The House of Mirth

(Cover to Cover Audio Books)

By

Publisher: John Curley & Assoc

4.0
(416)

Language: English | Number of Pages: | Format: Audio Cassette | In other languages: (other languages) Italian , French , Spanish

Isbn-10: 9992684712 | Isbn-13: 9789992684719 | Publish date: 

Also available as: Mass Market Paperback , Paperback , Hardcover , Audio CD , Softcover and Stapled , Library Binding , Others , eBook

Category: Biography , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Book Description
Born in 1862 into an exclusive New York society -- against whose rigid mores she often rebelled -- Edith Wharton bridged the literary worlds of two continents and two centuries in her rich and glamorous life. The House of Mirth (1905), her tenth book, is the story of young Lily Bart and her tragic sojourn among the upper class of turn-of-the-century New York, touching upon the insidious effects of social convention and the sexual and financial aggression to which free spirited women exposed
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  • 3

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    Queste fanciulle di metà '800 che hanno un talento tutto speciale per il sacrificio della propria felicità sono concettualmente insopportabili e Lily Bart con il suo "vorreimanonpossovivonell'epocasb ...continue

    Queste fanciulle di metà '800 che hanno un talento tutto speciale per il sacrificio della propria felicità sono concettualmente insopportabili e Lily Bart con il suo "vorreimanonpossovivonell'epocasbagliata" non fa eccezione.
    sul tema a mio avviso hanno scritto meglio - dando vita a personaggi di maggiori spessore - Henry James (ritratto di signora e Washington square) e Maupassant (una vita).
    Devo però aggiungere che il finale del libro - seppur prevedbile - è scritto con grande maestrìa.

    said on 

  • 5

    Storia di una caduta

    Romanzo spietato e a suo modo violento. Potrebbe far pensare alle eroine di Jane Austen ed Emily Brontë, eppure, per tutto il tempo della (ri)lettura (specie nella seconda parte), ai piedi del letto, ...continue

    Romanzo spietato e a suo modo violento. Potrebbe far pensare alle eroine di Jane Austen ed Emily Brontë, eppure, per tutto il tempo della (ri)lettura (specie nella seconda parte), ai piedi del letto, io ho visto aggirarsi la sagoma inquieta di Esther Prynne.
    La lettera scarlatta in questo libro non viene mai mostrata, non c'è gogna, ma l'esclusione sociale incombe sulla protagonista come un macigno e brucia persino di più.
    Grande letteratura.

    said on 

  • 4

    De La casa della gioia ne parlo in modo più o meno approfondito (meno, facciamo molto meno) nella quarta puntata di So classy! sul mio blog.
    Il post è questo qui: http://librangoloacuto.blogspot.it/20 ...continue

    De La casa della gioia ne parlo in modo più o meno approfondito (meno, facciamo molto meno) nella quarta puntata di So classy! sul mio blog.
    Il post è questo qui: http://librangoloacuto.blogspot.it/2016/07/so-classy-4-la-casa-della-gioia-di.html se si va andate a dare un'occhiata, sennò anche no.

    Pace e bene.

    said on 

  • 5

    Una Jane Austen cattiva

    Lily Bart non mi è stata simpatica per quasi tutto il volume: avevo l'impressione che ciò che le capitava se lo fosse andata un po' a cercare.
    La parte finale, invece, mi ha straziato il cuore. Ho sen ...continue

    Lily Bart non mi è stata simpatica per quasi tutto il volume: avevo l'impressione che ciò che le capitava se lo fosse andata un po' a cercare.
    La parte finale, invece, mi ha straziato il cuore. Ho sentito ogni piccolo frammento del suo dolore tanto che ne sono pervasa ancora ora. Questo forte senso di alcuna via d'uscita, di totale incomprensione, l'immensa forza di tenere intatto quel poco che resta della propria dignità. Una potente lezione di vita.

    said on 

  • 5

    " 'Talvolta' aggiunse, 'credo che sia semplicemente volubile. Altre, invece, ho la sensazione che, nel profondo del cuore, disprezzi ciò che cerca di ottenere. E' difficile capirlo, ed è questo a rend ...continue

    " 'Talvolta' aggiunse, 'credo che sia semplicemente volubile. Altre, invece, ho la sensazione che, nel profondo del cuore, disprezzi ciò che cerca di ottenere. E' difficile capirlo, ed è questo a renderla un caso tanto interessante'."

    Questa ritengo sia una della frasi che dipinga magnificamente la protagonista di questo romanzo.
    Raccontare Lily Bart è qualcosa di non semplice, il termine eroina forse non le calzerebbe proprio a pennello quanto più l'anti-eroina: orfana di una famiglia ricca caduta in disgrazia, Lily vive con una zia a cui non interessa particolarmente il futuro della nipote ma cresciuta nel lusso e nella bella vita, ormai diciottenne, si trova con la sola speranza di riuscire a fare un matrimonio vantaggioso. Bella ed elegante, non si accontenta di un uomo qualunque e rifiuta ogni corteggiatore, sempre dipendente da amici e conoscenti che le concedono la possibilità di mantenere uno stile di vita agiato.

    Lily non è propriamente una di quelle protagoniste che mi piacciono: crede che con la propria bellezza possa arrivare ovunque e di conseguenza, adagiandsi sugli allori, si affida ad amici che in realtà si riveleranno essere tutto il contrario, ha una forte passione per il gioco e nonostante le proprie finanze non glielo permettano continua a sedersi al tavolo mantenendo le apparenze; è frivola, immatura, e non ha la testa per capire dove la stia portando la propria situazione finanziaria ma, bisogna dirlo, se da una parte è ammaliante e calcolatrice dall'altra però mostra la propria fragile innocenza.
    Lily è figlia della propria epoca e classe sociale, quell'aristocrazia intaccata da una forte ipocrisia che metteva in scena siparietti seducenti ma che dietro alle quinte era nello sfacelo più totale.

    Ma tra lei e un ricco partito a cui aspirare, Edith Wharton decide si mettere in mezzo l'affascinante Lawrence Selden, un avvocato che disprezza il mondo che la circonda e uno dei personaggi a cui più mi sono legata. Selden è la presa di coscienza per Lily di un mondo che non si basa sull'apparire e sull'ascesa sociale, un mondo in cui etica e buoni insegnamenti sono importanti più che un nome altisonante o un cospicuo patrimonio, un mondo così lontano da cene e ricevimenti, da intrighi e triangoli amorosi o da favori "in cambio di". Da questo incontro non sarà più la stessa, sempre in lotta tra ragione e sentimento e divisa tra due mondi opposti.
    Il problema è proprio questo, per quanto si senta attratta da Selden, Lily non riesce a staccarsi dalla sua vita precedente, lusso e agiatezza sono due elementi fondamentali per il suo futuro, un futuro che però sembra non avvicinarsi mai perchè dietro l'angolo gli ostacoli da superare per arrivare alla felicità sono tanti.

    Insomma, una protagonista che potrebbe essere uscita anche dalla penna di Jane Austen per il suo dividersi tra raziocinio e passione se non fosse per la leggerezza e l'ironia che caratterizza le ragazze Bennet & C. e che qui invece è del tutto assente;La casa della gioia è un romanzo intenso e introspettivo, non ci sono mai momenti di superficialità anzi vari momenti sono impregnati da un velo di drammaticità e la penna della Wharton è tagliente e già si nota quella cattiveria letteraria che andrà a caratterizzare maggiormente gli altri suoi romanzi. Mi è piaciuto così tanto forse proprio perchè si tratta di una delle sue prime opere in cui la sua spietatezza non è al culmine e la dose di drammaticità è ben congegnata ad un romanzo che lancia un dura critica alla società aristocratica del tempo, una società descritta in maniera eccellente da una donna che ne faceva parte.

    said on 

  • 5

    Avevo un'ultima certezza nella vita, scampata alla furia nihilista del venticinquesimo anno d'età: la scarsa capacità delle femmine nell'arte del romanzo.
    Ma già dopo aver incrociato la Brontë, Emily, ...continue

    Avevo un'ultima certezza nella vita, scampata alla furia nihilista del venticinquesimo anno d'età: la scarsa capacità delle femmine nell'arte del romanzo.
    Ma già dopo aver incrociato la Brontë, Emily, ho dovuto ritrattare un po'. E ora la Wharton assesta il colpo definitivo: mea culpa, mea culpa, sospiro in ginocchio sui ceci.
    Se volessi fare un parallelo direi Ritratto di signora per lo svolgimento, L'educazione sentimentale per il sottesto: ma qui la penna l'ha in mano una donna, che sa di cosa parla, abita certi ambienti, conosce le dinamiche, se ne impossessa e imprime sulla carta una descrizione precisa, perfetta, straziante di quanta anima il mondo ci chiede in cambio di una parvenza di agiatezza, della dolorosa dicotomia tra quello che siamo e quello che dobbiamo o dovremmo essere.
    Lily è troppo intelligente, bella, brillante per potersi attagliare a un'esistenza grigia senza porre resistenza alcuna: ogni qualvolta tenta di sistemarsi, inquadrando per bene lo scopo da raggiungere, qualcosa di più profondo sale alla superficie e guasta il piano. E come si può sopprimere qualcosa di così viscerale? Lo scopriamo solamente alla fine, ritrovandoci improvvisamente a sospirare un no sgomento, con gli occhi lucidi di amare lacrime.

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  • 3

    Se Scott Fitzgerald fosse nato donna...

    ... no, non avrebbe scritto questo romanzo.

    A mio parere "Il Grande Gatsby" e "La casa della gioia" hanno ben poco in comune, a parte lo scenario, che sì, è vagamente simile. Per il resto, i vent'ann ...continue

    ... no, non avrebbe scritto questo romanzo.

    A mio parere "Il Grande Gatsby" e "La casa della gioia" hanno ben poco in comune, a parte lo scenario, che sì, è vagamente simile. Per il resto, i vent'anni che separano le due opere si sentono moltissimo, in una molteplicità di aspetti. Qui lo stile è più introspettivo, a tratti fin troppo organico. La riflessione è costante e profusa in ogni pagina, il lessico forbito e distaccato, anche nei momenti di maggior pathos. Perché la forma dei personaggi sia esasperantemente onnipresente.

    Benché ami i "classici", anche quelli impegnativi, non è stato facile arrivare in fondo a questo. Solo a tratti ho sentito una parvenza di immedesimazione, per il resto i personaggi non mi hanno convinto, e la storia (molto lineare e prevedibile, almeno per i lettori di oggi) non mi ha coinvolto. Il tocco femminile è onnipresente nei pensieri circolari e ricorrenti. Restano alcuni (pochi) momenti intensi, oltre ad uno primo scorcio (vago) di quella America rampante, snob e annoiata (e noiosetta) che, a mio parere, Fitzgerald ha meglio saputo raccontare..

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  • 4

    Anche con questo libro la Wharton dimostra di essere probabilmente, anzi sicuramente, la migliore scrittrice americana. Impietosa nel descrivere luci e ombre della nascente potenza economica statunite ...continue

    Anche con questo libro la Wharton dimostra di essere probabilmente, anzi sicuramente, la migliore scrittrice americana. Impietosa nel descrivere luci e ombre della nascente potenza economica statunitense, spietata nel tratteggiare debolezze e vanità di una giovane società il cui valore supremo è il denaro. Indimenticabile il personaggio di Lily Bart che rimane stritolata in un mondo troppo crudele per la sua innocenza, ma che al tempo stesso adora rimanere intrappolata nella rete di lussi e agi: metafora neanche troppo nascosta della giovane, dinamica, ma già corrotta società americana. Altrettanto memorabile il personaggio di Selden, che incarna lo spirito critico, e un pò puritano, di tale società ma che manca del necessario coraggio per affrontare le asprezze della vita.
    Giustamente è scritto nella introduzione che questo romanzo prepara la strada per il Grande Gasbty.

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  • 3

    Diciamo che speravo meglio, o forse avevo aspettative troppo alte.
    Lily è una ragazza che vorrebbe far parte dell'alta società ma ha a disposizione solo la sua bellezza ed eleganza: i soldi sono la su ...continue

    Diciamo che speravo meglio, o forse avevo aspettative troppo alte.
    Lily è una ragazza che vorrebbe far parte dell'alta società ma ha a disposizione solo la sua bellezza ed eleganza: i soldi sono la sua ossessione costante, non ne ha mai abbastanza per pagare tutti i suoi vizi, comprare vestiti, giocare a carte e potersi permettere tutte le cose che hanno i suoi "amici". Amici che ovviamente non sono tali, e anzi sono pronti a voltarle le spalle al primo pettegolezzo (tanto più che lei i pettegolezzi li attira come mosche sul miele).
    È un personaggio fastidioso, Lily: il suo unico pensiero è emergere, farsi sposare da un uomo ricco e poter splendere in santa pace. Ma a partire da quando comincia a cadere in disgrazia si inizia ad affezionarsi alla sua ingenuità, alla sua disarmante voglia di cose belle, alla sua incapacità di adattarsi.
    Edith Wharton ci presenta una società ipocrita composta da individui che farebbero di tutto pur di appartenere al bel mondo e di essere ammirati, di elevarsi al di sopra della massa. Solo pochi, come Lawrence Selden, disprezzano ciò che li circonda. Per il resto tutti amano la bella vita, cercano di nascondere gli scandali sotto il tappeto e di andare avanti a discapito del prossimo. Ora che ci penso, è una critica piuttosto forte.
    Non posso dire che non mi sia piaciuto, ma neppure che mi abbia fatta impazzire.

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  • 4

    Ogni romanzo di Edith Wharton è un duro colpo all'ottimismo di chi legge. La prosa acuta, il sarcasmo pungente, la trama ben congegnata sono sovrastati da una sorta di ineluttabilità della condizione ...continue

    Ogni romanzo di Edith Wharton è un duro colpo all'ottimismo di chi legge. La prosa acuta, il sarcasmo pungente, la trama ben congegnata sono sovrastati da una sorta di ineluttabilità della condizione umana e della donna soprattutto, che rendono la lettura non molto leggera. Ma il romanzo comunque è bello, ti lascia della giusta rabbia addosso.

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