The Uncommon Reader

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Publisher: Reclam

3.9
(4898)

Language: English | Number of Pages: 180 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Spanish , Portuguese , German , Chi traditional , French , Catalan , Swedish , Chi simplified , Galego

Isbn-10: 3150197627 | Isbn-13: 9783150197622 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: Hardcover , Audio CD , eBook

Category: Fiction & Literature , History , Humor

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Book Description
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    Anche a sette anni di distanza dalla sua pubblicazione resta un libro fresco, che a tratti spiazza o fa ridere, che ti lascia con un "come sarebbe se davvero?", si legge di corsa estraniandosi da tutt ...continue

    Anche a sette anni di distanza dalla sua pubblicazione resta un libro fresco, che a tratti spiazza o fa ridere, che ti lascia con un "come sarebbe se davvero?", si legge di corsa estraniandosi da tutto quanto ci circonda. Libretto piacevole.

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  • 0

    Un'anziana signora con un "mestiere" esclusivo, terribilmente esigente e coinvolgente, scopre di aver vissuto bloccata in un ruolo stereotipato che le ha impedito ogni autenticità .

    Isolata dal mondo ...continue

    Un'anziana signora con un "mestiere" esclusivo, terribilmente esigente e coinvolgente, scopre di aver vissuto bloccata in un ruolo stereotipato che le ha impedito ogni autenticità .

    Isolata dal mondo esterno in una prigione invisibile, di cui il ruolo sono le solide mura e la pressione psicologica di quanti l'attorniano, che da lei si attendono comportamenti formalmente ineccepibili e su cui proiettano tutta la solidità di un'istituzione sociale, le inattaccabili sbarre, l'anziana signora non ha mai potuto godere di un contatto vero e profondo con altri "esseri umani" e per riflesso anche con se stessa. Un libro, in cui incappa fortuitamente, le apre uno spiraglio sul mondo dei sentimenti; un libro che, come impercettibile crepa in una diga, avvia una catena di successive letture, sempre più complesse, sofisticate e compulsive, che risvegliano empatia e sensibilità d'animo fino a quel momento latenti e sterilizzate; ciò le permette di riappropriarsi di un'autentica capacità di contatto umano, prima esercitata in modo solo superficiale e strumentale, e di riconquistare una propria autonoma volontà, E questo genuino interesse per la vita altrui la induce a ripensare alla propria. Fino all'autoliberazione finale.

    A vederla da un altro punto di vista è la storia di una incruenta evasione da una prigione psico-sociale solida quanto una galera provvista di sbarre. Degli inconsapevoli quanto volenterosi carcerieri chiudono a vita una donna dentro un ruolo del tutto simbolico ma solido quanto un sarcofago (...od una statua), nell'apparente quiescenza della predestinata. Tuttavia non si accorgono di un suo grave difetto e cioé che ella possiede una notevole intelligenza ed un solido temperamento. Passano gli anni e la donna, divenuta una anziana signora alle soglie della quarta età ed avendo accumulato esperienza e maturità umana, è potenzialmente pronta a liberarsi dal ruolo ed a fuggire nel grande mondo. Potrebbe iniziare a coltivare dei "veri" contatti umani (con il bibliotecario o lo sguattero/lettore, ad esempio) ma questo, forse, è un passo troppo lungo (è difficile cambiare tanto improvvisamente le proprie abitudini: nessun galeotto è pronto a farlo, per quanto desideri la libertà) e ripiega sull'utilizzo di strumenti eccellenti per avvicinarsi alle emozioni umane: degli splendidi libri. Nessuno dei carcerieri riconosce in quegli strani "affari", cui mai si è avvicinato, delle potenti lime con cui segare le sbarre e non dà il giusto peso alla cosa: un'innocua stravaganza della prigioniera. Ma di lima in lima la prigioniera si disfa di tutte le sbarre ed un bel giorno ops! eccola irrimediabilmente libera tra la sorpresa e la costernazione dei suoi carcerieri.

    In breve e semplicemente: una donna, che ha sempre fatto ciò che le è stato imposto, si libera e inizia a vivere secondo la propria natura.

    Una storia dal tono garbato, venato di umorismo ed a tratti di sarcasmo, in cui si mette alla berlina un mondo terribilmente ingessato nelle convenzioni, nel rigido rispetto del ruolo e del protocollo, tanto saturo di impegni quanto vuoto di esperienze, tanto infestato da contatti superficiali quanto privo di empatia e calore umano.
    Ma anche una storia assai generale e comune, di una persona che, quasi al termine della vita, si interroga quanto "realmente" abbia vissuto e sia stata fedele a se stessa e quanto invece abbia recitato una parte assegnatale dalla società.
    Insomma, una crisi della Quarta Età, in questo caso, fortunatamente, "di crescita"!

    Racconto breve e di veloce lettura, più profondo ed intenso di quanto non lasci apparire il tono lieve, e che offre pensieri e commenti sul "leggere" e sui "lettori" (senza dubbio un tema molto sentito da quanti bazzicano per aNobii!), sulle costrizioni sociali e su ciò che è necessario per coltivare se stessi e liberarsi.

    p.s.: obliquamente, propone un diluvio di autori, parte notissimi e parte meno, che stuzzicherà voglia e fantasia dei lettori più accaniti. Siete avvisati!

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  • 3

    ... se fosse vero...

    ... sarebbe uno straordinario sguardo sull'umanità di una donna che da sempre è stata vista come fredda, impassibile, imperturbabile, cresciuta con una forte responsabilità ed un grande peso sulle spa ...continue

    ... sarebbe uno straordinario sguardo sull'umanità di una donna che da sempre è stata vista come fredda, impassibile, imperturbabile, cresciuta con una forte responsabilità ed un grande peso sulle spalle, segnata dal protocollo e dalle regole.

    è ben descritta la vita a palazzo, con le sue regole, scritte e non scritte, e chi esce dagli schemi, è fuori in tutti i sensi! Ben delineato anche l'atteggiamento della sovrana nell'affrontare le regolarità come gli imprevisti.

    Il libro sottolinea il conflitto evidente tra chi non legge, e accetta passivamente tutto quanto gli venga proposto o imposto, senza chiedersi nulla, senza capacità di immedesimazione, e chi, al contrario, conosce l'altro non per sé stesso, ma per aver aperto i propri orizzonti ed aver conosciuto la natura umana attraverso i libri e la lettura. La regina protagonista di questo libro ha viaggiato nel tempo e nello spazio pur rimanendo seduta sulla sua poltrona.

    E l'evoluzione naturale del vero lettore, è l'immersione nella scrittura: il tentativo di esternare il proprio mondo interiore, di tirare fuori almeno un po' della ricchezza ottenuta leggendo i libri altrui (ahimè la libertà offerta dal self publishing fa sì che chiunque metta insieme due frasi, pensi di essere uno scrittore... me compresa!)

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  • 4

    Da leggere

    Bennett non ha la vena caricaturale di Wodehouse o la pignoleria di Jerome, pertanto l'ho trovato gradevole. In più punti l'ho adorato:
    «Un vicario, Maestà. Dell’Ottocento. Viveva al confine con il Ga ...continue

    Bennett non ha la vena caricaturale di Wodehouse o la pignoleria di Jerome, pertanto l'ho trovato gradevole. In più punti l'ho adorato:
    «Un vicario, Maestà. Dell’Ottocento. Viveva al confine con il Galles e ha scritto un diario. Gli piacevano le bambine».
    «Oh», disse la regina «come a Lewis Carrol?».
    «Peggio, Maestà».
    «Cielo. Può procurarmi i diari?».
    Il passaggio peggio/cielo è da applausi. Estremamente teatrale. Mi sono sentita sul set di Downtown Abbey.
    Ma pure quando parla di Proust e dice "Poveretto, una vita infame...il tipo a cui diresti "insomma tirati un po' su! Quando ha intinto un pezzo di dolce nel tè (pessima abitudine) gli è tornato in mente tutto il suo passato. Ci ho provato anch'io e non mi ha fatto nessun effetto". Fantastico.

    La regina è così buffa e deliziosa nel suo delirio da lettura. E risulta grandiosa nella crescente presa di coscienza di sé stessa. Quando scrive che il suo problema è il medesimo di Cordelia, “non riesco a trarre il cuore in bocca”, è quasi commovente.
    Il discorso sul valore della lett(erat)ura meriterebbe una più ampia discussione ma non è il caso di tediarvi.
    Poche - ma terribilmente controllate - pagine di grande finezza intellettuale.

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  • 4

    “Non si mette la vita nei libri. La si trova.”

    Racconto paradossale, questo di Alan Bennett, che prende come protagonista la tanto amata, dai suoi sudditi, regina d’Inghilterra.
    La sovrana, assecondando uno dei più noti modi di dire “meglio tardi ...continue

    Racconto paradossale, questo di Alan Bennett, che prende come protagonista la tanto amata, dai suoi sudditi, regina d’Inghilterra.
    La sovrana, assecondando uno dei più noti modi di dire “meglio tardi che mai”, si scopre, in seguito ad un episodio fortuito, alle soglie degli ottant’anni, interessata dai libri che comincia a leggere con avidità, facilitata anche dai cospicui depositi delle sue innumerevoli biblioteche.
    Tutto liscio? Ci mancherebbe! Questa nuova passione, crea maretta nel suo entourage che trova poco consono che la regina si dedichi a siffatta attività, oltre al fatto che questo sviluppa nuove problematiche per stare dietro a rifornirla dei libri che chiede continuamente.
    Si scatenano così una serie di mosse e contromosse, ripicche e dispetti, che cercano di far desistere la sovrana da questa infatuazione tardiva per la lettura.
    Ci riusciranno, ma soltanto per poi rendersi conto di essere caduti dalla padella nella brace.
    Racconto simpatico e divertente, pregnante ironia fino a colarne fuori, quasi una sit-com dove la regina riesce a tenere testa a tutti i suoi vetusti collaboratori infarciti di protocolli arcaici e anche un po’ anacronistici.
    Morale della storia, per quel che riguarda la lettura e i libri, talmente a vista, che è inutile stare qui a parlarne, per il resto invece il consiglio è uno dei più antichi del mondo: attenzione nel cercare di dissuadere con insistenza una persona dal fare qualcosa che non ci piace, si rischia di ottenere , nel migliore dei casi, l’esatto contrario, quando se non addirittura di peggiorare le cose…

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  • 4

    Umorismo in salsa inglese

    Questo romanzo, piccolo e scorrevole, rappresenta la classica lettura estiva. La trama, come si evince dalla sintesi tracciata dagli editori, è lineare: Elisabetta, dopo una vita di rigore e austerità ...continue

    Questo romanzo, piccolo e scorrevole, rappresenta la classica lettura estiva. La trama, come si evince dalla sintesi tracciata dagli editori, è lineare: Elisabetta, dopo una vita di rigore e austerità, di forme e protocolli, scopre alla vigilia dei suoi 80 anni la letteratura. L’incontro avviene quasi per caso, grazie al contributo di uno pseudo-sguattero, valorizzato a corte. Da qui si snoda una storia ai limiti del surreale, con la regina che scopre la sua natura umana pagando il prezzo di “dolorose” rinunce. Un libro ai confini con la commedia teatrale.

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