The Tenant

By

Publisher: Millipede Press

4.1
(246)

Language: English | Number of Pages: 224 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Polish , Spanish , Swedish

Isbn-10: 193361806X | Isbn-13: 9781933618067 | Publish date: 

Translator: Francis K. Price ; Preface Thomas Ligotti

Also available as: Hardcover

Category: Fiction & Literature , Horror , Mystery & Thrillers

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Book Description
'The Tenant' chronicles a harrowing, fascinating descent into madness as the pathologi-cally alienated Trelkovsky is subsumed into Simone Choule, an enigmatic suicide whose presence saturates his new apartment. More than a tale of possession, the novel probes disturbing depths of guilt, paranoia, and sexual obsession with an unsparing detachment.
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  • 2

    Modesto romanzo angosciante

    Tra l'horror, il distopico ed il kafkiano, non è opera particolarmente degna di ricordo. Poca suspence (che in libri come questi conta assai) e finale prevedibile.

    said on 

  • 3

    un racconto grottesco e surreale

    Piu' che un romanzo lo definirei un racconto lungo. Mi è molto piaciuta l'atmosfera onirica e maledetta della casa e dei suoi inquilini. La trama è un po' "leggerina", non è che succeda tutto questo g ...continue

    Piu' che un romanzo lo definirei un racconto lungo. Mi è molto piaciuta l'atmosfera onirica e maledetta della casa e dei suoi inquilini. La trama è un po' "leggerina", non è che succeda tutto questo granché. Godibile come racconto kafkiano considerando anche che è stato scritto nel 1964

    said on 

  • 4

    Più che un racconto è un incubo che sfocia nell'ansia per la metamorfosi che
    avviene all'inquilino del terzo piano!
    Finale enigmatico, che non ho capito per nulla

    said on 

  • 5

    Romanzo dal sapore kafkiano, "L'Inquilino del Terzo Piano" è un assoluto capolavoro del grottesco e dell'assurdo. Le paranoie e l'angoscia del protagonista, un giovane scapolo di nome Trelkovsky, acco ...continue

    Romanzo dal sapore kafkiano, "L'Inquilino del Terzo Piano" è un assoluto capolavoro del grottesco e dell'assurdo. Le paranoie e l'angoscia del protagonista, un giovane scapolo di nome Trelkovsky, accompagnano il lettore durante tutto il libro, per sfociare poi nella follia vera e propria. L'enigmatico finale contribuisce poi a rendere ancora più misteriosa un'opera imprescindibile per tutti gli amanti della letteratura fantastica e onirica. Da qui la bellissima pellicola di Polanski del 1976.

    said on 

  • 4

    Quando la casa diventa prigione

    Poche volte compro libri senza leggere di cosa tratta l'argomento. Questo volume preso più per curiosità che altro mi è piaciuto sia per il contenuto che lo stile. Non è noioso e la trama è originale, ...continue

    Poche volte compro libri senza leggere di cosa tratta l'argomento. Questo volume preso più per curiosità che altro mi è piaciuto sia per il contenuto che lo stile. Non è noioso e la trama è originale, la caratterizzazione del protagonista è riuscita, il luogo diventa divoratore di vita. Il romanzo ci fa godere tutte le sfumature di una situazione davvero inquietante, grottesca, sviluppa atmosfere surreali inchiodandoti alla lettura che si vorrebbe finire il più presto possibile. In Topor, infatti, è decisamente più avvertibile la metafora di una società spietata che esclude, di un mondo che respinge.

    said on 

  • 3

    Grottesco, onirico, kafkiano, il romanzo dell’allora ventiseienne Roland Topor è un viaggio all’interno dell’assurdo; scritto nel 1964, racconta la vicenda surreale e orrifica del povero Trelkovsky, p ...continue

    Grottesco, onirico, kafkiano, il romanzo dell’allora ventiseienne Roland Topor è un viaggio all’interno dell’assurdo; scritto nel 1964, racconta la vicenda surreale e orrifica del povero Trelkovsky, protagonista del libro.
    Lo stile narrativo è preciso ed essenziale; la cadenza regolare di una situazione iniziale normale e perfettamente possibile, si evolve, man mano che si prosegue nella lettura, in un ritmo serrato, sempre più frenetico e vorticoso, in un crescendo di visioni mostruose, chimeriche, per arrivare ad un finale straordinario e destabilizzante, vero punto di forza del romanzo.
    Le accezioni negative e sinistre, che rasentano il grandguignol, sono atti deliberati di Topor, volti a scioccare e inorridire chi legge, nonché a disorientarlo. Attraverso il disgusto e il nonsense, arrivare all’estasi e alla bellezza: questo il processo creativo che vi è dietro.

    Recensione completa qui:
    https://ildilemmadelporcospino.wordpress.com/2015/04/17/i-brividi-del-venerdi-linquilino-del-terzo-piano/

    said on 

  • 4

    Uno dice “L’inquilino del terzo piano” e a tutti si illuminano gli occhi: eccovi lì, pronti ad esclamare “sì, l’ho visto”, riferendovi ovviamente al film di Roman Polanski.

    SDREEEENG (rumore fastidios ...continue

    Uno dice “L’inquilino del terzo piano” e a tutti si illuminano gli occhi: eccovi lì, pronti ad esclamare “sì, l’ho visto”, riferendovi ovviamente al film di Roman Polanski.

    SDREEEENG (rumore fastidioso che si sente nei quiz quando la risposta è sbagliata).

    Forse non sarà noto a moltissimi, ma la pellicola magistralmente diretta dal regista polacco naturalizzato francese è l’adattamento di un romanzo memorabile: si intitola “Le locataire chimérique” e fu inizialmente tradotto in italiano come “L’inquilino stregato” prima di assumere il titolo con cui è famoso anche sul grande schermo.

    L’autore è Roland Topor, e per tracciarne la biografia non basterebbero sei post. Limitiamoci a segnalarlo come surrealista, nel senso artisticamente più completo, complesso, poliedrico che possiate immaginare. E a proposito di immaginazione, ecco cosa ci regala il suo primo romanzo: una ambientazione parigina, un giovane protagonismo che è il ritratto del pacifismo condominiale, un gruppo di vicini che lo accusano gratuitamente di varie nefandezze, spesso ben oltre il limite dell’assurdo, e che rendono la sua esistenza un vero e proprio incubo.

    Già, incubo: non sono un amante del genere horror, ma non riesco a immaginare nulla di più terrorizzante di una casa che diventa prigione, di un palazzo che diventa divoratore di vita. Il romanzo ci fa godere di tutte le sfumature di una situazione davvero inquietante, una sorta di sensazione claustrofobica dovuta alla situazione del protagonista che coinvolge inevitabilmente anche il lettore. A livello di sensazioni, mi ha ricordato alcune letture di Matheson: “Tre millimetri al giorno” – per citare il primo che mi viene in mente – sviluppa le stesse atmosfere surreali inchiodandoti nella stessa maniera, forse con un respiro meno sociale. In Topor, infatti, è decisamente più avvertibile la metafora di una società che esclude, di un mondo che respinge.

    Assolutamente consigliato.

    -- http://www.masedomani.com/2014/12/27/recensione-linquilino-del-terzo-piano-di-roland-topor/ --

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  • 2

    Il commento che si accende quando su anobii si selezionano due stelle di gradimento è: deludente. Ebbene è il commento più appropriato per definire la lettura di questo libro che, a parte una trama or ...continue

    Il commento che si accende quando su anobii si selezionano due stelle di gradimento è: deludente. Ebbene è il commento più appropriato per definire la lettura di questo libro che, a parte una trama originale e decisamente fantasiosa, non ha molto da offrire al lettore.
    Per gli amanti della suspense un suggerimento: cercate altro!

    said on 

  • 4

    Da leggere

    Letto in un batter d'occhio. Inquietante. Consigliato per chi, come me, ama questo genere di thriller.
    Adesso mi voglio proprio gustare il film di Polansky, che dicono sia bellissimo.

    said on 

  • 4

    Di velocissima lettura ha un bel crescendo di paranoie e follia.
    C'è chi lo avvicina allo stile di Lovecraft ma quest'ultimo è decisamente più angoscioso e cupo.
    Il film di Polanski lo riproduce alla ...continue

    Di velocissima lettura ha un bel crescendo di paranoie e follia.
    C'è chi lo avvicina allo stile di Lovecraft ma quest'ultimo è decisamente più angoscioso e cupo.
    Il film di Polanski lo riproduce alla lettera, pure nei dialoghi.
    Insomma se vi è piaciuto il film non potrà non piacervi questo racconto.

    said on