Tempo di uccidere

Di

Editore: longanesi & c.

4.0
(1086)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 256 | Formato: Paperback

Isbn-10: A000039112 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
il primo vero capolavoro del dopoguerra letterario italiano: le vicende di un nostro ufficiale che non vorrebbe nè uccidere nè morire.
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  • 3

    un incubo. questo romanzo è un vero e proprio incubo, e dopo un po' nell'incubo è trascinato pure il lettore, che incomincia a sentire il caldo e la polvere, pruriti e sudore, e un fiato, un leggero f ...continua

    un incubo. questo romanzo è un vero e proprio incubo, e dopo un po' nell'incubo è trascinato pure il lettore, che incomincia a sentire il caldo e la polvere, pruriti e sudore, e un fiato, un leggero fiato, quel fiato fetente che ammorba l'aria del protagonista.
    mi è piaciuto? sì perché è scritto benissimo, perché l'analisi introspettiva è superba: lo uccido, non lo uccido, scappo sì, no. vado via? sì domani, e poi domani, e poi domani ancora...
    però dopo un po' non ne puoi più, vuoi che finisca 'sto libro, vuoi liberarti dall'angoscia, uscire da questo maledettissimo incubo.
    per cui per l'inquietudine che mi ha trasmesso, do tre stelle e non cinque.

    ha scritto il 

  • 4

    Mi chiedevo se era quella la rassegnazione, quel vuoto aspettare, contando i giorni  come i grani di un rosario, sapendo che non ci appartengono, ma che pure dobbiamo vivere perchè ci sembrano preferi ...continua

    Mi chiedevo se era quella la rassegnazione, quel vuoto aspettare, contando i giorni  come i grani di un rosario, sapendo che non ci appartengono, ma che pure dobbiamo vivere perchè ci sembrano preferibili al nulla

    ha scritto il 

  • 4

    Travaglio interiore di un soldato italiano durante la guerra d'Etiopia legato più a sue vicende personali che alla guerra stessa. Coinvolto suo malgrado nella morte di una giovane indigena rischierà l ...continua

    Travaglio interiore di un soldato italiano durante la guerra d'Etiopia legato più a sue vicende personali che alla guerra stessa. Coinvolto suo malgrado nella morte di una giovane indigena rischierà la rovina totale a causa di paure, remore e paranoie legate soprattutto al timore di aver contratto la lebbra. Avvincente il percorso interiore che lo porta a isolarsi in una terra straniera spesso ostile e incomprensibile. Il finale arriva improvvisamente provvido a fare tana-libera-tutti.

    ha scritto il 

  • 4

    Precipitare all’inferno sotto il sole africano

    Campagna di Etiopia 1935-36, un tenente italiano soffre un terribile mal di denti. È l’inizio della fine. Durante la licenza concessagli per recarsi in città alla ricerca di un dentista, il tenente in ...continua

    Campagna di Etiopia 1935-36, un tenente italiano soffre un terribile mal di denti. È l’inizio della fine. Durante la licenza concessagli per recarsi in città alla ricerca di un dentista, il tenente incappa in un incidente stradale senza conseguenze immediate se non quella di dover proseguire a piedi. Il solitario paesaggio etiope farà da sfondo al suo tormento. Tormento incominciato sotto tutt’altri auspici. Il tenente, infatti, scorge una donna che si lava in un lago. La donna è bella, e nuda. Il nostro “eroe” aveva appena finito di rileggere l’ultima lettera inviatagli dalla moglie, ma la natura africana ebbe la meglio. Durante la notte il tenente avverte un rumore e scorge un’ombra: è una bestia. Il tenente si alza e spara. Il proiettile, probabilmente deviato da un sasso, devia la sua traiettoria e trafigge la donna con la quale aveva giaciuto poco prima. La donna agonizza. Il tenente non sa che fare. Dopo lungo e infruttuoso rimuginare, decide di mettere fine alle sue sofferenze: le copre il volto e spara ancora.

    Quando qualche giorno dopo si accorge di avere tutti quegli che sembrano i sintomi della lebbra - evidentemente la donna del lago lo deve aver infettato - per il tenente non c’è più pace. Sa che morirà ma non vuole farlo in africa. Deve fare ritorno in Italia dove, forse, potrebbero persino curarlo e dove c’è Lei ad attenderlo. Lei, l’amata Lei. Il tenente cercherà di fare ritorno in patria a ma finirà per combinare un pasticcio dopo l’altro, precipitando sempre più in una spirale di degrado, inettitudine e vigliaccheria destinata a condurlo dritto all’inferno.

    Narrato in prima persona e frutto dell’esperienza diretta dell’autore - Ennio Flaiano partecipò alla Campagna di Etiopia con il grado di sottotenente -, “Tempo di uccidere”, vincitore del Premio Strega nel ’47 (non ci sono più i premi Strega di una volta!), è un romanzo nel quale accanto alle bellissime descrizioni dei paesaggi africani, vi sono anche quelle oscure dell’animo umano. Il bene e il male finiscono per confondersi a tal punto da scomparire del tutto. E tutto sembra non avere più senso, se non il disperato tentativo del protagonista di continuare a vivere, sebbene alla fine, anche quell’istinto pare aver perso ogni significato.

    ha scritto il 

  • 4

    "Il prossimo è troppo occupato coi propri delitti per accorgersi dei nostri"

    La storia di Tempo di uccidere è quella di un ufficiale italiano in Etiopia che chiede una licenza per andarsi a curare un dente.Succederanno molte cose, ucciderà involontariamente una ragazza,in atte ...continua

    La storia di Tempo di uccidere è quella di un ufficiale italiano in Etiopia che chiede una licenza per andarsi a curare un dente.Succederanno molte cose, ucciderà involontariamente una ragazza,in attesa dell'inevitabile cattura e punizione in preda al panico cercherà in modo maldestro di uccidere altri due uomini, vivrà braccato per molti giorni per poi scoprire che in realtà non era affatto ricercato e tornerà a casa meravigliato di averla passata liscia.
    Il libro è un bello spaccato della ingloriosa guerra d'Abissinia, una pagina di storia vergognosa.
    "Perchè non capivo quella gente? Erano tristi animali, invecchiati in una terra senza uscita, erano grandi camminatori, grandi conoscitori di scorciatoie, forse saggi, ma antichi e incolti.[ ] Avevano dimenticato tutto delle loro epoche splendide e soltanto una fede superstiziosa dava alle loro anime ormai elementari la forza di resistere in un mondo pieno di sorprese."
    La trama è quasi conradiana, l'ufficiale cerca di salvarsi a ogni costo ma è anche perseguitato da sensi di colpa e fantasmi e dallo spettro di una terribile malattia da cui potrebbe essere stato contagiato. "Voglio
    cadere a pezzi ma vivere sino all'ultimo momento. Non posso lasciare il cielo, anche se è un cielo di piombo come questo, non posso lasciare nulla, nemmeno questo cespuglio, nemmeno i giorni più mediocri e le notti più cupe, o le persone che odio : nulla."

    ha scritto il 

  • 5

    Primo vincitore del premio Strega ed unico romanzo di Ennio Flaiano Tempo di Uccidere è uno straordinario spaccato per raccontare gli orrori e l'inutilità della guerra senza parlare mai di guerra. Un ...continua

    Primo vincitore del premio Strega ed unico romanzo di Ennio Flaiano Tempo di Uccidere è uno straordinario spaccato per raccontare gli orrori e l'inutilità della guerra senza parlare mai di guerra. Un libro surreale ed arguto fondato esclusivamente sull'introspezione del protagonista impegnato nella campagna di Etiopia. Esistenzialismo allo stato puro il libro è un monumento letterario del novecento italiano. Indispensabile.
    Five-Star Book

    ha scritto il 

  • 4

    Ambientato in Etiopia ai tempi dell'invasione italiana. Gli elementi che danno risalto a questo romanzo sono: il mestiere di percepire ma con fluidità, l'arte di interrogare la propria coscienza ma se ...continua

    Ambientato in Etiopia ai tempi dell'invasione italiana. Gli elementi che danno risalto a questo romanzo sono: il mestiere di percepire ma con fluidità, l'arte di interrogare la propria coscienza ma senza pedanteria. La decadenza è il tema centrale, ma l'autore non scade mai in inutili invettive o in scipiti moralismi. Utile, soprattutto nell'epoca dell'autodiagnosi su google!

    ha scritto il 

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