The Uncommon Reader

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Publisher: Faber and Faber

3.9
(4893)

Language: English | Number of Pages: 112 | Format: eBook | In other languages: (other languages) Italian , Spanish , Portuguese , German , Chi traditional , French , Catalan , Swedish , Chi simplified , Galego

Isbn-10: 0571246788 | Isbn-13: 9780571246786 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Audio CD , Paperback

Category: Fiction & Literature , History , Humor

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Book Description
The Uncommon Reader is none other than HM the Queen who drifts accidentally into reading when her corgis stray into a mobile library parked at Buckingham Palace. She reads widely ( JR Ackerley, Jean Genet, Ivy Compton Burnett and the classics) and intelligently. Her reading naturally changes her world view and her relationship with people like the oleaginous prime minister and his repellent advisers. She comes to question the prescribed order of the world and loses patience with much that she has to do. In short, her reading is subversive. The consequence is, of course, surprising, mildly shocking and very funny.
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  • 3

    ... se fosse vero...

    ... sarebbe uno straordinario sguardo sull'umanità di una donna che da sempre è stata vista come fredda, impassibile, imperturbabile, cresciuta con una forte responsabilità ed un grande peso sulle spa ...continue

    ... sarebbe uno straordinario sguardo sull'umanità di una donna che da sempre è stata vista come fredda, impassibile, imperturbabile, cresciuta con una forte responsabilità ed un grande peso sulle spalle, segnata dal protocollo e dalle regole.

    è ben descritta la vita a palazzo, con le sue regole, scritte e non scritte, e chi esce dagli schemi, è fuori in tutti i sensi! Ben delineato anche l'atteggiamento della sovrana nell'affrontare le regolarità come gli imprevisti.

    Il libro sottolinea il conflitto evidente tra chi non legge, e accetta passivamente tutto quanto gli venga proposto o imposto, senza chiedersi nulla, senza capacità di immedesimazione, e chi, al contrario, conosce l'altro non per sé stesso, ma per aver aperto i propri orizzonti ed aver conosciuto la natura umana attraverso i libri e la lettura. La regina protagonista di questo libro ha viaggiato nel tempo e nello spazio pur rimanendo seduta sulla sua poltrona.

    E l'evoluzione naturale del vero lettore, è l'immersione nella scrittura: il tentativo di esternare il proprio mondo interiore, di tirare fuori almeno un po' della ricchezza ottenuta leggendo i libri altrui (ahimè la libertà offerta dal self publishing fa sì che chiunque metta insieme due frasi, pensi di essere uno scrittore... me compresa!)

    said on 

  • 4

    Da leggere

    Bennett non ha la vena caricaturale di Wodehouse o la pignoleria di Jerome, pertanto l'ho trovato gradevole. In più punti l'ho adorato:
    «Un vicario, Maestà. Dell’Ottocento. Viveva al confine con il Ga ...continue

    Bennett non ha la vena caricaturale di Wodehouse o la pignoleria di Jerome, pertanto l'ho trovato gradevole. In più punti l'ho adorato:
    «Un vicario, Maestà. Dell’Ottocento. Viveva al confine con il Galles e ha scritto un diario. Gli piacevano le bambine».
    «Oh», disse la regina «come a Lewis Carrol?».
    «Peggio, Maestà».
    «Cielo. Può procurarmi i diari?».
    Il passaggio peggio/cielo è da applausi. Estremamente teatrale. Mi sono sentita sul set di Downtown Abbey.
    Ma pure quando parla di Proust e dice "Poveretto, una vita infame...il tipo a cui diresti "insomma tirati un po' su! Quando ha intinto un pezzo di dolce nel tè (pessima abitudine) gli è tornato in mente tutto il suo passato. Ci ho provato anch'io e non mi ha fatto nessun effetto". Fantastico.

    La regina è così buffa e deliziosa nel suo delirio da lettura. E risulta grandiosa nella crescente presa di coscienza di sé stessa. Quando scrive che il suo problema è il medesimo di Cordelia, “non riesco a trarre il cuore in bocca”, è quasi commovente.
    Il discorso sul valore della lett(erat)ura meriterebbe una più ampia discussione ma non è il caso di tediarvi.
    Poche - ma terribilmente controllate - pagine di grande finezza intellettuale.

    said on 

  • 4

    “Non si mette la vita nei libri. La si trova.”

    Racconto paradossale, questo di Alan Bennett, che prende come protagonista la tanto amata, dai suoi sudditi, regina d’Inghilterra.
    La sovrana, assecondando uno dei più noti modi di dire “meglio tardi ...continue

    Racconto paradossale, questo di Alan Bennett, che prende come protagonista la tanto amata, dai suoi sudditi, regina d’Inghilterra.
    La sovrana, assecondando uno dei più noti modi di dire “meglio tardi che mai”, si scopre, in seguito ad un episodio fortuito, alle soglie degli ottant’anni, interessata dai libri che comincia a leggere con avidità, facilitata anche dai cospicui depositi delle sue innumerevoli biblioteche.
    Tutto liscio? Ci mancherebbe! Questa nuova passione, crea maretta nel suo entourage che trova poco consono che la regina si dedichi a siffatta attività, oltre al fatto che questo sviluppa nuove problematiche per stare dietro a rifornirla dei libri che chiede continuamente.
    Si scatenano così una serie di mosse e contromosse, ripicche e dispetti, che cercano di far desistere la sovrana da questa infatuazione tardiva per la lettura.
    Ci riusciranno, ma soltanto per poi rendersi conto di essere caduti dalla padella nella brace.
    Racconto simpatico e divertente, pregnante ironia fino a colarne fuori, quasi una sit-com dove la regina riesce a tenere testa a tutti i suoi vetusti collaboratori infarciti di protocolli arcaici e anche un po’ anacronistici.
    Morale della storia, per quel che riguarda la lettura e i libri, talmente a vista, che è inutile stare qui a parlarne, per il resto invece il consiglio è uno dei più antichi del mondo: attenzione nel cercare di dissuadere con insistenza una persona dal fare qualcosa che non ci piace, si rischia di ottenere , nel migliore dei casi, l’esatto contrario, quando se non addirittura di peggiorare le cose…

    said on 

  • 4

    Umorismo in salsa inglese

    Questo romanzo, piccolo e scorrevole, rappresenta la classica lettura estiva. La trama, come si evince dalla sintesi tracciata dagli editori, è lineare: Elisabetta, dopo una vita di rigore e austerità ...continue

    Questo romanzo, piccolo e scorrevole, rappresenta la classica lettura estiva. La trama, come si evince dalla sintesi tracciata dagli editori, è lineare: Elisabetta, dopo una vita di rigore e austerità, di forme e protocolli, scopre alla vigilia dei suoi 80 anni la letteratura. L’incontro avviene quasi per caso, grazie al contributo di uno pseudo-sguattero, valorizzato a corte. Da qui si snoda una storia ai limiti del surreale, con la regina che scopre la sua natura umana pagando il prezzo di “dolorose” rinunce. Un libro ai confini con la commedia teatrale.

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  • 5

    "Non si mette la vita nei libri, la si trova."

    Un libro che ti fa capire che i libri ti possono cambiare, perché in ogni libro che si legge, si trova sempre una parte di sé latente, che la si scopre soltanto dopo aver letto l'ultima pagina.
    Senza ...continue

    Un libro che ti fa capire che i libri ti possono cambiare, perché in ogni libro che si legge, si trova sempre una parte di sé latente, che la si scopre soltanto dopo aver letto l'ultima pagina.
    Senza libri, siamo smarriti, perché sono il cibo per la nostra anima.

    said on 

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