity, ha una storia velata di mistero: da piccina infatti venne adottata dall'avvocato del paese che la prese con sé e la portò giù da quella montagna così oscura e pericolosa che circonda North Dormer. Charity è una ragazza insoddisfatta della sua vita: vive con un tutore che dalla morte della moglie ha atteggiamenti ambigui, lavora nella biblioteca del paese senza provare però passione o amore per la carta o semplicemente curiosità, non si adatta alla mentalità delle persone che la circondano e l'unico svago, o momento felice, della giornata è rappresentato da lunghe passeggiate e momenti di calma immersi nel verde della campagna americana.
    E' una protagonista che difficilmente colpisce in positivo, io personalmente litigo un po' con le donne "whartoniane" ma in questo caso sono quasi certa che molti lettori abbiano provato fastidio nei confronti di una ragazza priva di cultura e modestia e spesso sciocca.

    Il romanzo, come si può immaginare, tratta di una passione estiva per un ragazzo che viene da fuori e che cattura Charity proprio per la sua diversità e per la sua apertura mentale; sarà una passione fugace che durerà meno delle sue aspettative ma che segnerà la ragazza per tutta la vita. Personalmente Lucius Harney, lo studente innamorato, non mi ha fatto impazzire come personaggio e credo che un pochino più di caratterizzazione sarebbe stata apprezzata.
    Ci sono altri particolari che non hanno funzionato a dovere: penso ad un finale sì originale ma un po' troppo tirato e veloce e alla questione della montagna che viene liquidata in fretta e non è per niente convincente.

    Nonostante il romanzo sia stato scritto solo tre anni prima de L'età dell'innocenza la diversità tra i due si nota sensibilmente: è una Wharton che come sempre condanna la moralità del tempo ed è moderna e "rivoluzionaria" ma qui concentra la sua penna molto di più sul paesaggio e sulle sensazioni scaturite dal contatto con la natura; Estate è un buon romanzo, l'ho apprezzato e mi ha fatto scoprire nuove sfumature dell'autrice americana.

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  • 3

    libro figlio della sua epoca

    Il romanzo racconta la storia di una giovane ragazza di campagna che incontra l'amore in un ragazzo venuto da fuori, vive la sua estate di passione con relative conseguenze. E proprio sulla gestione d ...continue

    Il romanzo racconta la storia di una giovane ragazza di campagna che incontra l'amore in un ragazzo venuto da fuori, vive la sua estate di passione con relative conseguenze. E proprio sulla gestione delle conseguenze salta fuori la sorpresa, amara come una medicina cattiva.
    Il libro e' figlio dei suoi tempi, ci sono passaggi soprattutto nel finale che sono quasi incomprensibili per la mentalità moderna. Vale come documento storico di un'epoca che per fortuna è finita!

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  • 4

    Estate, forse perchè le immagini evocate dal titolo diano un po' di conforto al gelo che ti scende dentro leggendo questo libro. Per tutte le donne così stupide da credere ai sogni e alle illusioni. P ...continue

    Estate, forse perchè le immagini evocate dal titolo diano un po' di conforto al gelo che ti scende dentro leggendo questo libro. Per tutte le donne così stupide da credere ai sogni e alle illusioni. Per tutte le donne, quindi.

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