The Plot Against America

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Publisher: Vintage

4.0
(1357)

Language: English | Number of Pages: 391 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Spanish , German , Italian , Finnish , French , Dutch , Swedish , Catalan , Portuguese , Polish

Isbn-10: 0224074539 | Isbn-13: 9780224074537 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Audio CD , Mass Market Paperback , eBook

Category: Fiction & Literature , History , Political

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Book Description
When the renowned aviation hero and rabid isolationist Charles A. Lindbergh defeated Franklin Roosevelt by a landslide in the 1940 presidential election, fear invaded every Jewish household in America. Not only had Lindbergh, in a nationwide radio address, publicly blamed the Jews for selfishly pushing America towards a pointless war with Nazi Germany, but, upon taking office as the 33rd president of the United States, he negotiated a cordial 'understanding' with Adolf Hitler, whose conquest of Europe and whose virulent anti-Semitic policies he appeared to accept without difficulty. What then followed in America is the historical setting for this startling new novel by Pulitzer-prize winner Philip Roth, who recounts what it was like for his Newark family - and for a million such families all over the country - during the menacing years of the Lindbergh presidency, when American citizens who happened to be Jews had every reason to expect the worst.
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  • 5

    Nonostante sembra che non sia uno dei migliori libri di Roth, io l'ho adorato. Una America immaginaria, dove Lindbergh (il temibile bellissimo e fascistissimo Lindy, l'aviatore) diventa Presidente al ...continue

    Nonostante sembra che non sia uno dei migliori libri di Roth, io l'ho adorato. Una America immaginaria, dove Lindbergh (il temibile bellissimo e fascistissimo Lindy, l'aviatore) diventa Presidente al posto di Roosevelt. Un America intollerante, razzista e antisemita, alleata di Hitler: vista dagli occhi infantili del piccolo Philip. Il romanzo è una autobiografia fantapolitica, in cui Philip dá un ritratto impietoso del fratello Sandy, nella realtà famoso disegnatore pubblicitario, soggiogato dalla retorica fascista di Lindbergh.
    Travolgente. In particolare, ho adorato il padre, patriota americano fino al midollo, che individuava gli antisemiti in 2 minuti netti (capacità che purtroppo ho anche io, e che mi fa soffrire).

    said on 

  • 4

    La guerra, il secondo conflitto mondiale visto attraverso gli occhi di un bambino ebreo e della sua famiglia. Un bambino americano lontano dalle bombe e dalle persecuzioni, ma pur sempre appartenente ...continue

    La guerra, il secondo conflitto mondiale visto attraverso gli occhi di un bambino ebreo e della sua famiglia. Un bambino americano lontano dalle bombe e dalle persecuzioni, ma pur sempre appartenente ad una famiglia ebrea. Ad un certo punto le domande: è possibile che in America si instaurino dittatura e persecuzione? La carta costituzionale sarà abbastanza forte da resistere ai venti dittatoriali che soffiano dall'Europa? E' da qui che parte il romanzo dove Roth immagina un'altra storia, non più Roosvelt presidente ma Lindbergh, non più l'interventismo americano ma un patto di non belligeranza e una stritzzatina d'occhio alla potenza tedesca e al suo antisemitismo (incidenti, aggressioni, omicidi, Ku Klux Klan). Le ragioni del nuovo presidente e delle sue scelte saranno spiegate nel finale e tutto ritornerà normale (forse). La lettura di questo romanzo è godibilissima, ma d'altronde da Roth non ci si poteva aspettare di meno e il merito dell'opera è farci comprendere che nessuno è al sicuro, che nessuna nazione, per quanto si professi democratica, è al sicuro dalle persecuzioni e dall'odio nei confronti delle sue minoranze o del nemico di turno. Il dolore e la paura delle famiglie Roth sono il dolore e la paura di tutti i perseguitati nel mondo, di tutti i ghettizzati, di tutti quelli di cui abbiamo timore solo perché non facciamo un passo verso di loro per capirli.

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  • 2

    Puó deludere gli appassionati di Roth

    Come già scritto da altri, libro intermittente, dispersivo con qualche tratto in accelerazione al quale subentrano inspiegabili momenti di logorante divagazione narrativa.
    L´atmosfera cupa e angoscios ...continue

    Come già scritto da altri, libro intermittente, dispersivo con qualche tratto in accelerazione al quale subentrano inspiegabili momenti di logorante divagazione narrativa.
    L´atmosfera cupa e angosciosa è un punto di forza del reale biografico che si innesta sul surreale socio politico di questo romanzo ma a me non e´ sembrata ben calibrata e alla fine ne sembra stanco ed esausto anche l´autore. Lo scrivere meraviglioso di Roth affiora continuamente ma diventa faticoso apprezzarlo e abbandonarsi ad esso.
    Si, credo che si possa ammettere tranquillamente che ... può deludere anche gli entusiasti di Roth, come me.

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  • 4

    Cosa sarebbe successo se...? Allora, Roth è incredibile, non c'è altro da aggiungere. Volendo parlare di struttura narrativa, non mi ha convinta del tutto (dai, non avevi più fogli per articolare megl ...continue

    Cosa sarebbe successo se...? Allora, Roth è incredibile, non c'è altro da aggiungere. Volendo parlare di struttura narrativa, non mi ha convinta del tutto (dai, non avevi più fogli per articolare meglio la conclusione Phil?), ma giusto per far capire quanto sia stata geniale e cosciente la sua "ucronia", non ci resta che aspettare che il Lindberg (o Trump) di turno riesca davvero ad inserirsi alla casa bianca, cosa del tutto plausibile specie di questi tempi...

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  • 2

    Adoro Roth di cui ho letto alcuni libri ma questo, sebbene offra dei saggi della scrittura dell'autore americano, delude perché presenta una struttura narrativa troppo dispersiva. Certo, grazie a ques ...continue

    Adoro Roth di cui ho letto alcuni libri ma questo, sebbene offra dei saggi della scrittura dell'autore americano, delude perché presenta una struttura narrativa troppo dispersiva. Certo, grazie a questo libro ho appreso dell'antisemitismo di Henry Ford e di un certo contesto sociale americano dell'epoca, ma in certi punti ti annoi e ti perdi. Insomma, un po' rimpiangi le altezze narrative di Pastorale Americana!

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  • 0

    Un Roth stranamente ondivago: inizio lento, parti avvincenti, altre meno. Angosciante: nazismo e antisemitismo possono essere ovunque, anche in New Jersey.

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  • 4

    Rileggere la Storia attraverso un'altra Storia immaginata, e che nulla toglie alla verità
    Caro Rorh, mi sarebbe piaciuto averti come prof di Storia...

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  • 4

    “La paura domina questi ricordi, un’eterna paura. Certo, nessuna infanzia è priva di terrori, eppure mi domando se da ragazzo avrei avuto meno paura se Lindbergh non fosse diventato presidente o se io ...continue

    “La paura domina questi ricordi, un’eterna paura. Certo, nessuna infanzia è priva di terrori, eppure mi domando se da ragazzo avrei avuto meno paura se Lindbergh non fosse diventato presidente o se io stesso non fossi stato di origine ebraica.”

    Un bambino ebreo di nove anni è la voce narrante di questo romanzo “fantastorico” nel quale P. Roth immagina uno scenario alternativo alla rielezione di F. D. Roosevelt negli anni della seconda guerra mondiale. Gli Stati Uniti non entreranno in guerra e gli ebrei americani vivranno da vicino l’angoscia dell’antisemitismo e delle discriminazioni.
    Durante un viaggio a Washington, città emblema e sede del governo liberale e democratico degli Stati Uniti, avrà inizio il crollo delle certezze della famiglia Roth, osservato dallo sguardo del figlio minore che vive la fine della propria infanzia: scopre la vulnerabilità e fallibilità del padre, il quale è ostinato nella sua convinzione che l’antisemitismo non possa attecchire nella terra dove i sogni e le speranze si realizzano.
    Roth, in questo libro verosimilmente autobiografico, racconta con semplicità ed efficacia le paure della sua infanzia, sia quelle sperimentate da ogni bambino di quella età, sia quelle procurate dalla sua appartenenza religiosa, ma anche le paure della sua famiglia e degli ebrei tutti che in ogni luogo, pure in quello che meglio sembra rappresentare l’optimum della democrazia e delle libertà, sanno di dover temere per la propria sopravvivenza.
    Da quel momento in poi per la famiglia Roth e la comunità ebraica di Newark e dell’intero paese avrà inizio un triste periodo di inquietudine, di tormentata incertezza, di frustrante impotenza, in cui la speranza e la paura si alterneranno destabilizzando le loro vite e in cui si verificherà ciò che fino ad allora era stato addirittura impensabile.
    Questo libro reinventa il passato ma il quadro immaginato potrebbe essere collocato anche nel futuro; è un monito, un richiamo alla precarietà degli equilibri sociali e democratici, una luce che si accende sul fatto che nulla può essere dato per scontato e sulla facilità con cui il populismo può prendere piede e distruggere in poco tempo e con incredibile semplicità la società dei diritti che crediamo definitivamente acquisita.
    Spunto originale, condotto da Roth molto bene fino alla conclusione finale che, anche a me come ad altri, sembra sia stata gestita in maniera un po’ sbrigativa.

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