The Rime of the Ancient Mariner

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Publisher: Dover Publications

4.3
(998)

Language: English | Number of Pages: 77 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Spanish , Basque , Dutch

Isbn-10: 0486223051 | Isbn-13: 9780486223056 | Publish date: 

Illustrator or Penciler: Gustave Dore

Also available as: Hardcover , Library Binding , Audio CD , Others , Audio Cassette , Mass Market Paperback , eBook

Category: Fiction & Literature , Religion & Spirituality , Travel

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Book Description
Doré's engravings for The Rime are considered by many to be his greatest work. The terrifying space of the open sea, the storms and whirlpools of an unknown ocean, the hot equatorial seas swarming with monsters, the ice of Antarctica, more — are all rendered in a powerful manner. Full text and 38 plates.
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  • 4

    Ballata da mariani e non solo

    Ballata fatta di presagi, maledizioni e magia, sin dalle prime righe quando lo sguardo magnetico del marinaio inchioda il giovane convitato di un matrimonio, sulla sua sedia.
    Lettura studiata in ingle ...continue

    Ballata fatta di presagi, maledizioni e magia, sin dalle prime righe quando lo sguardo magnetico del marinaio inchioda il giovane convitato di un matrimonio, sulla sua sedia.
    Lettura studiata in inglese al Liceo (anche io come il convitato, dopo 25 anni ricordo ancora il glittering eye), che ho riletto a mio figlio con gran piacere, ed anche lui, che ha solo 9 anni, sebbene non abbia probabilmente colto tutti gli aspetti della storia, ne è rimasto comunque colpito positivamente.

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  • 0

    κρίσις

    "Alone, alone, all all alone,
    Alone on the wide wide sea,
    And never a saint took pity
    Of my soul in agony"

    Un viaggio allucinatorio,
    che non poteva tenersi se non per mare - oggetto simbolico per ecce ...continue

    "Alone, alone, all all alone,
    Alone on the wide wide sea,
    And never a saint took pity
    Of my soul in agony"

    Un viaggio allucinatorio,
    che non poteva tenersi se non per mare - oggetto simbolico per eccellenza -
    metafora geniale della crisi
    nel suo iniziare spesso sommesso,
    nel crescere dirompente con la sensazione di annichilimento e impotenza totale con cui la si vive ma soprattutto, nel suo inevitabile giungere a un termine, separazione da un prima e un precedente sé.
    L'umano modo di pervenire a rinascita e rinnovamento.

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  • 3

    I tocchi della passione

    «Non posso rifiutarmi la soddisfazione di informare quei lettori cui il poema è piaciuto, almeno in parte, che debbano in qualche modo a me il loro piacere; perché era desidero dell’Autore sopprimerlo ...continue

    «Non posso rifiutarmi la soddisfazione di informare quei lettori cui il poema è piaciuto, almeno in parte, che debbano in qualche modo a me il loro piacere; perché era desidero dell’Autore sopprimerlo. Questo desidero era sorto dalla coscienza dei difetti del poema, e dalla consapevolezza che a molte persone era dispiaciuto. Il poema del mio Amico ha, in verità, grandi difetti; primo dei quali, che il personaggio principale non ha un carattere distinto, né nella sua professione da Marinaio, né nella sua qualità di persona che, essendo stata a lungo sotto il controllo di impressioni soprannaturali, dovrebbe partecipare di qualcosa di soprannaturale; secondo, che non agisce ma è perpetuamente agito; terzo, che gli eventi non hanno fra loro una connessione necessaria, e non si producono l’un l’altro; infine, che le immagini sono accumulate in modo troppo laborioso. Tuttavia il poema contiene molti delicati tocchi della passione, e, in verità, la passione è ovunque fedele alla natura. Molte stanze presentano immagini belle, e sono espresse in una lingua insolitamente felice; e la versificazione, sebbene il metro sia di per sé inadatto a poemi lunghi, è armonioso e variato con abilità, così da esibire le massime possibilità di quel metro e ogni variazione di cui sia capace. Mi è perciò sembrato che questi molti meriti (dei quali il primo, quello della passione, è della più alta specie) conferissero al poema un valore che spesso non possiedono poemi migliori. In considerazione di ciò, ho chiesto al mio Amico di consentirmi di ripubblicarlo».

    - William Wordsworth, dall’edizione del 1800 delle Lyrical Ballads

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  • 5

    Water, water everywhere, nor any drop to drink!

    Mi riporta alla mente le lezioni scolastiche di letteratura inglese che incoscientemente non apprezzavo, per via d'una insegnante francamente detestabile. Recuperato dopo anni di depurazione da quelle ...continue

    Mi riporta alla mente le lezioni scolastiche di letteratura inglese che incoscientemente non apprezzavo, per via d'una insegnante francamente detestabile. Recuperato dopo anni di depurazione da quelle negative influenze, ho finalmente potuto apprezzare la ballata del vecchiardo.

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  • 4

    E presto intesi la romba d'un vento:
    non c'investiva,
    ma col suo solo suono squassò le vele
    tanto fruste e secche.

    Sopra il mio capo l'aria si commosse!
    E s'accesero cento luminarie
    che facevano in ci ...continue

    E presto intesi la romba d'un vento:
    non c'investiva,
    ma col suo solo suono squassò le vele
    tanto fruste e secche.

    Sopra il mio capo l'aria si commosse!
    E s'accesero cento luminarie
    che facevano in cielo l'altalena!
    In mezzo a quelle, a sinistra e a destra,
    ballavan pure le cineree stelle.

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  • 5

    Un vecchio marinaio uccide un albatro, considerato l'uccello del buon augurio, senza nessun motivo. All'imbrunire, il marinaio e il resto della ciurma scorgono una nave fantasma in lontananza. Al suo ...continue

    Un vecchio marinaio uccide un albatro, considerato l'uccello del buon augurio, senza nessun motivo. All'imbrunire, il marinaio e il resto della ciurma scorgono una nave fantasma in lontananza. Al suo avvicinarsi, distinguono come passeggeri solo un uomo ed una donna impegnati in una partita a dadi: Morte (Death) e Vita-in-Morte (Life-in-Death). L'uno (Death, in lingua inglese è un sostantivo maschile) vince la vita della ciurma, l'altra quella del Marinaio, che considerava più preziosa. Scende, così, bruscamente la notte. L'equipaggio, agonizzante, maledice con lo sguardo il marinaio, reo della loro sventura e, uno dopo l'altro, in duecento esalano l'ultimo respiro.Il marinaio, al contrario dei suoi compagni, sopravvive per sette giorni e sette notti nel rimorso per l'uccisione dell'albatros, solo e disgustato dell'acqua che lo circonda. Ad un tratto scorge dei serpenti marini che si agitano nell'acqua, splendenti di colori spettacolari. Mosso da un improvviso sentimento d'amore, benedice le creature marine, che sono segno di vita. Dio, impietosito dal gesto d'affetto del marinaio, termina il suo castigo, ma il senso di colpa spingerà il vecchio marinaio a raccontare a tutti la sua storia.

    Bellissima ballata soprattutto letta in lingua originale, con la traduzione perde in musicalità.

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