The Unconsoled

(Vintage International)

By

Publisher: Vintage

3.5
(169)

Language: English | Number of Pages: 544 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) German , French , Italian , Spanish , Catalan , Turkish , Polish , Chi simplified , Portuguese

Isbn-10: 0679735879 | Isbn-13: 9780679735878 | Publish date:  | Edition Reprint

Also available as: Hardcover , Audio Cassette , eBook

Category: Fiction & Literature , Humor , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
The Unconsoled is at once a gripping psychological mystery, a wicked satire of the cult of art, and a poignant character study of a man whose public life has accelerated beyond his control. The setting is a nameless Central European city where Ryder, a renowned pianist, has come to give the most important performance of his life. Instead, he finds himself diverted on a series of cryptic and infuriating errands that nevertheless provide him with vital clues to his own past. In The Unconsoled Ishiguro creates a work that is itself a virtuoso performance, strange, haunting, and resonant with humanity and wit."A work of great interest and originality.... Ishiguro has mapped out an aesthetic territory that is all his own...frankly fantastic [and] fiercer and funnier than before."--The New Yorker
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  • 3

    La sensazione di meraviglia e di sogno che trasporta il lettore in una storia immaginaria ma verosimile con descrizioni di luoghi accorti e accurati non deriva soltanto dai meriti intrinseci del roman ...continue

    La sensazione di meraviglia e di sogno che trasporta il lettore in una storia immaginaria ma verosimile con descrizioni di luoghi accorti e accurati non deriva soltanto dai meriti intrinseci del romanzo ma prima di tutto dalla scoperta che, in un tempo di libri usa e getta, qualcuno abbia avuto il coraggio e la pazienza di profondere in un unico testo tanta audacia creativa, tanta ricchezza immaginativa, tanta varietà di invenzioni nella tecnica narrativa, che pure passano in rassegna, procedono con naturalezza e semplicità. Sono allibita di fronte alla vastità e complessità dell'impianto, un filo narrativo intricato che segue i percorsi della logica onirica ma senza perdersi mai. C'è in Ishiguro, sotto l'apparente deconcentrazione, una circolarità rigorosa che lo distingue nettamente da altri autori, soprattutto Kafka. E' un libro difficile, qualche volta perfino snervante, ma straordinario. Immediatamente, appena chiuso il volume, ho desiderato conoscere l'autore, sapere qualcosa di più sul suo conto, capire "come ha fatto", dove ha trovato il tempo, la fantasia, la determinazione per portare a termine un'opera così ambiziosa. E' proprio questo che ho pensato, anche se di solito non mi capita mai. Ho letto la sua biografia nel risvolto di copertina e mi sono chiesta se il segreto stesse nel cosmopolitismo o nell'origine giapponese. Di quest'ultima mi è sembrato di intravedere tracce nell'elaborato formalismo dei rapporti fra i personaggi, e forse anche nelle sottili crudeltà del protagonista.

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  • 2

    Impossibile continuare la lettura di una storia in cui il narratore stesso è incerto sulla propria identità e ha perso i punti di riferimento riguardo ciò che lo circonda.

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  • 4

    Nell'atmosfera sospesa, a tratti onirica, di una cittadina non identificata, gli abitanti si affannano a cercare il musicista che li rappresenti. Un pianista famoso vi si reca per un concerto e si rit ...continue

    Nell'atmosfera sospesa, a tratti onirica, di una cittadina non identificata, gli abitanti si affannano a cercare il musicista che li rappresenti. Un pianista famoso vi si reca per un concerto e si ritrova affetto da una misteriosa amnesia. Immagini confuse gli consegnano frammenti del passato, di cui pare facciano parte una donna e un figlio, uno strano rapporto mai risolto, fatto di incomprensioni e assenze. Intorno a lui altre vite e altre storie, quasi tutte caratterizzate da aspirazioni irrealizzate, dalla ricerca di una felicità mai raggiunta, se non a volte nell'ultimo sogno del mattino, prima del risveglio. Ognuno ha una ferita che lo affligge da tempo e che cresce con gli anni.
    Un romanzo insolito e affascinante, che ruota intorno al passato e alla memoria, che non bastano per dare una risposta a tutte le domande.

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  • 3

    "Stavo per appisolarmi,quando all'improvviso qualcosa mi costrinse a riaprire gli occhi e a fissare il soffitto.Rimasi a scutarlo per un po',poi mi sedetti sul letto e mi guardai intorno,mentre la sensazione di déja vu diventava sempre più forte."

    Non conosco abbastanza i giapponesi per capire se questo tratto onirico-surreale sia in qualche modo tipico della loro cultura o se sia semplicemente una caratteristica comune di alcuni loro scrittori ...continue

    Non conosco abbastanza i giapponesi per capire se questo tratto onirico-surreale sia in qualche modo tipico della loro cultura o se sia semplicemente una caratteristica comune di alcuni loro scrittori, casualmente quelli che io frequento -o ho frequentato- di più.
    Ishiguro è uno scrittore profondo e raffinato, "Quel che resta del giorno" rimane per me una lettura memorabile -anche senza scomodare la meraviglia che ne ha poi tratto Ivory, con lo straordinario Antony Hopkins, che non fa che accrescere e rinnovare la fascinazione della lettura.
    Poi ho letto "Non lasciarmi", anche questo reso memorabile dal bel film con la sempre intensa Keira Knightley, ed ho trovato anche questo straordinario, inaspettato, magistralmente immaginato e raccontato.
    Il romanzo in questione non è da meno -in un certo senso- si colloca fin da subito in una cornice elegante, raffinata, persino preziosa: la scena con il vecchio maggiordomo dell'hotel mi ha ricordato il padre di Hopkins, il suo senso del dovere e del decoro. Ma immediatamente dopo (ammesso che non fossero strane le confessioni del maggiordomo, in fondo un perfetto sconosciuto) la faccenda si complica: con il periodo che ho riportato iniziano i déja vu ed ogni cosa puntualmente viene tralasciata o disattesa. Per esempio, per dirla banalmente, può succedere che in una scena un personaggio esca con la moglie per andare al cinema, e che ad un certo punto si trovi da tutt'altra parte e della moglie non si senta più parlare.
    Non voglio fare esempi concreti per non disturbare la lettura di nessuno, ma insomma spero abbiate capito cosa volevo dire. E questa cosa, questo muoversi in una realtà che è un palcoscenico in continuo movimento, dove nulla è certo e definito, io lo trovo affascinante, si, ma soprattutto alla lunga tremendamente spiazzante. Sarà che mio malgrado mi riconosco ossessionata dalla simmetria e dalla concretezza, seguire una storia così non fa proprio per me. Ed a malincuore, perché mi piaceva anche molto leggerla, l'ho interrotta.
    Poi, piccola postilla semi irrilevante: d'accordo il libro è corposo, ma se Einaudi avesse scelto un carattere minimamente più decente -non credo cambiasse tanto se venivano un centinaio di pagine di più- probabilmente avrei continuato. Senz'altro è colpa dei miei occhi, ma in fondo la lettura dev'essere un bene accessibile. O no?

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  • 3

    Inconsolabilmente inconsolabili

    C'è un pianista famoso, che si ritrova in una città per un importante concerto ma ha perso la memoria, e noi non sapremo mai quando, come e perché. E non sapremo mai la verità sul suo rapporto con la ...continue

    C'è un pianista famoso, che si ritrova in una città per un importante concerto ma ha perso la memoria, e noi non sapremo mai quando, come e perché. E non sapremo mai la verità sul suo rapporto con la città in cui si ritrova e una pseudo-famiglia che lo aspetta come ogni volta dopo ogni trasferta. Ma conosceremo le pene degli abitanti di questa comune cittadina inglese, che sembra più il set di una commedia che deve far ridere gli spettatori, ma che lascia in bocca (e nel cuore) il sapore aspro di un'esistenza vuota. Ryder combatte costantemente con l'inconsolabilità degli altri, ma anche di sé stesso, cercando invano di trovare un equilibrio tra le necessità e le aspettative di tutti. Nella sua mente si alternano e si accavallano emozioni opposte e contrastanti, con le quali il pianista è impegnato a fare a pugni per non crollare, in una sorta di danza grottesca che lo tiene lontano dalla realtà. Lo definirei un romanzo surrealista, dove tutto è esasperato al limite dell'improbabile, ma a rifletterci bene l'assurdo è costantemente presente nella nostra vita, tanto da diventare banale e ordinario e non accorgercene neanche più. La "ballata dell'egoismo" è lo show principale della rappresentazione, e i protagonisti danzatori termineranno la loro performance egregiamente, soli e lontani gli uni dagli altri, pronti per il prossimo spettacolo.

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  • 2

    Romanzo inconcludente (effetto voluto). Ma la trama tenuta su con lo sputo, diciamo così, non è salvata dallo stile senza sbalzi né sorprese di sorta di Ishiguro. L'ho dovuto mollare dopo quasi 200 pa ...continue

    Romanzo inconcludente (effetto voluto). Ma la trama tenuta su con lo sputo, diciamo così, non è salvata dallo stile senza sbalzi né sorprese di sorta di Ishiguro. L'ho dovuto mollare dopo quasi 200 pagine, esperienza purtroppo frustrante. E credo che se a Ishiguro l'ambizione non manca, di certo non c'è così tanta originalità né stile a supportarla.

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  • 5

    Un romanzo sospeso, una storia senza tempo e senza spazio. Un romanzo intenso e delicato che cambierà il vostro modo di vedere, sentire e pensare.
    Continua qui: http://nonriescoasaziarmidilibri.blogsp ...continue

    Un romanzo sospeso, una storia senza tempo e senza spazio. Un romanzo intenso e delicato che cambierà il vostro modo di vedere, sentire e pensare.
    Continua qui: http://nonriescoasaziarmidilibri.blogspot.it/2014/10/nostalgici-raffinati-curiosi-o.html

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  • 5

    Semplicemente fantastico!

    Un libro bellissimo, surreale, dove lo spazio ed il tempo si sovrappongono....ogni situazione è paradossale e a suo tempo magica. Ishiguro ha costruito un libro davvero fantastico!

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  • 1

    Una lagna totale! L'ho finito solo perché ho applicato una delle regole del decalogo del lettore di Pennac, ovvero saltare qualche pagina. E non credo proprio di essermi persa qualcosa di importante.
    ...continue

    Una lagna totale! L'ho finito solo perché ho applicato una delle regole del decalogo del lettore di Pennac, ovvero saltare qualche pagina. E non credo proprio di essermi persa qualcosa di importante.
    Pensavo che almeno alla fine se ne uscisse con un colpo di scena che facesse capire qualcosa in più e invece niente.

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