Thérèse Raquin

Di

Editore: Newton & Compton

4.0
(1957)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 192 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Portoghese , Tedesco , Svedese , Olandese

Isbn-10: 8879839047 | Isbn-13: 9788879839044 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Maurizio Grasso

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Rilegato in pelle , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Criminalità , Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
L'archetipo di tutti i triangoli amorosi nel capolavoro d'esordio di Zola: la giovane Thérèse, dopo aver sposato l'inetto cugino, Camille, s'innamora del rude Laurent e insieme decidono di sbarazzarsi del marito di lei. Ma, da questo momento, la vita dei due amanti si trasforma in un tragico incubo, tra rimorsi, visioni e odi reciproci, fino al disperato e fatale epilogo.
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  • 2

    Ho faticato a terminare la lettura di questo libro. Pur trattandosi di un'opera di poco più di 200 pagine, mi ha stancato, e ho pensato più volte di interromperlo, ma alla fine ce l'ho fatta. Non so p ...continua

    Ho faticato a terminare la lettura di questo libro. Pur trattandosi di un'opera di poco più di 200 pagine, mi ha stancato, e ho pensato più volte di interromperlo, ma alla fine ce l'ho fatta. Non so propriamente cosa non mi abbia convinto, essendo la trama una storia valida e appassionante di per sé, il problema è quindi il modo in cui è narrata: troppe descrizioni, troppi avvenimenti tutti uguali, alcuni evitabili, che appesantiscono la lettura. Non lo consiglierei, sicuramente là fuori c'è di meglio di quest'autore (spero).

    ha scritto il 

  • 4

    Uno Zola gotico

    Bello e cupo, due aggettivi che si sposano bene con la maggior parte delle opere di Zola che ho letto finora.
    Sicuramente, da amante di romanzi gotici, devo ammettere che l'amplificazione di quel tipi ...continua

    Bello e cupo, due aggettivi che si sposano bene con la maggior parte delle opere di Zola che ho letto finora.
    Sicuramente, da amante di romanzi gotici, devo ammettere che l'amplificazione di quel tipico fondo "oscuro" che in Thèrése Raquin quasi ingloba i personaggi, è stato l'ingrediente che mi ha fulminata e convinta.
    Ho trovato qui, rispetto ai romanzi dei Rougon-Maquart, un minore interesse per l'intreccio ( la storia è veramente semplice e la trovate in ogni quarta di copertina di un'edizione che si rispetti) ma non solo! Anche la psicologia che muove i personaggi è davvero basica se confrontata con quella degli altri capolavori dell'autore francese ( penso subito a "Germinal" che, a mio parere, è uno dei suoi capolavori assoluti).
    Queste osservazioni non sono da considerarasi come critiche dato che, come vedete, ho assegnato al libro quattro stelle su cinque: la storia di Thérèse è la storia degli istinti, la storia di uomini guidati solo dall'egoismo più sfrenato. Non c'è nessun personaggio positivo in questo racconto e, parimenti, nessuno totalmente negativo.
    I protagonisti conoscono la propria parte bestiale e l'assecondano fino alle estreme conseguenze credendo di poterne trarre una qualche illusoria felicità; ma ciò è impossibile ( suggerisce l'autore) perchè essi fanno parte di una realtà fatta di gente misera, meschina, bigotta, ignorante e dominata dall'egoismo più assoluto... e che li guiderà verso tragiche consguenze.
    Consigliatissimo!

    ha scritto il 

  • 4

    Zola ha detto che in questo libro voleva studiare i temperamenti e non i caratteri, e in effetti Laurent e Therese non rivelano tanto di loro stessi, solo i loro impulsi, le loro spinte. E' un libro f ...continua

    Zola ha detto che in questo libro voleva studiare i temperamenti e non i caratteri, e in effetti Laurent e Therese non rivelano tanto di loro stessi, solo i loro impulsi, le loro spinte. E' un libro forte e che lascia poche speranze per l'umanità, soprattutto quella abbandonata a sé stessa, chiusa in un contesto sociale di finzione, ipocrisia ed egoismo (gli "amici" che vengono sempre il giovedì sera e che non capiscono nulla di quello che accade sono l'esempio lampante). Ognuno pensa ai suoi interessi, anzi ai suoi impulsi, senza mai chiedersi da dove vengano e perché. Devastante, ma forse mi ha lasciato con la curiosità di sapere che cosa sarebbe successo se anche solo un personaggio di questa storia avesse avuto una minima consapevolezza di sé.

    ha scritto il 

  • 5

    Zola crea l'ennesimo capolavoro che inchioda alla lettura senza far prendere fiato. La storia di un adulterio raccontata con maestria, dipinta con atmosfere cupe, soffocanti, claustrofobiche.
    Un gran ...continua

    Zola crea l'ennesimo capolavoro che inchioda alla lettura senza far prendere fiato. La storia di un adulterio raccontata con maestria, dipinta con atmosfere cupe, soffocanti, claustrofobiche.
    Un gran capolavoro.

    ha scritto il 

  • 5

    Quando il peccato genera la morte

    Una Parigi lontana dal comune splendore romantico accoglie la storia di Thérèse Raquin. Nel susseguirsi di scene anguste si svolge un adulterio dal tono sinistro, un noir che dissolve tutta la sua vic ...continua

    Una Parigi lontana dal comune splendore romantico accoglie la storia di Thérèse Raquin. Nel susseguirsi di scene anguste si svolge un adulterio dal tono sinistro, un noir che dissolve tutta la sua vicenda in una tetra abitazione adibita a negozio. La giovane Thérèse, dopo aver sposato il rachitico cugino Camille, s'innamora di Laurent, un rozzo opportunista che decide di sbarazzarsi del suo rivale, facendolo annegare nelle acque della Senna durante una gita in barca. Quando il delitto lascia spazio ad un logorante rimorso, la vita degli amanti si trasforma in un incubo animato da visioni e odio reciproco. Così, In un continuo succedersi di allucinazioni, la presenza spettrale della vittima sembra apparire tra i due assassini, si introduce addirittura nel loro letto fino all’insostenibile sensazione che un abbraccio tra i due comprenda anche il corpo rigonfio del cadavere. Nei sussulti dell’insonnia e nei terrori della notte, Thérèse e Laurent vivono lo stesso malessere e patiscono le stesse angosce. Due bruti, due bestie travestite da esseri umani create per sperimentare l’unione di temperamenti diversi. Nella prefazione al romanzo, Zola scrive di aver scelto personaggi smoderatamente dominati dai nervi e dal sangue, privi di libero arbitrio, trascinati in ogni atto della vita dalla fatalità della carne. I loro amori rappresentano l’appagamento di un bisogno in cui l’anima è assente, e l’omicidio che essi commettono è la conseguenza del loro adulterio, un peccato che genera morte, una conseguenza che accettano come i lupi accettano l’uccisione della loro preda.

    ha scritto il 

  • 4

    l'ozio inaspriva i tormenti

    Come al solito tante grazie alla "descrizione del libro" che mi ha detto il finale. Essendo un classico non potevo cominciare a leggerlo con il fascino del mistero: è un classico, devo sapere già come ...continua

    Come al solito tante grazie alla "descrizione del libro" che mi ha detto il finale. Essendo un classico non potevo cominciare a leggerlo con il fascino del mistero: è un classico, devo sapere già come finisce. Vabbè.
    Detto questo, ho trovato molto bella e intensa la prima parte, con descrizioni soffocanti e scure. Mi sembrava quasi di sentire nelle ossa l'umido della merceria e di respirare la pesante aria di malattia della camera di Camille. La seconda parte, quella della conquista e dell'attesa, viene forse un po' troppo tirata per le lunghe, e non ho troppo apprezzato il fatto che i due amanti cominciassero a pensare e comportarsi allo stesso modo (mi sembra una caratterizzazione approssimativa).
    La triste storia della signora Raquin sembra essere causata dalle sue stesse mani, avendo cresciuto un figlio debole ed egoista e una nipote oppressa e la pena che posso provare per lei nella parte finale può essere attutita solo da questo.
    Thérèse e Laurent sono la perfetta rappresentazione del "attento a quello che desideri, perché potresti ottenerlo". L'amore carnale può sopravvivere quando non ci sono più ostacoli a frenarlo? Pare di no.

    ha scritto il 

  • 4

    Il "Delitto e castigo" francese

    Si tratta di un romanzo nero, cupo. Non c'è personaggio che sia men che meschino, gretto. Tant'è vero che a volte, tali personaggi, risultano bidimensionali, ritratti un poco con l'accetta. Di consegu ...continua

    Si tratta di un romanzo nero, cupo. Non c'è personaggio che sia men che meschino, gretto. Tant'è vero che a volte, tali personaggi, risultano bidimensionali, ritratti un poco con l'accetta. Di conseguenza, la storia risulta, in alcuni tratti, ripetitiva e l'intreccio lento a svolgersi, con Zola che pare perdersi nel continuo porre in risalto sempre le stesse situazioni, gli stessi umori (ne è testimonianza la più volte evocata contrapposizione tra sangue e nervi).
    Eppure, non mancano alcune espressioni folgoranti, nel loro parossismo. Soprattutto, emerge prepotentemente il tema centrale del romanzo: l'intreccio dicotomico tra delitto e castigo, affrontato certo in modo differente dal Dostoevskij dell'anno precedente. Zola è (italo-)francese, e basti questo. Non offre la profondità filosofica dei russi; in compenso, concede di più all'estetica letteraria.
    Irrompe, poi, nella tragica vicenda tra Lorenzo e Teresa, l'affascinante inevitabilità del processo, della punizione. Se non saranno gli uomini a stabilire le colpe (nel tribunale del diritto), vi provvederanno le coscienze (nel foro interno della ragione). Dove manca la punizione pubblica soccorre quella privata.
    Un richiamo, pur sintetico, va riferito ai veri propri aspetti da romanzo dell'orrore, evidenti soprattutto quando Lorenzo tenta di ricominciare a dipingere, nonché in ciò che accade alla Raquin nella parte finale dell'opera (anche per lei altro non è che la meritata punizione, visto come ha cresciuto Teresa? O è l'unica vittima illibata di Zola?).
    Lui e lei, Lorenzo e Teresa, sempre così diversi, sono invece uguali nel terrore. Comune è il delitto, comune l'espiazione.

    ha scritto il 

  • 3

    Non sono mai riuscita a finire Delitto e Castigo, ma posso dire di avere finito questo. I personaggi mi sono stati così simpatici che non ho potuto non tirare un sospiro di sollievo quando la vicenda ...continua

    Non sono mai riuscita a finire Delitto e Castigo, ma posso dire di avere finito questo. I personaggi mi sono stati così simpatici che non ho potuto non tirare un sospiro di sollievo quando la vicenda si conclude come si conclude. Grazie Zola

    ha scritto il 

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