The Secret Agent

A Simple Tale

By

Publisher: Penguin Books Ltd

3.7
(562)

Language: English | Number of Pages: 272 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , German , Spanish , Dutch , French , Portuguese , Polish , Romanian

Isbn-10: 0141182628 | Isbn-13: 9780141182629 | Publish date:  | Edition New Ed

Also available as: School & Library Binding , Audio Cassette , Hardcover , Others , Library Binding , eBook , Audio CD

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Political

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Book Description
This is the only novel that Conrad set in London, and it communicates a profoundly ironic view of human affairs. The story is woven around an attack on the Greenwich Observatory in 1894. Verloc, a Russian spy who is also working for the police, is ostensibly a member of an anarchist group in Soho.
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  • 1

    Già l'inizio l'ho trovato pesante, proseguendo è diventato un piccolo mattone.
    Non mi è piaciuto per niente.
    Non riuscivo a stare attenta, leggevo ma non riuscivo a non saltare righe, non mi ha preso. ...continue

    Già l'inizio l'ho trovato pesante, proseguendo è diventato un piccolo mattone.
    Non mi è piaciuto per niente.
    Non riuscivo a stare attenta, leggevo ma non riuscivo a non saltare righe, non mi ha preso.
    Ho ricominciato ma stessa storia, non fa per me, strano questo genere di solito mi piace. La lettura di solita deve essere piacevole, ma questa è stata stancante

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  • 3

    Un agente segreto mi disse.

    Joseph Conrad ha detto la sua sul referendum del 4 dicembre prossimo nel 1907, anno di pubblicazione del romanzo “L’agente segreto”:

    “Questo era un cambiamento, ma non un miglioramento. La signora Ver ...continue

    Joseph Conrad ha detto la sua sul referendum del 4 dicembre prossimo nel 1907, anno di pubblicazione del romanzo “L’agente segreto”:

    “Questo era un cambiamento, ma non un miglioramento. La signora Verloc, che faceva rientrare tutte queste bizzarrie nella categoria generale dell’eccitamento, cominciò a temere che Stevie stesse ascoltando più conversazioni tra suo marito e i suoi amici di quanto non gli giovasse.”

    [Non me ne vorrà Conrad, che ha scritto un romanzo contemporaneo quanto il saggio “La nascita dell’Isis” di Joby Warrick, saggio che acquisterò non appena la Feltrinelli mi liquiderà i cinque euro elettronici che mi sono guadagnato scrivendo su commessa – aperta a chiunque - cinque recensioni sul suo sito di vendita online, ma il gioco della propaganda degli ultimi giorni è talmente sfacciato e spudorato che io ormai recepisco segnali in un senso o nell’altro ovunque, e quindi si sposta altrove l’occasione per dirmene qualcuna sulla caratterizzazione di tutti i tipi umani necessari perché trionfino le regole terroristiche del potere: un uomo vile con “(…) l’idealistica convinzione di essere amato per se stesso.”, una donna che l’ha sposato unicamente per poter mantenere economicamente la sua vecchia e grossa madre e il suo amato fratellino debole di mente, appunto il fratellino debole di mente, i rivoluzionari velleitari da invitare a cena per traviare e attivare il debole di mente del caso, un anarchico nichilistico vero che ci metta l’esplosivo e un buffone all’ambasciata straniera che vuole dare un senso alla sua esistenza e al suo stipendio secondo il motto: se siamo qui per liberarci dai nemici, prima di tutto vediamo di procurarceli ‘sti nemici. Conrad è un impeccabile ingegnere, esperto conoscitore, o inventore è lo stesso, della fallacissima macchina umana. Ah, però voglio esprimere tutta la mia antipatia verso tal Richard Ambrosini che apre la sua introduzione discettando di un pubblico “sempre più distratto e torbido”. Se le introduzioni sono così sfido io che ai lettori passi la voglia di leggere Conrad – una pestata su un piede pure il saggio finale della Woolf in morte di Conrad – e si buttino sui manga o su Game of Thrones, e i più disperati sulla pubblicistica per il Sì e per il No; a me più di tutti è piaciuto l’ebook “Così no” di Montanari, gratuitamente scaricabile al link http://www.libertaegiustizia.it/2016/11/18/cosi-no-lebook-di-tomaso-montanari/ ]

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  • 0

    Lontano da oceani e da capitani coraggiosi, Conrad ci disegna una Londra cupa, attraversata da trame oscure, battaglie sotterranee fatte di reciproci controlli tra poliziotti, anarchici e rivoluzionar ...continue

    Lontano da oceani e da capitani coraggiosi, Conrad ci disegna una Londra cupa, attraversata da trame oscure, battaglie sotterranee fatte di reciproci controlli tra poliziotti, anarchici e rivoluzionari ospitati in Gran Bretagna, e agenti al soldo di potenze straniere.
    In questo quadro si svolge la vicenda che coinvolge l’anarchico/spia Verloc ed i suoi tenebrosi amici, sua moglie Winnie, l’ispettore di polizia Heat ed il Vicecapo.
    Siamo nel 1907, quando le trame tra grandi potenze si infittiscono e quando la minaccia sovversiva pare riprendere il suo vigore,
    Una spy story contorta da un sotterraneo legame sia con inesistenti azioni terroristiche sia con il desiderio “straniero” di disordine nel regno Unito.
    Finemente psicologico, ma la protagonista pare più Winnie che Verloc, più che un giallo o un poliziesco il romanzo, nel suo ritmo lento si rivela invece travolgente nel sua incedere costante verso la conclusione. I deboli e psicologicamente provati, vengono sacrificati mentre i forti, gli indifferenti ed i cinici sopravvivono.

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  • 3

    2,5

    Conrad e l'altalena..
    Sono reduce dalla lettura de I duellanti, che mi è piaciuto un sacco. Poi ho iniziato questo e già da subito ero titubante. Questo Conrad..prima mi piace, poi mi annoia, poi mi ...continue

    Conrad e l'altalena..
    Sono reduce dalla lettura de I duellanti, che mi è piaciuto un sacco. Poi ho iniziato questo e già da subito ero titubante. Questo Conrad..prima mi piace, poi mi annoia, poi mi piace..
    Non posso dirmi molto entusiasta di questo (certo, non ai livelli di Cuore di Tenebra però!) quindi per il giudizio mi mantengo nella media. La trama è anche interessante se vogliamo, ma è riuscito a coinvolgermi di più solo alla fine: in generale divaga un po' troppo (forse senza un po')!
    Anche la parte "suspence", se così voleva essere,purtoppo non è chissà cosa..si capisce subito chi è che aveva la bomba. Riguardo ai personaggi, non mi sono affezionata a nessuno..
    Insomma, carino nel complesso ma non è il migliore che ho letto di Conrad

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  • 2

    Non lo capisco

    Con Conrad ho la sensazione di non capire il significato profondo di quello che vuole dire. I personaggi mi sembrano grotteschi, le storie prive di accadimenti significativi, i pensieri e le riflessio ...continue

    Con Conrad ho la sensazione di non capire il significato profondo di quello che vuole dire. I personaggi mi sembrano grotteschi, le storie prive di accadimenti significativi, i pensieri e le riflessioni non profondi o di ignoto valore, insomma non mi procura piacere né rapimento. Siccome la lettura deve essere un godimento, l'ho abbandonato dopo una quarantina di pagine.

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  • 3

    se fosse finito con l'omicidio forse gli avrei dato 4. strano libro, quasi preveggente e imperfettamente misto di umorismo e tragedia. ma conrad forse è troppo sentimentale, o morale, per fare del ver ...continue

    se fosse finito con l'omicidio forse gli avrei dato 4. strano libro, quasi preveggente e imperfettamente misto di umorismo e tragedia. ma conrad forse è troppo sentimentale, o morale, per fare del vero umorismo macabro.
    pare tra l'altro che la moglie di conrad fosse universalmente considerata una stupida, e qualcuno pensa che ciò possa riflettersi nel personaggio femminile del romanzo. direi che non è esattamente così, la moglie dell'agente è solo pericolosa e in fondo bestiale, il che la rende anche l'unico personaggio davvero virile di tutto il libro.

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  • 0

    I don't know why I keep trying with this author. I abandoned the Secret Agent just as I did with "chance" some time ago.
    Assuming to believe in previous lives, I think the spirits of me and Conrad had ...continue

    I don't know why I keep trying with this author. I abandoned the Secret Agent just as I did with "chance" some time ago.
    Assuming to believe in previous lives, I think the spirits of me and Conrad had a serious quarrel in a previous life of ours: Conrad not as Conrad, me not as me.
    I had his major works including Heart of darkness and the shadow-line all lined up together for years without having read them. I feel the presence of something unfathomable and weird about all this.

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  • 0

    Sono davvero così

    No sono peggio. Le nostre BR stavano molti gradini sotto. I fasci peggio. Alcuni personaggi del romanzo hanno almeno una certa dignità, lavorano. E c'è ancora gente che ci marcia. Peggio delle emorroi ...continue

    No sono peggio. Le nostre BR stavano molti gradini sotto. I fasci peggio. Alcuni personaggi del romanzo hanno almeno una certa dignità, lavorano. E c'è ancora gente che ci marcia. Peggio delle emorroidi. Ma per fortuna abbiamo allargato il mercato alle culture altre, l'islamismo non mancherà di fornirci esemplari ancora più pittoreschi.

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  • 4

    Un Conrad leggermente diverso dalla sua classica immagine. Un ritratto oscuro, tragico e nel suo modo ironicamente grottesco di un gruppo di anarchici terroristi inglesi.
    Verloc, l'agente segreto, un ...continue

    Un Conrad leggermente diverso dalla sua classica immagine. Un ritratto oscuro, tragico e nel suo modo ironicamente grottesco di un gruppo di anarchici terroristi inglesi.
    Verloc, l'agente segreto, un pò goffo nell'agire combina un drammatico errore, immischiando nei suoi affari il cognato, un povero ragazzo minorato.

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  • 4

    A quanto pare uno dei primi esempi di "spy-story" nel romanzo occidentale.
    Lento e misterioso, di forte impianto teatrale, risente della buia ambientazione londinese: caratteri ben disegnati, tensione ...continue

    A quanto pare uno dei primi esempi di "spy-story" nel romanzo occidentale.
    Lento e misterioso, di forte impianto teatrale, risente della buia ambientazione londinese: caratteri ben disegnati, tensione ben dosata.
    In realtà, fin dalle prime pagine ho cominciato a chiedermi se l'avevo già letto e dimenticato (succede), oppure se avevo visto un film tratto dal libro. A lettura ultimata, e dopo qualche ricerca, propendo per la seconda ipotesi: mi riferisco al film omonimo del 1996 di Christopher Hampton, con Bob Hoskins, Gerard Depardieu e Patricia Arquette. Però ce n'è anche uno precedente di Hitchcock (1936).

    said on 

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