Ti prendo e ti porto via

Di

Editore: Mondadori

4.0
(12403)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Olandese , Tedesco

Isbn-10: A000061660 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Adolescenti

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Descrizione del libro
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  • 4

    Niccolò Ammaniti è un genio, non ci sono altre parole per definirlo. Un genio del noir pulp, ti tiene incollato al libro e non ti molla. Le descrizioni sono talmente reali che hai una immedesimazione ...continua

    Niccolò Ammaniti è un genio, non ci sono altre parole per definirlo. Un genio del noir pulp, ti tiene incollato al libro e non ti molla. Le descrizioni sono talmente reali che hai una immedesimazione incredibile. Alcuni personaggi sono davvero sgradevoli, è vero, ma molto reali. A mio parere più di tutti la professoressa. Una capacità incredibile di scrivere e di descrivere personaggi. La storia di torbido amore (e sesso) descritta qui credo sia la migliore che abbia mai letto, e la più memorabile

    ha scritto il 

  • 4

    ti prendo e ti porto via

    Mi manca sapere che fine ha poi fatto Graziano Biglia... Bel libro, alla fine mi son trovata a leggere tutta contratta per la suspance... racconta anche di ragazzini in un contesto di disagio sociale, ...continua

    Mi manca sapere che fine ha poi fatto Graziano Biglia... Bel libro, alla fine mi son trovata a leggere tutta contratta per la suspance... racconta anche di ragazzini in un contesto di disagio sociale, qua Pietro come lo era Cristiano in "come Dio comanda". Personaggi al limite, episodi concreti di cruda realtà quotidiana con i quali Ammaniti ci racconta di grandi verità. Sono prontissima a leggere un altro dei suoi romanzi !

    ha scritto il 

  • 5

    Lascia senza scampo; quando si inizia si è obbligati ad arrivare alla fine. Senza pause, senza dormire.
    Ho adorato il piccolo Pietro, sfortunato e dolcissimo.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Molto intenso...

    Non è all'altezza di "Come Dio comanda", però è anche questa una lettura piacevolissima, si alternano dramma e momenti divertenti, si viene a conoscenza dei pensieri di ogni personaggio. Una cosa che ...continua

    Non è all'altezza di "Come Dio comanda", però è anche questa una lettura piacevolissima, si alternano dramma e momenti divertenti, si viene a conoscenza dei pensieri di ogni personaggio. Una cosa che per me manca è che fine abbia fatto Graziano Biglia dopo la morte della sua amata Flora. La morale è che ha avuto una sorta di punizione divina per aver voluto sempre fare il Play boy, però nel capitolo "6 anni dopo" speravo di conoscere il suo destino.

    ha scritto il 

  • 0

    "ti prendo e ti porto via" è stato il primo libro di Annaniti che ho letto, sotto il consiglio di mia zia.
    ancora oggi la ringrazio.
    bello, bello ed ancora bello..
    scorre, pagina dopo pagina, come i p ...continua

    "ti prendo e ti porto via" è stato il primo libro di Annaniti che ho letto, sotto il consiglio di mia zia.
    ancora oggi la ringrazio.
    bello, bello ed ancora bello..
    scorre, pagina dopo pagina, come i pensieri dei personaggi che coinvolgono il lettore e lo catapultano in un piccolo pezzo d'Italia...

    ha scritto il 

  • 2

    "Ti prendo e ti porto via" è un romanzo che mi ha delusa molto.
    Personaggi stereotipati e poco interessanti; dialoghi piatti e artificiosi che non hanno nulla a che vedere a "Come Dio comanda" ad esem ...continua

    "Ti prendo e ti porto via" è un romanzo che mi ha delusa molto.
    Personaggi stereotipati e poco interessanti; dialoghi piatti e artificiosi che non hanno nulla a che vedere a "Come Dio comanda" ad esempio. Alcuni punti di vista sono inutili ed eccessivamente volgari.
    L'unica cosa che si salva è il finale.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Molto bello, ma...

    Dico la verità.
    a me questo libro è piaciuto molto per tanti motivi, quindi gli diamo 5 belle stelle e non ne parliamo più.
    Tuttavia ho notato un grossolano errore di sceneggiatura.
    Occhio perchè quel ...continua

    Dico la verità.
    a me questo libro è piaciuto molto per tanti motivi, quindi gli diamo 5 belle stelle e non ne parliamo più.
    Tuttavia ho notato un grossolano errore di sceneggiatura.
    Occhio perchè quello che scrivo qui sotto è a tutti gli effetti uno spoiler.

    Quando Graziano viene mollato per telefono da Erica, deve affrontare anche il problema di avere già organizzato una cena con i suoi amici per presentare loro la sua nuova fidanzata, e, poichè non voleva ritrattare la notizia che si sarebbe sposato, decide di portare alla cena una fidanzata "sostitutiva".
    Bene, dopo aver vagliato varie possibilità, decide di portare alla cena Flora Palmieri....
    Ma non siamo in un paesino dove tutti conoscono tutti?
    Immagino che tutti gli amici di Graziano la conoscessero già... e tra l'altro lo stesso Graziano poche pagine prima diceva che la Palmieri era nota in paese per "portare sfiga" (o qualcosa del genere, non ricordo la frase esatta)..
    senza contare che Graziano aveva già detto agli amici nome e provenienza della fidanzata..
    Ammaniti qui non benissimo....

    ha scritto il 

  • 4

    Bello

    Una storia che ti appassiona e riesci a leggere con molta facilità, il finale mi ha lasciato però con un amaro in bocca, ho sperato fino alla fine che finisse in modo diverso. Sigh!!!!

    ha scritto il 

  • 5

    Dentro, da qualche parte nel basso ventre, covava una roba che lo faceva stare di merda. Una di quelle robe che ti consumano piano piano, che ti ammalano come un morbo dalla lenta incubazione, e di cu ...continua

    Dentro, da qualche parte nel basso ventre, covava una roba che lo faceva stare di merda. Una di quelle robe che ti consumano piano piano, che ti ammalano come un morbo dalla lenta incubazione, e di cui non puoi parlare a nessuno perché se per caso sputi il rospo ti crolla in testa tutto il teatrino del cazzo.

    La loro amicizia si era adattata alla situazione. Assomigliava a un fiume sotterraneo che scorre invisibile e compresso sotto le rocce, ma appena trova uno spiraglio, una crepa, sgorga con tutta la sua impressionante potenza.

    ha scritto il 

  • 2

    Ti prendo e ti butto via!

    Ciò che mi ha maggiormente sorpreso è constatare quante lodi e quanti giudizi positivi questo libro abbia ottenuto, anche da parte di amici con cui sono solito condividere il parere.

    Per me invece si ...continua

    Ciò che mi ha maggiormente sorpreso è constatare quante lodi e quanti giudizi positivi questo libro abbia ottenuto, anche da parte di amici con cui sono solito condividere il parere.

    Per me invece si tratta di quel genere di romanzo che per decenni ha determinato, nei confronti della narrativa italiana contemporanea, un disamore presto sfociato in aperto boicottaggio; sciocco atteggiamento che ho dovuto ridimensionare, recuperando diverse opere meritevoli di attenzione e smussando la mia esterofilia.

    Ma in questo caso no.
    Ho trovato il libro di Ammaniti affetto da un’insopportabile provincialismo, che non è naturalmente il fatto di essere ambientato in provincia, ma di una superficialità di approccio a caratteri stereotipati, dialoghi artificiali, situazioni che sono solito assimilare al deteriore cinema dei Vanzina con umorismo becero e presunti drammi esistenziali da bignamino della psicologia. Vi si aggiunge un pizzico di Stephen King (quello non-horror) col dodicenne buono ma debole e i bulletti con la solita gerarchia tribale del leader cattivo-cattivo e dei suoi fragili e tarati spalleggiatori.

    Il destino di un cafone di paese, di una tronista decerebrata, di un padre alcoolizzato da barzelletta e degli altri burattini di questa commediola a tratti volgarissima, a tratti alla stentata ricerca di esprimere una malinconia da vite in tutti i sensi marginali, non mi ha suscitato alcun interesse.

    Perché allora due stelline anziché una, come sono stato a lungo intenzionato ad attribuire? Per il ritmo, direi, l’unica qualità (niente di speciale, per carità, ma in confronto agli altri miseri ingredienti) che l’autore nonostante tutto riesce a infondere a questa operina e che ha permesso anche a un lettore annoiato di arrivare in fondo, evitando di mettere in atto la frase che ho messo come titolo.

    Amen.

    ha scritto il 

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