The Armageddon Rag

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Publisher: Spectra

3.6
(118)

Language: English | Number of Pages: 384 | Format: Softcover and Stapled | In other languages: (other languages) French , Italian

Isbn-10: 0553383078 | Isbn-13: 9780553383072 | Publish date:  | Edition Reprint

Also available as: Hardcover , Paperback , Others , eBook

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
Onetime underground journalist Sandy Blair has traveled far from his radical roots in the ’60s—until the bizarre and brutal murder of a millionaire rock promoter draws him back. As Sandy sets out to investigate the crime, he finds himself on a magical mystery tour of the pent-up passions of his generation. For a new messiah has resurrected the once legendary rock band Nazgûl—but with an apocalyptic new beat that is a requiem of demonism, mind control, and death only Sandy may be able to change in time. . . .
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  • 3

    Questo libro è il terzo "stand alone" di Martin che leggo (gli altri sono stati Fevre Dream e Dying of Light), malgrado fosse quello che mi ha attirato di più prima di cominciarlo, forse è quello che ...continue

    Questo libro è il terzo "stand alone" di Martin che leggo (gli altri sono stati Fevre Dream e Dying of Light), malgrado fosse quello che mi ha attirato di più prima di cominciarlo, forse è quello che tutto sommato mi ha soddisfatto meno.
    L'idea è molto originale e interessante, purtroppo peró ha dei difetti...
    Il principale credo sia un' "ingenuitá" di fondo, che considerando il resto della bibliografia dell'autore stupisce parecchio. Il secondo è una trama un po' dispersiva e slegata.
    Occasione sprecata, seppur libro più che leggibile anche grazie allo stile scorrevolissimo.
    Rimettiamoci in infinita e indefinita attesa di Winds of Winter...

    said on 

  • 3

    "Armageddon Rag" è un libro interessante, sicuramente troviamo un Martin ancora molto lontano dal capolavoro ma comunque un buon prodotto.
    La storia viene raccontata attraverso il viaggio del protagon ...continue

    "Armageddon Rag" è un libro interessante, sicuramente troviamo un Martin ancora molto lontano dal capolavoro ma comunque un buon prodotto.
    La storia viene raccontata attraverso il viaggio del protagonista giornalista/scrittore e gravita attorno ad una finta band, i Nazgul (inventata da Martin traendo ispirazione da "Il Signore degli Anelli", ovviamente), vissuta a cavallo degli anni '60 e '70, dai caratteri decisamente inquietanti.
    La storia è avvincente, si divide praticamente in due parti, una prima metà riconducibile quasi ad un giallo, dove il nostro protagonista incontra i membri sopravvissuti della/alla band per ripercorrere gli anni di gloria e scoprire se davvero i Nazgul sono implicati in qualche modo con l'omicidio del loro produttore, la seconda parte, invece, dall'aspetto molto più mistico dove i Nazgul tornano sulla cresta dell'onda nonostante il frontman della banda sia stato assassinato nel lontano 1971 durante un concerto.
    Mi è piaciuto? Sì e no, sicuramente mi sono divertita moltissimo a ripercorrere quegli anni insieme a Martin che li ha vissuti e che, grazie al modo in cui li racconta, ci fa capire che non ha letto solo i fumetti in quegli anni ma ha ascoltato anche tanta musica, oltretutto in ogni capitolo ci da nuovi punti citando testi di canzoni più o meno famose ma senza dubbio evocative di quel periodo storico. Anche se lo stile di Martin è riconoscibile in ogni frase, sempre brillante, c'è un però, a mio avviso la storia sul finale diventa veramente troppo campata in aria, accadono dei colpi di scena che fatico a spiegarmi e che mi sembrano messi lì senza troppe ragioni.
    E' un libro che tutto sommato merita una possibilità, forse tre stelle sono anche poche, ma indubbiamente quattro sono troppe per me. Lo consiglio soprattutto a chi ama Martin come scrittore e non solo come autore delle cronache del ghiaccio e del fuoco, ma anche a chi suona, a chi è affascinato musicalmente da quegli anni, secondo me la ricostruzione merita un applauso. Ho letto in giro per il web che i Nazgul ricordano molto i Black Sabbath nell'attitudine (riferimenti tolkieniani a parte) e in effetti mi trovo d'accordo.

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  • 3

    Ma dove li trovano?

    I traduttori, intendo. Dove li trovano. Capisco la difficoltà nel rendere un'opera letteraria da una lingua all'altra, ma qui siamo al livello dei "falsi amici". E non dopo quattrocento pagine. A pagi ...continue

    I traduttori, intendo. Dove li trovano. Capisco la difficoltà nel rendere un'opera letteraria da una lingua all'altra, ma qui siamo al livello dei "falsi amici". E non dopo quattrocento pagine. A pagina 42: "Mi servono alcune informazioni dall'obitorio dell'Hog". "Hog" è una rivista. Si sta parlando di un personaggio famoso morto da poco. Martin avrà usato la parola "obituary", che non vuol dire "obitorio" ma, nel caso in questione, "necrologio".
    Anche se la traduttrice non avesse mai incontrato questa parola in vita sua, avrebbe dovuto farsi qualche scrupolo a tradurre con la parola italiana più vicina per grafia. Forse le edizioni Gargoyle non hanno soldi per un professionista e affidano le traduzioni a liceali?

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  • 3

    De más a menos

    Novela que va de más a menos, con buenas ideas que se vienen abajo con un final lejos de las expectativas creadas. Lo mejor viene por la reconstrucción con un toque sobrenatural de la vida de una macr ...continue

    Novela que va de más a menos, con buenas ideas que se vienen abajo con un final lejos de las expectativas creadas. Lo mejor viene por la reconstrucción con un toque sobrenatural de la vida de una macro banda reunida tras una década de separación, y cómo Martin indaga en qué pasó con el espíritu contracultural de los 60. Sin llegar a integrar del todo ambos aspectos pero siendo efectivo. Sin embargo la novela encalla en su último tercio cuando llega el momento de construir su clímax; Martin no sabe muy bien qué hacer, se esconde en sueños y visiones un tanto estúpidos y conduce todo a un desenlace poco imaginativo. Aun así tiene detalles a rescatar como la manera de narrar varios conciertos como si estuviéramos escuchando diferentes grabaciones de una misma gira, describiendo las canciones variando pequeños detalles, centrándose en la visión y las sensaciones del protagonista, y erigiendo secuencias catárticas con sus propios ritmos. Curiosa.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    2

    Deludente

    Purtroppo abbastanza banale. Inoltre l'iconografia del gruppo musicale su cui si imbastisce la vicenda sembra una viaa di mezzo tra Black Sabbath e Mötley Crue, niente a che vedere con il Flower Power ...continue

    Purtroppo abbastanza banale. Inoltre l'iconografia del gruppo musicale su cui si imbastisce la vicenda sembra una viaa di mezzo tra Black Sabbath e Mötley Crue, niente a che vedere con il Flower Power. Non si capisce quanto ci sia effettivamente di soprannaturale e il climax si sgonfia banalmente. La cosa peggiore è la rimpatriata finale, cliché da serie TV. Si vede che era agli esordi

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  • 3

    Interessante

    Ho comprato il libro per la trama a sfondo musicale. Belle le descrizioni dei concerti e trama interessante, anche se poteva tagliare qualcosa qua e là per renderlo ancora più compatto e al cardiopalm ...continue

    Ho comprato il libro per la trama a sfondo musicale. Belle le descrizioni dei concerti e trama interessante, anche se poteva tagliare qualcosa qua e là per renderlo ancora più compatto e al cardiopalma. Finale non così bomba come speravo: davvero in un "armageddon" (e lì lo volevo!). Prima del finale secondo me si perde un pò (troppe descrizioni delle stesse canzoni, o dei sogni...).
    Consigliato!

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  • 4

    Premessa: quando ero adolescente negli anni ’90 io e la mia cricca di amici avevamo il mito degli anni ’60 americani, l’impegno, gli hippies, la voglia di cambiamento, ma soprattutto la musica che acc ...continue

    Premessa: quando ero adolescente negli anni ’90 io e la mia cricca di amici avevamo il mito degli anni ’60 americani, l’impegno, gli hippies, la voglia di cambiamento, ma soprattutto la musica che accompagnava tutto ciò: Jimi, i Doors, i Black Sabbath, i Deep Purple e tutto il panorama musicale rivoluzionario di quegli anni. Leggere questo libro, scritto da uno dei miei autori preferiti, mi sembrava una tappa obbligata, anche se sono passati 20 anni (ma col senno di poi mi vien da dire “soprattutto perché sono passati 20 anni).
    Il libro richiama un po’ Stephen King, sia nello stile incalzante, tipico del Re ma anche di Martin, sia per l’impostazione della narrazione, soprattutto nel modo in cui il soprannaturale si insinua nella quotidianità del protagonista.
    Armageddon Rag è uno dei primi libri di Giorgione, nonostante questo già sapeva il fatto suo in quanto a personaggi (che nella miglior tradizione sono bellissimi e ti spezzeranno il cuore, anche a mille miglia di distanza da Westeros) che a scrittura. E se c’è una cosa che Martin sa fare magistralmente è proprio scrivere: nessuno ha mai ascoltato, e mai ascolterà, le canzoni del “Black Album” dei Nazgul (il gruppo rock protagonista), eppure le loro canzoni sono descritte così bene, così profondamente, che è come se fossero canzoni che ho cantato e ricantato, ascoltato e riascoltato fino allo sfinimento.
    Potere della scrittura, quella buona.
    Se amate Martin leggetelo.
    Se amate il rock leggetelo.
    Se siete un po’ hippie, o lo siete stati, leggetelo.
    Se volete sapere come si scrive di musica, leggetelo.
    Armageddon Rag non cambierà le vostre vite e nemmeno la storia della letteratura, però merita. Quindi… leggetelo!

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  • 0

    George R.R. Martin non è solo Cronache del ghiaccio e del fuoco, e così gradendo molto quella saga mi sono dato alla lettura di Armageddon Rag. Insomma. Il romanzo parte bene, come un thriller ambient ...continue

    George R.R. Martin non è solo Cronache del ghiaccio e del fuoco, e così gradendo molto quella saga mi sono dato alla lettura di Armageddon Rag. Insomma. Il romanzo parte bene, come un thriller ambientato nel mondo della musica rock e della controcultura degli anni '60, ma quando ha una svolta mistico/esoterica perde parecchio in interesse, almeno per quanto mi riguarda. Aspetterò altro materiale dalla saga fantasy.

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  • 4

    Un thriller intriso di controcultura anni '60, buon rock e un pizzico di esoterismo scritto da George R.R. Martin? Con me Armageddon Rag vince facile.
    Un ringraziamento alla casa editrice Gargoyle per ...continue

    Un thriller intriso di controcultura anni '60, buon rock e un pizzico di esoterismo scritto da George R.R. Martin? Con me Armageddon Rag vince facile.
    Un ringraziamento alla casa editrice Gargoyle per aver (finalmente!) deciso di recuperare e tradurre i lavori passati di un grande autore.

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