Tales of the City

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Publisher: Black Swan

4.0
(614)

Language: English | Number of Pages: 272 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , French , German , Spanish

Isbn-10: 0552993840 | Isbn-13: 9780552993845 | Publish date:  | Edition New Ed

Also available as: Audio Cassette , Hardcover , eBook

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Book Description
A story which charts the lives and loves of a group of people living in San Francisco.
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  • 1

    Finto 'alternative'

    Questo libro si é rivelato la peggior delusione degli ultimi anni. La storia, articolata in oltre un centinaio di brevissimi capitoli , si propone come il racconto della San Fracisco di fine anni '70 ...continue

    Questo libro si é rivelato la peggior delusione degli ultimi anni. La storia, articolata in oltre un centinaio di brevissimi capitoli , si propone come il racconto della San Fracisco di fine anni '70: la cittá del sesso spensierato, del non convenzionale, dell' a-morale. In realtà é una specie di pippone in chiave pseudo-emo , scritto con dialoghi improponibili. La prosa é da adolescente alle prime armi. I personaggi altamente stereotipati, come se ad ogni pié sospinto dicessero 'ehi , guarda come solo bello e dannato.....ho gli occhi verdi...sono disoccupato ma mi tocca comunque frequentare ogni sera locali alla moda...". Mi sarei aspettato una trattazione seria di tematiche quali la libertà e la promiscuità sessuale, il dolore, la solitudine; ho provato solo irritazione nel vedere affrontato in maniera così stucchevole e finto alternativo un'idea di base che permetteva di ambire ad un opera di grande respiro. Si tratta solo di una esperimento di borghesia letteraria. Da studiare con rigore scientifico le entusiastiche recensione lette in rete, o forse sono solo io a non capire 'Le cinquanta sfumature di San Francisco'. Sconsigliato senza riserve.

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  • 5

    A must for those visiting San Francisco!

    What a fun read! Witty, well-written, with likeable characters that bring up that feeling of peace and excitement you have when you feel in control of your life. Reading about Ms Madrigal and Mary Ann ...continue

    What a fun read! Witty, well-written, with likeable characters that bring up that feeling of peace and excitement you have when you feel in control of your life. Reading about Ms Madrigal and Mary Ann especially made me feel they were my friends. I was so sad when I finished it that ran to the bookshop to get More Tales of the City.

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  • 4

    in realtà è solo il primo di una serie, ma le altre opere non sono semplici da reperire, in quanto fuori catalogo. che peccato, che modernità travolgente, che ironia nelle avventure degli inquilini di ...continue

    in realtà è solo il primo di una serie, ma le altre opere non sono semplici da reperire, in quanto fuori catalogo. che peccato, che modernità travolgente, che ironia nelle avventure degli inquilini di macondry lane, san francisco, negli anni 70. per noi sembra scritto domani.

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  • 4

    Essere più avanti di una trentina d'anni...

    Lettura generalmente piacevole (solo a tratti è irritante l'improvvisa intimità che si crea tra personaggi appena conosciutisi), mi ha davvero sconvolto per la sua modernità: per me, napoletana del 20 ...continue

    Lettura generalmente piacevole (solo a tratti è irritante l'improvvisa intimità che si crea tra personaggi appena conosciutisi), mi ha davvero sconvolto per la sua modernità: per me, napoletana del 2015, potrebbe essere stato scritto ora, e invece si tratta della San Francisco di quasi 40 anni fa!

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  • 5

    il binomio san francisco-anni settanta è strepitoso. L'autore è bravissimo nel gestire una trama ricca di intrecci. e poi ammicca sornione ai sui lettori: "Il tipico fan dei Racconti di San Francisco" ...continue

    il binomio san francisco-anni settanta è strepitoso. L'autore è bravissimo nel gestire una trama ricca di intrecci. e poi ammicca sornione ai sui lettori: "Il tipico fan dei Racconti di San Francisco"è semplicemente una persona felice di essere se stessa - comunque essa sia - e di lasciare che gli altri si esprimano altrettanto liberamente”. Decisamente sono anch'io un fan mr. Mapin!

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  • 5

    mi rimangono gli altri 5 volumi...ma nonostante abbia apprezzato la scrittura veloce (moderna) e divertente del primo volume, non ho tutta questa brama di completarne la lettura

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  • 4

    Spanish Tales - 07 set 14

    Un libro allegro, scanzonato, fuori le righe, certo, sicuramente datato (ha quasi quaranta anni!). Anche, se vogliamo, pieno di luoghi comuni (San Francisco città della gioia, dove tutto è permesso e ...continue

    Un libro allegro, scanzonato, fuori le righe, certo, sicuramente datato (ha quasi quaranta anni!). Anche, se vogliamo, pieno di luoghi comuni (San Francisco città della gioia, dove tutto è permesso e tutto è possibile, ma anche città della tristezza dove non si realizza nulla e si va alla deriva). Sarà, comunque Maupin proprio quaranta anni fa, nel 1974, inizia a scrivere prima su un giornale locale, poi sul più diffuso “San Francisco Chronicle”, dei piccoli pezzi sulla città. E non a caso questi si chiamavano “Tales of the City” (Racconti della città). In cui si parlava di rapporti, di lavoro, di gay, di spinelli, di licenziamenti, di appartamenti, di strade. Quasi come tanti anni dopo, anche se con meno allegria, farà McCall Smith con Edimburgo e il 44 di Scotland Street. Dopo due anni di raccontini, l’editore gli chiede di omogeneizzarli nello stile, e di dar loro una veste “libresca”. Esce così il libro che ho appena finito di leggere. Che per molti versi è irraccontabile. Proprio perché è un continuo “episodizzare”, anche se, volendo tirare un filo, possiamo seguire Mary Ann Singleton (cognome tutto un programma, che, in effetti, è forse la sola che non riuscirà a concludere nessu-na storia) che decide di lasciare la triste e natia Cleveland per cercare fortuna nella grande città. Trova un posto da dormire al 28 di Barbary Lane, dalla simpatica Anna Madrigal, che nel retro della casa ha una piccola coltivazione di “maria”, ed accoglie gli ospiti offrendo loro uno spinello augurale. Trova anche lavoro presso il boss Halcyon, che è il contraltare come atmosfera di Barbary Lane: posto di lavoro duro, dove si licenzia facile, ma che vive una vita parallela con la casa. E spesso i personaggi si mischiano. Quando si innescano giri alla Schnitzler, con Michael, abitante della casa, gay sfortunato che ha una storia con Jon, il quale lo lascia, ed in una sauna è rimorchiato da Beauchamp, il genero di Halcyon, la cui moglie è in cura dal ginecologo Jon (si quello gay). E così sfreccia la vita, dove appunto, sono più i personaggi che fanno la storia che la storia in sé. Oltre alla sunnominata Mary Ann, ne abbiamo tanti. Anna Madrigal, come detto la proprietaria della casa, che cerca un rapporto materno con ciascuno dei suoi inquilini, solo un po’ più aggressivo con Mona Ramsey; spinge sempre Mary Ann verso qualche “avventura”, ma più che altro, intreccia una tenera storia d’amore con il morente Edgar Halcyon (sempre nell’intreccio tra i due filoni). Mona Ramsey il contraltare di Mary Ann, bohemien, e malinconica, si ritrova disoccupata, licenziata da Beauchamp dopo una giornata tremenda in ufficio, convince il suo amico gay Michael a restare con lei, fino a che non decide di riallacciare un rapporto con la sua vecchia fiamma D'orothea Wilson, una strana modella di colore. Michael 'Mouse' Tolliver, il migliore amico di Mona ed il confidente di Mary Ann; Mouse è fiducioso che alla fine tutto andrà bene, anche se passa di storia in storia, e tutte gli vanno male, anche quella che sembrava promettente con il ginecologo Jon. Brian Hawkins un cameriere per scelta dopo aver abbandonato la professione di avvocato a seguito dei moti del ’68; considerato un donnaiolo, passa quasi tutto il suo tempo alla ricerca di discoteche e taverne dove rimorchiare. Norman Neal Williams vive nel sottotetto della casa, ed è schizzato da tutti, solo Mary Ann prova ad avere una relazione con lui, che finirà male quando si scopriranno segreti che non vi narro (volete leggerlo o no questo libro?). Jon Fielding, il ginecologo, si fidanza con Mouse per un breve periodo, ma lui è della cerchia dei gay di alta levatura, gli omosessuali snob che fanno una casta a sé stante, oltre però ad essere il centro di quel girotondo che ho accennato sopra. Beauchamp Day è il marito narcisista e donnaiolo di DeDe, che trova modo di avere relazioni extraconiugali sia con Mary Ann (che è segretaria di Edgar, ma con cui esce una volta sola) e con Jon. DeDe Halcyon è una delle infelici donzelle d’alto bordo della parte “ricca” di SiFi (come viene chiamata San Francisco per contrapposizione con LA – Los Angeles), per noia ha una relazione con un fattorino cinese, che la mette incinta, poi va in una clinica sofisticata per dimagrire, dovendo al ritorno, magra ed agguerrita, combattere con la gravidanza e le scappatelle del marito. Infine Edgar Halcyon, capo della ditta dove transitano molti dei nostri, allontanatosi da Frannie, la moglie alcolista, che si accompagna con Anna durante la fatale malattia. Il tutto per restituirci il senso della vita nella città, al tempo in cui tutto sembrava possibile. E Maupin lo fa con una scrittura fresca, che attraversa con ironia anche i momenti cupi, e rende plausibile ogni eccesso (ma poi scopriamo che si fanno veramente le gare di ballo in mutande per soli gay…). Chiudendo, come fa l’autore nella bella postfazione che percorre anche i fatti ed i libri successivi a questo primo, con la “gioiosa accettazione della differenza che è il bello della vita a Barbary Lane”.

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  • 5

    Quando un libro ti rilassa, ti incuriosisce e ti diverte senza lasciare quel retrogusto insipido che hanno le sciocchezze si merita il massimo del giudizio.
    Inoltre mi ha lasciato una viva simpatia pe ...continue

    Quando un libro ti rilassa, ti incuriosisce e ti diverte senza lasciare quel retrogusto insipido che hanno le sciocchezze si merita il massimo del giudizio.
    Inoltre mi ha lasciato una viva simpatia per i personaggi e per il loro creatore e una voglia di ritrovarli anche negli altri suoi libri.

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