The House of the Mosque

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Publisher: Canongate

4.3
(417)

Language: English | Number of Pages: 436 | Format: Softcover and Stapled | In other languages: (other languages) Dutch , Norwegian , Italian , Catalan , Swedish , Spanish , German

Isbn-10: 184767240X | Isbn-13: 9781847672407 | Publish date: 

Also available as: eBook , Paperback

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Book Description
Iran, 1969. In the house of the mosque, the family of Aqa Jaan has lived for eight centuries. The house teems with life, played out under the watchful eyes of the storks that nest on the minarets above. But this family will experience upheaval unknown to previous generations. For in Iran, political unrest is brewing. The shah is losing his hold on power; the ayatollah incites rebellion from his exile in France; and one day the ayatollah returns. The consequences will be felt in every corner of Aqa Jaan's family.
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  • 5

    Un viaggio fra la Persia e l'Iran

    Devo dire che la mia libraia di fiducia non sbaglia mai: questo libro è davvero un gioiello. A metà fra il romanzo storico e la saga familiare racconta la vicenda di un "pater familias" nell'Iran fra ...continue

    Devo dire che la mia libraia di fiducia non sbaglia mai: questo libro è davvero un gioiello. A metà fra il romanzo storico e la saga familiare racconta la vicenda di un "pater familias" nell'Iran fra la caduta dello Scià e l'avvento della Repubblica Islamica. Bellissimo, con momenti di puro lirismo, appassionante Aga Jan è un personaggio a tutto tondo in caduta libera ma che continua a cercare di proteggere la sua famiglia nonostante le avversità, la politica e l'integralismo. è un uomo mosso da grandi passioni, il lavoro al bazar, la grande fede, la protezione della famiglia, la custodia della tradizione. La rivoluzione islamica gli porterà via quasi tutto. Ho divorato questo libro, mi sono commossa in certi punti. Lo consiglio a chiunque sia curioso di sapere qualcosa di più sull'Iran e sulla sua storia.

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  • 4

    Da leggere assolutamente

    All'indomani delle stragi di Parigi, ho sentito l'urgenza di comprendere meglio cosa stesse succedendo, e di conoscere, per quel po' che avrei potuto, il mondo islamico. Come sempre, ho chiesto 'consi ...continue

    All'indomani delle stragi di Parigi, ho sentito l'urgenza di comprendere meglio cosa stesse succedendo, e di conoscere, per quel po' che avrei potuto, il mondo islamico. Come sempre, ho chiesto 'consiglio' ai libri: non ho, nemmeno lontanamente, preso in considerazione la Fallaci e ho preferito leggere La casa della moschea di Kader Abdolah, un esule iraniano fuggito dal regime degli ayatollah. Una saga famigliare che l'autore ha scritto per far conoscere all'Occidente il vero mondo musulmano. Ovvio che il mio percorso di conoscenza è appena iniziato, ho già scovato altri titoli interessanti ma, nel frattempo io ve lo consiglio. Anzi dovrebbe essere quasi un dovere, come aprire la mente in questi mesi difficili e, apparentemente, senza luce. Chiudete La rabbia e l'orgoglio e leggete questo...

    "Tu non sei l'unico a leggere il Corano, lo leggo anch'io, ma ciascuno lo legge a proprio modo"

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  • 4

    Davvero un gioiello questo romanzo che ha avuto poca, pochissima risonanza qui da noi e invece meriterebbe di essere largamente diffuso.
    Con i due romanzi della Nafisi, pensavo di aver avuto un quadro ...continue

    Davvero un gioiello questo romanzo che ha avuto poca, pochissima risonanza qui da noi e invece meriterebbe di essere largamente diffuso.
    Con i due romanzi della Nafisi, pensavo di aver avuto un quadro abbastanza chiaro degli avvenimenti in Iran, ma con Abdolha ho potuto apprezzare la poesia e la magia della Persia travolta dagli avvenimenti, dalla fuga dello scià, alla guerra Iran-Iraq, all’ostilità di Khomeini agli USA, ai mushaiddin (di cui non conoscevo nemmeno l’esistenza!) ai comunisti o gruppi di sinistra fino alla caduta di Khomeini. I mutamenti politico-religiosi accompagnano i mutamenti della tradizione e degli animi dei protagonisti della grande, allargata e armoniosa famiglia che vive nella suggestiva casa della moschea in una piccola cittandina di provincia.
    Aga Jan è il personaggio centrale, ma il romanzo è davvero corale e abbraccia tutti i componenti della famiglia con le loro varie e diverse vicissitudini e scelte spesso drammatiche. Fra le tante figure, una mi ha colpito moltissimo, seppure marginale nell’intreccio, Batul, la bellissima e giovane moglie di Khomeini, da sempre nascosta dal suo chador agli occhi indiscreti degli altri, si lascia fotografare facendo scivolare lo chador sulle spalle apparentemente inconsapevole della macchina fotografica. Terribili le conseguenze per il fotografo, come si può immaginare.
    Si sente la nostalgia dello scrittore di un’epoca che non tornerà mai più e che solo i fortunati possono almeno serbarne il ricordo, e si sente anche con quanto dolore abbia voluto rielaborare quegli avvenimenti, che sembrano confusi e accavallati, ma che hanno determinato un cambiamento epocale non solo in quei territori ma in tutto il mondo. Non ho letto “Scrittura cuneiforme” che dicono essere anche migliore di questo romanzo, ma è già nella mia lista.
    Abdolah, fuggito in Olanda, con grande sforzo e determinazione si è inserito e integrato nel paese che lo ha accolto, al punto che scrive i suoi romanzi direttamente in olandese, non ha però dimenticato le sue origini e il suo paese di cui sente forte la nostalgia.

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  • 4

    Un bel romanzo che, attraverso la storia di una famiglia, ci descrive la storia dell'Iran, delle sue contraddizioni, delle varie fasi storiche che ne hanno segnato l'esistenza. La storia vissuta dal d ...continue

    Un bel romanzo che, attraverso la storia di una famiglia, ci descrive la storia dell'Iran, delle sue contraddizioni, delle varie fasi storiche che ne hanno segnato l'esistenza. La storia vissuta dal di dentro.

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  • 5

    "Voi resterete fino a quando tutti saranno partiti e tutti saranno arrivati."

    I libri spesso vengono letti perché subiscono un grande lancio da parte delle case editrici o per il cosiddetto passaparola e spesso restiamo delusi, questo racconto di Kader Abdolah per niente popola ...continue

    I libri spesso vengono letti perché subiscono un grande lancio da parte delle case editrici o per il cosiddetto passaparola e spesso restiamo delusi, questo racconto di Kader Abdolah per niente popolare, è una perla rara, la storia è una di quelle che ti restano in mente per un bel po', ci racconta usi e costumi di un popolo molto lontano dal nostro, ci avvicina ad una terra, quella iraniana, troppo spesso teatro di guerre e lotte religiose.
    Chi sono: l'imam, gli ayatollah, i talebani? Chi è stato per questo popolo Komeini? Che ruolo hanno e come pensano le donne costrette da millenni ad indossare il chador? Quanto sono distanti da noi donne occidentali che ci crediamo rispetto a loro libere e moderne? Questo libro ci risponde a tutte queste domande ed ad altre ancora, per questo è una lettura interessante e suggestiva.
    "La casa della moschea" ci racconta la vita della famiglia di Aga Jan, responsabile della moschea di Senjan e mercante di tappeti del bazar, ripercorriamo insieme agli abitanti di questa casa, un bel pezzo di storia, all'inizio l'Iran è sotto il governo dello Scià, un uomo considerato da molti il burattino degli americani, Komeini è in esilio, ma il suo spirito vive con forza nel corpo dei giovani imam che cercano in ogni occasione e con ogni mezzo di rovesciare chi comanda.
    La rivoluzione serpeggia per le strade di tutto il paese, alla fine lo Scià è costretto a fuggire ed a chiedere asilo in Francia, Komeini torna al potere ed instaura un vero e proprio governo del terrore, qualsiasi persona legata al vecchio potere deve essere uccisa o incarcerata, deve essere creato un nuovo stato islamico nel nome del Dio Allah.
    "L'America farà di tutto per rovesciarci. Voglio che ciò che resta del regime venga spazzato via. Elimina chiunque si opponga alla rivoluzione! Se è tuo padre, elimina tuo padre! Se è tuo fratello, elimina tuo fratello! Elimina qualsiasi ostacolo all'affermazione dell'Islam! Tu sarai il mio emissario, ma l'unico a cui devi rendere conto è Allah! Dimostra a tutti che la rivoluzione è irreversibile. Comincia adesso! Subito!"
    E' l'avvento di un periodo di terrore e di difficoltà. La rivoluzione porta a galla il lato peggiore delle persone. Non ci si può fidare di nessuno, neppure del proprio fratello o sorella, della propria madre o del padre, perché come la storia ci insegna la malvagità e il tradimento fanno parte purtroppo dell'animo umano.
    Gli iraniani sono chiamati da Komeini a combattere una guerra lunga e sanguinosa, che si svolge al confine, con gli iracheni di Saddam Hussein.
    Molti saranno i morti e tanto il tempo che dovrà passare prima che la pace si affacci di nuovo nella "casa", tanti i cambiamenti: qualcuno fuggirà, altri torneranno, ed altri ancora non ci saranno perché uccisi durante la rivoluzione di loro, si sentirà la mancanza ed il dolore aleggerà tra quelle mura, solo un uomo Aga Jan ci sarà sempre, una figura meravigliosa che nonostante tutti gli eventi rimane fedele alle proprie tradizioni ed alla propria religione.
    "La storia della casa della moschea è lungi dall'essere conclusa, ma è come la vita: ognuno deve pur scendere da qualche parte. C'è una frase che ritorna sempre alla fine degli antichi racconti persiani: -La nostra storia è finita, ma il corvo è lungi dall'aver raggiunto il suo nido."

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  • 5

    Libro meraviglioso, forse il più bello che ho letto quest'anno.
    La scoperta di un autore, Kader Abdolah, che ignoravo e che mi ha stregato dalle prime pagine.
    Nel libro le vicende di una famiglia, da ...continue

    Libro meraviglioso, forse il più bello che ho letto quest'anno.
    La scoperta di un autore, Kader Abdolah, che ignoravo e che mi ha stregato dalle prime pagine.
    Nel libro le vicende di una famiglia, da secoli al servizio di una moschea, si intrecciano con quelle della Persia nel suo passaggio dalla monarchia di Reza Pahlavi alla teocrazia degli ayatollah.
    Una Persia prima strattonata verso l'occidentalizzazione dallo Scià, poi trascinata verso una implacabile osservanza della religione dagli ayatollah.
    E' un libro pieno di poesia e di dolore che alterna a descrizioni e personaggi quasi di fiaba quelle della violenza della rivoluzione religiosa e dei suoi protagonisti.
    Il capofamiglia di questa casa, Aga Jan, facoltoso mercante e capo del bazar, è una figura indimenticabile: autorevole, saggio, profondamente religioso, è ricco di umanità, capace di comprendere e accettare gli errori umani e sempre fiducioso verso la vita.
    Kader Abdolah, l'autore, è iraniano naturalizzato olandese e guarda e descrive la storia del suo paese col cuore in Iran ma anche con lo sguardo di chi vive ormai da anni nel Nord Europa.
    L'osservanza alla religione islamica del mercante Aga Jan è vicina alla nostra comprensione e lontanissima dal fanatismo e dall'intolleranza, dei quali sarà vittima la sua stessa famiglia.
    Questo bellissimo racconto ci mostra un volto diverso della religione islamica e comunica la bellezza e la cultura dell'Iran.
    Non aggiungo altro per non anticipare troppo a chi vorrà leggere questo libro incantevole.

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  • 5

    Persia - Iran visti nel loro passaggio tra l'uno e l'altro che in realtà sono forse ancora la stessa cosa. Ti affezioni facilmente a un testo che ti avvolge e insegna. Grazie. Personaggio preferito: l ...continue

    Persia - Iran visti nel loro passaggio tra l'uno e l'altro che in realtà sono forse ancora la stessa cosa. Ti affezioni facilmente a un testo che ti avvolge e insegna. Grazie. Personaggio preferito: le nonne

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  • 4

    SPIARE L'ISLAM DALLA SERRATURA DI UNA PORTA

    Un libro affascinante che ci porta nel cuore pulsante dell'Iran nelle sfumature del fanatismo, della moderazione religiosa, del conflitto tra tradizione musulmana e modernizzazione occidentale. Una pr ...continue

    Un libro affascinante che ci porta nel cuore pulsante dell'Iran nelle sfumature del fanatismo, della moderazione religiosa, del conflitto tra tradizione musulmana e modernizzazione occidentale. Una prospettiva diversa è offerta al lettore, quasi che spiasse la casa della moschea e la vita dei suoi bizzarri protagonisti dalla serratura di una porta. Un privilegio. In definitiva una lettura non semplice, istruttiva, piacevole e affascinante.

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