The House by the Medlar Tree

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Publisher: Kessinger Publishing, LLC

3.7
(11046)

Language: English | Number of Pages: 312 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Italian , French , Spanish , German , Catalan

Isbn-10: 1432610341 | Isbn-13: 9781432610340 | Publish date: 

Translator: Mary A. Craig

Also available as: Paperback , Others , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Book Description
1890. An introduction by W.D. Howells. Italian novelist, Verga abandoned the study of law for literature and wrote several novels of passion in the style of the French realists. His later works, written in a different style, are marked by simplicity and strict accuracy. They deal with the Sicilian middle class and sympathetically treat the poverty and struggles of the peasantry. Verga's technique gave rise to the term verismo, denoting the realistic school. He is considered one of the outstanding writers of modern Europe and has been compared with Flaubert and Zola. His novel The House by the Medlar Tree is a story of infinite beauty, tenderness and truth.
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    Mi sono avvicinato a questo libro pieno zeppo di aspettative. Dall'ambientazione all'autore, dal contesto al periodo storico, tutto mi diceva con voce melliflua "vieni e abbeverati al pozzo del piacer ...continue

    Mi sono avvicinato a questo libro pieno zeppo di aspettative. Dall'ambientazione all'autore, dal contesto al periodo storico, tutto mi diceva con voce melliflua "vieni e abbeverati al pozzo del piacere". Le prime pagine non mi deludono, anzi, trovarne tutti i giorni romanzi scritti così bene. Verga non è mica Dan Brown, il mio gommista avrebbe potuto scrivere "inferno", ma non i "Malavoglia". E allora perché non l'ho finito? Perché dopo la primissima parte del libro tutto scivola su pettegoli e pettegolezzi, una delle caratteristiche umane più odiose. Almeno per me, e questo ha spento tutto il mio entusiasmo. Gusti personalissimi, ovviamente, ma...così è! Prima o poi farò lo sforzo di finirlo, e capirò se ho sbagliato a fermarmi forse troppo presto. Una seconda possibilità la merita. Prima o poi.

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  • 5

    Ennesima rilettura - questa in concomitanza con la visita alla casa del nespolo - ennesima conferma di quanto la penna del Verga sia sublime
    "Il mare russava in fondo alla straduccia" sembra di sentir ...continue

    Ennesima rilettura - questa in concomitanza con la visita alla casa del nespolo - ennesima conferma di quanto la penna del Verga sia sublime
    "Il mare russava in fondo alla straduccia" sembra di sentirlo tra le pagine quel meraviglioso mare
    Immortale

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  • 3

    Pur non amando Verga...

    Questo romanzo l'ho letto e abbastanza apprezzato nonostante il "pessimismo cosmico", che in genere si attribuisce a Leopardi ma che si adatta benissimo anche al romanziere siciliano. Lo stile verista ...continue

    Questo romanzo l'ho letto e abbastanza apprezzato nonostante il "pessimismo cosmico", che in genere si attribuisce a Leopardi ma che si adatta benissimo anche al romanziere siciliano. Lo stile verista mi fa allergia, come già detto in altre recensioni, e ho trovato la trama infinitamente forzata su tutta una serie di drammi da cui questa povera famiglia si trova ad essere schiacciata. E la reazione rassegnata dei protagonisti mi ha sempre fatto rabbia e tristezza.

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  • 4

    A chi non sono mai stati assegnati dei libri per la scuola? Grossi e noiosissimi volumi, scritti in una lingua che dovrebbe corrispondere all’italiano, ‘nsomma… una palla. Confesso che anche io ero un ...continue

    A chi non sono mai stati assegnati dei libri per la scuola? Grossi e noiosissimi volumi, scritti in una lingua che dovrebbe corrispondere all’italiano, ‘nsomma… una palla. Confesso che anche io ero un po’ restia a iniziare questo libro, ma ho avuto due buoni motivi che mi hanno spinta a farlo (oltre la consapevolezza che a settembre ci sarà una verifica in merito)

    Il fatto che si tratta di un libro classico lo rende, almeno ai miei occhi, ricco di fascino. È un pezzo di storia sulla nostra lingua, e vogliamo metterci la soddisfazione di andare in giro a dire che l’avete letto?
    La possibilità di farmi una personale opinione
    Immagino che se mi starete leggendo più che delle mie chiacchiere v’interessi il punto due, quindi iniziamo.

    “I Malavoglia” è un libro che racconta le vicende della famiglia Toscano e più precisamente della loro ultima generazione. Il soprannome potrebbe far pensar male, perché in realtà la famiglia Toscano incarna a sempre l’ideale di duro e onesto lavoro, di affabilità, di gente rispettabile. Una serie di sfortunati eventi romperà però quest’apparente quiete, quasi come i pezzi di un domino. Messa così potremmo convenire sul fatto che indubbiamente si tratti di un libro per niente noioso. Tuttavia, almeno per quanto mi riguarda, ciò è stato vero solo in parte: scorrono molto veloci le scene riguardanti la famiglia Malavoglia, un po’ meno quelle incentrate sulla vita degli altri abitanti, che spesso e volentieri vanno a collocarsi con gli eventi storici del periodo della vicenda. Un personaggio secondario che però ha saputo coinvolgermi di più è lo Zio Crocifisso, che con le sue lamentele e il suo comportamento a tratti ridicolo ho immediatamente associato al Don Abbondio di Manzoni.

    Sullo stile c’è poco a dire, a meno che non vogliate assistere a una lezione sul realismo. In parole povere Verga s’impone di essere il più possibile oggettivo e lascia che a farsi un’idea della storia sia il lettore. Sono perciò numerose le descrizioni e i dialoghi, non troppo difficili da decifrare ma che ogni tanto ho dovuto rileggere più di una volta per afferrarne il senso.

    Se ci riesce a sorpassare l’ostacolo linguistico e i paragrafi più pesanti, che in un libro assegnato dalla scuola non possono certo mancare, allora forse sarà possibile emozionarsi molto, sopratutto in modo deprimente.

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  • 5

    Romanzo-cardine del padre del Verismo, da molti accomunato al Manzoni per il suo contributo alla grande stagione del romanzo europeo. E' un testo molto arduo da digerire; diverso per lessico da un alt ...continue

    Romanzo-cardine del padre del Verismo, da molti accomunato al Manzoni per il suo contributo alla grande stagione del romanzo europeo. E' un testo molto arduo da digerire; diverso per lessico da un altro romanzo del Verga, Mastro-Don Gesualdo (che personalmente ho preferito), poichè lo stile di scrittura risulta, qui, molto più scarno, diretto, povero. Sicuramente il più adatto al tipo di storia che viene raccontata; una storia che parla di un patriarca, padron 'Ntoni, della sua numerosa famiglia e delle difficoltà di una vita passata duramente a lavorare, giorno per giorno, per guadagnare il pane. Crudo, se si vuole, ma questo è tratto peculiare del Verismo, e bisogna già saperlo prima di leggere.

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  • 3

    "Le burrasche che avevano disperso di qua e di là gli altri Malavoglia, erano passate senza far gran danno sulla casa del nespolo e sulla barca ammarrata sotto il lavatoio; e padron ’Ntoni, per spiega ...continue

    "Le burrasche che avevano disperso di qua e di là gli altri Malavoglia, erano passate senza far gran danno sulla casa del nespolo e sulla barca ammarrata sotto il lavatoio; e padron ’Ntoni, per spiegare il miracolo, soleva dire, mostrando il pugno chiuso - un pugno che sembrava fatto di legno di noce - Per menare il remo bisogna che le cinque dita s’aiutino l’un l’altro.Diceva pure, - Gli uomini son fatti come le dita della mano: il dito grosso deve far da dito grosso, e il dito piccolo deve far da dito piccolo."

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  • 1

    Va bene il Verismo, va bene voler gettare una luce sulle vicende drammatiche di una famiglia di pescatori, ma I Malavoglia è scritto in un modo da disincentivare la lettura. Uno dei pochi libri abband ...continue

    Va bene il Verismo, va bene voler gettare una luce sulle vicende drammatiche di una famiglia di pescatori, ma I Malavoglia è scritto in un modo da disincentivare la lettura. Uno dei pochi libri abbandonati.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Tutti sappiamo di come I Malavoglia siano un classico della nostra letteratura, il romanzo simbolo del verismo italiano. Eppure, quanti di noi lo hanno veramente apprezzato a scuola?

    Personalmente ho ...continue

    Tutti sappiamo di come I Malavoglia siano un classico della nostra letteratura, il romanzo simbolo del verismo italiano. Eppure, quanti di noi lo hanno veramente apprezzato a scuola?

    Personalmente ho riscoperto I Malavoglia solo dopo l’università e l’ho trovato appassionante e ricco di spunti di riflessione. Il lettore, infatti, non può fare altro che parteggiare empaticamente per la sfortunata famiglia e sperare che la vicenda si risolva per il meglio. La sofferenza di Padron’ Ntoni è anche un po’ la nostra.

    Il suo personaggio si staglia tra tutti gli altri per forza morale e tenacia nell’affrontare le tragedie che la vita gli ha riservato. Il suo ruolo di capofamiglia si manifesta principalmente come forza aggregatrice e come mantenimento delle tradizioni familiari. Padron ‘Ntoni sa che la forza dei Malavoglia consiste nel restare uniti anche nelle difficoltà (‘Per menare il remo bisogna che le cinque dita s'aiutino l'un l'altro’), ma purtroppo, il destino avverso e l’irrompere della ‘storia’ disgregherà questa piccola famiglia siciliana.

    Dalla chiamata alle armi del giovane ‘Ntoni, l’equilibrio familiare comincia a vacillare. Prima la tragica morte di Bastianazzo e la perdita del carico dei lupini. Poi gli sforzi di tutti (o quasi) per ripagare il debito allo zio Crocifisso e la conseguente perdita della Casa del Nespolo. La morte di Luca in guerra e poi quella della Longa. Il matrimonio saltato della Mena, la perdita della Provvidenza e la ‘perdizione’ di ‘Ntoni e della giovanissima Lia. Tutto sembra disgregarsi davanti agli occhi dell’ormai vecchio Padron’ Ntoni che morirà senza aver potuto riscattare la sua amata Casa del Nespolo, simbolo di un idillico passato ormai perduto.

    Tuttavia, c’è ancora una speranza. Tornare indietro agli equilibri del passato sembra essere anacronistico e anche impossibile, quindi occorre ricominciare. Sarà la nuova generazione dei Malavoglia, con il giovane Alessi (‘tutto suo nonno colui!’) a riscattare la Casa del Nespolo e a ricostruire una nuova famiglia.

    L’amore per la famiglia, per la tradizione e per i ‘valori di una volta’ si scontrano, nel romanzo, con la voglia di immergersi nella ‘fiumana del progresso’. La storia irrompe nell’atemporale Acitrezza e rovescia gli equilibri dei Malavoglia. E anche se Alessi riuscirà a ricomporre un frammento dell’antico nucleo familiare, non si tornerà ad un equilibrio perfetto; le ferite saranno immedicabili. Infatti, non è un caso che il romanzo si concluda con l’emblematica partenza di ‘Ntoni dal villaggio: il personaggio più inquieto dei Malavoglia, colui il quale ha messo in crisi il ‘sistema famiglia’, se ne distacca per sempre, allontanandosi verso le grandi città e il fluire della storia.

    I Malavoglia: romanzo commovente e indimenticabile. Un classico della letteratura da leggere e rileggere.

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  • 2

    Verga non mi piace, il suo stile verista e complesso non mi intriga per niente, sono stata costretta a leggere il romanzo per l'università e questo non ha reso, di certo, più piacevole la lettura. ...continue

    Verga non mi piace, il suo stile verista e complesso non mi intriga per niente, sono stata costretta a leggere il romanzo per l'università e questo non ha reso, di certo, più piacevole la lettura.

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