The Road

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Publisher: Pan Macmillan

4.2
(10061)

Language: English | Number of Pages: 256 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) German , Italian , Spanish , Portuguese , Dutch , French , Catalan , Japanese , Chi traditional , Swedish , Slovenian , Chi simplified , Croatian , Galego , Czech , Polish , Hungarian , Korean

Isbn-10: 033044753X | Isbn-13: 9780330447539 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Audio CD , Mass Market Paperback , Others , eBook

Category: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Travel

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Book Description
A father and his son walk alone through burned America. Nothing moves in the ravaged landscape save the ash on the wind. It is cold enough to crack stones, and when the snow falls it is grey. The sky is dark. Their destination is the coast, although they don't know what, if anything, awaits them there. They have nothing; just a pistol to defend themselves against the lawless bands that stalk the road, the clothes they are wearing, a cart of scavenged food and each other. "The Road" is the profoundly moving story of a journey. It boldly imagines a future in which no hope remains, but in which the father and his son, 'each the other's world entire', are sustained by love. Awesome in the totality of its vision, it is an unflinching meditation on the worst and the best that we are capable of: ultimate destructiveness, desperate tenacity, and the tenderness that keeps two people alive in the face of total devastation.
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  • 3

    "Ricordati che le cose che ti entrano in testa, poi ci restano per sempre..."

    E' stata dura arrivare alla fine di questo libro. Forse perché io, non avrei avuto lo stesso coraggio dei due protagonisti: quello di arrivare alla fine (o forse l'inizio?) del viaggio. O forse si? Ed ...continue

    E' stata dura arrivare alla fine di questo libro. Forse perché io, non avrei avuto lo stesso coraggio dei due protagonisti: quello di arrivare alla fine (o forse l'inizio?) del viaggio. O forse si? Ed è proprio questa la cosa che mi ha scosso.

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  • 0

    capisco quelli a cui non è piaciuto questo libro: o ti entra subito o niente...ma se ti entra, brucia come poche cose tanta è la forza di una storia tanto scarna di particolari quanto ricca di emozion ...continue

    capisco quelli a cui non è piaciuto questo libro: o ti entra subito o niente...ma se ti entra, brucia come poche cose tanta è la forza di una storia tanto scarna di particolari quanto ricca di emozioni a tinte forti. bellissimo e ti sconvolge fino alle lacrime.

    said on 

  • 3

    Mi rendo conto di essere diventata più esigente nella lettura rispetto al passato, per questo e con tutto il rispetto per l'autore, do solo 3 stellette. tanto grigio, pioggia, freddo e poco altro. E s ...continue

    Mi rendo conto di essere diventata più esigente nella lettura rispetto al passato, per questo e con tutto il rispetto per l'autore, do solo 3 stellette. tanto grigio, pioggia, freddo e poco altro. E scusate, "Cecità" è un'altra cosa

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  • 5

    Un racconto che è stato una vera rivelazione. Il primo impatto è stato piuttosto “strano”, con uno stile fatto di frasi brevi e con pochissimi dialoghi ma poi, dopo poche pagine, il racconto mi ha con ...continue

    Un racconto che è stato una vera rivelazione. Il primo impatto è stato piuttosto “strano”, con uno stile fatto di frasi brevi e con pochissimi dialoghi ma poi, dopo poche pagine, il racconto mi ha conquistata.
    Lo scrittore non precisa né il luogo né il tempo della vicenda, come indicare l’universalità della tragedia, come la devastazione abbia colpito la Terra intera, in tua la sua interezza.
    Uno stile asciutto, fatto di frasi brevi, corte ma fortemente evocative, taglienti, secche, affilate e crude, perfetto specchio del paesaggio circostante. Un procedere scarno, spolpato, fatto di dialoghi quasi telegrafici che accompagnano magistralmente l’arrancare dei due personaggi.
    In questa terra desolata, devastata non si sa bene da quale tragico evento, pochi sono gli elementi che connotano il paesaggio: cenere, pioggia, freddo e buio. Allo stesso modo pochissimi sono i personaggi: padre e figlio che arrancano faticosamente in mezzo a un nulla ricoperto di cenere, spazzato dal vento e squassato dal freddo.
    La storia di un padre e di un figlio in cammino diventa la storia dell’umanità: la storia di una “cerca”, quella della vita stessa, dell'esperienza umana di perdita della fede e della speranza ultima. Procedono silenziosi, grigi nel grigio, ma risultano essere, agli occhi del lettore, ricolmi di significato, perfettamente sbozzati e tridimensionali.
    In un mondo disseccato, bruciato e gelido “La strada” ricorda come sia facilissimo perdere i tratti dell’umanità, come sia facile crollare e diventare simili alle macerie che costellano questo mondo distrutto. Eppure, allo stesso tempo, ci ricorda come sia ancora possibile “portare il fuoco”, quella forza, quella luce interiore che potrebbe nuovamente dare vita a una scintilla di speranza.
    C’è un padre che si adopera fino allo sfinimento per il figlio e c’è un figlio che si fida del padre, diventando ragione di vita l’uno per l’altro. C’è la speranza di andare avanti, sempre e comunque e c’è, negli occhi delusi del bambino alla vista del mare, questa stessa speranza infranta.
    Ci sono dei dialoghi essenziali, puliti, nudi, di una dolcezza disarmante, che punteggiano questo libro come farebbero delle gocce di rugiada novella sulla coltre di cenere polverosa. C’è dolore, morte, tragedia, disperazione, ma c’è poesia, perdono, speranza, amore e sacrificio.
    C’è un romanzo che lascia il segno, che traccia dei solchi nel cuore, che lascia ampio spazio per riflettere.
    C’è un libro che ti porta in basso, fin nei visceri più bui dell’umano ma che lascia scintillare una tremula e sparuta luce tentennante.
    C’è un libro che penso sia una vera opera d’arte.

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  • 5

    Dopo qualche insoddisfazione con l'autore affronto questo che viene definito da molti un capolavoro. Difficile da giudicare perchè dipende molto dai gusti. io l'ho apprezzato per vari motivi: lo stile ...continue

    Dopo qualche insoddisfazione con l'autore affronto questo che viene definito da molti un capolavoro. Difficile da giudicare perchè dipende molto dai gusti. io l'ho apprezzato per vari motivi: lo stile di McCarty non è facile, lunghe descrizioni ma con aggettivi secchi e potenti, poi c'è la visione del post apocalisse estremamente realistica e senza alcuna costruzione. Si vedono i protagonisti dentro la vita e si capisce cosa è successo poco a poco, questo è un particolare che apprezzo molto in una trama.
    Non è un romanzo facile, ma una volta che sei entrato nell'ipnosi dell'autore è difficile staccarsene

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  • 3

    È difficile scrivere una recensione che renda veramente giustizia a questo libro, soprattutto per chi non è genitore, così come è impossibile arrivare all'ultima pagina senza aver versato nemmeno una ...continue

    È difficile scrivere una recensione che renda veramente giustizia a questo libro, soprattutto per chi non è genitore, così come è impossibile arrivare all'ultima pagina senza aver versato nemmeno una lacrima.
    Il messaggio è chiaro: senza amore e senza fiducia non ci può essere umanità. È una verità cosí assoluta e universale che le poche informazioni che possiamo raccogliere sui personaggi sono sufficienti per immedesimarci nelle loro angosce e dubbi. Non abbiamo nemmeno coordinate geografiche o cronologiche perché non ci servono. Basta sapere che c'è una strada e che la strada va percorsa. Tutto il resto non interessa; ci troviamo di fronte a un linguaggio semplice e a una struttura ridotta all'osso. Dopodiché, a parer mio, il compito del lettore è di leggere in questo romanzo le sue esperienze e i suoi sentimenti. Da rileggere sicuramente, sicuramente a distanza di anni.

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  • 5

    Un racconto potente e struggente, tutta la desolazione, la devastazione, la disperazione di un mondo finito, distrutto, nessun colore, nessuna luce...
    Una scrittura asciutta, cruda, fredda e allo ...continue

    Un racconto potente e struggente, tutta la desolazione, la devastazione, la disperazione di un mondo finito, distrutto, nessun colore, nessuna luce...
    Una scrittura asciutta, cruda, fredda e allo stesso tempo poetica e suggestiva, capace di togliere il respiro.
    Una narrazione minimalista, essenziale, ma sempre scorrevole che riesce a trasmettere un senso di vuoto e di desolazione.
    Dialoghi efficaci, rapidi, ermetici; frasi brevi ma di una forza disarmante.
    Descrizioni del paesaggio essenziali con elementi portanti come la cenere, il freddo, il buio, la pioggia, il grigiore di un mondo bruciato.
    Una trama semplice ma ben sviluppata, una terribile lotta per la sopravvivenza in un deserto post apocalittico.
    Questo romanzo va oltre la depressione...grazie ad un finale adatto a sostenere una flebile speranza di rinascita.
    Libro capace di coinvolgere il lettore lasciandogli addosso una sensazione di stordimento e disorientamento, una storia commovente e carica di tensione.
    Le pagine scorrono veloci sotto gli occhi di un lettore catturato, “La strada" è un'esperienza, e' sentire l'aria irrespirabile, fumosa , e' sentire il freddo , la bocca arsa , la cenere sui capelli...

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  • 2

    la strada è ancora molto lunga..

    Forse sono stata condizionata molto dai pareri altrui, ma mi aspettavo molto di meglio da questo libro. La lettura, difficile e non scivolosa, è stata davvero ostica. Il romanzo mi lascia tanti dubbi, ...continue

    Forse sono stata condizionata molto dai pareri altrui, ma mi aspettavo molto di meglio da questo libro. La lettura, difficile e non scivolosa, è stata davvero ostica. Il romanzo mi lascia tanti dubbi, più sul perchè questo libro sia ritenuto un capolavoro che sui perchè che suscita la trama stessa. Lettura consigliata? No, per me c'è di meglio. La strada è ancora molto lunga...

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  • 3

    In questo libro appartenente al genere post-apocalittico l'autore opera la precisa scelta di spersonalizzare i personaggi. Si tratta di un espediente inconsueto in questo genere letterario. Ciò da una ...continue

    In questo libro appartenente al genere post-apocalittico l'autore opera la precisa scelta di spersonalizzare i personaggi. Si tratta di un espediente inconsueto in questo genere letterario. Ciò da una parte enfatizza il senso di vuoto e di desolazione, smarrisce il lettore tanto quanto sono smarriti gli stessi personaggi; d'altro canto però paga uno scotto inevitabile in termini di empatia. Di conseguenza il libro con coinvolge del tutto, appare freddamente cinico ma anche letterariamente freddo, eccessivamente cronachistico: nell'assenza quasi totale di interazioni psicologiche e di sotto-testo, a parte quello che emerge dagli essenziali dialoghi fra la coppia di protagonisti, comunque anch'essi ridotti all'osso, la narrazione si riduce per larga parte al mero racconto di una quotidianità misera e grigia, che assimila la vita degli umani del mondo di domani a quella dei ratti del mondo di oggi. Una scelta che, da conoscitore non proprio superficiale di post-apocalittico, francamente non mi ha convinto del tutto, anche se ha reso indubbiamente il libro, a suo modo, singolarmente terrificante. Mi è piaciuta soprattutto quell'aura incombente di pericolo costante che l'autore è riuscito a dare tratteggiando le minacce per la vita dei suoi personaggi solo in forma incorporea, lontana, presente ma solo nello sfondo: scelta, questa, che è la più brillante del libro, perché lo carica di una suspense che, a differenza di altri prodotti di questo genere letterario, non cala mai, fino al finale che ha il merito di riannodare i fili della trama con un sotto-testo latente come una sorta di refrain per tutto il testo, che capovolge tutto il narrato in maniera comunque convincente oltre che efficace.

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