The Possibility of an Island

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Publisher: Phoenix (an Imprint of The Orion Publishing Group Ltd )

3.8
(1345)

Language: English | Number of Pages: 432 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) German , Chi traditional , French , Spanish , Dutch , Italian , Galego , Catalan , Portuguese , Latvian , Slovenian

Isbn-10: 0753821184 | Isbn-13: 9780753821183 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Others

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
Who, among you, deserves eternal life? Daniel is a highly successful stand-up comedian who has made a career out of playing outrageously on the prejudices of his public. But at the beginning of the twenty-first century, he has begun to detest laughter in particular and mankind in general. Despite this, Daniel is unable to stop himself believing in the possibility of love. A thousand years on, war, drought and earthquakes have decimated the earth and Daniel24 lives alone in a secure compound - his only companion, a cloned dog named Fox. Outside, the remnants of the human race roam in packs, while Daniel24 attempts to decipher his predecessor's history. In a nightmarish vision of the implosion of the modern world, he, like his predecessor attempts to fathom the meaning of love, sex, suffering and regret.
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  • 4

    Bellissimo, uno sguardo "ideale" su un futuro potenziale nel quale l'uomo potrebbe funzionare spogliato di ciò che lo rende umano....che poi risulta essere l'unica cosa che rende la vita degna di esse ...continue

    Bellissimo, uno sguardo "ideale" su un futuro potenziale nel quale l'uomo potrebbe funzionare spogliato di ciò che lo rende umano....che poi risulta essere l'unica cosa che rende la vita degna di essere vissuta.

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  • 2

    Non ci ho trovato nulla di così geniale in questo libro, che ho letto con fastidio e ho finito solo ed esclusivamente per la curiosità di vedere come intendeva concludere questa storia senza senso, le ...continue

    Non ci ho trovato nulla di così geniale in questo libro, che ho letto con fastidio e ho finito solo ed esclusivamente per la curiosità di vedere come intendeva concludere questa storia senza senso, letteralmente ha speso 297 pagine per spiegarci che la nostra vita non ha senso.

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  • 4

    quando dico io, mento ( p.13 )
    l'uomo parla come il cane abbaia ( p.15 )
    l'io è la sintesi dei nostri fallimenti ( p.15 )
    le occasioni di piazzare il mio organo in uno degli orifizi adeguati non mi so ...continue

    quando dico io, mento ( p.13 )
    l'uomo parla come il cane abbaia ( p.15 )
    l'io è la sintesi dei nostri fallimenti ( p.15 )
    le occasioni di piazzare il mio organo in uno degli orifizi adeguati non mi sono dunque mancate ( p.23 )
    la prima legge di pierce identifica la personalità con la memoria. nella personalità esiste solo ciò che è memorizzabile ( sia tale memoria cognitiva, procedurale o affettiva ) ( p.24 )
    mi è pressoché impossibile ricordare oggi perché abbia sposato la mia prima moglie; se la incontrassi per strada, penso che non la riconoscerei nemmeno ( p.26 )
    naturalmente, come in tutte le storie serie, siamo finiti a letto la prima sera ( p.29 )
    qualcosa nasceva fra noi come uno stato di innocenza ( p.33 )
    l'individuo umano non può essere felice, non è in alcun modo concepito per la felicità, e il suo solo destino possibile è quello di diffondere l'infelicità attorno a sé, rendendo l'esistenza degli altri intollerabile quanto la propria ( p.57 )
    quando l'amore fisico sparisce, sparisce tutto ( p.63 )
    la piena comprensione del problema non ha permesso di avanzare verso una soluzione qualsiasi ( p.66 )
    la credenza prolungata in un'entità divina manifestamente assente ( p.66 )
    aumentare i desideri fino all'insopportabile, rendendo la loro realizzazione sempre più inaccessibile, era il principio unico su cui poggiava la società occidentale ( p.72 )
    la parola distrugge, separa, e quando fra un uomo e una donna rimane soltanto essa, si considera giustamente che la relazione sia terminata ( p.76 )
    tutto ciò mi faceva venir voglia di morire, ma mi trattenni ( p.83 )
    ( andré bercoff ) quello che chiami sogno è reale per il guerriero ( p.88 )
    ogni volta che ritorniamo su un episodio doloroso noi aumentiamo la probabilità di riprodurlo. invece di avanzare, ci insabbiamo ( p.101 )
    la prospettiva di scopare, e di scopare con piacere, mi pareva una motivazione largamente sufficiente per decidere di non infilare il guanto ( p.103 )
    se non ci fossero le auto, c'è da chiedersi davvero di che cosa parlerebbero gli uomini ( p.109 )
    evitavo al mondo rivoluzioni dolorose e inutili, poiché la radice di ogni male era biologica e indipendente da qualsiasi trasformazione sociale immaginabile ( p.130 )
    il cielo ha il colore di un dramma ( p.150 )
    quelle poche ore giustificavano la mia vita ( p.152 )
    una repulsione generale per le discussioni teoriche; mi riusciva sempre più difficile parteciparvi o anche fingere un qualsiasi interesse ( p.164 )
    ho visto nitidamente dio / nella sua inesistenza / nel suo nulla prezioso / e ho colto la mia occasione ( p.167 )
    mi chiedevo come fossi riuscito a vivere fino a quel momento ( p.172 )
    nel mondo moderno si poteva essere scambisti, bisex, trans, zoofili, sm, ma era vietato essere vecchi ( p.177 )
    in fondo mi pareva normale che lo scambio di idee con qualcuno che non conosce il vostro corpo, che non è in grado di farne la l'infelicità o la gioia, fosse un esercizio falso e in fin dei conti impossibile ( p.180 )
    ogni essere vivente merita la compassione per il semplice fatto che è in vita, e si trova perciò esposto a innumerevoli sofferenze ( p.182 )
    la promessa è stata fatta e verrà mantenuta ( p.210 )
    la vita, concluse il profeta, era meravigliosa in tutto, e spettava soltanto a noi fare in modo che ogni istante fosse degno di essere vissuto ( p.212 )
    ero dentro di lei, e stavo bene ( p.260 )
    è già abbastanza sorprendente che un essere umano abbia una o due cose da dire ( p.266 )
    nessuna cultura dello spirito, nessun pensiero appena appena creativo sono mai potuti nascere da un individuo che debba preoccuparsi della propria sopravvivenza ( p. 267 )
    il naufragio di una civiltà, si comincia col sentirsi leggermente a disagio nella propria vita e si finisce con l'aspirare all'instaurazione di una repubblica islamica ( p.267 )
    si erano abituati a disinteressarsi dell'esistenza del reale e a preferirle il suo commento ( p.304 )
    è la sofferenza di esistere che ci fa cercare l'altro, come un palliativo; dobbiamo superare tale stadio per raggiungere lo stato in cui il semplice fatto di esistere costituisce di per sé un'occasione perpetua di gioia; in cui l'intermediazione non è altro che un gioco, liberamente perseguito, non costitutivo dell'esistere ( p.308 )
    non c'è amore nella libertà individuale, nell'indipendenza, c'è amore soltanto nel desiderio di annientamento individuale, in una sorta di sentimento oceanico ( p.346 )
    e l'amore, in cui tutto è facile / in cui tutto è dato dall'attimo / esiste in mezzo al tempo / la possibilità di un'isola ( p.355 )
    il mondo animale era noto, le società umane erano note; tutto ciò non racchiudeva alcun mistero, e c'era da aspettarsi solo la ripetizione della carneficina ( p.382 )
    sapevo adesso con certezza di aver conosciuto l'amore, poiché conoscevo la sofferenza ( p.384 )
    la luce è una, ma i suoi raggi sono innumerevoli ( p.388 )
    le configurazioni mentali sopravvivono di solito a lungo alla realtà che le ha originate ( p.391 )
    il solo fatto di esistere è già una sciagura ( p.395 )
    la felicità non era un orizzonte possibile. il mondo aveva tradito ( p.397 )

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  • 5

    Un pugno nello stomaco o lo svelamento del terzo occhio?

    Terribilmente triste, forse perchè terribilmente reale, aldilà della fantasia. Houellebecq ha il cinismo della verità nelle dita, che scrivano o digitino, non lo so. Rimane lo svelamento di ciò che sa ...continue

    Terribilmente triste, forse perchè terribilmente reale, aldilà della fantasia. Houellebecq ha il cinismo della verità nelle dita, che scrivano o digitino, non lo so. Rimane lo svelamento di ciò che sapevo, ma che come tutti tento con pervicacia di occultarmi. In fondo è un vantaggio che certe cose le dicano gli altri, le dica lui. Lo so che la verità fa male, ma oramai il mio modo di difendermi è altamente navigato, non cade, vacilla, ma non cade. Rimane il tempo della lettura, in cui mi sono sentito nudo, e in cui probabilmente guardavo il mondo con un altro occhio. Quello che teniamo nascosto.

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  • 4

    Forse il più difficile di Houellebecq che ho letto fino ad ora. Religione e scienza, il Credo e la genetica, la resurrezione indotta dalla scienza. Tante "analogie" miscredenti, paragoni voluti e mai ...continue

    Forse il più difficile di Houellebecq che ho letto fino ad ora. Religione e scienza, il Credo e la genetica, la resurrezione indotta dalla scienza. Tante "analogie" miscredenti, paragoni voluti e mai forzati. Macigni e perle come Michel ci ha ormai abituato, condito dalle sempre illuminate parole come emancipazione, misoginia, sesso e materialismo spirituale. Un libro eccezionale. Serve attenzione e rilettura di qualche paragrafo ogni tanto (almeno a me).

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  • 4

    Il libro brilla per la consueta lucidità, per il linguaggio sinceramente prosastico, per un racconto di vita fatto di onestà e nudità. E' un romanzo distopico lontano anni luce dal semplicismo di cui ...continue

    Il libro brilla per la consueta lucidità, per il linguaggio sinceramente prosastico, per un racconto di vita fatto di onestà e nudità. E' un romanzo distopico lontano anni luce dal semplicismo di cui a volte questo tipo di letteratura soffre, anzi vi si possono trovare spunti molteplici, e uno spessore di pensiero direi quasi totalizzante. La vicenda narrata è bella e coinvolgente, purtroppo inizia a dipanarsi solo da circa metà libro in poi: per la prima parte forse la lettura, finché non sono chiare certe coordinate della storia, è un pò faticosa, poiché un pò oscuro è il collegamento che tiene insieme alcuni tratti della narrazione. Questa, tuttavia, è probabilmente l'unica pecca di un romanzo, che per il resto avvince molto, ovviamente a patto che si apprezzi la poetica e la prosa di questo autore così particolare. A mio parere, per onestà intellettuale, chiarezza delle immagini, e acume, è uno dei pochi intellettuali ad aver perfettamente afferrato il senso della vita al nostro tempo.

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  • 5

    Houellebecq in piena forma.
    in questo romanzo centrale è l'assunto che il senso della vita è l'amore.
    Houellebecq lo racconta con il suo solito cinismo e disillusione, tanto che a lungo pare che il se ...continue

    Houellebecq in piena forma.
    in questo romanzo centrale è l'assunto che il senso della vita è l'amore.
    Houellebecq lo racconta con il suo solito cinismo e disillusione, tanto che a lungo pare che il senso della vita sia piuttosto il sesso, solo alla fine, quando sia sesso che amore non esistono più ecco che l'equivoco è chiarito.
    Daniel, il protagonista, è un uomo di spettacolo diventato ricco e famoso grazie a rappresentazioni provocatorie, ciniche e scomode.
    a quarant'anni può già permettersi di vivere senza lavorare in una villa della costa spagnola, prima con Isabelle, poi con la giovane Esther.
    Già a quarant'anni percepisce il proprio declino, fisico ed emozionale.
    La sua vita si intreccia con la setta degli Eloimiti, che credono in un'immortalità basata sulla clonazione.
    cosa succederà nei secoli successivi al periodo in cui Daniel è vissuto è raccontato da Daniel25, il suo successore, che è biologicamente ancora Daniel, ma con uno stile di vita "artificiale", neoumano, che tramanda la biografia di Daniel senza riuscire più a comprenderla.
    Il romanzo è ricco di riflessioni profonde su temi difficili quali vecchiaia-giovinezza, ambizione, sesso-amore, solitudine, manipolazione delle masse.
    un romanzo che fa pensare, a lungo.

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  • 4

    Lettura prostrante

    Mi sento di usare per questo romanzo le parole con cui lo stesso Houellebecq commentò il Corano: "Una lettura che lascia prostrati". Ci vogliono settimane per riprendersi e non è detto che ci si riesc ...continue

    Mi sento di usare per questo romanzo le parole con cui lo stesso Houellebecq commentò il Corano: "Una lettura che lascia prostrati". Ci vogliono settimane per riprendersi e non è detto che ci si riesca. Houellebecq mette a nudo il cuore di tenebra dell'uomo, ci costringe, tirandoci per i capelli, a guardarci allo specchio dal nostro profilo peggiore, e non ci offre nessuna consolazione se non, forse, la possibilità di un'isola.

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  • 4

    核爆式的虛無,用佛教的解脫獲得平靜與永恆。而尼采說:人性的,太人性的。你不過是用力向巨大的黑暗丟擲石頭。

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  • 3

    Dentro a tutto il suo spietato scrivere, al disperato cinismo, alla rabbia malcelata dietro all'uso di aggettivi appuntiti come frecce cosparse d'odio e veleno. In mezzo alla ruvida maniera delle inve ...continue

    Dentro a tutto il suo spietato scrivere, al disperato cinismo, alla rabbia malcelata dietro all'uso di aggettivi appuntiti come frecce cosparse d'odio e veleno. In mezzo alla ruvida maniera delle invenzioni e creazioni... per mezzo delle storie allucinate che fa vivere ai suoi personaggi, io ci vedo amore riversato a grandi mani.

    Amore per il genere umano, amore fatto pietà e rabbia. Purissimo.

    Ognuno ha il suo modo di dimostrarlo, l'amore.

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