Teoria e pratica del Mandala

Con particolare riguardo alla moderna psicologia del profondo

Di

Editore: Ubaldini (Civiltà dell'Oriente)

3.4
(16)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 162 | Formato: Copertina morbida e spillati | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese

Isbn-10: 8834002857 | Isbn-13: 9788834002858 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Storia , Filosofia , Viaggi

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Descrizione del libro
Ricostruzione negli schemi essenziali della teoria e pratica dei mandala (psicocosmogrammi), nei quali si rivela l’arcano gioco delle forze che operano nell’universo e in noi medesimi. Un classico del massimo studioso contemporaneo del mondo tibetano, tradotto in numerose lingue.
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  • 3

    Se dicessi che non ci ho capito una mazza, sarei certamente sincera. Altrettanto sinceramente posso aggiungere che mi sento però molto colpita da questa lettura sotto il piano emozionale. Certo una ...continua

    Se dicessi che non ci ho capito una mazza, sarei certamente sincera. Altrettanto sinceramente posso aggiungere che mi sento però molto colpita da questa lettura sotto il piano emozionale. Certo una ricostruzione logica o per lo meno intellettiva dei contenuti di questo saggio non è pensabile da parte mia che sono all'oscuro di tutti gli insegnamenti Buddhisti. Solo qualche squarcio si apre di tanto in tanto per il ricorso alla simbologia e la descrizione del cerimoniale iniziatico che in me risveglia antichi interessi, benché limitati all'esoterismo occidentale.
    E' dunque esatto dire che qualcosa mi lascia questa lettura, direi qualcosa di bello ! Mi ha spinto a riavvicinarmi a tematiche spirituali , al mondo della fede e della
    preghiera. Non mi sembra cosa di poco conto

    ha scritto il 

  • 2

    Non c'è bisogno di dire chi sia stato Giuseppe Tucci, dell'importanza che ha ricoperto negli studi sulle culture orientali e in particolare sulla religione tibetana. Tuttavia non bisogna dimenticare c ...continua

    Non c'è bisogno di dire chi sia stato Giuseppe Tucci, dell'importanza che ha ricoperto negli studi sulle culture orientali e in particolare sulla religione tibetana. Tuttavia non bisogna dimenticare che le sue esplorazioni e le sue ricerche risentono molto delle temperie degli anni trenta, dell'atteggiamento eurocentrico, del prestigio nazionale che il fascismo promuoveva anche nell'avventura scientifica. Non solo, il linguaggio di Tucci è ostico, pedante, non chiaramente esplicativo, annega il lettore in dettagli sulle centinaia di simboli contenuti nei mandala senza aiutarlo a districarsi tra miti, divinità e rappresentazioni.
    Il lettore profano coglie solo che il mandala è anche uno strumento di introspezione attraverso la simbologia, una rappresentazione esistenziale e religiosa che non può lasciare indifferenti se se ne conoscono le chiavi di lettura. Tuttavia ci si perde tra le pagine e non si riesce a capire granché, soprattutto perché non c'è un glossario che aiuti la comprensione.
    Datato e per lettori colti ed esperti dell'argomento.

    ha scritto il 

  • 3

    Classica e rinomata presentazione del simbolismo del maṇḍala e dei suoi utilizzi rituali, sebbene a mio avviso troppo influenzata dalla assai poco scientifica teoria degli archetipi di Jung, di cui l' ...continua

    Classica e rinomata presentazione del simbolismo del maṇḍala e dei suoi utilizzi rituali, sebbene a mio avviso troppo influenzata dalla assai poco scientifica teoria degli archetipi di Jung, di cui l'autore si era invaghito. Un'aperta dichiarazione d'amore nei suoi confronti si trova nella Prefazione: "Tu trovi, in questa [gnosi mandalica], analogie importanti con formulazioni parallele espresse da correnti di pensiero di altri paesi e in altre epoche; molte volte anticipazioni addirittura di moderne e più organiche teorie: ma non poteva essere altrimenti, trattandosi di archetipi nativi dell'anima umana e che per ciò appunto ricompaiono, sotto diversi cieli e in diversi tempi, in aspetto affine, sempreché l'uomo cerchi di ricomporre quell'unità che il prevalere dell'uno o dell'altro carattere della sua personalità, ha già rotto o minacci di far precipitare. Non sono ignaro delle sempre nuove e più vaste conquiste della psicanalisi intesa soprattutto al modo di Jung, le cui analisi, a mio vedere, sono destinate a lasciare tracce durevoli sul nostro pensiero" (p. 9).

    ha scritto il