Super Sad True Love Story

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Publisher: Random House Inc

3.6
(273)

Language: English | Number of Pages: 352 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Italian , Spanish , Dutch , French , German

Isbn-10: 1400066409 | Isbn-13: 9781400066407 | Publish date: 

Also available as: Paperback , eBook

Category: Fiction & Literature , Humor , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
"In a novel set in the near future, when a beautiful, yet cruel, woman that LennyAbramov met in Italy says she his coming to stay with him in New York, even ...
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  • 2

    Non è cane, non è lupo. Sapeva soltanto ciò che non era.

    Direttamente da "Balto", (sarà off topic, ma) questa citazione cade a pennello per un romanzo distopico che affonda un po' troppo in 1984 e in fahrenheit 451.

    Lenny Abramov è un americano di origini ...continue

    Direttamente da "Balto", (sarà off topic, ma) questa citazione cade a pennello per un romanzo distopico che affonda un po' troppo in 1984 e in fahrenheit 451.

    Lenny Abramov è un americano di origini russe che si innamora di una coreana di nome Eunice Park. Lei lo respinge, o forse no, poi lo ama, poi forse no. Insomma, una storia d'amore supertriste come tante altre.
    Titolo rispettato.
    Il problema è il contesto.
    L'autore posiziona i due amanti in una società che non legge, quasi del tutto virtuale e alienata sull'orlo del collasso, e finisce per parlare un po' della coppia, un po' del contesto, non facendo bene nessuna delle due cose.

    Facciamo un paragone con la storia in cui ha affondato un po' troppo le mani.
    In 1984 le straordinarie capacità di Orwell hanno permesso di parlare anche di una storia d'amore all'interno della sua descrizione minuziosa e opprimente della società da grande fratello, ma era ben chiaro come i due amanti fossero soltanto di passaggio. Infatti occupano una parte davvero esigua della storia, e sembrano creati appositamente per essere distrutti.
    In pratica, sono giustificati dalla storia della società stessa, che è la vera protagonista del romanzo.

    In SDVEST, invece, l'autore sembra indeciso, e tira un colpo al cerchio e uno alla botte, portando a casa un misero 7/10.

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  • 2

    Così così

    E' un libro strano, un'altalena di alti e bassi e dopo un inizio che ho trovato un po' noioso mi aveva incuriosita. Il finale però mi ha tolto ogni interesse e fatto un po' cascare le braccia.
    Alcuni ...continue

    E' un libro strano, un'altalena di alti e bassi e dopo un inizio che ho trovato un po' noioso mi aveva incuriosita. Il finale però mi ha tolto ogni interesse e fatto un po' cascare le braccia.
    Alcuni passaggi mi sono piaciuti, li ho trovati anche ben scritti, ma in generale un libro che non mi ha conquistata.

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  • 4

    «Ma stai capendo?» ho chiesto.
    «Non ho mai davvero imparato a leggere i testi» ha detto. «Solo a scorrerli per trovare informazioni.» (...)
    «Anch’io faccio fatica a seguire. Non solo tu. Leggere è dif ...continue

    «Ma stai capendo?» ho chiesto.
    «Non ho mai davvero imparato a leggere i testi» ha detto. «Solo a scorrerli per trovare informazioni.» (...)
    «Anch’io faccio fatica a seguire. Non solo tu. Leggere è difficile. La gente non è più abituata a leggere. Viviamo in un’epoca post-letteraria. La nostra è un’epoca visiva(...).»
    [p. 306]

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  • 3

    "Ah buh-lieve thuh chil'ren ah our future" The Greatest Love of All

    "Stavo per perdermi la giovane donna davanti a lui, una piccola coreana [...] con i capelli raccolti in uno chignon provocatorio che la faceva somigliare vagamente a una giovanissima Audrey Hepburn as ...continue

    "Stavo per perdermi la giovane donna davanti a lui, una piccola coreana [...] con i capelli raccolti in uno chignon provocatorio che la faceva somigliare vagamente a una giovanissima Audrey Hepburn asiatica. Aveva labbra piene e luccicanti e un'adorabile, benché incongrua, spruzzata di lentiggini sul naso, e non poteva pesare più di quaranta chili, una compattezza che mi faceva tremare di cattivi pensieri."

    A parlare è Leonard (Lenny) Abramov, 39 anni, reduce da un anno sabbatico trascorso nella città eterna, un rampante loser 2.0, figlio di immigrati ebrei russi, che eredita dai genitori bruttezza, colesterolo alto e un indice di massa corporeo lievemente insidioso. Lei è Eunice Park, una coreana stilosa e shopaholic di 24 anni, lo stereotipo della ragazza edonista e virtualmente sboccacciata. Non ci sono invasioni aliene da guerra dei mondi, ci troviamo invece in un futuro molto prossimo, ma tecnologicamente più performante, dove l’America è una superpotenza decaduta, soppiantata dallo strapotere economico della Cina, il dollaro-yuan è la nuova moneta e il paese è in guerriglia su più fronti. Un incessante flusso di dati si riversa in sofisticatissimi dispositivi chiamati apparat -che hanno mandato in pensione l’antidiluviano iPhone- e aggiorna continuamente lo stato di salute, il reddito e il tasso di “scopabilità” (sì avete letto bene) di ogni individuo, ben visibile a chiunque. Il romanzo non è tutto sdolcinatezza e lacrime come il titolo subdolamente lascia intendere, anzi è molto più politicizzato di quanto ci si aspetti, condito da una salsa satirica adatta a chi non ha particolari problemi digestivi. Enjoy!

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  • 3

    Una storia un po’ strampalata, supertriste sicuramente, l’amore invece fa capolino ma non ne vuole proprio sapere di sistemarsi nel posto centrale che il titolo del libro gli ha assegnato.
    L’autore ri ...continue

    Una storia un po’ strampalata, supertriste sicuramente, l’amore invece fa capolino ma non ne vuole proprio sapere di sistemarsi nel posto centrale che il titolo del libro gli ha assegnato.
    L’autore riesce a creare, con dovizia di particolari, una realtà distopica in cui la tecnologia è portata alle più estreme conseguenze e degenerazioni, costruendo un mondo in cui si possono ritrovare, metaforicamente esasperati, molti aspetti della realtà odierna, e stimolando molteplici considerazioni sul senso della vita.
    Peccato che l’abilità narrativa e descrittiva di Shteyngart non sia sorretta da una corrispondente capacità di animare la trama della vicenda, che risulta invece carente e decisamente piatta.
    I personaggi sono privi di spessore, quasi trasparenti, solo Lenny riesce ad emergere dalla narrazione (memorabile il suo meraviglioso Muro dei Libri!).
    La lettura è nel complesso gradevole, ma resta un po’ la sensazione di quel qualcosa in più che non è riuscito, alla fine, ad emergere dalle pagine.

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  • 3

    le ambientazioni, il possibile futuro e tutte le sue implicazioni sono state la parte migliore del libro. i protagonisti li ho detestati come pochi.

    said on 

  • 3

    ”Con la lettura di questo commento avete negato la sua esistenza e dato il vostro implicito consenso”

    L’impressione è che l’autore (che, non sarà inutile rilevare, ha scritto questo libro poco dopo la crisi economica del 2008) avesse in mente un’originale e ben articolata società distopica come sfondo ...continue

    L’impressione è che l’autore (che, non sarà inutile rilevare, ha scritto questo libro poco dopo la crisi economica del 2008) avesse in mente un’originale e ben articolata società distopica come sfondo alle vicende narrate, portando alle estreme conseguenze le caratteristiche e le contraddizioni di una civiltà ipertecnologica e globalizzata prossima al collasso.

    E questa è la parte pregevole di “Storia d’amore…” che soprattutto nella prima parte promette tanto e sfodera molteplici intuizioni suggestive, alcune memorabili, e in grado di sostenere (fino a un certo punto) tutta l’impalcatura del libro e, di sollecitare continuamente la curiosità e l’interesse del lettore.

    Poi, non so in effetti se sia una scelta successiva ma poco importa, Shteyngart ha messo al centro del romanzo l’argomento che gli conferisce il titolo e qui le cose peggiorano perché sia la coppia di protagonisti, Eunice soprattutto, sia le loro dinamiche che piuttosto meccanicamente si susseguono, fanno (per usare una divertente invenzione del libro) sprofondare l’indice di figaggine della storia.

    La petulante ragazzina perennemente impegnata a chattare con liguaggio-tipo-sboccato-tipo-giovanile di vestiti e mode con l’amica del cuore, con la sorella o con la madre e lo stereotipato ebreo piagnucoloso, figlio dell’ennesima ingombrante coppia di immigrati giudaico-russi, si incontrano, si mettono insieme (lui con passione, lei con svogliata noncuranza e giusto un briciolo di interessata tenerezza/ricerca di protezione), ti presento i miei, mi presenti i tuoi, poi lei incontra gli amici e il fatale capo di lui e così via fino addirittura al triangolo amoroso e al finale che l’ultima parola del titolo aveva fatto presagire da subito.

    Fortunatamente, a tre quarti del romanzo, quando la ripetitività rischia di prendere il definitivo sopravvento, lo “sfondo” narrativo, cioè come detto l’ atout migliore in mano a Shteyngart, riprende deciso vigore e riaccende la storia con tinte originali ed implicazioni discretamente inquietanti.

    Nonostante la differenza di tono, stile ed ambientazione, la parabola del libro di Shteyngart si è ricollegata nella mia memoria ad un’altra recente distopia, uscita dalla generosa penna di David Eggers (“Il Cerchio”): un’eccellente cornice zeppa di intuizioni e riflessioni degne di massimo interesse intorno a personaggi scialbi, scarsamente empatici, avviluppati in situazioni umane descritte in modo pedissequo e privo dell’inventiva profusa invece nella descrizione del mondo circostante: personaggi opachi e convenzionali in un contesto brillante e molto stimolante.

    said on 

  • 5

    Romanzo ucronico. Apocalittico.Probabilmente profetico.
    New York, martedì prossimo.
    Il dollaro è precipitato ed è stato sostituito dallo yuan.
    Gli Stati Uniti sono usciti a pezzi da una guerra contr ...continue

    Romanzo ucronico. Apocalittico.Probabilmente profetico.
    New York, martedì prossimo.
    Il dollaro è precipitato ed è stato sostituito dallo yuan.
    Gli Stati Uniti sono usciti a pezzi da una guerra contro il Venezuela.
    La Cina minaccia d'invadere gli USA. Il Governo americano è in default.L'assistenza sanitaria, l'istruzione ed i trasporti sono stati completamente privatizzati con effetti disastrosi.Poveri e vecchi vengono deportati per far spazio ad Hub esclusivi Lifestyle abitabili solo da coloro che hanno un credito molto alto.
    L'intera società è in preda alla bancarotta morale.La tecno-lussuria è la malattia del secolo. La dipendenza da post su Global-teen è virale. I libri e i giornali, cartacei ed elettronici sono stati aboliti e chiunque ne possieda viene allontanato come un rifiuto della società. Tutti, fin dalla nascita, sono dotati di un Apparat (una sorta di iPhone multifunzione che mantiene le persone collegate tra di loro e scollegate dalla realtà). La privacy è stata abolita.Ad ogni angolo di strada, posizionati sui pali della luce, degli aggeggi elettronici scannerizzano le persone ad ogni loro passaggio e pubblicano, su schermi luminosi i dati fisici ( peso, altezza, livelli di colesterolo, malattie....) e finanziari di ogni individuo e le loro preferenze sessuali. Gli omosessuali vengono "cacciati" come le streghe nel medioevo.
    Protagonista è Lenny Abramov, 39enne figlio di immigrati ebrei russi che lavora (....ancora per poco, una volta compiuti 40 anni verrà licenziato perché troppo vecchio ed inabile al lavoro) per i Servizi post-umani di una Società che vende l'immortalità ed è perdutamente innamorato di una triste ed anoressica donna coreana di nome Eunice Park.
    Intriso di umorismo macabro, grottesco fino all'inverosimile e altamente provocatorio, questo splendido romanzo di Shteyngart ci lascia disarmati di fronte ad un pianeta in decomposizione.
    L'unico baluardo contro l'imperante e collettiva disperazione, rimane la nostra fedeltà a chi amiamo, perché l'amore è l'unica fonte di luce che resta ad illuminare un pianeta tetro ed oscuro.

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  • 1

    Se il libro fosse una persona sarebbe quello che tutti chiamano "lo sfigato". Vuole essere tante cose: divertente, ironico, dissacrante, originale ma non riesce appieno in nulla.

    La ragazza teenager b ...continue

    Se il libro fosse una persona sarebbe quello che tutti chiamano "lo sfigato". Vuole essere tante cose: divertente, ironico, dissacrante, originale ma non riesce appieno in nulla.

    La ragazza teenager baby lolita, tecnologica con problemi familiari e l'uomo di mezza età che vuole fermare il tempo ma lo brucia dietro all'opposto di sè. Lo scontro di due mondi e lo squallidume di entrambi. Il tutto condito di sesso e linguaggio giovanile spinto perchè se no non è un libro giovane e moderno. E il grottesco, che così la si butta in ridere.

    Ho mollato verso la 70esima pagina.

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