Te llevaré conmigo

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Publisher: Mondadori

4.0
(12376)

Language: Español | Number of Pages: 416 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , English , French , Dutch , German

Isbn-10: 8439710739 | Isbn-13: 9788439710738 | Publish date:  | Edition 1

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Teens

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Book Description
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  • 5

    Lascia senza scampo; quando si inizia si è obbligati ad arrivare alla fine. Senza pause, senza dormire.
    Ho adorato il piccolo Pietro, sfortunato e dolcissimo.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Molto intenso...

    Non è all'altezza di "Come Dio comanda", però è anche questa una lettura piacevolissima, si alternano dramma e momenti divertenti, si viene a conoscenza dei pensieri di ogni personaggio. Una cosa che ...continue

    Non è all'altezza di "Come Dio comanda", però è anche questa una lettura piacevolissima, si alternano dramma e momenti divertenti, si viene a conoscenza dei pensieri di ogni personaggio. Una cosa che per me manca è che fine abbia fatto Graziano Biglia dopo la morte della sua amata Flora. La morale è che ha avuto una sorta di punizione divina per aver voluto sempre fare il Play boy, però nel capitolo "6 anni dopo" speravo di conoscere il suo destino.

    said on 

  • 0

    "ti prendo e ti porto via" è stato il primo libro di Annaniti che ho letto, sotto il consiglio di mia zia.
    ancora oggi la ringrazio.
    bello, bello ed ancora bello..
    scorre, pagina dopo pagina, come i p ...continue

    "ti prendo e ti porto via" è stato il primo libro di Annaniti che ho letto, sotto il consiglio di mia zia.
    ancora oggi la ringrazio.
    bello, bello ed ancora bello..
    scorre, pagina dopo pagina, come i pensieri dei personaggi che coinvolgono il lettore e lo catapultano in un piccolo pezzo d'Italia...

    said on 

  • 2

    "Ti prendo e ti porto via" è un romanzo che mi ha delusa molto.
    Personaggi stereotipati e poco interessanti; dialoghi piatti e artificiosi che non hanno nulla a che vedere a "Come Dio comanda" ad esem ...continue

    "Ti prendo e ti porto via" è un romanzo che mi ha delusa molto.
    Personaggi stereotipati e poco interessanti; dialoghi piatti e artificiosi che non hanno nulla a che vedere a "Come Dio comanda" ad esempio. Alcuni punti di vista sono inutili ed eccessivamente volgari.
    L'unica cosa che si salva è il finale.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Molto bello, ma...

    Dico la verità.
    a me questo libro è piaciuto molto per tanti motivi, quindi gli diamo 5 belle stelle e non ne parliamo più.
    Tuttavia ho notato un grossolano errore di sceneggiatura.
    Occhio perchè quel ...continue

    Dico la verità.
    a me questo libro è piaciuto molto per tanti motivi, quindi gli diamo 5 belle stelle e non ne parliamo più.
    Tuttavia ho notato un grossolano errore di sceneggiatura.
    Occhio perchè quello che scrivo qui sotto è a tutti gli effetti uno spoiler.

    Quando Graziano viene mollato per telefono da Erica, deve affrontare anche il problema di avere già organizzato una cena con i suoi amici per presentare loro la sua nuova fidanzata, e, poichè non voleva ritrattare la notizia che si sarebbe sposato, decide di portare alla cena una fidanzata "sostitutiva".
    Bene, dopo aver vagliato varie possibilità, decide di portare alla cena Flora Palmieri....
    Ma non siamo in un paesino dove tutti conoscono tutti?
    Immagino che tutti gli amici di Graziano la conoscessero già... e tra l'altro lo stesso Graziano poche pagine prima diceva che la Palmieri era nota in paese per "portare sfiga" (o qualcosa del genere, non ricordo la frase esatta)..
    senza contare che Graziano aveva già detto agli amici nome e provenienza della fidanzata..
    Ammaniti qui non benissimo....

    said on 

  • 4

    Bello

    Una storia che ti appassiona e riesci a leggere con molta facilità, il finale mi ha lasciato però con un amaro in bocca, ho sperato fino alla fine che finisse in modo diverso. Sigh!!!!

    said on 

  • 5

    Dentro, da qualche parte nel basso ventre, covava una roba che lo faceva stare di merda. Una di quelle robe che ti consumano piano piano, che ti ammalano come un morbo dalla lenta incubazione, e di cu ...continue

    Dentro, da qualche parte nel basso ventre, covava una roba che lo faceva stare di merda. Una di quelle robe che ti consumano piano piano, che ti ammalano come un morbo dalla lenta incubazione, e di cui non puoi parlare a nessuno perché se per caso sputi il rospo ti crolla in testa tutto il teatrino del cazzo.

    La loro amicizia si era adattata alla situazione. Assomigliava a un fiume sotterraneo che scorre invisibile e compresso sotto le rocce, ma appena trova uno spiraglio, una crepa, sgorga con tutta la sua impressionante potenza.

    said on 

  • 2

    Ti prendo e ti butto via!

    Ciò che mi ha maggiormente sorpreso è constatare quante lodi e quanti giudizi positivi questo libro abbia ottenuto, anche da parte di amici con cui sono solito condividere il parere.

    Per me invece si ...continue

    Ciò che mi ha maggiormente sorpreso è constatare quante lodi e quanti giudizi positivi questo libro abbia ottenuto, anche da parte di amici con cui sono solito condividere il parere.

    Per me invece si tratta di quel genere di romanzo che per decenni ha determinato, nei confronti della narrativa italiana contemporanea, un disamore presto sfociato in aperto boicottaggio; sciocco atteggiamento che ho dovuto ridimensionare, recuperando diverse opere meritevoli di attenzione e smussando la mia esterofilia.

    Ma in questo caso no.
    Ho trovato il libro di Ammaniti affetto da un’insopportabile provincialismo, che non è naturalmente il fatto di essere ambientato in provincia, ma di una superficialità di approccio a caratteri stereotipati, dialoghi artificiali, situazioni che sono solito assimilare al deteriore cinema dei Vanzina con umorismo becero e presunti drammi esistenziali da bignamino della psicologia. Vi si aggiunge un pizzico di Stephen King (quello non-horror) col dodicenne buono ma debole e i bulletti con la solita gerarchia tribale del leader cattivo-cattivo e dei suoi fragili e tarati spalleggiatori.

    Il destino di un cafone di paese, di una tronista decerebrata, di un padre alcoolizzato da barzelletta e degli altri burattini di questa commediola a tratti volgarissima, a tratti alla stentata ricerca di esprimere una malinconia da vite in tutti i sensi marginali, non mi ha suscitato alcun interesse.

    Perché allora due stelline anziché una, come sono stato a lungo intenzionato ad attribuire? Per il ritmo, direi, l’unica qualità (niente di speciale, per carità, ma in confronto agli altri miseri ingredienti) che l’autore nonostante tutto riesce a infondere a questa operina e che ha permesso anche a un lettore annoiato di arrivare in fondo, evitando di mettere in atto la frase che ho messo come titolo.

    Amen.

    said on 

  • 4

    mi ha preso... e non va via!

    Una, due, più storie che si intrecciano. Storie ordinarie, quasi banali, ma ad un certo punto ti prendono... e devi andare avanti, fino a che non l'hai finito. E dopo, comunque, alcuni personaggi ti ...continue

    Una, due, più storie che si intrecciano. Storie ordinarie, quasi banali, ma ad un certo punto ti prendono... e devi andare avanti, fino a che non l'hai finito. E dopo, comunque, alcuni personaggi ti rimangono addosso, come una pelle. Personaggi un poco sfigati, o sfigati del tutto, che boccheggiano per galleggiare ma sanno già che, in fondo, non hanno speranze. O, forse, una speranza c'è.

    said on 

  • 4

    Un libro che ti prende

    Sicuramente è un libro che ti prende.. Non c'è fin da subito una storia travolgente, anzi forse arrivi anche a chiederti "ma che sto leggendo?", ma in compenso i personaggi sono molto ben delineati, o ...continue

    Sicuramente è un libro che ti prende.. Non c'è fin da subito una storia travolgente, anzi forse arrivi anche a chiederti "ma che sto leggendo?", ma in compenso i personaggi sono molto ben delineati, ognuno con una sua storia e un carattere ben definito. Il finale non è per niente scontato.

    said on 

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