Tempo fuor di sesto

Di

Editore: Fanucci

4.1
(989)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 254 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Francese

Isbn-10: 8834711947 | Isbn-13: 9788834711941 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Anna Martini

Disponibile anche come: Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
In una tranquilla cittadina americana degli anni Cinquanta vive Ragle Gumm, unbravo ragazzo che ogni giorno si impegna a vincere un concorso del quotidianolocale, cercando allegramente di sedurre la moglie del vicino. Ma Ragle Gummsembra essere consapevole di un altro mondo e di un altro tempo, che cospiranocontro di lui, e non si tratta di un semplice caso di paranoia. Ragle Gumm, inqualche modo, è al centro del mondo. Ma di quale?
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  • 4

    Please to meet you Mr Dick!

    1959- In una qualunque cittadina di una qualunque provincia americana, Ragle Gumm vive con la sorella Margot, il cognato Victor ed il nipotino Sammy.
    Una vita tranquilla: il lavoro, le visite del vici ...continua

    1959- In una qualunque cittadina di una qualunque provincia americana, Ragle Gumm vive con la sorella Margot, il cognato Victor ed il nipotino Sammy.
    Una vita tranquilla: il lavoro, le visite del vicinato, le faccende domestiche...
    Ma è anche un'epoca di fobie su cui aleggia lo spauracchio della bomba H e un' un'imminente invasione russa ormai data per certa.
    A 46 anni Ragle non ha quello che comunemente può essere definito un vero lavoro.
    La sua attività, infatti, consiste nel risolvere i quiz pubblicati da un quotidiano. Iniziato come semplice gioco è ormai diventata un'occupazione a tempo pieno che frutta denaro ed anche fama essendo oramai un affermato vincitore seriale.
    Qualcosa non va. Non è solo l'insoddisfazione professionale. Ragle si sente turbato, disturbato e a ciò contribuiscono piccoli episodi insoliti che mettono in dubbio che tutto si svolga secondo natura.
    "Sì, c'è qualcosa di storto — disse Ragle.
    — Voglio dire, non in te o in me o in qualcun altro. Dico in generale.
    — «Il tempo» — disse Ragle — «è fuori luogo»."

    Una storia appallottolata come il filo di una matassa e che sbrigliandosi va a costruire un'originale trama fantastica.
    “Tempo fuori luogo” è un'ucronia che sicuramente ha dato più di uno spunto alla narrativa di genere che ne è seguita benché non colpisca certo con una brillante cifra stilistica.
    Leggi e non puoi fare a meno di pensare a “The Truman show” piuttosto che “Ritorno al futuro”.
    E se oggi alcune paranoiche proiezioni in quel futuro-che per noi è passato- immaginato quasi sessant'anni fa, fanno sorridere, e al tempo stesso interessante fermarsi a pensare che esperienza di lettura possa essere stata per l'ignaro lettore degli anni '60.
    Ma qui mi fermo. Non entro nel merito. Il libro va letto.

    Ho rotto il ghiaccio: please to meet you Mr Dick!!

    ha scritto il 

  • 5

    MONDI E TEMPI FUORI POSTO

    Tempo fuor di sesto è un libro chiave per Dick, scritto nel 1958 e pubblicato l'anno successivo. Da questo momento Dick inizia ad attirare più attenzione come autore di fantascienza e critico del pan ...continua

    Tempo fuor di sesto è un libro chiave per Dick, scritto nel 1958 e pubblicato l'anno successivo. Da questo momento Dick inizia ad attirare più attenzione come autore di fantascienza e critico del panorama attuale dei suoi tempi. Il romanzo è uno dei meglio riusciti, di ispirazione per autori e registi successivi.
    Il protagonista è Ragle, precognitivo le cui doti servono all'umanità per anticipare i bombardamenti di nemici che si trovano sulla Luna. Siamo alla fine degli anni '90 e la Terra è nel bel mezzo di una guerra interplanetaria, ma non sappiamo niente di tutto ciò all'inizio del libro. Per poter applicare le sue doti, Ragle vive un'esistenza calibrata su misura in una fittizia cittadina degli anni '50 dove è una celebrità: vince ogni giorno il concorso "indovina dove si troverà oggi l'omino verde". È qui che facciamo la sua conoscenza ed è qui che inizia il suo percorso di scoperta. [...]
    Leggi tutta la rece: http://beatblog2.blogspot.it/2016/03/philip-k-dick-pt4-mondi-e-tempi-fuori.html

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Antesignano del "Truman Show"

    Interessante opera Dickiana in cui sono fusi i tipici elementi della narrativa dell'autore cioè l'inetto Dickiano (quasi Sveviano) incastrato in una vita senza sbocchi e priva di spunti di crescita e ...continua

    Interessante opera Dickiana in cui sono fusi i tipici elementi della narrativa dell'autore cioè l'inetto Dickiano (quasi Sveviano) incastrato in una vita senza sbocchi e priva di spunti di crescita emotiva, un concetto di realtà labile e alieno allo stesso tempo e un'attività centrale alla narrativa, la risoluzione del "gioco dell'omino verde" capace di fondere l'infantile rifiuto delle responsabilità alla incredibile necessarietà dell'atto in se (evitare il bombardamento, di fatto interrotto, del pianeta da parte dei lunatici). Pecca del romanzo la mancata risoluzione di alcuni nodi narrativi dell'intreccio (La figura di Margot, la relazione con Junie Black ed il ruolo del marito Bill), limitandone l'efficacia finale, pur mantenendo un discreto ritmo narrativo non privo di rallentamenti evitabili. 3 stelle e mezzo

    ha scritto il 

  • 4

    Ai confini della fantascienza

    Se Philip Dick, sempre oberato da grandi difficoltà finanziarie, fosse stato un po' piu' attento alla qualità della sua prosa, sarebbe stato forse il piu' grande autore americano del Novecento. Ma ...continua

    Se Philip Dick, sempre oberato da grandi difficoltà finanziarie, fosse stato un po' piu' attento alla qualità della sua prosa, sarebbe stato forse il piu' grande autore americano del Novecento. Ma si vede che non aveva tempo, scriveva molto e viaggiava spesso nel futuro. prova ne è questo meraviglioso gioiellino di fantascienza, che solo fantascienza non è.

    Time Out of Joint, a prima vista sembra la ricostruzione stereotipata ma realistica di una cittadina americana degli anni Cinquanta. Quartieri residenziali dove si conduce un'esistenza placida e ordinaria, scandita dal lavoro e dai rapporti con i vicini, contesa tra le lusinghe del consumismo e lo spettro della guerra fredda. Un romanzo pieno di clichè e di luoghi comuni. finché pian piano nella storia compaiono degli elementi aberranti, anomali... Ad esempio, in questi anni Cinquanta non esiste Marilyn Monrore, perché non è stata "inserita"...e nemmeno la radio..per impedire alle persone di avere un contatto con la realtà..
    Perché quest'ambientazione dell'epoca eisenhoweriana è solo una riproduzione fittizia di quell'epoca, costruita nel 1997 in piena guerra interstellare.
    Il presente del romanzo, il presente reale è un bel casino..perché è descritto come "il passato di un ipotetico futuro".. E in questo modo Dick costruisce non solo una chicca fantascientifica ma ci mostra il modo in cui noi raccontiamo la nostra storia. In sintesi, secondo Dick solo recuperando l'autenticità del nostro passato potremmo acquisire consapevolezza di noi e del nostro presente, cosa che nel romanzo fatica a emergere, poiché i personaggi rievocano il loro passato solo attraverso la mediazione di quelle immagini stereotipate e fittizie di cui ho scritto all'inizio.
    Forse il miglior romanzo di Dick che abbia letto, visionario e di gran lunga anticipatore di quanto massicci e imponenti i grandi mezzi di comunicazione siano in grado di creare pseudo-realtà artificiali con il supporto di dispositivi tecnologici atti a modificare, distorcere e inventare un presente che ricorda molto quel passato-del-futuro-nel-lettore-del-presente-di-questo-romanzo-del-passato-che-non-è-mai-passato-davvero, nè è davvero passato.

    ha scritto il 

  • 4

    Un romanzo fra i più riusciti del Grande Genio Visionario. Durante la lettura accade spesso di sentirsi girare la testa, ma noi siamo aiutati da tanta cinematografia che ne ha attinto a piene mani e c ...continua

    Un romanzo fra i più riusciti del Grande Genio Visionario. Durante la lettura accade spesso di sentirsi girare la testa, ma noi siamo aiutati da tanta cinematografia che ne ha attinto a piene mani e ci ha “spiegato” cosa poteva voler dire; non oso invece mettermi nei panni di un lettore degli anni ’60 al cospetto di un libro così. Delirio puro.

    Oggi ha anche il merito di aver ritratto mirabilmente l’atmosfera sociale della provincia americana di quegli anni, fra la paura di un’invasione aliena e l’euforia della conquista dello spazio, fra Guerra Fredda e ubriacatura generale da televisione. Il tutto in una piccola e anonima cittadina, con non più di una decina di personaggi in azione.

    ha scritto il 

  • 3

    Chissà cosa avrebbe creato la grande fantasia di Dick se avesse vissuto i nostri anni, anni nei quali spiare, inventare, modificare sembra non abbia limiti. Anni nei quali continuano le guerre, senza ...continua

    Chissà cosa avrebbe creato la grande fantasia di Dick se avesse vissuto i nostri anni, anni nei quali spiare, inventare, modificare sembra non abbia limiti. Anni nei quali continuano le guerre, senza bisogno di cercare nemici "altri" dagli umani. A ben vedere qui lui lo aveva capito benissimo: dietro il perbenismo di una tranquilla cittadina americana anni '50 si nascondono e dipendono le sorti del mondo intero, contro un oscuro nemico, mai preso in considerazione (tacendo le cose, spariscono, no?). Anzi, i destini della Terra dipendono da un gioco...sembrerebbe tutto assurdo e ridicolo, se non fosse, invece, davvero possibile, anche oggi, che vengano ricreate situazioni artificiali per consentirci di continuare a vivere su binari prestabiliti...non è forse così che succede realmente?
    Un tema abusato questo, certo, ma che Dick, tra i primi, ha reso "logicamente" plausibile. E grazie a Marilyn Monroe sorgono i dubbi che ci sia un tempo...diverso.

    ha scritto il 

  • 4

    Trama che al giorno d'oggi sa di già visto ma solo perché cinema e serie tv ne hanno fatto uso in tutte le salse (vedi i vari "The Truman Show" ecc.). Nulla però si può togliere al genio di quest'auto ...continua

    Trama che al giorno d'oggi sa di già visto ma solo perché cinema e serie tv ne hanno fatto uso in tutte le salse (vedi i vari "The Truman Show" ecc.). Nulla però si può togliere al genio di quest'autore che dimostra ancora una volta che grande visionario è stato.

    ha scritto il 

  • 3

    http://despuesdelnaufragio.blogcindario.com/2014/09/01608-tiempo-desarticulado-philip-k-dick.html

    Un mundo feliz, una pequeña comunidad, la llegada de la televisión, los recuerdos lejanos de la segund ...continua

    http://despuesdelnaufragio.blogcindario.com/2014/09/01608-tiempo-desarticulado-philip-k-dick.html

    Un mundo feliz, una pequeña comunidad, la llegada de la televisión, los recuerdos lejanos de la segunda guerra mundial y la guerra fría como algo distante, un concurso de un periódico que consiste en adivinar en qué casilla se esconde un hombrecito verde y un hombre que dedica ocho horas al día a encontrar esa casilla, estar en los años cincuenta y asistir a gestos cotidianos, el trabajo en un supermercado, las visitas nocturnas de los vecinos, las charlas intrascendentes, un niño que encuentra unas revistas en un solar abandonado que dan un vuelco a la realidad y un hombre que teme que su vecino recupere la cordura e intente huir de la pequeña comunidad en la que vive, descubrir que estabas ante unas sombras proyectadas en la pared de una caverna, que lo que vas a leer es un viaje fuera de esa caverna para descubrir qué es real y qué invención.

    Tiempo desarticulado contiene los temas recurrentes de Philip K. Dick, el engaño de la realidad, los extraños caminos dentro de nuestra mente, los instantes de locura donde el mundo se presenta tal y como es, el miedo, las dudas y la incertidumbre en los momentos donde no podemos verificar el mundo que nos rodea. Dick me habla del mito de la caverna, las sombras que vemos y las diferentes realidades que no sabemos ver, la realidad y el aprendizaje condicionados, el viaje fuera de la caverna y descubrir otros mundos que estaban ocultos.

    El inicio de Tiempo desarticulado es lento, aburrido, escenas cotidianas en un supermercado y conversaciones intrascendentes. Por una vez me sorprende el arranque en un libro de Dick, no están el caos y sentirse desubicado ante un exceso de líneas argumentales y personajes. Hay una pequeña comunidad en los años cincuenta y un concurso en el periódico, las veladas nocturnas entre vecinos y la televisión como un nuevo juguete. Todo ordenado, todo previsible. Hasta que Ragle Grumm, el hombre que dedica su tiempo a descubrir dónde se esconde el hombrecito verde del concurso, ve cómo su realidad se desprende para dejar paso a otra más extraña. Es ahí, el hombre que en un ataque de locura ve la realidad tal cual es, donde realmente empieza Tiempo desarticulado. A partir de ahí, un intento de descubrir esa realidad encubierta, una conspiración gubernamental, un viaje fuera de la comunidad, los tiempos entremezclados, los personajes que deambulan entre el miedo, la duda, el escepticismo y la sorpresa constante.

    Tiempo desarticulado me trae un Dick más pausado, menos desmañado, una historia que avanza a trompicones, un viaje en el que se desvanece aquello que teníamos por real y la lucha de un hombre por ajustar lo que creía conocer con la nueva realidad.

    -¿No es la filosofía un refugio y un solaz?
    -Eso no lo sé. Quizá una vez lo fue. La impresión que tengo de la filosofía tiene que ver con las teorías acerca de la realidad última y cuál es la finalidad de la vida.
    Imperturbable, Ragle preguntó:
    -¿Qué tiene eso de malo?
    -Nada, si crees que eso te ayuda.
    -Leí un poco en mis tiempos. Estaba pensando en el obispo de Berkeley. Los idealistas. Por ejemplo... -Señaló el piano en un rincón del salón-. ¿Cómo sabemos que ese piano existe?
    -No lo sabemos -contestó Vic.
    -Quizá no existe.

    ( … )

    Que no me confunda más, pensó. Estoy lo bastante desconcertado como para que me dure el resto de la vida. ¿Qué sé yo de cierto? Quizá Ragle tiene razón: tendríamos que echar mano de los grandes libros de filosofía y empezar a estudiar duro al obispo Berkeley y a todos los demás... no recordaba lo bastante como para saber siquiera los nombres de los filósofos.
    Quizá, pensó, si entrecierro los ojos lo bastante como para captar sólo una línea de luz y me concentro a fondo en el autobús, en las compradoras viejas y pesadas con sus abultadas bolsas y los escolares que parlotean y los empleados que leen el periódico de la tarde y el conductor de cuello rojo, quizá todos ellos desaparezcan. El asiento chirriante sobre el que estoy sentado. Los apestosos humos cada vez que el autobús arranca. Las sacudidas. Los balanceos. Los anuncios en las ventanillas. Quizá todo se desvanezca.
    Philip K. Dick
    Tiempo desarticulado (traducción de Rubén Masera. Minotauro)

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Rimando all'ottima recensione di Tancredi, per notare anch'io come il romanzo (che ha tutti i meriti che gli vengono attribuiti) parta con un'inquietante discussione su cosa sia la realtà, cosa la par ...continua

    Rimando all'ottima recensione di Tancredi, per notare anch'io come il romanzo (che ha tutti i meriti che gli vengono attribuiti) parta con un'inquietante discussione su cosa sia la realtà, cosa la parola, se esista la "Dinge an sich"; per approdare, tramite un percorso accidentato ma ammaliante, a una falsificazione della realtà di origine socio-politica.
    Dick aveva in mente però un discorso più esistenziale fin dall'inizio, quando il protagonista Ragle ha "allucinazioni": una parte di realtà scompare (una fontana, un carretto di gelati..) e al suo posto resta una striscia di carta con stampato il nome dell'oggetto scomparso; il buon Ragle colleziona questi "segnaposto della realtà" (o "appunti del Creatore"?), e altri gliene porta il "nipote" Sammy, trovati tra le rovine.. al tempo stesso suo "cognato", con uno sforzo di astrazione mentale, vede scomparire gli altri passeggeri dell'autobus intorno a sè, ridotti a pupazzi.. autosuggestione? o spunti che Dick ha inserito, per un possibile sviluppo più "mistico" del romanzo?
    Comunque, momenti di eccezionale suggestione.

    ha scritto il