The Power of the Dog

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Publisher: Cornerstone

4.4
(2364)

Language: English | Number of Pages: 560 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , French , Italian , German

Isbn-10: 0099464985 | Isbn-13: 9780099464983 | Publish date:  | Edition New Ed

Also available as: Hardcover , eBook , Others

Category: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Book Description
The title, "The Power of the Dog" comes from the Psalms: Save my soul from the sword, my love from the power of the dog. And Don Winslow's masterpiece is not only a page-turning thriller but also a rich and compelling novel about a very mixed group of characters, each in his or her own way seeking some sort of salvation or redemption. The plot is essentially simple: how the US government and some of its quasi-autonomous agencies (CIA, FBI, DEA) all for their own reasons encouraged, sponsored and actively financed and helped the development of the drug cartels and their trade in Mexico. Groups of characters are - a young Chicano boy from the Barrio who makes good and becomes a Senator (and who is the target of an assassination plot that tops and tails the book); a morally troubled DEA boss who tries to do good, but who is driven by events and by a desire both for salvation and revenge to sleep with the devil; and the various gang leaders, some of them psychopathic, others urbane, civilised and deadly; a high-class prostitute; and a charismatic Catholic priest who is dedicated to the improvement of the lives of his people.
Out of this simple material, Winslow has built a novel that works on so many levels and offers so many satisfactions it defies belief. Praise for Don Winslow: 'Don Winslow is the kind of cult writer who is so good you almost want to keep him to yourself, as if letting everyone in on the secret will somehow dilute the pleasure. So gulp down this book, tell all your friends, and remember - you heard it here first!' - Ian Rankin. 'The Death and Life of Bobby Z. It has whiplash speed, deliciously sleazoid characters and a major altitude problem. What a blast!' - Carl Hiaasen.
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  • 4

    Col fiato sospeso

    Era da tempo che non leggevo un buon libro d'azione. Molto "cinematografico" nella narrazione sia per la rapidità con cui si susseguono gli eventi, sia per l'elevata frequenza di dialoghi.
    Sapere poi ...continue

    Era da tempo che non leggevo un buon libro d'azione. Molto "cinematografico" nella narrazione sia per la rapidità con cui si susseguono gli eventi, sia per l'elevata frequenza di dialoghi.
    Sapere poi che tutto quello che è raccontato prende spunto dalla realtà lascia impietriti. Non ho potuto non dedicarmi subito al suo seguito "Il Cartello".

    said on 

  • 4

    Intenso, violento, scioccante

    Questo è un romanzo estremamente complesso e ambizioso, che di certo ha richiesto all’autore un enorme lavoro di ricerca sulle dinamiche del traffico di droga tra Messico e Stati Uniti. Non conosco be ...continue

    Questo è un romanzo estremamente complesso e ambizioso, che di certo ha richiesto all’autore un enorme lavoro di ricerca sulle dinamiche del traffico di droga tra Messico e Stati Uniti. Non conosco bene l’argomento, ma l’impressione che ho ricevuto dalla sua lettura è che l’autore racconti fatti reali, anche se ovviamente i personaggi e i dettagli delle loro specifiche storie sono inventati. Sono però assolutamente plausibili.
    Durante la lettura ho rivisto nella mia mente alcune scene del film “Sicario” e ho provato la stessa sensazione di disagio, ma mille volte amplificata dal potere evocativo della parola scritta.
    La storia sa essere coinvolgente, e quindi scioccante, laddove si arriva a raccontare efferati atti di violenza e omicidio. Alcune sequenze lasciano col fiato sospeso e ti spingono a continuare la lettura finché non sai come va a finire. Essa contiene tanti di quei doppi e tripli giochi che è difficile vedere un colpo di scena mentre arriva. Magari sai che sta per arrivare, ma non hai proprio idea di cosa succederà.
    Ho particolarmente gradito, poi, il collegamento tra l’inizio del romanzo e la fine di uno degli ultimi capitoli.
    In generale si tratta di un libro che va affrontato con l’intenzione di leggerlo in un breve periodo, poiché l’abbondanza di dettagli mette a dura prova la memoria del lettore. Personalmente trovo che questo sia un aspetto positivo per un romanzo, poiché segno di un gran lavoro di strutturazione della trama e perché mi stimola come lettrice.
    Di contro ci sono alcuni aspetti che mi hanno impedito di dargli il massimo dei voti.
    Il romanzo presenta tantissimo info-dump sui traffici di droga, la politica e tutto ciò che ci gira attorno. Capisco che sia essenziale per far comprendere il contesto in cui si svolge la trama, ma ho avuto difficoltà a leggere tutte queste informazioni e tendevo a saltarle, senza che questo mi facesse perdere nulla di essenziale sulla comprensione della storia, perché ero più interessata ai personaggi. Tutto ciò spezza parecchio l’azione, facendo sì che nel libro si alternino pagine raccontate, che tendono ad annoiare (a meno che tu non sia interessato all’argomento), ad azione vera e propria.
    Ci sono inoltre troppi personaggi. Non è un problema di per sé, ma la loro eccessiva quantità rende faticosa l’immedesimazione in essi. È difficile riuscire a “sentirli” dentro di sé e, quando ci riesci, poi spariscono per decine di pagine.
    In particolare la scelta di dedicare ognuno dei primi tre capitoli a un personaggio è abbastanza dispersiva. Sono stata sul punto di abbandonare il libro al secondo capitolo, perché non vedevo alcuna attinenza col primo. Era come se fosse un’altra storia. Solo alla fine del terzo ho iniziato a ricollegare le cose e ad apprezzare l’intreccio, ma non tutti i lettori riescono a spingersi così avanti, anche perché i capitoli sono molto lunghi.
    Infine, c’è davvero molta violenza, mostrata in maniera molto diretta, che lo rende non adatto a persone facilmente suggestionabili. Io stessa sono stata contenta di averne finito la lettura, perché a tratti il libro mi stava deprimendo e impressionando. Anche questo aspetto non è di per sé negativo, poiché dimostra quanto il libro riesca a coinvolgere il lettore, ma personalmente non amo questo tipo di coinvolgimento così profondo con atti violenti e spesso disgustosi.
    In altre parole, è un grande libro, un romanzo potente, ma avrei preferito non averlo letto, poiché mi ha lasciato con tanti sentimenti negativi. Per questo motivo non credo che leggerò il seguito.

    said on 

  • 0

    scarface.
    nel 1983 brian de palma riprese il vecchio omonimo film degli anni '30 ispirato alla figura di al capone [lo sfregiato], lo trasportò ai giorni nostri [rectius: suoi], sostituendo il whisky ...continue

    scarface.
    nel 1983 brian de palma riprese il vecchio omonimo film degli anni '30 ispirato alla figura di al capone [lo sfregiato], lo trasportò ai giorni nostri [rectius: suoi], sostituendo il whisky con la cocaina, gli italiani con gli esuli cubani e paul muni con al pacino.
    brian de palma non è mai stato un regista di riferimento nel mio ormai tramontato periodo cinefilo. nei suoi film, peraltro spesso ottimi, mi sono sempre sembrati più evidenti i difetti che i pregi. in quasi tutti i suoi film, la verità.
    perché scarface è un capolavoro.

    anche winslow ha letto shakespeare. e ha studiato l'evoluzione dell'imperialismo americano.
    è partito dalla storia con la s grande, da questa ha preso in prestito alcuni personaggi, ad altri ha cambiato il nome e ci ha costruito sopra la sua tragedia.
    di winslow avevo letto l'inverno di frankie machine, trovandolo mediocre seppure utile a passare il tempo. qui il racconto si allarga, i protagonisti sono molti. e lui scrive meglio.
    anche se.
    quel meglio parte dopo circa metà delle quasi 1.400 pagine di questo romanzo. ed è un meglio che non diventa mai qualcosa di più.
    all'inizio i protagonisti sono quasi intercambiabili. il poliziotto potrebbe vestirsi con la camicia dell'irlandese che potrebbe indossare la giacca del messicano e nessuno se ne accorgerebbe. per fortuna quel camion diesel di winslow a un certo punto ingrana la marcia e procede a fornire un minimo di caratterizzazione a tutti. anzi, introduce pure qualche cambiamento, un minimo di evoluzione. un minimo. l'indispensabile.
    il buono sta nella storia che scorre sotto la vicenda narrata. ripassare quello che è successo negli ultimi ventanni del secolo scorso nel continente americano è utile. con i buoni che diventano cattivi e viceversa, a seconda dell'interesse personale, più volte nel corso di pochi anni. perché il capitalismo ha una brutta faccia, anche se guardarlo negli occhi può servire al massimo a farci vergognare per cinque minuti. i soldi sono tutto. per gli statunitensi la coperta è data dal comunismo, che è il loro vero contributo alle motivazioni farlocche storicamente utilizzate per giustificare i conflitti. prima del vietnam di guerre di religione, la verità, non se ne poteva più. [ora la moda è tornata].
    winslow ne ha per tutti. reagan, giovanni paolo II, la chiesa cattolica, la cia, il governo messicano, la polizia messicana, i politici messicani, i ricchi messicani, i messicani.
    a provare empatia per i personaggi inventati da winslow si fa fatica. anche quendo prendono una forma accettabile restano sempre piuttosto standardizzati. eppoi tutta questa etica, tutto questo senso del dovere, i killer dai buoni sentimenti, il lato quotidiano di spietati gangster, le puttane supereroine. e sangue, ossa, efferatezze e lacerti a camionate. e che palle.
    winslow è uno scrittore di destra che esegue le sue sentenze, senza avere il coraggio di disattendere fino in fondo [come dovrebbe] i desideri del suo lettore. che è trasversale: l'etica di winslow, con il suo anticapitalismo espresso, non può dispiacere al lettore di sinistra. destra e sinistra con lui possono andare d'accordo.
    il racconto è avvincente. qua e là incongruente, irrealistico, irrazionale, inverosimile. ma è indubbiamente avvincente. le ultime pagine volano, si saltano i periodi.
    winslow conosce tutti i trucchi del mestiere. dall'andare a capo. alla frase che vale un punto. ai periodi secchi. ai periodi lunghissimi e rotolanti. al sesso/alla violenza quando serve. all'effetto sorpresa [questo, però, non sempre gli riesce. se non si è al primo winslow certi meccanismi sono facilmente prevedibili]. cerca, e questo lo sa fare, di farti respirare al ritmo del suo film d'azione.
    perché questo è un film.

    non ve lo avevo detto?

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  • 4

    Atlante geopolitico americano

    Bravo, bene, bis (poi il bis c'è stato ed è The Cartel).
    Non vi fate fregare dalla guerra alla droga, alla fine c'è sempre quella storia dei ricchi e dei poveri che devono rimanere schiacciati per far ...continue

    Bravo, bene, bis (poi il bis c'è stato ed è The Cartel).
    Non vi fate fregare dalla guerra alla droga, alla fine c'è sempre quella storia dei ricchi e dei poveri che devono rimanere schiacciati per far vivere nel lusso l'un per cento, per mille, per un milione

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  • 5

    Appassionante, scabroso, travolgente, triste e destabilizzante e molto altro ancora. Questo libro provoca moltissime reazioni ed è assolutamente imprevedibile. Ricorda molto Gomorra la serie, non esis ...continue

    Appassionante, scabroso, travolgente, triste e destabilizzante e molto altro ancora. Questo libro provoca moltissime reazioni ed è assolutamente imprevedibile. Ricorda molto Gomorra la serie, non esistono vinti, né vincitori, non c’è buono né cattivo ma c’è molto sangue, molto odio e molta vendetta. Ognuno ha qualcosa da nascondere, qualche vulnerabilità ma tutti vogliono il potere, senza badare a nessun costo.

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  • 4

    Quando la sindrome di onnipotenza dello scrittore è accettata benevolmente dal lettore.

    L'autore ha il grande pregio di catturare l'attenzione del lettore e il libro si legge con avidità. già a meno di un terzo delle pagine il libro potrebbe trovare degna chiusura, volendo, ma l'autore h ...continue

    L'autore ha il grande pregio di catturare l'attenzione del lettore e il libro si legge con avidità. già a meno di un terzo delle pagine il libro potrebbe trovare degna chiusura, volendo, ma l'autore ha piani differenti per il lettore, la storia continua oltre l'orizzonte limitato che si era scorto, i personaggi iniziali cominciano a trovare collocazione nel racconto, nulla è lasciato al caso. L'autore in queste storie deve decidere di uccidere moltissimi personaggi e deve anche decidere chi lasciare in vita, e inevitabilmente piò cadere in una specie di sindrome di onnipotenza che può lasciare perplesso il lettore. A parte alcune imprecisioni sparse qui e lì, ad esempio che il GPS possa funzionare anche in una galleria, ciò che lascia molto perplessi è che un killer cambi idea all'ultimo momento facendo l'opposto di quello per cui era stato incaricato, e che la sua vittima predestinata, ovvero colui che aveva risparmiato, colpita da un colpo di pistola in piena fronte, ad un certo punto si rialzi sanguinante, ma abbastanza in forma per poter rincorrere il nemico, anch'egli ferito, ma non alla fronte, lottare e ficcargli la testa nell'acqua. Altri problemini creano i troppi personaggi, sarebbe necessario prendere appunti per non confondersi, ma chi lo fa? Ogni tanto salta fuori un personaggio apparentemente nuovo, che solo un Pico della Mirandola sarebbe in grado di collocare nella storia, ma il lettore medio si chiede: "e questa qui che spunta fuori adesso chi cavolo è?".
    Insomma ci vuole molta benevolenza per accettare tutto ciò, benevolenza guadagnata sul campo, visto che il libro non si lascia abbandonare facilmente finchè non si è terminato.

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  • 5

    dicevano, in una qualche intervista di un qualche tizio, non ricordo chi, che se si voleva capire come funziona il mondo dei narcos, bisognava chiedere a Don Winslow. ora capisco perchè.

    uno come Art ...continue

    dicevano, in una qualche intervista di un qualche tizio, non ricordo chi, che se si voleva capire come funziona il mondo dei narcos, bisognava chiedere a Don Winslow. ora capisco perchè.

    uno come Art Keller, sarebbe davvero arrivato vivo fino alla fine di questa storia? ne dubito fortemente. ma resta il fatto che l'intreccio narrativo è perfetto per descrivere il mondo dei narcotrafficanti e il modo in cui questo si è sviluppato ed è cresciuto negli anni. così la narrazione si mescola con i riferimenti storici, con tutti gli avvenimenti che hanno minato e modellato il centro-sud america. dai moti rivoluzionari del Nicaragua e di El Salvador all'avvento delle FARC nella Colombia. è in questo sottobosco che i fratelli Barrera tessono la loro tela, avvicinando per interessi mondi all'apparenza inconciliabili. è così che la criminalità made in USA (quella di cui fa parte l'ìirlandese Sean Callan), entra in contatto con quella Messicana. ed è così che Art Keller scopre che la sua battaglia personale al narcotraffico si deve per forza di cose scontrare con interessi più grandi, primo tra tutti la guerra alle streghe che il suo governo combatte con ogni cosa che abbia una tonalità di rosso e che possa essere chiamata Comunista.

    e poi mi piace come scrive Don Winslow. periodi brevi e chiari, alternati ad altri esplicativi che sono al tempo stesso incisivi ma mai pedanti. antepongo il fatto che la mia passione per i paesi latino-americani possa aver influenzato il giudizio. mettiamoci pure il fatto che ho rivissuto qualche scena di Breaking Bad. ma prendiamo qualche scrittore di best seller nostrano e mostriamogli come si scrive.

    said on 

  • 5

    Teso, appassionante e storicamente ben inserito: un ottimo romanzo che consente di ripassare l'atmosfera della fine del secolo scorso nel continente americano. Intrattenimento di altissima qualità. ...continue

    Teso, appassionante e storicamente ben inserito: un ottimo romanzo che consente di ripassare l'atmosfera della fine del secolo scorso nel continente americano. Intrattenimento di altissima qualità.

    said on 

  • 5

    Che Don Winslow scriva bei libri e' noto. Ma questo e' in assoluto il suo migliore. Storia delle origini dei cartelli colombiani/messicani della droga e di un uomo solo contro tutti che tenta di oppor ...continue

    Che Don Winslow scriva bei libri e' noto. Ma questo e' in assoluto il suo migliore. Storia delle origini dei cartelli colombiani/messicani della droga e di un uomo solo contro tutti che tenta di opporvisi. Personaggi ben tratteggiati e trama solida e avvincente. Memorabile.

    said on 

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