The Tempest

(The Arden Shakespeare)

By

Publisher: Methuen

4.1
(2974)

Language: English | Number of Pages: 174 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi traditional , German , Italian , French , Japanese , Spanish , Catalan , Czech

Isbn-10: 0416101909 | Isbn-13: 9780416101904 | Publish date: 

Curator: Frank Kermode

Also available as: Mass Market Paperback , Library Binding , Audio Cassette , Hardcover , Others , Audio CD , Softcover and Stapled , School & Library Binding , eBook

Category: Fiction & Literature , Foreign Language Study , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
This joyous play, the last comedy of Shakespeare's career, sums up his stagecraft with a display of seemingly effortless skill. Prospero, exiled Duke of Milan, living on an enchanted island, has the opportunity to punish and forgive his enemies when he raises a tempest that drives them ashore --as well as to forestall a rebellion, to arrange the meeting of his daughter, Miranda, with an eminently suitable young prince, and, more important, to relinquish his magic powers in recognition of his advancing age. Richly filled with music and magic, romance and comedy, the play's theme of love and reconciliation offers a splendid feast for the senses and the heart.
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    Perché sono vile.
    Perché non oso offrirti
    Ciò che desidero dare,
    E ancora meno prendere
    Quello che, se mi manca,
    Mi farà morire.
    Ma è inutile:
    Più cerca di nascondersi
    E più mostra quanto è grande.
    Vi ...continue

    Perché sono vile.
    Perché non oso offrirti
    Ciò che desidero dare,
    E ancora meno prendere
    Quello che, se mi manca,
    Mi farà morire.
    Ma è inutile:
    Più cerca di nascondersi
    E più mostra quanto è grande.
    Via di qui, timida astuzia!
    Suggeriscimi tu,
    Semplice e chiara innocenza.
    Io sono tua moglie, se vuoi sposarmi.
    Se non vuoi, morirò tua vergine.
    Puoi rifiutarmi
    Di esserti compagna
    Ma, tu lo voglia o no,
    Sarò la tua schiava.

    said on 

  • 4

    Leggete, e in inglese!

    Ultima opera teatrale scritta interamente da Shakespeare, questa commedia ricalca il gusto dell'epoca. C'è il masque con l'apparizione di antiche divinità greche, c'è l'ambientazione nell'isola sperdu ...continue

    Ultima opera teatrale scritta interamente da Shakespeare, questa commedia ricalca il gusto dell'epoca. C'è il masque con l'apparizione di antiche divinità greche, c'è l'ambientazione nell'isola sperduta, c'è il materiale autobiografico di un autore che stava vedendo la figlia minore data in sposa. Mille le interpretazioni, dalle conseguenze del colonialismo all'esaltazione della castità. Forse un numero esagerato di temi trattati. Prospero è un personaggio a tutto tondo, è un dio in questa isola dimenticata da tutti, perché riesce a controllare entrambe le facce dell'umano: il basso istinto animalesco (Caliban) e lo spirito (Ariel). Da leggere o da vedere rappresentata, meglio in versione inglese originale.

    said on 

  • 5

    Al di là delle tante interpretazioni che sono state date dell’opera, forse l'isola rappresenta solamente ciò che è, o, magari , la condizione di isolamento di un uomo ( o di uno scrittore, un autore ...continue

    Al di là delle tante interpretazioni che sono state date dell’opera, forse l'isola rappresenta solamente ciò che è, o, magari , la condizione di isolamento di un uomo ( o di uno scrittore, un autore ) che sta lontano dai più per non farsi schiacciare come un sasso e fa, del proprio pensiero il proprio esclusivo mondo, popolato solo dalle presenze che egli ammette, convoca e che fa muovere come crede grazie alla propria immaginazione, ( o alla propria arte , nel caso di un autore ) ( la bacchetta e Ariel ). Un palcoscenico dove muove personaggi, prospetta azioni, le ripercorre a proprio piacimento e continua a farlo, finché non sente in sé o all'esterno il limite, un limite ( «… Non ho più, a darmi manforte, i miei spiriti alleati e obbedienti; né artifici e incantamenti » ).

    said on 

  • 3

    Storia troppo artificiale

    L'ingenuità di Stefano che sfrutta Calibano e si veste da re anzitempo è tra il ridicolo e il drammatico.
    Ho apprezzato i personaggi di Ariel, Prospero e Miranda(bellissima la scena nella quale Mirand ...continue

    L'ingenuità di Stefano che sfrutta Calibano e si veste da re anzitempo è tra il ridicolo e il drammatico.
    Ho apprezzato i personaggi di Ariel, Prospero e Miranda(bellissima la scena nella quale Miranda gioca a scacchi con il suo amato).
    Il tempo sembra eterno come il tempo dell'isola e di una dimensione magica fuori dal tempo reale.
    La storia mi è però parsa molto artificiale e lontana

    said on 

  • 2

    C'è Shakespeare e Shakespeare.... in generale continuo a preferire l'autore tragico a quelllo comico. Nello specifico la macchina metateatrale mi pare che non sia né fresca, né divertente. A ridateci ...continue

    C'è Shakespeare e Shakespeare.... in generale continuo a preferire l'autore tragico a quelllo comico. Nello specifico la macchina metateatrale mi pare che non sia né fresca, né divertente. A ridateci Andronico....

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  • 2

    buona per il teatro, ma la storia è banale

    L'ultima opera di Shakespeare, finalmente non ci sono tanti intrighi ma la storia e la struttura è piuttosto lineare. Purtroppo i personaggi buoni sono antipaticissimi e quelli cattivi i più umani. Fa ...continue

    L'ultima opera di Shakespeare, finalmente non ci sono tanti intrighi ma la storia e la struttura è piuttosto lineare. Purtroppo i personaggi buoni sono antipaticissimi e quelli cattivi i più umani. Fatta bene, ma la storia non è delle più appassionanti, banale.

    said on 

  • 4

    Ultima commedia di Shakespeare, La Tempesta è ancor meno delle altre opere di Shakespeare un testo da lettura. Relativamente povera di grandi monologhi o lirici dialoghi, essa respira soprattutto del ...continue

    Ultima commedia di Shakespeare, La Tempesta è ancor meno delle altre opere di Shakespeare un testo da lettura. Relativamente povera di grandi monologhi o lirici dialoghi, essa respira soprattutto della scenografia che regista e scenografo riescono a creare, dell’interpretazione di alcuni personaggi, della presenza lieve e quasi eterea di Ariel, lo spirito del bene al servizio di Prospero, contrapposto a Caliban, figlio di una strega, mostruosa creatura della terra e del suo marcio.
    Ma anche a leggerla ci si apre un mondo: Prospero, duca di Milano spodestato dal fratello con la complicità del re di Napoli, si è ritirato in un’isola con la sua sapienza magica e progetta un naufragio in cui i suoi nemici si troveranno riuniti presso di lui per una vendetta che sarà poi una generale catarsi. Tra questi c’è il giovane Sebastian, figlio del re di Napoli, che si innamora della figlia di Prospero Miranda ed è sottoposto da Prospero a dure prove per testarne le fibra morale: “Taluni bassi servigi possono anche eseguirsi con nobiltà d’animo e le occupazioni anche più umili possono avere come meta altissimi fini. Questo modesto compito sarebbe invero per me pesante quanto odioso, non fosse che la damigella ch’io servo ridà vita a quel ch’è morto e trasforma in piacere le mie fatiche.”
    E così l’amore si insinua e fa fiorire il deserto. Ariel veglia sul lato luminoso dell’azione, Caliban su quello oscuro, promuovendo una congiura contro Prospero. Ma alla fine tutti si ritrovano e si riconciliano. Si avvicina la fine anche dell’isola-palcoscenico di questo dramma: “le nostre feste sceniche sono finite…-annuncia Prospero- Noi siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i sogni e la nostra vita breve è circondata dal sonno”.
    Tutti riacquistano la loro libertà e Prospero in un canto finale si congeda scoprendo tutto l’impianto morale della commedia: “Non ho più ora spiriti su cui comandare e arte magica da fare incanti. E disperata sarà la mia fine a meno che io non sia soccorso da una preghiera così penetrante da commuovere la stessa pietà e liberare da ogni colpa. E così, come voi vorreste essere perdonati dai vostri peccati, fate che la vostra indulgenza mi rimetta in libertà”.
    Perché la vera, grande magia, bianca o nera che sia, risiede nelle infinite colorazioni del sentimento umano di cui l’autore con leggerezza e inventiva ci ha dato in questa commedia una fantastica visione.

    said on 

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