The City and the City

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Publisher: Macmillan

3.9
(270)

Language: English | Number of Pages: 500 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Italian , German , French , Polish , Spanish , Chi traditional

Isbn-10: 1405000171 | Isbn-13: 9781405000178 | Publish date: 

Also available as: Paperback , eBook , Softcover and Stapled , Others

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
PRAISE FOR CHINA MIÉVILLEPerdido Street Station‘An astonishing novel, guaranteed
to astound and enthrall’ Times Literary Supplement‘A well-written, ...
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  • 4

    Sembra banale scriverlo per l'ennesima volta ma l'idea dietro a questo libro è veramento intrigante. Due città sovrapposte che vengono descritte indirettamente dai personaggi lasciando aperte alcune i ...continue

    Sembra banale scriverlo per l'ennesima volta ma l'idea dietro a questo libro è veramento intrigante. Due città sovrapposte che vengono descritte indirettamente dai personaggi lasciando aperte alcune interpretazioni come se fossimo osservatori di una realtà che non ci mette al centro.
    lo sviluppo poi non è così male, forse la traduzione è un po' superficiale ma comunque l'autore, alla fine dei giochi, porta a casa il risultato. forse mi è piaciuto anche di più di perdido street station.

    said on 

  • 5

    Libro de difícil clasificación

    Es mi primer contacto con China Miéville, y parece que este libro se aparta de los que le han hecho conocido. En parte me ha recordado a La investigación de Stanislaw Lem, en este la trama fantástica ...continue

    Es mi primer contacto con China Miéville, y parece que este libro se aparta de los que le han hecho conocido. En parte me ha recordado a La investigación de Stanislaw Lem, en este la trama fantástica es algo más reconocible, aunque su relación con lo fantástico es confusa de forma deliberada.
    Dos ciudades unidas geográficamente, pero separadas histórica y culturalmente por un hecho lejano. Conviven ignorándose mutuamente pues sus habitantes son enseñados desde pequeños a "desverse". La temida policía de "La brecha" se asegura de que este status quo continue.
    Un crimen cometido entre las dos ciudades, y un inspector de una de ellas, obligado en parte a su pesar a investigarlo, tiene que viajar al extranjero, a esa otra ciudad extranjera paralela a la suya, con el fin de resolverlo.
    Me ha resultado apasionante, a pesar del ritmo algo lento en ocasiones, el dibujo de la convivencia ignorada, la historia compartida que apenas se insinua en el libro de forma deliberada. Una historia inusual, con muchos matices que invitan a la reflexión.

    said on 

  • 4

    «Sono tutti quelli delle città che svolgono la maggior parte del lavoro. Funziona perchè nessuno batte ciglio. Ecco perchè vedere e disvedere sono così importanti. Nessuno può ammettere che non funzio ...continue

    «Sono tutti quelli delle città che svolgono la maggior parte del lavoro. Funziona perchè nessuno batte ciglio. Ecco perchè vedere e disvedere sono così importanti. Nessuno può ammettere che non funziona. E se non lo si ammette, funziona»

    Non conoscevo questo autore, l'ho scoperto per caso trovandolo menzionato insieme ad una delle sue opere (proprio questa) in un altro libro. Incuriosita dalla trama ho comprato La città & la città e... spettacolo!!
    Già dalle prime pagine ho subito capito che si trattava di qualcosa di veramente nuovo, di diverso: un mix tra fantasy e detective story che convince e incanta fino alla fine.
    Le vicende narrate sono al limite del surreale, ed è difficile distinguere ciò che è vero da ciò che è solo frutto di una sorta di suggestione (o indottrinamento, se vogliamo) collettivo. Quando, dopo un po' di fatica iniziale, si entra nel complesso meccanismo di questo mondo si rimane invischiati e senza rendersene conto iniziamo anche noi a vedere (o a disvedere) le cose proprio come gli abitanti di Beszel ed Ul Qoma. Per capire, bisogna leggere.
    La città immaginata (e meravigliosamente descritta) da Miéville è frutto di un'ingegnosa fantasia, ma non è poi così distante da qualcosa che abbiamo già visto in passato, o che sta succedendo ora, o che potrebbe accadere in un futuro nemmeno così lontano.

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  • 2

    ok China, mi hai fregato un'altra volta. Quando esce un tuo libro rimango affascinato dalle idee che la tua mente riesce a partorire, ne sono irresistibilmente attratto.Questa volta poi, l'idea era pa ...continue

    ok China, mi hai fregato un'altra volta. Quando esce un tuo libro rimango affascinato dalle idee che la tua mente riesce a partorire, ne sono irresistibilmente attratto.Questa volta poi, l'idea era particolarmente brillante: Beszel, la città in cui tutto comincia, sovrapposta e intrecciata ad un'altra città, Ul Coma: lingue diverse, economie diverse e anche modi di muoversi diversi. Come filo conduttore, il cadavere di una ragazza assassinata trovato nella periferia di Beszel, delitto che sembra portare direttamente a Ul Coma e forse oltre; Qualcuno mormora con insistenza di un'altra città, Orciny, nascosta nelle pieghe delle altre due e che forse potrebbe essere la chiave per spiegare il delitto.
    Come fai a resistere a delle premesse di questo tipo?
    La cosa, almeno all'inizio funziona: il giallo è interessante, la descrizione di come funzionano le cose nelle due città intrecciate lo è ancora di più eppure, presto, il meccanismo del romanzo si inceppa, inizia a muoversi in maniera ferraginosa e la lettura diventa pesante.
    Ciò che ho capito leggendo questo romanzo è che China Miéville ha delle idee meravigliose, ma è un pessimo narratore. Ogni volta si perde per strada, era successo anche con l'altro suo romanzo che avevo letto: Perdido Street Station, si dimentica che oltre a illustrare il frutto del suo geniale cervello deve anche raccontare una storia.

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  • 3

    Distopolar

    Un omicidio, un ispettore solitario e curioso, due città in una. Il tutto a fungere da perno per questo Miéville sempre istrione della parola ma meno immaginifico del solito, più cupo, qui creatore di ...continue

    Un omicidio, un ispettore solitario e curioso, due città in una. Il tutto a fungere da perno per questo Miéville sempre istrione della parola ma meno immaginifico del solito, più cupo, qui creatore di strade palazzi vicoli — ma soprattutto comportamenti massificati indotti — eretti a simbolo di incomunicabilità sociale.
    La distopia a braccetto con il polar. Esperimento riuscito in parte, zoppicante nel ritmo e in alcuni aspetti naïve del finale.

    said on 

  • 4

    Il mio problema è chiaramente con i gialli, perché come giallo questo libro è scritto benissimo. Ho superato a fatica le prime 100 pagine, fino al punto in cui l'elemento weird si è integrato nel comp ...continue

    Il mio problema è chiaramente con i gialli, perché come giallo questo libro è scritto benissimo. Ho superato a fatica le prime 100 pagine, fino al punto in cui l'elemento weird si è integrato nel complicato gioco di intrighi finora descritto e da quel punto è stato più facile proseguire. Un thriller mascherato da fantascienza, con una premessa discostante e implicazioni difficili anche solo da immaginare, collocato in una esotica città-stato centroeuropea in cui due città coesistono separate da una impenetrabile (o quasi) muraglia mentale.

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  • 3

    Ottime descrizioni, sviluppo non convincente

    Questo romanzo è fondamentalmente un giallo mascherato da storia fantastica\fantascientifica.

    L'indagine viene svolta tra due città immaginarie dell'est europeo che si trovano nella strana situazione ...continue

    Questo romanzo è fondamentalmente un giallo mascherato da storia fantastica\fantascientifica.

    L'indagine viene svolta tra due città immaginarie dell'est europeo che si trovano nella strana situazione di essere intersecate tra di loro e il controllo della "frontiera" avviene tramite una fantomatica polizia detta Violazione.

    China Mieville l'ho incontrato tempo fa con il fantastico «Perdido street station» ma qui sembra nemmeno essere lui. Lo stile è quello fluido ed elegante del romanzo appena citato, ma la vicenda è così regolare e banale da mancare del tutto il sense of wonder. Mi spiego meglio: ho trovato alcuni punti che mi hanno deluso profondamente.

    1.Le due città sono «intesecate» tra loro. Come minimo mi aspettavo che la questione fosse fantastica o fantascientifica e invece il tutto si riduce a isole di terra che appartengono a una o all'altra parte. Perché non mettere le due città su un piano di esistenza separato? Oppure le città che si intersecano su una dimensione parallela? Mistero. E il senso del racconto non ne avrebbe assolutamente perso, ma a mio parere, guadagnato.

    2.I protagonisti sono piatti. Il detective che svolge le indagini non ha caratteristiche che lo rendano indimenticabile. Tant'è che pure il nome mi sono dimenticato.

    3.Perché portare avanti un mistero così ben congegnato per poi spegnerlo così malamente nelle ultime pagine?

    4.Lo swing finale introduce altri personaggi secondari che servono solo a chiudere il cerchio.

    5.Viene detto che viene detto gli scavi archeologici in una delle due città servono a far rinvenire oggetti pseudo-magici o con proprietà fisiche sconosciute. E quindi? Il tutto muore lì senza il minimo approfondimento.

    6.La sospensione dell'incredulità viene messa a durissima prova in più di una parte. Il rischio di chiudere il libro dovuto anche all'overload di informazioni senza fine è altissimo.

    Alla fine il romanzo prende 3 stelline solo perché la classe di Mieville salva capra e cavoli.

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  • 4

    Desver y desoir

    No me ha apasionado tanto como otras novelas de Miéville, es la quinta que leo y la primera que no se lleva las cinco estrellas. La idea de las ciudades es genialidad digna del autor, es muy curioso v ...continue

    No me ha apasionado tanto como otras novelas de Miéville, es la quinta que leo y la primera que no se lleva las cinco estrellas. La idea de las ciudades es genialidad digna del autor, es muy curioso ver todas las implicaciones de lo que son dos ciudades rivales ocupando el mismo lugar (molaría una versión española con Madrid y Barcelona en el mismo caso, sería muy gracioso), todas esas normas absurdas de desver y desoir que me parecen una crítica del autor hacia los nacionalismos. La llamada Escisión que provocó la unión/desunión de las dos ciudades me ha recordado a la Cicatriz y a la Torsión de las novelas de Bas-Lag. Me pregunto si habrá una conexión en todo esto.
    Lo malo es que si quitamos el donde transcurre la novela no es mas que otra policiaca del montón, un thriller de conspiraciones bastante rutinario, poco brillante. Los personajes también son flojos, muy tópicos, están muy lejos de otros inolvidables que creó Miéville.

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  • 5

    Cose da vedere (e soprattutto da non vedere) in città

    Libro assolutamente affascinante, a prima vista inclassificabile, almeno per quelli come me che si sentono meglio quando riescono a incasellare tutto. L'autore ha affermato di essere indebitato, tra l ...continue

    Libro assolutamente affascinante, a prima vista inclassificabile, almeno per quelli come me che si sentono meglio quando riescono a incasellare tutto. L'autore ha affermato di essere indebitato, tra l'altro, con Kafka e Chandler, e sono due punti di riferimento da tenere a mente quando si inizia a leggere.
    La struttura è quella di un poliziesco, con un delitto da risolvere e un poliziotto malinconico ben presto invischiato in un trame più grandi di lui. Una classica detective story, costruita in maniera del tutto soddisfacente, con il giusto crescendo di eventi e colpi di scena. Ma non è questa la casella giusta, e neanche la parte migliore del libro.
    La parte più vera, potente, geniale, quella che affascina, direi addirittura ipnotizza di questo libro è l'ambientazione (e di conseguenza per usare il termine ormai usurato, l'atmosfera).
    La storia si svolge in due città situate nell'Europa orientale, la cui particolarità è di essere incastonate l'una nell'altra come due vene di minerale nella stessa pietra. Una delle due città, Beszel, è più antica, arretrata e decadente (nettamente ispirata, secondo me, alla Praga pre-caduta del Muro); l'altra è Ul Qoma, vibrante e proiettata verso il futuro. Coesistono nello stesso spazio fisico e condividono le stesse strade, ma la loro separazione è insanabile; non ci sono muri fisici, ma solo mentali e ne testimonia il peculiare modo di vivere dei cittadini, irto di cautele, condizionamenti e tabù.
    Nessuna spiegazione viene data inizialmente sull'origine (storica? Sovrannaturale? Fantascientifica?) di tale bizzarra coesistenza urbana: essa è un dato di fatto preesistente e viene descritta man mano che se ne presenta la necessità. Ma nonostante qualche difficoltà iniziale, non ci vuole molto per venire catturati dall'atmosfera del libro: quella vischiosa ed enigmatica coesistenza di luoghi risulta da un certo punto in poi tremendamente realistica, e ci si trova a provare la stessa tensione, la stessa claustrofobia dei personaggi che vi si muovono (incidentalmente, questo porta a riflettere anche sui tanti condizionamenti meno sinistri ma altrettanti efficaci che si attivano abitualmente anche in luoghi più convenzionali).
    Attaccati al filo dell'indagine poliziesca, ci si addentra ora in Beszel, ora in Ul Qoma, ora in misteriosi interstizi che non sono né l'una né l'altra, ed è tutto così coinvolgente e brillante che tutto sommato la casella della classificazione non importa poi così tanto. Insomma, per me alla fine l'unica casella adatta è stata quella delle cinque stelle.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Romanzo affascinante basato su un’idea singolare: due città che convivono, l’una compenetrata nell’altra. Alcune zone appartengono in modo esclusivo a una delle due. Ma vi sono anche molte intersezion ...continue

    Romanzo affascinante basato su un’idea singolare: due città che convivono, l’una compenetrata nell’altra. Alcune zone appartengono in modo esclusivo a una delle due. Ma vi sono anche molte intersezioni, cioè strade che sono di entrambe e in cui i cittadini dell’una e dell’altra devono evitare di guardarsi e fingere che gli abitanti dell'altra non ci siano. Allo stesso modo è vietato guardare gli edifici o sentire i rumori e gli odori della città “confinante”. Insomma l'altra Città deve essere cancellata dalla mente.
    In questo luogo alienato, chi non rispetta le regole è soggetto all’intervento della Violazione, una misteriosa polizia segreta il cui unico compito è evitare sconfinamenti degli abitanti (ma anche dei visitatori).
    In una di queste due città viene trovato il cadavere di una ragazza. La storia comincia da qui, mescolando un giallo dalle atmosfere cupe alla costruzione di un mondo schizofrenico.
    Mieville si diverte a giocare con le parole, per definire concetti impossibili: due punti vicini nella realtà, ma separati da questa geografia assurda sono “grosstopicamente” vicini e allora occorre “disvedere” quello straniero. Il risultato è convincente e avvincente. Unico difetto: i personaggi rimangono un po’ delle sagome di cartone, ma questo non mi ha disturbato più di tanto, visto che le vere protagoniste di questo romanzo sono le due città.

    said on 

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