The Mill on the Floss

(Folio Society Deluxe Editon in Slipcase)

By

Publisher: The Folio Society

3.9
(751)

Language: English | Number of Pages: 492 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) French , Italian , German , Spanish , Swedish , Portuguese , Polish

Isbn-10: 0863076688 | Isbn-13: 9780863076688 | Publish date:  | Edition Deluxe

Illustrator or Penciler: Wood engravings by Allison MacNeill ; Preface Bel Mooney

Also available as: Paperback , Mass Market Paperback , Audio Cassette , Audio CD , Unbound , Others , eBook

Category: Fiction & Literature , Foreign Language Study , History

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Book Description
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  • 4

    Era una creatura piena di aspirazioni ardenti e appassionate per tutto ciò che è bello e gioioso, assetata di ogni genere di conoscenze

    Questo romanzo ci riporta alle placide atmosfere dell'800 inglese, a cui fa vagamente da sfondo uno scenario che ci riporta alla mente quegli anni in cui prese piede l'instancabile fermento della rivo ...continue

    Questo romanzo ci riporta alle placide atmosfere dell'800 inglese, a cui fa vagamente da sfondo uno scenario che ci riporta alla mente quegli anni in cui prese piede l'instancabile fermento della rivoluzione industriale.
    L'opera in questione trova la sua collocazione geografica nel Lincolnshire, precisamente nel piccolo centro di St Oggs, cittadina cresciuta all'ombra di un'inflessibile morale religiosa, unita a un gretto provincialismo incapace di elevare i componenti della comunità a un modo di vivere e a un sentire scevro da convenzioni sociali rigide e stereotipate.
    La vicenda ci presenta la piccola borghesia imprenditrice del tempo, la quale era riuscita a costruire – grazie alla sua operosità e a uno spirito di sacrificio dedito esclusivamente al duro lavoro – le sue fortune e il suo solido benessere economico.

    Su questo scenario di fondo, si fanno strada le vicende dei Tulliver, famiglia piccolo borghese, proprietaria da generazioni del mulino sul fiume Floss, e che diventerà l'indiscussa protagonista delle tristi vicende che ne decreteranno l'inevitabile fine, a sancire l'idea – quasi fosse un romanzo a tesi – che solo i più adatti possono cavarsela in questo mondo che si è fatto eccessivamente complicato, così come Mr Tulliver stesso proferisce a un certo punto del romanzo.
    Attraverso una narrazione elegiaca, poetica (ma mai intrisa di moralismo fine a se stesso), la Eliot ci racconta la triste storia di una famiglia segnata irrimediabilmente dalla sua incapacità di adeguarsi alle spietate logiche del tempo, fondate sulla forza del potere economico, sul dominio della macchina giudiziaria, nonché sull'adesione acritica a una morale ipocrita e perbenista.

    Ma a spiccare su tutto e tutti, con la sua grazia e la sua levità d'animo, ecco comparire Maggie Tulliver, ritratta sin dalle prime pagine come una bambina diversa da tutte le altre, provvista di una brillante intelligenza, resa ancor più accesa da una vivida immaginazione, tratto questo che la porterà a travalicare il piatto grigiume del mondo circostante e a sentire con viva forza l'esistenza nella sua interezza, assieme alle passioni che la agitano nel profondo.
    “Pensava che le difficoltà della sua vita dipendevano in parte dal fatto ch'ella soggiaceva al peso di desideri più vasti di quelli che gli altri parevano sentire: dal fatto ch'ella doveva patire queste grandi aspirazioni senza speranza verso alcunché di ignoto, che pure doveva esser la cosa più grande e più bella di questo mondo”.

    Ma, come la stessa Eliot sembra dirci, spesso la sensibilità rischia di divenire un'arma a doppio taglio; se essa dona acutezza nel sentire e uno sguardo quasi veggente che penetra oltre la superficie delle cose, arriva però anche a scontrarsi coi limiti della realtà stessa e con quelle convenzioni e le regole che la ingabbiano entro confini prestabiliti. E così essa (la sensibilità) appare destinata per forza di cose ad essere vinta, a grondare stille cremisi di quella sofferenza che nasce dall'inevitabile contrasto tra l'infinito che in essa dimora e la piccineria di un piccolo mondo di provincia che non sa riconoscerne le fattezze, arrivando a deriderla e finanche ad ucciderla, così come fece il marinaio di Coleridge con la grazia splendente dell'arbatross.
    Di Maggie infatti ci viene detto che: “Alla precocità consueta delle fanciulle, ella aggiungeva quella prematura esperienza del dolore, del conflitto tra gli impulsi intimi e i fatti esterni, che è il retaggio dei temperamenti immaginosi e appassionati; gli anni trascorsi da quando piantava i chiodi nel pupazzo di legno fra le travi corrose del solaio, erano stati pieni di una vita così fervida nel triplice mondo della Realtà, dei Libri e del Sogno ad occhi aperti, che Maggie era stranamente vecchia per la sua età, e lo era in tutto (...). E ora la sorte di lei cominciava a tingersi d'una calma e desolata monotonia, che la spingeva più che mai a ripiegarsi su se stessa".

    La giovane Tulliver è portatrice di una bellezza anomala, di un'intelligenza fuori dal comune, così come di un'empatia che le permette di accogliere in sé il dolore altrui, sentendolo come fosse il proprio. Maggie è colei che per amore del prossimo rinuncia a se stessa, incarnando lo stereotipo dell'eroina dell'ottocento con la sua purezza d'animo e la sua bellezza interiore, che qui però non sarà destinata ad essere riconosciuta, ma solo derisa e incompresa.
    Il conflitto tra Maggie e il mondo è perfettamente rappresentato dal suo rapporto contrastato col fratello Tom, uomo del fare, totalmente aderente alle logiche dell'homo economicus e della morale comune.

    L'incapacità di conciliare mondi tanto diversi tra loro porterà la nostra eroina a precipitare nel baratro della sofferenza più nera e in quello del rifiuto sociale; l'unica forma di resistenza che le rimarrà sarà ancorarsi alla sua libertà interiore, vergine e intatta, irriducibile alle logiche ottuse della società.
    E la conciliazione con quel mondo (incarnato dal fratello Tom) che non riesce fino in fondo a comprendere la fanciulla sarà possibile solo nel momento estremo, quello in grado di travalicare la contingenza del linguaggio e della condizione umana, trovando nella trascendenza la forza eternatrice di una bellezza troppo fulgida per essere compresa dalla banalità di ciò che noi consideriamo normale.

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  • 4

    Romanzo denso, avvolgente, dove emerge una società gretta e superficiale, incapace non solo di nutrire pensieri e sentimenti superiori ma neppure sinceri impulsi di solidarietà e bontà. Il destino di ...continue

    Romanzo denso, avvolgente, dove emerge una società gretta e superficiale, incapace non solo di nutrire pensieri e sentimenti superiori ma neppure sinceri impulsi di solidarietà e bontà. Il destino di Maggie è praticamente segnato perché alla donna non viene riconosciuto alcun ruolo intellettuale, anzi chi si segnala per intelligenza e perspicacia viene bollato. I due fratelli sono indubbiamente gli elementi portanti del racconto. Rigido, volitivo l’uno, Tom, un vulcano di desideri, di aspirazioni, di buoni sentimenti di affetti repressi l’altra. Qui però si inserisce anche quella caratteristica tutta vittoriana della Eliot e che non si allontana da una velata ma chiara lezione morale. Le qualità più brillanti dello spirito devono essere frenate da un sicuro e corretto senso del limite e dal rispetto della forme e pure dei pregiudizi consolidati dalla tradizione. In caso contrario ne potrebbero derivare gravi pericoli. E così sarà! Ma l’arte e le intenzioni della Eliot vanno ben oltre. Lei aspira sì ad una arte che sia aderente alla realtà ma accompagna le vicende narrate, la vita degli umili, della povera gente di provincia con un profondo senso di umana dignità e compassione. La gente umile può provare con la stessa intensità dei potenti le tragedie della vita, i conflitti di coscienza, quel lento e devastante stillicidio di ogni giorno che sclerotizza o smussa i caratteri. Ma poi la vita ritorna nel suo alveo e continua a fluire lentamente. L’epilogo così brusco e drammatico tocca profondamente le corde dell’ emozione.

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  • 3

    I troppo buoni

    Ho diligentemente fatto il copia incolla dei miei interventi sul gdl e mi sono accorta che non servono per una recensione che faccia il punto di una lettura. Anzi i dgl funzionano come il metodo Prom ...continue

    Ho diligentemente fatto il copia incolla dei miei interventi sul gdl e mi sono accorta che non servono per una recensione che faccia il punto di una lettura. Anzi i dgl funzionano come il metodo Promessi Sposi al ginnasio: te lo fanno odiare per tutta la vita.
    E così dopo il primo entusiasmo per Maggie e la famiglia della prima e seconda tappa (entusiasmo certo a tredici anni, molto meno quando gli anta si avvicinano agli ento), è iniziata la noia. Come fai a sviscerare la psicologia dei personaggi per ben sette tappe, se le loro reazioni alla fine sono prevedibili, date le coordinate?
    Come fai a non attaccar briga con chi si immedesima nell’eroina Maggie, perdonandole tutto, anche l’inverosimile? Magari ha ragione ma a questo punto non riesco a vedere che gli errori della Eliot nella progettazione del personaggio femminile, incardinato sul suo spirito di sacrificio: pur cedendo alle tentazioni ne esce fuori vittoriosa ma entrando di diritto nella Terza Legge della stupidità umana: Una persona stupida è chi causa un danno ad un altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita.*
    E Maggie è stupida. Si innamora del quasi fidanzato della cugina bella e bacchettona ( fidanzato che, oltre a essere vanesio e allupato, è pure il rampollo della meglio società del paesone); scappa con lui lungo il fiume Floss; se ne pente e lo abbandona per il rimorso di avere tradito il suo ruolo di vittima dei buoni sentimenti; ritorna al paese dove viene messa all’indice dai paesani (socialmente sputati ai padani doc: gente che si è fatta da sé in barba al minimo sindacale di cultura); viene diseredata dal fratello; cerca un lavoro ma resta disoccupata perché nessuno vuole assumere una scostumata come lei: bruna e prorompente in un mondo di pallide e bionde. E non se ne vuole andare dal suo paesello: rabbrividisce come la santa teresa del Bernini nel bere l'amaro calice.
    Questo è quello che succede a lei.
    Agli altri non va meglio:
    Il vanesio allupato non si rassegna e va in esilio in Olanda; la sua quasi fidanzata si ammala di febbre delirante e va in coma; il suo storpio spasimante (sì, Maggie, ne aveva uno che non amava d’amore ma a cui era legata da affinità elettive) cade preda di cefalee allucinanti per depressione reattiva; l’amato fratello muore annegato, durante l’esondazione della Floss, assieme a lei che si era improvvisata barcarola: se non fosse andata a salvarlo, il poveretto sarebbe rimasto al piano superiore del mulino, appena lambito dalle acque, sano e pieno di vita.
    Happy - end : i due vengono sepolti assieme abbracciati come erano stati ritrovati a piena rientrata.
    Il tutto condito da un’ottima presa per i fondelli della società piccolo borghese di una piccola città mercantile in pieno sviluppo economico alla Stuart Mill. Peccato che la Eliot non si sia limitata a questo.

    P.S. Confermo che se l'avessi letto a tredici anni mi sarebbe piaciuto da morire: avrei letto e riletto i capitoli della tresca amorosa clandestina e avrei pianto calde lacrime alla morte dell'eroina e del suo antagonista, che poi era il fratello.
    Il problema è che l'ho letto a sessantacinque anni e, sfortunatamente, incastrato tra due libri di un autore che le saghe familiari, il contesto sociale e i rapporti tra fratelli li cucina in tutt'altra salsa.
    • Ringrazio Mater Apicellae per la scoperta di cotanta legge!

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  • 4

    "Sappi che l'amore di te stesso ti fa più male che qualunque cosa al mondo"..... ho molto da ridire su questo pensiero

    Ho letto sulla copertina posteriore che questo sarebbe uno “sferzante” romanzo femminista . Io non ho trovato nulla di sferzante, e credo che non avrei potuto trovarcelo, vista l’epoca in cui il roman ...continue

    Ho letto sulla copertina posteriore che questo sarebbe uno “sferzante” romanzo femminista . Io non ho trovato nulla di sferzante, e credo che non avrei potuto trovarcelo, vista l’epoca in cui il romanzo è stato scritto. Ho letto un romanzo diviso in due parti, la prima che narra dell’infanzia di due fratelli, Tom e Maggie Tulliver, dei loro caratteri diversi fin da bimbi, lui dal carattere intransigente fin da bambino, lei una deliziosa bambina intelligente, amante della lettura e degli studi, molto legata al fratello, ritenuta dal resto della famiglia sfortunata perché alla donna dell’epoca non serve un cervello ma un languido aspetto da signorina inglese, con gli occhi chiari ed i boccoli biondi, come la cugina Lucy: Maggie invece ha la carnagione scura, ha i capelli mori e ricci e due occhi neri che ti trafiggono; ho letto della famiglia Tulliver, in cui il padre è un onesto mugnaio, uomo semplice che non ha il bernoccolo degli affari, per questo destinato a soccombere nel mondo della piccola borghesia di campagna inglese appena nata incarnata nelle zie Dodson, sorelle di Mrs. Tulliver, e gli zii Pullet, Glegg e Deane, tutti bigotti e perbenisti, affaristi e commercianti attenti solo al denaro e al buon nome della famiglia. La prima parte è vivace, frizzante e al contempo così attenta alle psicologie dei tanti personaggi che la animano, da far pensare a Dickens. Nella seconda parte i toni cambiano, entra prepotente la passione nel cuore di Maggie giovanetta che non ha più nulla, solo la sua bellezza e la sua ammirevole generosità, un carattere dolce e riflessivo, che la porta a meditare sulla rinuncia ai desideri e la rassegnazione con cui sopportare i travagli . Ma un cuore giovane e pulsante non può soccombere alle filosofie ascetiche –cui la Eliot accenna parlando della lettura preferita di Maggie, il monaco Tommaso da Kempis-. Ebbene, la seconda parte del romanzo si può sintetizzare come la descrizione del duello interiore di Maggie tra il desiderio di realizzare il pensiero che il monaco tedesco predicava, l’annullamento dell’amore per sé stessi e dell’attaccamento alle cose del mondo, e la forza della passione e degli istinti umani che spingono l'essere umano verso l’amore e la felicità per sé stessi. Le pagine che descrivono il nascente sentimento di Maggie, gli sguardi rubati, i silenzi, la paura e la voglia di stare insieme all’amato sono bellissime ed il finale potrebbe essere ancora più bello, ma…
    Ma come si fa ad annullare ogni desiderio ed ogni istinto egoista per dedicarsi esclusivamente all’amore per gli altri? Una santa ce la può fare, ma i santi non vivono sulla terra… Maggie vacilla, la tentazione sta per vincere, e alla fine …. Non svelo il finale, che è tragico e triste, però ciò che penso è che il sacrificio di sé stessi, fatto in nome dell’amore assoluto verso i propri familiari e per assicurare loro la felicità, non produce che conseguenze nefaste per tutti, sia per chi si sacrifica, che vivrà sempre nell’infelicità, sia di chi dovrebbe esserne beneficiato ed invece ne soffrirà comunque, nella vita ci vuole sempre quel pizzico –diciamo pure un bel pugno- di egoismo che spinga a realizzare non dico la propria felicità, ma almeno a prendersi le gioie che ci capitano, tra una sventura e l’altra.
    In conclusione, di femminismo acceso non si può parlare: c’è un romanzo che parla della condizione della donna dell’epoca, del disagio di Maggie in quel ruolo, della sua diversità che le pesa sopra come un macigno destinandola a una sorte segnata, ma soprattutto c’è una critica aspra alla ipocrita società che non sa far altro che condannarla senza comprendere i suoi convincimenti: solo un giovane, Philip, suo amico di infanzia, ha la capacità e la grandezza d’animo di capire Maggie, che ama appassionatamente, e nel finale le scriverà una lettera che, giuro, mi ha fatto venire le lacrime agli occhi.
    Ora mi fermo, ho scritto troppo, ed ancora potrei scrivere, su questo romanzo che pensavo mi fosse piaciuto meno di quanto invece mi sto rendendo conto mi sia piaciuto. Davvero una bellissima lettura che consiglio di fare.

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  • 3

    "Il mulino sulla Floss" andrebbe letto parallelamente a qualcosa di Jane Austen, perchè sono proprio due lati della stessa medaglia.
    Una storia alla Austen in cui si può osservare tutto ciò che la Aus ...continue

    "Il mulino sulla Floss" andrebbe letto parallelamente a qualcosa di Jane Austen, perchè sono proprio due lati della stessa medaglia.
    Una storia alla Austen in cui si può osservare tutto ciò che la Austen non dice a proposito della condizione femminile.
    E' importante sottolineare questo aspetto, perchè è davvero ciò che fa la differenza in una storia che altrimenti non spiccherebbe nè per originalità.
    Il non detto, il non detto, Il mulino sulla Floss è il non detto della situazione femminile nell'Ottocento.

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  • 3

    Inizio lento ( e con inizio intendo le prime 200 pagine ), l'infanzia di Tom e Maggie non è particolarmente avvincente, ma tant'è. Nella parte centrale il romanzo si riprende, gli intrecci sentimental ...continue

    Inizio lento ( e con inizio intendo le prime 200 pagine ), l'infanzia di Tom e Maggie non è particolarmente avvincente, ma tant'è. Nella parte centrale il romanzo si riprende, gli intrecci sentimentali sono intriganti, ma poi si affloscia di nuovo e il finale, pur avendo il suo perché, è stato per me una piccola delusione.
    In tutti ciò ci sono pagine memorabili di introspezione sui motivi che spingono alcuni personaggi ad agire in un certo modo. 3* perché per me è stato discontinuo.

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  • 4

    Finito di leggere questo splendido libro!
    A chi come me è interessato ad approfondire la conoscenza della condizione femminile nella storia, lo consiglio vivamente.
    Di George Eliot avevo già letto e m ...continue

    Finito di leggere questo splendido libro!
    A chi come me è interessato ad approfondire la conoscenza della condizione femminile nella storia, lo consiglio vivamente.
    Di George Eliot avevo già letto e molto apprezzato anche Middlemarch ma questo lo preferisco 👍

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  • 4

    Un romanzo sulla vita.

    Romanzo di formazione; saga familiare; romanzo d'amore, amore in tutte le sue forme, soprattutto amore fraterno, da sempre sofferto e fatale.
    Ho ammirato Maggie Tulliver, la protagonista, dall'inizio ...continue

    Romanzo di formazione; saga familiare; romanzo d'amore, amore in tutte le sue forme, soprattutto amore fraterno, da sempre sofferto e fatale.
    Ho ammirato Maggie Tulliver, la protagonista, dall'inizio alla fine attraverso ogni gioia e ogni dolore che non mi hanno lasciato indifferente.
    Dettagliata e coerente caratterizzazione dei personaggi che attraverso le pagine e gli aneddoti diventano sempre più nitidi e familiari. È una lettura che stimola non poche riflessioni sulla società e sui rapporti famigliari: l'onore e i legami di sangue sono continuamente chiamati in causa.
    Davvero ben scritto, con un po' d'ironia qua e là ed un lessico ricercato, grazie al quale ho imparato qualche nuova parolina, ma che non appesantisce la lettura. L'espediente amoroso poi, dona una leggerezza tipica dei romanzi d'amore. Consigliatissimo!

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  • 4

    la Austen con le palle

    La Eliot non eccelleva di avvenenza anzi, ma faceva cadere gli uomini ai suoi piedi come testimonia un certo Henry James non proprio l'archetipo del Don Giovanni , egli era riuscito a comprendere quel ...continue

    La Eliot non eccelleva di avvenenza anzi, ma faceva cadere gli uomini ai suoi piedi come testimonia un certo Henry James non proprio l'archetipo del Don Giovanni , egli era riuscito a comprendere quell'anima colma di profondità, acutezza e ironia che si concretizza in un fascino inspiegabile e irresistibile. Ed è questo il fascino del Mulino, una scrittura pulita ma estremamente elegante, ricca di intelligenza, di capacità analitica, di fine sarcasmo e ironia per le contraddizioni umane, che fa della scrittrice inglese uno strumento critico della società vittoriana e non che ha l'affilatezza e la caparbietà dell'acciaio. Ecco cos'è la Eliot, un' Austen con le palle e incattivita(per quanto la sua epoca le permettesse) con una cultura , esperienza delle cose del vita e del mondo che alla Jane scarseggiava. Ed è in quel Mulino che nasce la vicenda rappresentata dalla Eliot attraverso Maggie, acuta, sensibile, sognatrice, e dal suo contraltare il fratello Tom, scaltro, pratico, combattivo: L'una che vive di emozioni, l'altro di azioni.
    I due fratelli sono nell'infanzia uniti da un rapporto solidissimo, ma la vita, le aspettative della gente che li circonda, i pregiudizi legati al loro sesso, le disgrazie che li colpiranno, romperà gravemente questo legame idilliaco, ma un filo invisibile e indissolubilmente li terrà occultamente uniti con la forza di un destino più forte delle bassezza umane, che si esprimerà in un finale che ha dell'epico! Un romanzo acuto, impegnato, ironico, drammatico, che contiene, tra l'altro, tra le più belle pagine d'amore mai scritte, come solo una donna straordinaria come la Eliot poteva scrivere. Consiglio personale e amichevole: Non perdete tempo con la Austen, leggete la Eliot!

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