The Spy Who Came in from the Cold

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Publisher: Hodder & Stoughton General Division

4.0
(1061)

Language: English | Number of Pages: 240 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi traditional , German , French , Italian , Spanish , Swedish

Isbn-10: 0340937572 | Isbn-13: 9780340937570 | Publish date:  | Edition New Ed

Also available as: Hardcover , Audio Cassette , School & Library Binding , Mass Market Paperback , Others , eBook , Audio CD

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Political

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Book Description
With this superb, now classic novel of suspense, le Carre changed the rules of the game. His story is of one last breathlessly perilous assignment for the agent who wants desperately to end his career of espionage - to come in from the cold. 'Superbly constructed, with an atmosphere of chilly hell' J.B. Priestley
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  • 5

    Devo ammettere che in passato avevo sottovalutato, direi di più snobbato questo straordinario libro. Per fortuna c'è sempre la possibilità di rimediare

    said on 

  • 4

    The author is very skilful in raising your anxiety with interesting plots to drive you to continue to read. Worth the time and effort :)
    p.s.: I don't like the ending. It is a bit anti-climax! ...continue

    The author is very skilful in raising your anxiety with interesting plots to drive you to continue to read. Worth the time and effort :)
    p.s.: I don't like the ending. It is a bit anti-climax!

    said on 

  • 4

    non c'è una parte da cui stare

    che tristezza: quando nella guerra fredda i "nostri" e i "loro" cercavano di salvarsi/distruggersi vicendevolmente con gli stessi metodi e la stessa indifferenza verso l'individuo e il suo sentire. ...continue

    che tristezza: quando nella guerra fredda i "nostri" e i "loro" cercavano di salvarsi/distruggersi vicendevolmente con gli stessi metodi e la stessa indifferenza verso l'individuo e il suo sentire.

    said on 

  • 3

    Non aprite quella breccia

    Giallo datato, un po' oscuro nella prima parte e questo me lo ha reso meno bello. Nell'ultima parte ho capito meglio il quadro generale e i dettagli e l'ho apprezzato di più nel puro godimento della t ...continue

    Giallo datato, un po' oscuro nella prima parte e questo me lo ha reso meno bello. Nell'ultima parte ho capito meglio il quadro generale e i dettagli e l'ho apprezzato di più nel puro godimento della trama. Lo stile non è quello dei super-thriller odierni, ma questo potrebbe anche essere un pregio, in effetti, e l'ambientazione particolare ne fa un cult per gli appassionati, da quanto ho capito.
    Alla fin fine sono contento di averlo letto anche se non me lo sono goduto bene tutto quanto, come ho detto.

    said on 

  • 4

    notevole

    un giallo che non fa rimpiangere l'assenza di azione, essendo ricco di suspense e colpi di scena.
    dopo questa buona impressione non posso che approfondire la conoscenza di le carré.

    said on 

  • 4

    Intrighi nella Germania Est

    E' un romanzo che impiega un po' per carburare. All'inizio è abbastanza lento e sono stata tentata di mollarlo, dopo un centinaio di pagine (su 260 circa...) però decolla e allora non riesci più a st ...continue

    E' un romanzo che impiega un po' per carburare. All'inizio è abbastanza lento e sono stata tentata di mollarlo, dopo un centinaio di pagine (su 260 circa...) però decolla e allora non riesci più a staccarti perchè vuoi scoprire gli intrighi di spionaggio e controspionaggio messi in atto da Inghilterra e Germania Est. E' un meccanismo ad orologeria con una sorpresa ad ogni pagina.
    Bello!

    said on 

  • 4

    Vi abbiamo raccontato qualche giorno fa dell’uscita di un nuovo film con il compianto Philip Seymour Hoffman tratto da un romanzo di John Le Carrè. Cliccando qui troverete la recensione della pellicol ...continue

    Vi abbiamo raccontato qualche giorno fa dell’uscita di un nuovo film con il compianto Philip Seymour Hoffman tratto da un romanzo di John Le Carrè. Cliccando qui troverete la recensione della pellicola che ha adattato al grande schermo “Yssa il buono”, scritto nel 2008.

    Ma la fortuna letteraria di Le Carrè è iniziata, come noto, molto prima, quando era terminata da poco la sua carriera da agente segreto al servizio del MI6 (ufficialmente Secret Intelligence Service). Già, perchè il popolare scrittore britannico che ha praticamente reinventato il genere spy-story partiva da una posizione di indubbio vantaggio, quella di chi aveva conosciuto in prima persona la contrapposizione dei blocchi che spaccavano in due il continente europeo.

    Terminata l’esperienza spionistica a causa di Kim Philby, il noto agente doppiogiochista stipendiato dal KGB la cui storia è narrata ne “La Talpa” (e anche di questo abbiamo la recensione filmica, la trovate cliccando qui), Le Carrè compende che (l’allora) gioioso mondo dell’editoria ha uno spazio per le spy stories, un genere che in un momento storico di fortissima contrapposizione ideologica non poteva che risultare affascinante.

    Presa la penna (o la macchina da scrivere) in mano, Le Carrè firma quindi nel 1963 un vero capolavoro di genere, non a caso inserito nella lista dei 1001 libri da leggere che potete comodamente scaricare cliccando qui. “La spia che venne dal freddo” vincerà nekl 1963 il Gold Dagger della Crime Writers’ Association inglese e nel 1965 l’Edgar Award della associazione americana Mystery Writers of America: per la prima volta, uno stesso romanzo viene premiato da entrambe le organizzazioni.
    JohnLeCarre_TheSpyWhoCameIn
    La vicenda ruota attorno alla figura di Alec Leamas, agente del servizio segreto inglese che cercherà di infiltrarsi nel servizio segreto della DDR nel tentativo di far cadere in disgrazia un asso dello spionaggio tedesco orientale che sta causando serissimi danni alla rete di oppositori al regime comunista.

    In una ambientazione anche berlinese che toglie il fiato per quanto è bella (e che impressione immaginare che c’è chi non ricorda il Muro di Berlino, sto invecchiando), si sviluppano una serie di mosse e contromosse tipiche delle scacchiere spionistiche che, grazie alla miracolosa capacità narrativa di Le Carrè, non annoiano nè spingono alla sensazione di non riuscire a capirci più niente. E’ una problematica potenzialmente letale per un romanzo spy: complicare trama e rapporti fra i personaggi fino a rendere la vicenda talmente incasinata da perdere il lettore. Ne “La spia che venne dal freddo” non capita e non capiterà fino ad uno dei più intriganti finali della letteratura inglese del XX secolo.

    Che amiate o meno le atmosfere di un mondo polarizzato che non esiste più, che abbiate o meno il piacere di essere sfidati da uno scrittore e una narrazione che vi spinge fuori strada per poi recuperarvi in extremis, beh… in ogni caso, in qualunque caso, “La spia che venne dal freddo” va messo sul comodino. Necessariamente.

    (link funzionanti su http://www.masedomani.com/2014/11/05/recensione-la-spia-che-venne-dal-freddo-di-john-le-carre/)

    said on 

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