The Body Artist

By

Publisher: Pan Macmillan

3.4
(532)

Language: English | Number of Pages: 320 | Format: eBook | In other languages: (other languages) Italian , Spanish , French

Isbn-13: 9780330473989 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover , Audio CD , Audio Cassette , Others

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Book Description
The Body Artist opens with a breakfast scene in a rambling rented house somewhere on the New England coast. We meet Lauren Hartke, the Body Artist of the title, and her husband Rey Robles, a much older, thrice-married film-director. Through their delicate, intimate, half-complete thoughts and words DeLillo proves himself a stunningly unsentimental observer of marriage, and of the idiosyncrasies that both isolate and bind us. Rey says he's taking a drive and he does, all the way to the Manhattan apartment of his first wife. Lauren is left alone, or so she thinks . . . 'A poised, individual ghost story for the twenty-first century' Observer 'Inspiring . . . a beautiful book' Independent on Sunday
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  • *** This comment contains spoilers! ***

    2

    http://www.scaffalivirtuali.altervista.org/index.php?bookid=441

    Si parla di questo autore come di un artista immenso, capace di notare ogni particolare apparentemente insignificante della vita come un rapace in cerca di una preda, e devo dire che su questo mi trov ...continue

    Si parla di questo autore come di un artista immenso, capace di notare ogni particolare apparentemente insignificante della vita come un rapace in cerca di una preda, e devo dire che su questo mi trovo d'accordo. Ha un lessico e delle capacità linguistiche che letteralmente travolgono il lettore, lasciandogli dentro uno stile assolutamente inimitabile. Purtroppo, però, seppure molto ben elaborata, la sostanza è veramente poca. Il libro è breve, ciò che accade è anche meno, le pagine diventano numerose perché ogni singolo dettaglio è sviscerato completamente e portato alla luce. Ne esce fuori qualcosa più simile ad un esercizio di scrittura che a un romanzo breve. Una donna giovane rimasta vedova di recente per il suicidio del ben più anziano marito, vive il distacco da lui in preda ai suoi demoni e fantasmi. Si trova in casa un uomo attraverso il quale sembra parlare il suo defunto marito, ma forse quest'uomo è solo un'invenzione della psiche sofferente di lei. La trovo un'idea interessante, da cui sarebbe stato possibile dare vita a un lavoro di spessore, invece è rimasta così, un po' raffazzonata, che non mi ha convinto per niente.

    said on 

  • 4

    “Perché mai la morte di una persona amata non dovrebbe portarti ad una oscena rovina? Non sai amare le persone che ami fino a quando non scompaiono all’improvviso.”

    Stuzzicata la mia curiosità da contrastanti giudizi sul valore letterario dei libri di Don DeLillo, ho letteralmente disseppellito dai miei scaffali l’unica a mia disposizione delle sue opere “Body Ar ...continue

    Stuzzicata la mia curiosità da contrastanti giudizi sul valore letterario dei libri di Don DeLillo, ho letteralmente disseppellito dai miei scaffali l’unica a mia disposizione delle sue opere “Body Art”.
    È un agile volumetto da cento pagine dove si racconta la storia di Lauren, apprezzata Body artist, e Rey, affermato regista.
    Dopo il suicidio di Rey, Lauren continua a vivere nella loro casa finché un giorno si accorge di una presenza che all’inizio sembrerebbe inquietante…
    L’attacco, se non sei un lettore più che smaliziato, e anche un po’ testardo, stenderebbe chiunque: frasi apparentemente senza senso, periodi tronchi che spiazzano completamente il lettore, filo narrativo senza capo né coda, dopo una ventina di pagine verrebbe voglia di mandare tutto al diavolo…

    “All’improvviso sembrava assolutamente strano che le grandi case produttrici sfornassero pane grattugiato e lo impacchettassero e vendessero in tutto il mondo e guardò davvero, per la prima volta, la scatola del pane grattugiato, la vide sul serio e capì cosa conteneva, ed era pane grattugiato.”

    Insisto! Se c’è qualcosa di buono posso arrivare a recepirlo, pur nella mia limitata percezione di questo accavallarsi di frasi sghembe e tortuose.
    Ed alla fine qualcosa si riesce ad intravedere, lo stile di DeLillo non cambia ma si riesce comunque a formulare una chiave di lettura per questa storia: la nebbia si dirada!

    “c’è, anche nella conversazione più semplice, un codice che rivela alle persone interessate cosa succede oltre la mera acustica.”

    Lauren crede di risentire e rivivere determinate situazioni già vissute con Rey attraverso quella presenza particolare che l’accompagnerà nell’accettazione del suo dolore con un percorso sereno e delicato, nonché decisamente introspettivo.

    “Noi siamo fatti di tempo. Il tempo è la forza che ci dice chi siamo. Chiudi gli occhi e ascoltalo. È il tempo a definire la tua esistenza.”

    Non è una lettura da spiaggia, leggera e spensierata, DeLillo si dimostra un ottimo indagatore e la sua padronanza dello scritto sfiora più volte la temerarietà, è forse anche grazie a questo che riesce a colpire duro laddove altri scalfiscono solamente.
    Certo, un approccio meno cervellotico potrebbe essere apprezzato al meglio anche da altri lettori, ma non sarebbe più propriamente la stessa cosa…

    “Perché era sola. Perché il fumo saliva dalle valli tra le colline coperte di boschi e le felci erano state ridotte dal tempo a un marrone bruciato. C’era una severità di mirtilli, toni di terra bruciata sotto cieli scuri, e nei massi lasciati dal mare al limitare della pineta, una tempra dura, antica, un rigore di giuramenti e ostinazione. E perché lui aveva detto quello che aveva detto, cioè che lei sarebbe rimasta lì, alla fine.”

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  • 4

    BODY ART

    Laurene Hartke è una body artist. Dopo la morte violenta del marito, il regista Rey Robles, vive sola nella grande casa sulla costa del Maine che condivideva in affitto con lui. Trascina una vita apa ...continue

    Laurene Hartke è una body artist. Dopo la morte violenta del marito, il regista Rey Robles, vive sola nella grande casa sulla costa del Maine che condivideva in affitto con lui. Trascina una vita apatica e solitaria: «il tempo sembra passare. Il mondo accade, gli attimi si svolgono, e tu ti fermi a guardare un ragno attaccato alla ragnatela. C’è una luce nitida, un senso di cose delineate con precisione, strisce di lucentezza liquida sulla baia. Il una giornata chiara e luminosa dopo un temporale, quando la più piccola delle foglie cadute è trafitta di consapevolezza, tu sai con maggiore sicurezza chi sei. Nel rumore del vento tra i pini, il mondo viene alla luce, in modo irreversibile, e il ragno resta attaccato alla ragnatela agitata dal vento». Improvvisamente strani rumori risvegliano i suoi sensi intorpiditi, così reali da domandarsi se, in qualche modo, per qualche strana distorsione temporale, suo marito sia ancora con lei nella casa. Questa allucinazione darà vita a un personaggio che la aiuterà a colmare la sensazione d’incompletezza che la pervade. Lui è Mr. Tuttle, un sostituto ben conscio della propria provvisorietà: “essere qui mi è capitato. Io sono con il momento. Lascerò il momento. Sedia. Tavolo, corridoio, parete, tutto per il momento...”.
    Una novella dalla trama scarna, declinata da DeLillo col solito impareggiabile stile.

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  • 3

    Dopo aver letto Body Art...

    L'autore ha una maestria di linguaggio fuori dal comune, originale e contradditoria al tempo stesso. Afferma e nega i pensieri che riguardano anche azioni quotidiane; questo suo sali e scendi narrativ ...continue

    L'autore ha una maestria di linguaggio fuori dal comune, originale e contradditoria al tempo stesso. Afferma e nega i pensieri che riguardano anche azioni quotidiane; questo suo sali e scendi narrativo, creato dalle onde dell'incertezza filosofica, rende secondo me questo libro un prezioso esempio di letteratura nuova, post moderna. Ogininale anche il suo modo di trattare temi importanti come la solitudine e il tempo, il tutto mescolato dal dubbio creativo, da dialoghi forse immaginati, secchi, chiari e non chiari, che sfociano nella performance della body artist drammaticamente colpita dalla piu' grande incertezza, quale la morte inspiegabile di una persona molto cara.

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  • 5

    "Lei aveva ancora la bocca piegata dall'esperienza di condividere la vita sconosciuta di chiunque avesse maneggiato quel cibo, o da una realtà molto più strana e labirintica, il passaggio intimo del c ...continue

    "Lei aveva ancora la bocca piegata dall'esperienza di condividere la vita sconosciuta di chiunque avesse maneggiato quel cibo, o da una realtà molto più strana e labirintica, il passaggio intimo del capello da una persona all'altra e in qualche modo da una bocca all'altra nel corso di anni e anni, attraverso città e malattie e cibo poco pulito e letali liquidi corporei. [...]
    Il giornale della domenica è composto da varie parti e bisogna separarle e sceglierne una, e ci sono infinite identiche righe stampate e persone che vivono dentro le parole[...] e ci sono persone che vengono torturate all'altra estremità della terra, persone che parlano un'altra lingua, e intrattieni con loro conversazioni più o meno incontrollate fino a quando non ti rendi conto di farlo e allora smetti, e vedi quello che hai davanti in quel momento, tipo un bicchiere semipieno di succo d'arancia nella mano di tuo marito."

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  • 4

    pain art

    Rey e Lauren sono sposati da poco quando lui si uccide
    restano i pochi ricordi e il lavoro di scarnificazione che lei è solita fare prima di produrre una performance col suo corpo...il fantasma di que ...continue

    Rey e Lauren sono sposati da poco quando lui si uccide
    restano i pochi ricordi e il lavoro di scarnificazione che lei è solita fare prima di produrre una performance col suo corpo...il fantasma di quel che è stato o di quel che sarà si aggira tra le stanze della casa isolata in cui lei si rifugia...è un fantasma proiettivo, come la quasi totalità di quelli di cui si scrive di solito...e parla solo con parole già dette e solamente con la voce di chi le ha pronunciate...

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  • 3

    Scarno e conturbante

    Questo piccolo romanzo, poco conosciuto rispetto ad altre opere di DeLillo, è un racconto scarno e conturbante sulla surreale ma intimamente consapevole elaborazione di un lutto tra arte e ricordo, tr ...continue

    Questo piccolo romanzo, poco conosciuto rispetto ad altre opere di DeLillo, è un racconto scarno e conturbante sulla surreale ma intimamente consapevole elaborazione di un lutto tra arte e ricordo, tra immaginazione e realtà. Ancora una volta, DeLillo si rivela maestro della riflessione del tempo con il suo inconfondibile linguaggio che viviseziona il reale e le emozioni

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  • 4

    sfuggire al proprio corpo come se si sfuggisse dalla tela di un ragno.

    DeLillo ci fa immergere in un mondo in cui tutto è registrato in modo opprimente e allucinante. Dilantando al massimo i tempi e gli episodi il lettore viene imprigionato nel racconto fin quasi a soffo ...continue

    DeLillo ci fa immergere in un mondo in cui tutto è registrato in modo opprimente e allucinante. Dilantando al massimo i tempi e gli episodi il lettore viene imprigionato nel racconto fin quasi a soffocarlo.
    In tutto il racconto c'è sempre la sensazione che ci sia qualcosa che ci stia sfuggendo dalle mani e che vorremmo capire, ma proprio perché si tratta di un dolore così intenso e personale non è totalmente comprensibile per il lettore. E quel dolore rimane appeso, come la ragnatela dell'incipit a cui anche noi ci attacchiamo per cercare di comprendere. Allo stesso tempo anche noi come Lauren dobbiamo fare i conti con i nostri fantasmi, con il nostro dolore senza tempo.
    Ecco che l'unica cosa che cambia è proprio il nostro corpo, ferito e reso irriconoscibile dal tempo dilatato della nostra mente. E il dolore resta, ci invade, distruggendoci l'anima e il corpo e noi non possiamo far altro che scappare dalla tela tessuta dal ragno.

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  • 4

    "Tutto é lento e bianco e esangue e tutto accade intorno al verbo sembrare."

    " Il tempo sembra passare. Il mondo accade, gli attimi si svolgono, e tu ti fermi a guardare un ragno attaccato alla ragnatela"
    Comincia cosi, ed è un affresco della quotidianità di una coppia, lui Re ...continue

    " Il tempo sembra passare. Il mondo accade, gli attimi si svolgono, e tu ti fermi a guardare un ragno attaccato alla ragnatela"
    Comincia cosi, ed è un affresco della quotidianità di una coppia, lui Rey Robles 64 anni, un regista e poeta dei luoghi solitari, lei Lauren Hartke, 36, una bodyartist, in una casa sperduta col mare davanti, in affitto per sei mesi.
    De Lillo scrive del niente nel capitolo iniziale ma lo fa in modo fastoso con la sua prosa: Un mattino, la colazione tra loro due, prima che lui parta per New York. Ti rallenta portandoti giu, dentro questa minimalia che in genere sfugge, ed è come la promessa di un seme sepolto.
    A New York va nella casa dell'ex moglie e si spara.
    La storia prosegue raccontando gli effetti collaterali della perdita. Ma DeLillo lo fa come volesse sempre farti perdere il punto, secondo me, interessato più ai silenzi, in giornate come un ronzio privo di tono, alle omissioni delle parole, per farne un elegante pezzo di origami.Le pieghe della carta, come un tempo pieghevole, dentro prende forma un organismo e devi esser tu a dargli vita. Lo afferri alle estremità, le tiri e lui apre le ali.
    "Tutto é lento e bianco e esangue e tutto accade intorno al verbo sembrare."
    Lui muore. Lei pensava a quei giorni come ai primi giorni dopo. Durante i primi giorni dopo rifornì la dispensa e spruzzò disinfettante sulle piastrelle del bagno.
    "Si sentiva a casa in quel posto e i giorni correvano via con la loro piccola, ipnotica routine, giorni caratterizzati da un rollio simultaneo, privi di centro, a volte interrotti da spazi vuoti, giorni che passavano con tanta lentezza da far male."
    [--]
    "Durante i primi giorni dopo, mangiò un mollusco infernale e passò alcune ore a correre in bagno. Ma se non altro il mollusco le aveva restituito il corpo. Non c'è niente come una diarrea furibonda, pensò, per fare di corpo e mente una cosa sola."
    Fa ridere se si pensa che, questo è il primo accenno che fa al bodyArt del titolo. Io poi, non l'ho neanche capita bene questa relazione tra corpo e anima di cui si doveva parlare nel racconto. E cosi lo rileggo, ritrovo le sottolineature, cerco le connessioni. Poi nella testa non faccio altro che immaginarmi la protagonista come fosse Sylvie Guillem ( http://it.wikipedia.org/wiki/Sylvie_Guillem ). E cosi mi sono innamorato ancora di questa Sylvie Guillem, come ancora tempo fa, ma mi era passato credevo e invece no.

    Questo è il mio preferito e, credo descriva un pò anche il racconto di DeLillo. (Non so come mai i link di you tube non prendono l'accesso diretto qua)

    http://www.youtube.com/watch?v=PapxE1xTWM0

    http://vimeo.com/19464795

    Allora, lei si ritrova sola e deve riorganizzarsi la vita attorno ad un vuoto. La presenza del morto aleggia nella casa, lei comincia a fare esercizi di respirazione: lavorava a partire dalla spina dorsale verso l'esterno, spostandosi a quattro zampe sul pavimento, tirava fuori la lingua e ansimava e con precisione sperimentava dentro le ossa separate dai dischi che facevano rat-a- tat giù lungo la schiena. E io sempre la ad immaginarmi Sylvie Guillem.
    Poi la scoperta di una strana presenza che, secondo lei era Rey, il suo compagno morto.
    "Lo trovò il giorno dopo. [...] Era piuttosto piccolo e sottile da principio e lo scambiò per un bambino, dai capelli color sabbia, appena sveglio dopo un sonno profondo, o forse sotto l’effetto di qualche farmaco."
    Questo fatto poi che questa inspiegabile presenza che ripete frammenti di conversazione di Rey, con la sua stessa voce, i gesti, la manda di matto. Neanche alla fine si saprà se questo Mr Tuttle, l'intruso, questo squatter metafisico, era un'allucinazione o che. Uno che sperimenta un altro tipo di realtà, che non condivide lo stesso concetto di tempo, linguaggio, spazio e ne è emotivamente sconvolto. Un uomo che ricorda il futuro. Hartke ha a che fare con queste cose. Non c'è una trama e DeLillo adotta l'ambiguità, non da risposte però ti da il modo di vagolare con i tuoi pensieri sulle questioni che vagheggia. In questo senso i pensieri si fanno danza, con un linguaggio che non contempla le parole, che puoi interpretare soggettivamente penso. La solitudine che ho sentito nel leggerlo è come quel: " Gli prese la faccia tra le mani, guardandolo fisso. Cos'aveva significato quel gesto la prima volta, la prima volta che una creatura pensante aveva guardato negli occhi, in profondità un'altra creatura? C'erano volute centinaia di migliaia di anni perchè questo accadesse, c'era stata la prima cosa che avevano fatto gli esseri umani, un'esperienza trascendentale, la cosa che gli aveva resi superiori..lo sguardo che dimostra la solitudine della nostra anima."

    Uno dei dettagli di questa solitudine dai tratti maniacali era quando Lauren si metteva davanti al pc e si collegava per ore e ore con una webcam che trasmetteva immagini dal bordo di una strada in Finlandia, a Korka e, i tempi morti quando non passavano auto le piaceva piu di ogni cosa. " Immaginò la possibilità che qualcuno si masturbasse davanti a quell'immagine. "
    L'ho cercata quella webcam in rete. Ne ho trovato una a Korka, Finlandia. Mandava immagini di quella strada, ogni due tre secondi però, in diretta. Che sensazione strana guardare la stessa strada, lo stesso punto di ripresa della webcam che guardava Lauren nelle sue notti.

    Verso la fine il capitolo "Body art in extremis: lenta, scarna e dolorosa." Il capitolo lo firma Mariella Chapman, una ex compagna di università. La descrizione dello spettacolo è la sua. "Lauren Hartke è una body artist che tenta di liberarsi del corpo...ha abitato i corpi di adolescenti, predicatori fondamentalisti, di una donna ultracentenaria che viveva di yogurt , e anche di un uomo incinto. La sua arte è oscura, lenta, difficile, a volte tormentosa. Un tormento che a che fare con me e con voi. Ha a che fare con chi siamo quando non stiamo recitando chi siamo."
    Ho cercato di assorbire questa sensazione di lei che tenta di liberarsi del suo corpo, ma non l'ho avvertita come empatia, mi sfuggiva questo tentativo di morte irrisolta. A parte questo, la tecnica di DeLillo l'ho trovata piacevolmente spiazzante, come certi video di Bill Viola, cosi carica di evocazioni e di inaspettato all'interno della consuetudine. Mi ha affascinato.
    Intanto però sono innamorato ancora di Sylvie Guillem.

    "Sono Lauren ma sempre meno." Dirà alla fine.

    ".. e il ragno resta attaccato alla ragnatela agitata dal vento."

    http://www.youtube.com/watch?v=RTaFQlGJbWA

    http://firenze.repubblica.it/cronaca/2014/01/09/news/guillem_la_casta_dei_sindacati_sta_uccidendo_i_teatri-75473528/

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