The Fall of Hyperion

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Publisher: Spectra

4.3
(1442)

Language: English | Number of Pages: 528 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , Italian , French , Chi simplified , Chi traditional , Dutch , German , Czech , Polish

Isbn-10: 0553288202 | Isbn-13: 9780553288209 | Publish date:  | Edition Reissue

Also available as: Hardcover , Paperback , eBook , Audio CD

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
In the stunning continuation of the epic adventure begun in Hyperion, Simmons returns us to a far future resplendent with drama and invention.  Onthe world of Hyperion, the mysterious Time Tombs are opening.  And the secrets they contain mean that nothing--nothing anywhere in the universe--will ever be the same.
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  • 3

    Dio e i poeti

    Non male, sebbene non all'altezza del precedente. Ritroviamo i pellegrini, ma stavolta sono coinvolti nell'azione contro lo Shrike, mentre una guerra già prevista comincia a formarsi e mietere vittime ...continue

    Non male, sebbene non all'altezza del precedente. Ritroviamo i pellegrini, ma stavolta sono coinvolti nell'azione contro lo Shrike, mentre una guerra già prevista comincia a formarsi e mietere vittime.
    Peccato aver perso il sistema del racconto, dato che nel volume precedente avevo notato, oltre alla bellezza delle storie, la capacità dei vari narratori di distinguersi per tematica e stile.
    Lo Shrike mi ha confusa con le sue apparizioni multiple, ma il nuovo arrivato, il secondo cibrido di Keats, mi è piaciuto, soprattutto su Vecchia Terra.

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  • 4

    Convergenze

    Nonostante alcune difficoltà a seguire la vicende di questo secondo capitolo de I canti di Hyperion, vuoi per la complessità dell'opera, che a dirla tutta in alcuni frangenti ho faticato a seguire tro ...continue

    Nonostante alcune difficoltà a seguire la vicende di questo secondo capitolo de I canti di Hyperion, vuoi per la complessità dell'opera, che a dirla tutta in alcuni frangenti ho faticato a seguire trovandola a volte dispersiva, anche se poi recupera nel finale, e vuoi per il poco tempo a mia disposizione, devo dire che leggere Simmons ha sempre un suo perché. Sarà la sua capacità di tenersi alla larga dalle banalità più qualunquiste o quella di evitare di imboccare il lettore con qualcosa di già pronto, o forse quella di saper immaginare scenari articolati, sta di fatto che leggere le sue storie non lo reputo mai tempo speso male.

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  • 5

    I Canti di Hyperion

    Questa saga è considerata all'unanimità uno dei pilastri della fantascienza, ma sinceramente credo che trascenda di gran lunga il genere, sfociando spesso in ambienti letterari molto diversi: metafisi ...continue

    Questa saga è considerata all'unanimità uno dei pilastri della fantascienza, ma sinceramente credo che trascenda di gran lunga il genere, sfociando spesso in ambienti letterari molto diversi: metafisico, filosofico, religioso.

    I primi due libri, ossia "Hyperion" e "La caduta di Hyperion", sono sublimi. Il primo libro è scritto così bene che rende difficile interromperne la lettura; si resta affascinati dai racconti dei protagonisti, ognuno con un proprio spessore e una propria esperienza di vita.

    Gli altri due libri, ossia "Endymion" e "Il risveglio di Endymion", contribuiscono in modo importante alla realizzazione finale della saga, sia da un punto di vista "scenico", portandoci a conoscere fin nei piccoli particolari il meraviglioso universo creato da Dan Simmons e le sue dinamiche politiche e religiose, sia svelando i misteri che erano stati lasciati in sospeso alla fine del secondo libro.

    A coloro che amano la fantascienza consiglio senza alcun dubbio la lettura dell'intera saga, mentre a tutti gli altri (anche e soprattutto a chi vive ancora nei soliti anacronistici pregiudizi sul genere) consiglio di leggere almeno il primo libro, non ve ne pentirete!

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  • 5

    Sontuoso e barocco come pochi altri...

    Scrivo queste righe dopo aver appena terminato la lettura dei primi due libri del ciclo di Dan Simmons "I canti di Hyperion".
    Esordisco dicendo che è semplicemente sontuoso, barocco, forse anche tropp ...continue

    Scrivo queste righe dopo aver appena terminato la lettura dei primi due libri del ciclo di Dan Simmons "I canti di Hyperion".
    Esordisco dicendo che è semplicemente sontuoso, barocco, forse anche troppo ridondante, ma è impossibile scorrere le pagine stese da Dan Simmons senza provare quel brivido che solo la migliore letteratura riesce a provocare. Avete mai provato tanta empatia da commuovervi? Siete mai stati trascinati nella lettura e nella descrizione del "male" provando un sincero terrore per gli eventi a venire? Avete mai desiderato "aiutare" gli eroi di un libro tanto era disperata la loro condizione? Avete mai pensato, urlando, "BASTA", quando lo straziante supplizio di un personaggio aveva ormai eroso ogni possibilità di resistenza? Ebbene, questo libro ci riesce. La penna di Simmons è semplicemente divina, nonché le situazioni create sono un misto di abilità narrativa e capacità di "worldmaking" fenomenale. Se non lo avete fatto, iniziate questo ciclo: davvero non vi deluderà!

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Il secondo capitolo della saga (conclusivo della prima linea temporale) è più difficile da leggere rispetto al primo, sono aggiunti nuovi personaggi e nell'intreccio si inseriscono molti spunti che re ...continue

    Il secondo capitolo della saga (conclusivo della prima linea temporale) è più difficile da leggere rispetto al primo, sono aggiunti nuovi personaggi e nell'intreccio si inseriscono molti spunti che rendono complicato comprendere il susseguirsi degli eventi; l'inserimento della soluzione bellica e le parti di politica della Gladstone hanno dato il giusto ritmo narrativo per non steccare con i pezzi di Severn/Keats ma la lettura resta pesante, specialmente se confrontata con il deciso delinearsi dei personaggi e del percorso di viaggio nel capitolo precedente. Discutibile ma purtroppo necessario per il peso delle varie sottotrame il risolversi dell'intreccio grazie a Severn/Keats, un Deus-ex-machina non proprio finissimo. Godibile nel complesso ma con molte pecche dal punto di vista strutturale, 3 stelle e mezzo

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  • 1

    si è dimenticato di metterci dentro un po' di unicorni, i koala radioattivi e peccato che qualcuno gli ha rubato l'idea di Dracula macchinista del treno che viaggia nel tempo... proprio peccato ...continue

    si è dimenticato di metterci dentro un po' di unicorni, i koala radioattivi e peccato che qualcuno gli ha rubato l'idea di Dracula macchinista del treno che viaggia nel tempo... proprio peccato

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