Suttree

Di

Editore: Einaudi (Supercoralli)

4.1
(981)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 560 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Francese

Isbn-10: 8806144405 | Isbn-13: 9788806144401 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Maurizia Balmelli

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Viaggi

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Descrizione del libro
Per vivere Suttree pesca pesci gatto nelle acque limacciose del fiume Tennessee. E sul fiume vive, in una baracca galleggiante ai margini della città di Knoxville, fra ratti reali e metaforici. Ci si è trasferito dopo aver abbandonato un'esistenza di privilegi borghesi e pastoie religiose; l'ha fatto per vivere.
Ora nel suo nuovo mondo impara ciò che il fiume insegna: che nel tutto in movimento - quel flusso ora grigio, ora bruno, nero, marrone, color peltro, ardesia, inchiostro o carbonio della cloaca maxima - "il colore di questa vita è acqua" e perciò solo "le forme più primitive sopravvivono".
Alcune di esse finiscono impigliate nelle sue reti di pescatore e, volente o più spesso nolente, Suttree deve tentare di portarle in secca, magari immergendosi con loro in liquidi a più alta gradazione.
Prima fra tutte la forma di uno spassoso troglodita come Harrogate, giovane topo di campagna con una passione contronatura per i cocomeri e una determinazione tanto candida quanto feroce a trasformarsi in ratto di città. A fianco di questo novello Huckleberry Finn e dei suoi guai Suttree impara altri colori dell'infinito scorrere.
Un prisma che si accende di tonalità disparate: il vermilio del sangue che segna il corpo gigantesco del nero Ab Jones nella sua impari resistenza alla discriminazione razziale e l'oro smorto dei capelli della puttana Joyce nella sua scalata alla società, il nerobluastro della pelle antica della strega Mother She e il viola frusciante dell'abito da sera dell'androgino Di Fiore In Fiore. Il cenerino dei tanti vecchi, il rubizzo dei tanti ubriachi. Molti i colori che si spengono, inghiottiti da una città in piena trasformazione, un «accampamento di dannati» che, stritolato, stritola.
Ulisse americano, Suttree osserva, partecipa, sbaglia e infine impara la più lapalissiana, la più vitale delle verità, «che di Suttree ce n'è uno e uno soltanto».
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  • 5

    Ci vuole del tempo per entrare nel libro, ma una volta dentro è impossibile uscire. Lento, sublime e senza scampo, crudo come la miseria.

    Ulisse ubriaco e metropolitano, Dante che esplora i gironi inf ...continua

    Ci vuole del tempo per entrare nel libro, ma una volta dentro è impossibile uscire. Lento, sublime e senza scampo, crudo come la miseria.

    Ulisse ubriaco e metropolitano, Dante che esplora i gironi infernali periferici, Cristo che ripercorre la sua Via Crucis fra barche e macchine arrugginite.

    Un mondo fatto da umanità poetica e devastata, fra sporcizia e marciume, tutto si sta liquefacendo in pozze nere. La salvezza è solo un crine di capello sospeso su un abisso, si cade, i più fortunati si rialzano, gli altri tirano avanti nelle tenebre.

    ha scritto il 

  • 0

    lo abbandono o no?

    Caro il mio bel Cormac, lo sai che io stravedo per te. Lo sai che ti considero un grande, lo sai che io leggerei anche un elenco telefonico purchè scritto da te (va beh, si fa per dire). Però io ero a ...continua

    Caro il mio bel Cormac, lo sai che io stravedo per te. Lo sai che ti considero un grande, lo sai che io leggerei anche un elenco telefonico purchè scritto da te (va beh, si fa per dire). Però io ero abituato al Cormac asciutto, denso di significato, poche parole ma piene di significato; e poi mi avevi abituato a storie potenti, ricche di umanità, dove ti senti coinvolto.
    E cosa mi combini con questo Suttree? Mi sconvolgi cambiando registro.
    Sai io leggo non solo per ammirare la scrittura, la capacità di trasmettere emozioni e significato. Come dico io quando leggo io voglio trovare la Bellezza. Perché la Bellezza salverà il mondo.
    E' vero che le tue descrizioni in Suttree sono vivide, mi sembra di sentirla la canna mossa dalla brezza sul fiume, l'increspatura dell'onda al crepuscolo quando ormeggi il tuo schifo (il nome della tua bagnarola che usi per pescare). Però dopo 80 pagine e più non è successo ancora nulla, a parte qualche ricordo confuso e qualche bicchiere bevuto accanto a qualche puttana. A parte il tuo amico arrestato perché copulava con una anguria non succede proprio nulla.
    Ecco, questo non è bello! non la vedo la Bellezza.
    Devi capire caro il mio bel Cormac che uno legge anche per rilassarsi, per gustare la trama, per distrarsi immergendosi in una storia.
    Cacchio le tue descrizioni sono degne di un Calvino, ma sembra che la storia sia scritta da un Grossmann (quello affabulatore e che si compiace troppo). Sai, se devo ammirare la bellezza non mi metto a leggere un libro dove non succede nulla. Preferisco ammirare una bella donna. Ed è anche, te lo assicuro, molto più emozionante.
    Non so se lo riprenderò, ma per ora te ne stai li buono buono mentre mi dedico ad altro. E per piacere al prossimo tuo libro che leggerò ti prego di non deludermi.
    Sai una volta si perdona, la seconda no.
    Con affetto

    ha scritto il 

  • 4

    “In quel flusso di voci e risate e puzzo di birra rancida la solitudine della domenica sgocciolava via. “

    Un campionario di disperati , ubriaconi , ladri , prostitute , stupratori impropri di cucurbitacee , sconfitti senza speranza né futuro se non quello costituito dal sopravvivere giorno per giorno , f ...continua

    Un campionario di disperati , ubriaconi , ladri , prostitute , stupratori impropri di cucurbitacee , sconfitti senza speranza né futuro se non quello costituito dal sopravvivere giorno per giorno , fanno da sfondo alle giornate del protagonista , il giovane Cornelius “Buddy” Suttree , che campa vendendo i pesci gatto che riesce a catturare nel fiume sulle sponde del quale egli vive fino al momento in cui decide di dare un taglio diverso , forse migliore , alla sua esistenza.
    Un lungo , duro , drammatico romanzo ambientato a Knoxville in Tennessee , ma che potrebbe svolgersi in qualunque altra parte di quell'altra America di emarginati di cui si parla spesso solo in letteratura , dove il degrado e la desolazione , ma anche tanta sincera amicizia , accomunano gli uomini e che non dovrebbe mancare nelle librerie di chi apprezzi un autore dallo stile ruvido e tutt'altro che consolatorio ma che sa regalare pagine indimenticabili e di una vividezza tale che sembra di percepire anche olfattivamente gli odori e gli afrori evocati dalle scene descritte.
    Solo quattro stelle , anziché le cinque che il libro meriterebbe , sia a causa di una punteggiatura carente , ma soprattutto per una traduzione che ho trovato eccessivamente ridondante di termini semanticamente ineccepibili (come accrocco, rosticcio, paleantropo , ipoplastico , parapleto , campeccio , scotano solo per citarne alcuni) ma troppo “pedanti” e quindi a mio giudizio inappropriati al tono generale di una narrazione nella quale, quasi per una forma di contrapposizione, è invece più che giustificato il mancato uso dei congiuntivi ad esprimere compiutamente il livello sociale e culturale dei personaggi .

    ha scritto il 

  • 5

    Scrivo queste brevi note a diversa distanza dall’epoca in cui l’ho letto. L’occasione è l’avere appena terminato di vedere il cofanetto di DVD che raccoglie la prima serie del telefilm “True Detective ...continua

    Scrivo queste brevi note a diversa distanza dall’epoca in cui l’ho letto. L’occasione è l’avere appena terminato di vedere il cofanetto di DVD che raccoglie la prima serie del telefilm “True Detectives” di Nic Pizzolato (uno dei più bei serial che siano stati in circolazione negli ultimi anni) che me lo ha richiamato alla mente insieme ad un altro romanzo dello stesso McCarthy: “Figlio di Dio”. E tra i due il film forse ha legami più stretti con quest'ultimo (si tratta in entrambi i casi di storie di serial killer maturate in realtà rurali degli stati USA del sud, Lousiana in un caso, Tenessee nell’altro, tra emarginati, chiese cristiane imbevute di retrogado fanatismo, paesaggi fluviali paludosi e climi stagnanti, ignoranza, miseria, alcoolismo, …) ma radici più profonde con l’altro.
    E infatti ricordo con maggiore vividezza proprio “Suttree” che non “Figlio di Dio” (letti più o meno nella stessa epoca, e “Suttree” per primo tra i due) e questo mi dà la conferma di quanto fosse più potente dell’altro.
    “Suttree” è un romanzo più ambizioso, più complesso, più ricco di sfumature sfaccettature, che attraverso ambientazioni non dissimili giunge a cogliere la drammaticità della vita e la sua tragicità (non priva di elementi anche comici) e di quell’orrore odoroso di marcio cui può facilmente adattarsi quotidianamente per puro istinto di sopravvivenza, senza bisogno di fare ricorso a quello più straordinario di delitti su donne e bambini, quello di grande effetto del crimine insostenibile.
    Per tale risultato, per il carattere direi quasi “epico” che raggiunge, e anche grazie a uno stile più ricercato, quasi barocco (il libro ha avuto anche molti anni di “gestazione”) pure se impone al lettore un maggiore sforzo, porrei proprio Suttree tra i migliori romanzi espressi dalla letteratura americana contemporanea, e ai vertici di un ramo (ben distinto da quello “metropolitano” cui appartengono i vari Bellow, Roth, De Lillo, Auster & Co.) che, passando per Faulkner, ma anche a quell’estetica del puro orrore di cui fu maestro Lovecraft, risale alle radici di Mark Twain.
    Un capolavoro.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho trovato questa opera di Mc Carthy faticosa, ma sublime. Quando l'autore indugia nelle descrizioni della cittadina di Knoxville, nel Tennessee, rappresentandola come una via di mezzo tra una discari ...continua

    Ho trovato questa opera di Mc Carthy faticosa, ma sublime. Quando l'autore indugia nelle descrizioni della cittadina di Knoxville, nel Tennessee, rappresentandola come una via di mezzo tra una discarica e una comunità di sopravvissuti alle intemperie della vita, la lettura diventa pesante e occorre fare uno sforzo per non soccombere davanti a un'estetica dell'orrido che l'autore profonde a piene mani, con un uso ardito di metafore e immagini che paiono mutuate da un inverno postatomico. Tuttavia, nel procedere della storia - Suttree è un giovane che ha rinunciato a un'esistenza regolare per vivere in una baracca davanti al fiume- questa stessa comunità di disperati, derelitti, ubriaconi, puttane, emarginati assume un rilievo e una pregnanza straordinaria, un intero universo di underdog che sopravvive tra sbronze, piccoli reati, stamberghe fatiscenti, truffe ed episodi di solidarietà umana. Un affresco cupo, potente, scritto con una padronanza assoluta, avvincente anche se, a volte, l'autore da l'impressione di esagerare con i dettagli macabri e le immagini di rovina e dissoluzione.

    ha scritto il 

  • 5

    Wrong Side Of The Road

    Adoro la letteratura perché è una scoperta continua e inesauribile: in qualsiasi momento, anche nei periodi di maggior frizione intellettuale, proprio quando vorresti allontanarti per un po' dagli inc ...continua

    Adoro la letteratura perché è una scoperta continua e inesauribile: in qualsiasi momento, anche nei periodi di maggior frizione intellettuale, proprio quando vorresti allontanarti per un po' dagli incanti che la carta profonde, ti imbatti nel libro giusto e la magia ricomincia.
    E' quello che mi è successo con Suttree, forse il più bel romanzo che io abbia letto negli ultimi anni.

    La scrittura di McCarthy è veramente portentosa: so di non poter dimenticare quei luoghi, quei profumi, quel costante flusso di vita che mi ha scaricato dritto in faccia per oltre cinquecento pagine. Si è sempre dalla parte dei perdenti, ma ad essi non si risparmia nulla, e noi siamo lì, ad incassare un colpo dietro l'altro con loro.

    Suttree è uno di quei libri che potrebbe durare in eterno: respira insieme a te, ti accompagna anche quando è distante, anche quando apparentemente sembreresti pensare ad altro.

    Capolavoro.

    Voto: 9.5/10

    ha scritto il 

  • 4

    nessuna catarsi

    il personaggio principale di questo romanzo è l'atmosfera: un groviglio di natura sfasciata e residui post industriali, fango e schiuma, relitti, ruggine. Suttree, come gli altri disperati che popolan ...continua

    il personaggio principale di questo romanzo è l'atmosfera: un groviglio di natura sfasciata e residui post industriali, fango e schiuma, relitti, ruggine. Suttree, come gli altri disperati che popolano le pagine del romanzo, indio dei sobborghi, vaga, sopravvive, si adatta, scappa, si perde. Non c'è progetto nella sua vita, intenzione, si trascina come può, talvolta è tentato di costruire qualcosa: un rapporto con una donna, un'impresa lavorativa, ma tutto si sfalda per opera di una forza devastatrice che sembra non abbandonalo mai, fino alla fine. L'allucinazione, il viaggio sciamanico è il solo spiraglio di vita che gli resta.

    ha scritto il 

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