The Man Who Smiled

Library Edition (Kurt Wallander Mysteries)

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Publisher: Blackstone Audiobooks

3.7
(1196)

Language: English | Number of Pages: | Format: Audio CD | In other languages: (other languages) German , Italian , Spanish , Swedish , French , Catalan , Norwegian , Dutch

Isbn-10: 0786161418 | Isbn-13: 9780786161416 | Publish date:  | Edition Unabridged

Also available as: Paperback , Hardcover , Softcover and Stapled , Audio Cassette , Others , eBook

Category: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Book Description
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  • 4

    Ci sono libri letti un secolo fa di cui ricordo se non proprio tutto almeno la trama in generale. Di questo, letto nel 2008, assolutamente nulla come se fosse la prima lettura. Va detto che questo mi ...continue

    Ci sono libri letti un secolo fa di cui ricordo se non proprio tutto almeno la trama in generale. Di questo, letto nel 2008, assolutamente nulla come se fosse la prima lettura. Va detto che questo mi succede solo con i gialli e meno male altrimenti dovrei seriamente preoccuparmi. Comunque bella rilettura. 27/09/16

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  • 5

    Me ha gustado mucho de principio a fin, a pesar de que han pasado más de dos años desde que leí "La leona blanca" por lo que me quedaba indiferente en varias ocasiones cuando se hacía mención a anécdo ...continue

    Me ha gustado mucho de principio a fin, a pesar de que han pasado más de dos años desde que leí "La leona blanca" por lo que me quedaba indiferente en varias ocasiones cuando se hacía mención a anécdotas del pasado.

    Engancha tanto como los anteriores libros de la saga. El desenlace de la historia y lo rápido que ha ocurrido eventualmente me ha dejado con ganas de continuar muy pronto con el próximo.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Un investigazione realistica ed appassionante.

    Wallander non si smentisce e non si arrende. Il miglior poliziotto della Scandinavia, che si sforza, contro la sua natura, di fare lavoro di squadra.
    Avrei sicuramente dato 5 stelle a questo libro, se ...continue

    Wallander non si smentisce e non si arrende. Il miglior poliziotto della Scandinavia, che si sforza, contro la sua natura, di fare lavoro di squadra.
    Avrei sicuramente dato 5 stelle a questo libro, se il finale non mi avesse deluso.
    Per due motivi.
    1) Non si spiega perché i cattivi abbiano sostituto nel portabagagli della prima vittima una borsa incriminante con una identica nuova. Non potevano semplicemente togliere la prima? Perché sostituirla?
    2) In un libro SERIO il poliziotto, catturato dal perfido nemico, destinato ad essere eliminato non è intrattenuto in lunghe conversazioni per molte ore, finché non trova il modo di liberarsi e sconfiggere la folla di cattivi che lo attornia. Nella realtà viene eliminato subito e chi s'è visto s'è visto.

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  • 4

    Bello, bravo, bis, ma .... con 'sti finali americanizzati

    Avrei dato volentieri 5 stelline a mr Wallander & c., per tutto il libro c'è un'ottima dose di suspance, bei rapporti interpersonali, ritmo buono (anche senza colpi di scena che spesso sono forzati, ...continue

    Avrei dato volentieri 5 stelline a mr Wallander & c., per tutto il libro c'è un'ottima dose di suspance, bei rapporti interpersonali, ritmo buono (anche senza colpi di scena che spesso sono forzati, anzi, forzatissimi), insomma mi sono proprio divertito a leggerlo.

    Per carità, terminarlo diversamente non era facile, però non sono mica io lo scrittore, e poi non è tanto il finale in se, ma come ci arrivi al finale, i John Wayne lasciamoli ai tempi che furono. T'è capè ? Grazie. ciao

    said on 

  • 3

    Il quarto romanzo della serie si apre con un commissario Wallander in piena crisi personale e deciso a lasciare la polizia. Vari accadimenti lo indurranno a tornare sulla sua decisione ma i suoi torme ...continue

    Il quarto romanzo della serie si apre con un commissario Wallander in piena crisi personale e deciso a lasciare la polizia. Vari accadimenti lo indurranno a tornare sulla sua decisione ma i suoi tormenti non lo lasceranno. Storia di un'indagine portata avanti con ostinazione, coerenza e rigore morale. Lenta se paragonata ai thriller di stampo americano a cui sono più abituata ma ugualmente coinvolgente

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    2

    Primo libro di Mankell che leggo, l'ho trovato un giallo stanco, con pochissimie idee e con un finale forzato, quasi imbarazzante. Il colpevole è già evidente dalle prime pagine, prima ancora che l'i ...continue

    Primo libro di Mankell che leggo, l'ho trovato un giallo stanco, con pochissimie idee e con un finale forzato, quasi imbarazzante. Il colpevole è già evidente dalle prime pagine, prima ancora che l'investigazione cominci.

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  • 4

    Astenersi amanti del thriller mozzafiato.

    Leggendo i non pochi commenti negativi a “L’uomo che sorrideva” è doveroso sgombrare immediatamente il campo da un equivoco: molti romanzi di Mankell, e questo in particolare, NON sono dei thriller e ...continue

    Leggendo i non pochi commenti negativi a “L’uomo che sorrideva” è doveroso sgombrare immediatamente il campo da un equivoco: molti romanzi di Mankell, e questo in particolare, NON sono dei thriller e a ben vedere non sono neppure “gialli” finalizzati a risolvere il rebus dell’individuazione (in modo deduttivo o intuitivo) del colpevole.

    Si tratta di storie che tendono a concentrarsi soprattutto sull’analisi dell’indagine, della struttura mentale e organizzativa degli investigatori, Wallander ma non solo, descrivendo con particolare verosimiglianza un lavoro pieno di dubbi, incertezze, errori, false piste, incomprensioni fra colleghi, interminabili e ripetitive riunioni nel corso delle quali a volte si aggiunge un piccolo tassello all’indagine, a volte neppure quello, col conseguente senso di frustrazione e avvilimento che avvolge i componenti del team investigativo.

    Poco allettante davvero per il lettore alla ricerca di azione, suspense, inchieste che procedano per lampi di genio e non tramite la minuziosa ricostruzione dei fatti e delle loro miriadi di possibili interpretazioni.

    Sull’altro piatto della bilancia c’è tuttavia l’estrema umanità dei personaggi, coi loro problemi familiari e psicologici (quale altro “eroe” poliziesco potrebbe andare in depressione per oltre un anno a causa delle ripercussioni morali della fortuita uccisione di un criminale?!), il realismo del contesto in questa regione a sua volta priva di asperità e bellezze del paesaggio, ma piatta, nebbiosa e incolore.

    Solo alla fine, forse per compensare questa staticità, Mankell ci propina un frettoloso finale alla James Bond, e questa forse è l’unica caduta di stile del libro, confermandoci che l’autore risolve la prevedibilissima conclusione dell’inchiesta quasi come un atto dovuto da esaurire rapidamente e senza dedicarvi particolare inventiva: ulteriore delusione per chi si aspetta la catena di mirabolanti colpi di scena, rovesciamenti di situazione e voltafaccia con cui si tendono a condire i finali di tanti attuali polizieschi!

    Ma lasciate perdere, questa è Ystad…

    said on 

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