The Communist Manifesto

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Publisher: Oxford University Press

4.0
(2046)

Language: English | Number of Pages: 96 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi traditional , Spanish , Chi simplified , German , French , Italian , Portuguese , Galego

Isbn-10: 019953571X | Isbn-13: 9780199535712 | Publish date: 

Also available as: School & Library Binding , Hardcover , Softcover and Stapled , Mass Market Paperback , Others , Audio Cassette , eBook

Category: History , Philosophy , Political

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Book Description
The Communist Manifesto is one of the most influential pieces of political propaganda ever written. It is a summary of the whole Marxist vision of history and is the foundation document of the Marxist movement. Karl Marx and Friedrich Engels were aged 29 and 27 respectively when The Communist Manifesto was published on the eve of the 1848 revolutions. The authors had been close collaborators since 1844, and the Manifesto is a condensed and incisive account of the world-view they had evolved during their hectic intellectual and political involvement of the previous few years. This new edition is critically and textually up to date, and includes the Prefaces written by Marx and Engels subsequent to the 1848 edition. ABOUT THE SERIES: For over 100 years Oxford World's Classics has made available the widest range of literature from around the globe. Each affordable volume reflects Oxford's commitment to scholarship, providing the most accurate text plus a wealth of other valuable features, including expert introductions by leading authorities, helpful notes to clarify the text, up-to-date bibliographies for further study, and much more.
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    Contenuto

    Karl Marx e Friedrich Engels analizzano la storia come lotta di classe, sempre esistita e combattuta tra oppressi ed oppressori. I due sottolineano come questo contrasto non solo sia ancora presente n ...continue

    Karl Marx e Friedrich Engels analizzano la storia come lotta di classe, sempre esistita e combattuta tra oppressi ed oppressori. I due sottolineano come questo contrasto non solo sia ancora presente nella moderna società borghese, ma che piuttosto si sia addirittura inasprito, poiché, in seguito a grandi trasformazioni sociali connesse alla trasformazione del modello produttivo, esso è animato da solo due grandi classi: la borghesia e il proletariato. La prima, classe rivoluzionaria in età feudale, dopo aver annientato la struttura economica e politica allora esistente, ormai inadeguata ed obsoleta, si consacrò come classe dominante a tutti gli effetti durante le rivoluzioni industriali. La seconda, nata in seguito alla nascita del modello economico capitalistico, risulta essere quella oppressa ma potenzialmente dominante.
    La base su cui la borghesia ha costruito la propria forza è sostanzialmente lo sfruttamento del proletariato, tutelato dai governi, definiti da Marx ed Engels un comitato che amministra gli affari comuni di tutta la classe borghese.[1] Tuttavia con lo sviluppo dell'industria la classe operaia, le cui file tendono ad ingrossarsi sempre di più anche di parti della piccola-media borghesia e di borghesia declassata, è destinata a crescere in numero e in forza. La compressione dei salari tende a far sì che le condizioni di vita dei lavoratori diventino man mano sempre più simili, così che essi tendono ad organizzarsi in associazioni permanenti, per difendere i loro diritti. Alla luce di tali premesse, il proletariato risulta essere destinato ad abbattere la classe borghese insieme con il modello economico da essa introdotto.
    In seguito alla rivoluzione in cui il proletariato conquisterà il potere politico, dovrà esserci necessariamente una fase di transizione, definita "dittatura del proletariato", durante cui verranno utilizzati dalle associazioni operaie i mezzi di produzione borghese, messi a disposizione dallo Stato, per trasformare radicalmente la società: a uno Stato borghese si sostituirà quindi uno Stato proletario, a una dittatura della borghesia una dittatura del proletariato.

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  • 1

    Con tutto il rispetto per l’importanza dell’opera (un’importanza che in realtà non si immaginavano nemmeno gli autori), per me è stata una tortura leggerlo. Pur essendo breve è prolisso - incredibile, ...continue

    Con tutto il rispetto per l’importanza dell’opera (un’importanza che in realtà non si immaginavano nemmeno gli autori), per me è stata una tortura leggerlo. Pur essendo breve è prolisso - incredibile, eh?
    Il fondo di verità naturalmente c’è, ma è nascosto dal tono paranoico e dalla visione complottistica.

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  • 4

    Il comunismo (purtroppo) è, irrimediabilmente, intrecciato alla nostra storia, alla nostra cultura, alla nostra società

    Il manifesto del partito comunista uscì a Londra nel 1848, appena qualche giorno prima che a Parigi scoppiasse la rivoluzione. Era stato commissionato dalla Lega dei comunisti per esporre il loro prog ...continue

    Il manifesto del partito comunista uscì a Londra nel 1848, appena qualche giorno prima che a Parigi scoppiasse la rivoluzione. Era stato commissionato dalla Lega dei comunisti per esporre il loro programma politico. E può essere considerato una summa del pensiero marxista: vi si trova la concezione della storia come lotta di classe, l’interpretazione del ruolo della borghesia e del proletariato, la critica alle altre forme di socialismo, la preconizzazione di una società senza classi, senza oppressione e senza più stato. Si tratta di una delle opere più importanti, non tanto nella filosofia politica, quanto nella storia umana degli ultimi due secoli. Il comunismo (purtroppo) è, irrimediabilmente, intrecciato alla nostra storia, alla nostra cultura, alla nostra società: conoscerne i fondamenti è necessario per poter capire la contemporaneità.

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  • 3

    Ho così scoperto, leggendo il Manifesto, che probabilmente a tutt’oggi sono un socialista conservatore o borghese. Un filantropo che però non vede come sviluppo futuro il rovesciamento dell’attuale mo ...continue

    Ho così scoperto, leggendo il Manifesto, che probabilmente a tutt’oggi sono un socialista conservatore o borghese. Un filantropo che però non vede come sviluppo futuro il rovesciamento dell’attuale mondo bensì un mondo di soli borghesi che vivano nel benessere diffuso: in pratica come dice il Manifesto, un mondo senza proletariato.

    Curioso come la realtà di adesso mi faccia pensare come unica alternativa a questa, e curioso anche che questa alternativa era già stata presa in considerazione da Marx all’epoca.
    Tutto era già scritto e già immaginato e profeticamente si sta realizzando.

    Eppure era stato immaginato un mondo diverso, all’epoca sembrava possibile, oggi non più. La storia ha preso una piega differente, ma questo testo ci ricorda come la realtà in cui viviamo in pratica è frutto di un enorme sistema a cui siamo assoggettati, non è innata e non è l’unica possibile.

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  • 5

    Testo fondamentale

    Ho letto questo libro 2 volte: la prima quando avevo poco più di 20 anni e la seconda adesso che ne ho 30. Probabilmente lo rileggerò quando ne avrò 40 con una maturità socio-politica ancora maggiore ...continue

    Ho letto questo libro 2 volte: la prima quando avevo poco più di 20 anni e la seconda adesso che ne ho 30. Probabilmente lo rileggerò quando ne avrò 40 con una maturità socio-politica ancora maggiore (spero) e mi stupirò ancora di quanto la teoria socio-economica sostenuta da Marx e Engels sarebbe ancora straordinariamente valida ai giorni nostri. Se solo ci fosse un po' di buona volontà e di amor proprio da parte di quei lavoratori che stanno alla base della società e senza i quali lo Stato non progredirebbe e rimarrebbe tremendamente statico. Una lettura che consiglio soprattutto ai più giovani che otterrebbero qualche nozioni in più prima di riempirsi la bocca con la parola "comunismo" sui social network sapendola accostare solamente a "rosso", "centri sociali", "immigrati", "Russia", "dittatura",...

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  • 5

    Letto per curiosità

    Il Manifesto del partito comunista è, volenti o nolenti, uno dei libri più importanti della storia contemporanea per l'influenza ideologica, storica e sociale.
    Il libro è il frutto di un desiderio riv ...continue

    Il Manifesto del partito comunista è, volenti o nolenti, uno dei libri più importanti della storia contemporanea per l'influenza ideologica, storica e sociale.
    Il libro è il frutto di un desiderio rivoluzionario, di emancipazione, di pretendere i propri diritti, con rabbia e fervore ideologico, rispecchiando perfettamente il malcontento dell'oppresso verso l'oppressore, rappresentando il contesto storico in cui è stato scritto.
    E', sostanzialmente, nato dai tumulti rivoluzionari, dalla necessità di avere dei diritti e di concretizzare un socialismo utopistico, dandogli una forma e divenendo reazionario.
    E' senz'altro interessante leggerlo anche per constatare le differenze con l'idea di comunismo odierno e comprendere l'evoluzione dell'ideologia.
    A mio modesto parere, si nota inevitabilmente che il testo risulti obsoleto, ma perfettamente incastonato nell'epoca in cui venne rilasciato.
    Poi, si può esser d'accordo o no con i pensieri rivoluzionari di Marx ed Engels ma indipendentemente da ciò risulta di indubbio fascino come testo scientifico e storico, anche se risulta esser una lettura piuttosto impegnativa per cui aver molta pazienza e interesse nel dover seguir le (esaustivissime) note che, quantitativamente, possono eguagliare (se non addirittura superare) il testo originale.
    Per curiosi e per appassionati di storia e di politica.

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  • 4

    Da leggere, comunque la si pensi. Non solo per capire la storia del 900, ma anche per intrepretare e guardare con occhio critico alla nostra storia contemporanea.

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  • 3

    Leggere e conservare

    Da leggere e conservare in libreria. Seppur scritto nel 1848 ,alcuni passaggi rimangono molto attualizzabili

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  • 5

    暴力與革命

    很多人不同意宣言裡普勞(無產)階級的暴力和革命傾向
    我想宣言已經回應得很好了
    暴力和革命是資本主義的本質,而非誕生在普勞階級之中
    普勞階級唯有在認識資本主義的本質時(也就等於認識自己的階級),才會有這傾向

    因此暴力與革命是必須與資本主義一同批判的
    如果只批判暴力與革命而未批判資本主義
    那馬克思和恩格斯說得就很正確
    那個人就是布爾喬亞(資產)階級 ...continue

    很多人不同意宣言裡普勞(無產)階級的暴力和革命傾向
    我想宣言已經回應得很好了
    暴力和革命是資本主義的本質,而非誕生在普勞階級之中
    普勞階級唯有在認識資本主義的本質時(也就等於認識自己的階級),才會有這傾向

    因此暴力與革命是必須與資本主義一同批判的
    如果只批判暴力與革命而未批判資本主義
    那馬克思和恩格斯說得就很正確
    那個人就是布爾喬亞(資產)階級

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