The Greenhouse

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Publisher: Amazonencore

3.6
(809)

Language: English | Number of Pages: 262 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) French , Spanish , Italian , German , Danish , Dutch , Chi traditional

Isbn-10: 1611090792 | Isbn-13: 9781611090796 | Publish date: 

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Book Description
A story about the heartfelt search for beauty in life, The Greenhouse is a touching reminder of our ability to turn the small things in everyday life into the extraordinary.
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  • 3

    Una bella storia senza troppe pretese

    Sicuramente non il romanzo più bello degli ultimi anni, ma dopo 3 avventure con autori islandesi dallo humor imperscrutabile o dalla prosa farraginosa questo è un buon libro: leggero, facile, romantic ...continue

    Sicuramente non il romanzo più bello degli ultimi anni, ma dopo 3 avventure con autori islandesi dallo humor imperscrutabile o dalla prosa farraginosa questo è un buon libro: leggero, facile, romantico. Un po' semplice e stilizzato, come una bella favola senza pretese.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    2

    Difficile dare un giudizio

    Ho deciso di leggere questo libro spinta dai giudizi positivi di molti clienti della libreria in cui lavoro. Giunta all'ultima pagina non ero ancora riuscita a decidere se mi fosse piaciuto o no.
    Di s ...continue

    Ho deciso di leggere questo libro spinta dai giudizi positivi di molti clienti della libreria in cui lavoro. Giunta all'ultima pagina non ero ancora riuscita a decidere se mi fosse piaciuto o no.
    Di solito apprezzo i romanzi delicati, ambientati in luoghi ameni, ma "Rosa Candida" cade spesso nella stucchevolezza. Inoltre penso proprio di non aver capito il personaggio di Anna: prima non riesce a lasciare la bambina al padre, tanto che decide di scrivere la tesi rinchiusa in questo paesino di cui non ci è dato sapere il nome, dopo solo quaranta giorni cambia idea e se la batte a gambe lasciando padre e figlia. Allo stesso modo mi rimane incomprensibile il protagonista, il suo carattere è poco approfondito.
    In conclusione avrei dato 4 stellette per le ambientazioni, sia l'Islanda (è il primo libro che leggo ambientato in questo paese) sia il borgo. Invece una stelletta a trama e personaggi.

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  • 5

    Nel giardino delle rose di un monastero fuori dal mondo, un giovane uomo vive storie d'amore intense... con la madre, con la figlia, con la compagna... e ce le racconta con grande delicatezza e sensib ...continue

    Nel giardino delle rose di un monastero fuori dal mondo, un giovane uomo vive storie d'amore intense... con la madre, con la figlia, con la compagna... e ce le racconta con grande delicatezza e sensibilità.

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  • 4

    Bello

    Non so perchè, ma questo è il libro che mi ha consentito di ricominciare a leggere.
    leggero e ben scritto, non scontato.
    un romanzo leggero del nord Europa

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  • 1

    Volevo dargliele due stelline, ma...

    ...non ci siamo proprio. All'inizio lo leggi - trama lineare, susseguirsi di azioni quotidiane-similmente a ciò che fai con la scatola di cereali al mattino, mentre fai colazione. Intrattenimento senz ...continue

    ...non ci siamo proprio. All'inizio lo leggi - trama lineare, susseguirsi di azioni quotidiane-similmente a ciò che fai con la scatola di cereali al mattino, mentre fai colazione. Intrattenimento senza impegno, solo riposo per neuroni logori a fine (o inizio) giornata. E mi andava bene.
    Poi però cresce la svenevolezza. Aumenta il senso di mediocrità della scrittura. E non ce la fai proprio. Un esempio: Anna è completamente identificata con il suo essere genetista, ogni cosa che fa, pur se lontana da questa sua caratteristica lavorativa, la fa "perché studia genetica", cosa che l'autrice non si stanca mai di sottolineare... forzatura inutile, snervante e inelegante.
    Il protagonista: pensa molto, ma in pratica solo a ciò che deve fare. Lo sforzo di fargli assumere una dimensione quotidiana non lo rende ahimè minimamente interessante. Più che inetto è un broccolo: "penso al corpo" (al corpo: a cosa, esattamente, del corpo, non ci è dato saperlo - "al mistero della vita e della morte": non ci siamo, dovresti articolare un po' di più).
    E poi, questi stereotipi di genere: "le donne sanno fare bene questo"; "le donne sono imperscrutabili in quello"... il protagonista è un tonto, ma non siamo in un romanzo di Hornby, e pare che l'autrice strizzi l'occhio complice ai pensieri di Lobbi, che ci creda veramente a questi presunti superpoteri delle donne (di cui, comunque, non se ne può davvero più).
    A proposito di superpoteri, la preocissima bambina ne è piena. La vedo già a tre anni iscritta al Mensa. Tanti auguri e che Dio vi benedica.

    Nota a margine dei commenti: a proposito della genetica, vedo che c'è una certa tendenza a dividere i libri "maschili" e "femminili": non sapevo che ciò che si trova in mezzo alle mie gambe avesse il potere di guidarmi addirittura fra gli scaffali, come una specie di radar nascosto. "Una dolcezza adatta all'animo femminile". Saremmo noi femmine, quindi, tutte dolcemente uguali. Che meraviglia la donnità.
    E se non mi fosse piaciuto cosa succederebbe, non sarei abbastanza femmina? E se un uomo dovesse averlo apprezzato che succederebbe, dovrebbe iniziare a farsi domande sul suo genere? Rischierebbe di rimanere gravido? Gli cadrebbero via i peli dal petto?

    Suvvia, fatela finita.

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  • 3

    L'A. islandese riesce a darci un piccolo gioiellino dai profumi delicati e persistenti, uno di quelli che lasciano addosso la serenità di certe favole che, senza parere, dicono qualcosa di importante ...continue

    L'A. islandese riesce a darci un piccolo gioiellino dai profumi delicati e persistenti, uno di quelli che lasciano addosso la serenità di certe favole che, senza parere, dicono qualcosa di importante sulla vita e la morte, su chi siamo e che cosa vogliamo fare. Conquista per semplicità e candore, entusiasma e commuove: è una bellissima favola che ci trasporta in un mondo intimamente delizioso.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    2

    "Scrittura femminile rosa pallido"

    Non è un brutto libro, secondo me. Se questo è da 1 stella, a Fabio Volo o a Moccia cosa diamo? Però non è nemmeno un libro riuscito. Ma ora è di moda l'Islanda quindi tutto fa brodo.

    Per iniziare: su ...continue

    Non è un brutto libro, secondo me. Se questo è da 1 stella, a Fabio Volo o a Moccia cosa diamo? Però non è nemmeno un libro riuscito. Ma ora è di moda l'Islanda quindi tutto fa brodo.

    Per iniziare: suppongo che l'autrice sappia di rose e di giardini quanto io di figli, ovvero poco. Le talee di rosa non mettono radichette a 7 giorni di distanza dal taglio; la probabilità che attecchiscano non è di 3 su 3 ma di 3 su 30. Le mie almeno. Che di rose e talee ne so più che di figli.

    Un giardino rinselvatichito non torna, in 3 mesi bigiando anche ogni tanto, ad essere "uno dei roseti piú belli al mondo" "sono tutti d’accordo: il giardino è diventato favoloso". Seh! Miracolo!

    lo stile leggero e poetico (a tratti stucchevole) fa perdere di vista quanto i personaggi siano indisponenti, ripiegati su sé stessi e preoccupati di sé. Anna che pare tosta e responsabile, invece non è pronta per fare la mamma e, colpo di scena, se la batte correndo dietro ai suoi progetti mollando la figlia nel più bieco dei modi. Per carità non cercate di smuoverle i sentimenti!
    Il protagonista, che dovrebbe apparire personaggio sensibile e positivo sembra invece uno svenevole mammone che gira attorno al proprio ombelico e più che tenerezza fa venire il nervoso (la parola mamma compare 136 volte in poco più di 200 pagine). La suddetta mamma stralunata e sdolcinata mi fa rivalutare la signorina Rottenmeier; il frate risulta dispensatore di sagge banalità. La bimba miracolosa che risana la scrofola come il re sole e assomiglia al bambino gesù, a 10 mesi dice qualche parola in latino, "Comprende che su ogni capitello si svolge la battaglia decisiva tra il bene e il male, che lí si affrontano angeli e demoni, colpa e innocenza" si fa il segno della croce, cammina, sorride sempre, mangia senza far storie, dorme all'istante, non piange e non rogna mai. E la fa nella cassettina.
    Di figli poco ne so ma mi pare probabile come la talea.

    Poi il fratello autistico bello e sereno con l'amichetta, il padre ansioso che offre sempre soldi, vedovo inconsolabile rapidamente consolato. E la tizia del passaggio in auto, che è servita per introdurci alle seghe mentali del nostro, che fine ha fatto?

    Inoltre, ma non è colpa della scrittrice porella: dànno? dài?(voci del verbo dare indicativo presente) Non si possono vedere! giú con accento acuto non esiste, si scrive giù e nemmeno esiste . La frase Piú semplice di cosí fa un po' impressione. (Traduzione di Stefano Rosatti, un italiano, che dovrebbe avere più dimestichezza con accenti e apostrofi. Suggerisco a Einaudi Silvia Cosimini traduttrice dall'islandese per Iperborea. Lei più lo scrive giusto.)
    Letto in e-book, domani controllo in libreria se ci sono gli stessi svarioni anche nel cartaceo.

    Commento ponderato merito della lettura collettiva, altrimenti forse sarei stata meno attenta, non starei a cercare il pelo nell'uovo e il motivo per cui mi è piaciuto poco: l’avrei letto e dimenticato. O forse non l'avrei letto per niente.

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  • 3

    In effetti è una storia molto candida...intima e sensibile, a tratti così tanto da risultare surreale, quasi una fiaba contemporanea sull'amore e la scoperta di sè.

    Scorrevole, anche se preferisco cos ...continue

    In effetti è una storia molto candida...intima e sensibile, a tratti così tanto da risultare surreale, quasi una fiaba contemporanea sull'amore e la scoperta di sè.

    Scorrevole, anche se preferisco cose più ruvide e dirette.

    said on 

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